Covid-19: attenti ai picchi!

L’altro ieri, dopo che sembrava che il numero di casi di infezione Covid-19 si stesse stabilizzando, il loro numero è immediatamente schizzato verso l’alto di un fattore 9, come si legge da questo tweet. Dobbiamo preoccuparci? Moriremo tutti presto? (prima o poi moriremo tutti, ma questa è un’altra storia) Sta davvero scoppiando la pandemia? La risposta è un po’ più complicata di quello che potrebbe apparire limitandoci a guardare questo grafico.
La prima traccia che sia successo qualcosa di strano la si ha guardando questo secondo grafico, che riporta il numero di morti per l’infezione. Come vedete, anche in questo caso c’è un incremento nettissimo, anche se solo di un fattore 2. Lasciate un attimo da parte la matematica e attivate un attimo il neurone. Un qualunque tipo di influenza non dà tipicamente una morte immediata: occorre un certo numero di giorni perché si passi dall’infezione al decesso, e questo lo si può vedere intuitivamente da come il grafico delle morti sia “spostato in avanti” rispetto a quello delle infezioni. Il contemporaneo picco nei due grafici ci dovrebbe fare intuire che sta succedendo qualcosa di strano.


Quello che in effetti è successo è che sono cambiati i criteri per la diagnosi dell’infezione. Molti casi che prima erano considerati una “semplice” influenza – della quale si può comunque morire! – sono stati riclassificati anche senza aspettare i risultati dei test genetici.

Io non sono un virologo né un medico, quindi non posso darvi risposte sulla pericolosità del virus. Non sono nemmeno (troppo) un complottista, quindi non ho idea se questo cambiamento serva a nascondere qualcosa di losco. C’è un detto che afferma che se vuoi nascondere davvero qualcosa, il modo migliore per farlo è spesso lasciarlo in bella vista. Magari anche le autorità cinesi conoscono bene il detto: invece che rilasciare le informazioni corrette piano piano creando un grafico storico dall’aumento preoccupante, hanno scelto di buttare tutto insieme e nascondere così il vero trend. Sono però un matematto, e qualcosa posso dire. La prima cosa è banale: non si possono sommare mele con pere. Se si cambia metodologia di misura, dovrebbe essere obbligatorio indicarlo esplicitamente nei grafici, in modo da avvisare il lettore che va di fretta e si limita a “guardare il disegnino”. Non ci vuole molto: una riga spezzata tra i dati vecchi e nuovi fa subito capire che c’è stata una rottura di un qualche tipo. La seconda cosa è una notizia buona, o almeno non troppo cattiva. È vero che come spiegavo sopra non si possono mischiare direttamente i due tipi di conteggio e dobbiamo considerare un periodo di malattia; ma il fatto che i morti di Covid-19 siano cresciuti molto meno dei casi diagnosticati dovrebbe significare che la malattia è sì pericolosa, ma un po’ meno di quanto si temesse. È una magra consolazione: ma almeno aiuta a farci una prospettiva più coerente. Infine, non fidatevi mai dei numeri! Sono solo un supporto, ma si può far dire loro quello che si vuole. La matematica serve anche ad accorgersi di questo 🙂

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