Whatsapp e il rallentamento delle bufale [Pillole]

Le bufale prosperano in rete anche per una ragione molto pragmatica: con due clic è possibile rimandare un messaggio a tutti i propri contatti, e anche chi non crede proprio a tutto comincia a cambiare idea quando si vede arrivare lo stesso messaggio da varie fonti non correlate tra loro. Questo è un problema, e anche i grandi player informatici cominciano ad accorgersene. È notizia di ieri che Whatsapp, dopo un test con i suoi utenti in India, ha deciso di ridurre il numero di condivisioni possibili di un messaggio da 20 a 5, per cercare di alleviare il fenomeno delle fake news. L’iniziativa servirà? Ne dubito.

Il problema di questo tipo di condivisioni è che la crescita del numero dei possibili riceventi è esponenziale, nel senso vero del termine e non in quello usato nei giornali. Tralasciamo il fatto che un gruppo Whatsapp può contenere fino a 256 persone, e quindi un messaggio potrebbe essere ancora adesso inoltrato a 1280 persone, e vediamo cosa succede avendo condivisioni singole. Una persona potrà inoltare il messaggio a cinque amici, che a loro volta lo potranno inoltrare ad altri cinque ciascuno. È vero che probabilmente ci saranno dei doppioni – che però come dicevo all’inizio rendono la notizia ancora più verosimile – ma in pratica si è solo dimezzata la velocità di propagazione. Persino se il limite fosse abbassato a due condivisioni a testa la velocità sarebbe comunque quasi un quarto di quella attuale: l’unico modo per riuscire a limitare la crescita esponenziale è non averla più esponenziale, permettendo una sola condivisione automatica. Certo si potrà sempre fare un copincolla manuale, ma la maggiore complessità logica dovrebbe essere tutta a nostro vantaggio.

Morale: non fidatevi degli annunci senza prima fare una rapida verifica matematica!

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