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matematto non praticante

_Arlecchino servitore di due padroni_ (teatro)

È la terza volta che andiamo a vedere l’Arlecchino. A differenza delle prime due, non c’è più Ferruccio Soleri (che comunque ho scoperto averlo ancora interpretato l’anno scorso!), ma Enrico Bonavera che comunque ha già anche lui la sua bella età (è del 1955). Ma soprattutto c’erano i gemelli, per la prima volta a teatro.

L’allestimento è sempre quello per la regia di Strehler e la messa in scena di Soleri: quindi si ci allontana un po’ dall’originale goldoniano. Tanto per dire, vi ricordo che il protagonista non era Arlecchino, bensì Truffaldino… Ovviamente la parte dialettale è meno forte che nell’originale, anche se ho dei dubbi che tutte le parole vengano comprese. Che “scarsèla” sia la tasca lo si capisce dal contesto, ma “tóla” per tavola mi pare un po’ più complicato…

Rispetto alle edizioni che ho visto, si gioca un po’ di più a rompere la quarta parete, con gli attori che parlano dell’opera prima dell’inizio degli atti (si comincia con una citazione dall’Edipo Re, tanto per dire), siparietti sullo sfondo tra chi non è in scena, e l’ormai classica discesa dal palco all’ultima scena. Da questo punto di vista avere preso dei posti in prima fila si è rivelato vincente per il duo: Cecilia alla fine mi ha confessato “Avrei potuto toccare gli attori… ma non l’ho fatto, eh!” e persino Jacopo ha riso di gusto. Soprattutto hanno resistito per tre ore: d’accordo che negli intervalli sono usciti nel chiostro del Grassi per correre e saltare, ma è stata comunque un’impresa per loro. Insomma, promossi!

Statistiche del sito per maggio 2019

A questo punto mi sto chiedendo se sia cambiato il modo in cui sono calcolate le statistiche di accesso al sito. Maggio è andato ancora peggio di aprile, almeno come visitatori unici: ci sono stati 15.083 visitatori per 38.330 visite, le pagine accedute sono state 89.471 e gli accessi 260.531. Per la Top 5, abbiamo:

  1. Eupnoico: 1.533 visite
  2. Font buttati lì: 279 visite
  3. Centro operativo postale: 267 visite
  4. Ah, la tecnologia!: 265 visite
  5. Omologazione: 262 visite

Come curiosità, posso aggiungere che il bot più attivo è stato AhrefsBot, che non ha esattamente una bella nomea. (I dati dei bot comunque non entrano nelle statistiche). Ci sono stati inoltre 24 accessi con referrer il mio post su Medium a proposito di Baricco e del suo The Game, e otto (!) ricerche con la stringa “come si dice quando gli strumenti in brano vanno ognuno per conto loro”…

phishing (preso da Virgilio)

Ieri mattina mi è arrivata una classica mail di phishing, apparentemente da parte di un mio ex collega; il titolo era “Molto importante! (Cognome Nome)” e il testo

Salve,

Stai bene?
Devo chiederti un favore.

A presto,
(Nome Cognome)

Ovviamente Cognome e Nome erano quelli dell’amico, che non posto per ovvie ragioni.

Mi ha stupito solamente il fatto che l’email, a parte arrivare da un dominio chiaramente farlocco-ma-che-sembra-importante (pec-cec-legal.it. “Farlocco” nel senso che è registrato a tale Biagio Zarbano ma non mi pare ci sia nulla; per la cronaca la mail è stata spedita attraverso infomaniak.ch che dovrebbe essere un provider svizzero), aveva come nome utente quello del mio ex collega, che è piuttosto peculiare e quindi non può essere frutto di un caso.

In effetti una rapida guglata mi ha fatto scoprire che a fine aprile erano stati sottratti più di un milione di contatti da Libero e Virgilio; quest’ultimo è in effetti il provider del mio amico. Non ho ben capito a cosa serviva l’antennona del tipo, a dire il vero: quello che mi preoccupa è che un po’ di gente potrà cascarci facilmente :-(

La mia solita candidatura :-)

Anche quest’anno mi sono candidato alle elezioni delle RSU per TIM, sempre nella lista FISTel-CISL. Come ormai sapete fin troppo bene, le probabilità che io sia eletto sono infime. E allora perché mi ostino a candidarmi? Beh, dovrebbe essere chiaro: perché io la faccia ce la metto sempre, e perché ritegno che invece che mugugnare e basta sia molto meglio cercare di fare qualcosa. Lo posso fare e lo faccio anche da semplice lavoratore: nel caso mi capiterà di essere eletto vedrò di farlo ancora meglio. Tutto qua :-)

Quizzino della domenica: successione

Ogni tanto è tempo di una successione. Chissà quando (se?) sarà il primo giorno in cui un’intelligenza artificiale riuscirà a essere più brava di noi, ma per il momento siamo noi umani ad avere il pallino in mano. Bando alle ciance: qual è la lettera successiva in questa successione, quella insomma da mettere al posto del punto interrogativo?
[MVVLMSLGDMV?]

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p387.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio.)

_Che cos’è la matematica_ (ebook)

Lessi per la prima volta questo libro (Richard Courant e Herbert Robbins, Che cos’è la matematica? Introduzione elementare ai suoi concetti e metodi [What Is Mathematics?: An Elementary Approach to Ideas and Methods], Bollati Boringhieri 2017² [1941, 1996], pag. 671, € 10,99, ISBN 9788833975849, trad. Liliana Ragusa Gilli e Laura Servidei, link Amazon) da ragazzo, non capendoci probabilmente molto. Adesso ho ripreso l’edizione aggiornata da Ian Stewart e recentemente convertita in digitale (malamente: è vero che non è facile rendere i testi matematici in formato epub, ma secondo me si sarebbe potuto fare parecchio meglio. Certo, ci voleva più lavoro). Cosa può dire il lettore che in questi decenni è stato esposto a una grande quantità di matematica? Il giudizio è misto. Per esempio ho trovato il primo capitolo molto pesante; andando avanti ho però apprezzato il modo non standard della presentazione dei temi – per fare un esempio, la geometria vista attraverso il birapporto che porta naturalmente alla geometria proiettiva – e l’enfasi sulle dimostrazioni di alcuni teoremi che vengono presentati a lezione come dati per scontati. Da questo punto di vista il titolo del libro è particolarmente adatto, perché segnala come la matematica sia un corpus che cresce in modo organico e non una raccolta di risultati scorrelati. Le note finali di Ian Stewart forniscono qualche informazione su cosa è successo nei decenni successivi alla prima pubblicazione: ovviamente non per tutta la matematica ma su alcuni punti trattati nel testo. Sono un’utilissima aggiunta. Qualche dubbio invece sulla traduzione (immagino originale…) di Liliana Ragusa Gilli; non tanto sulla parte matematica, che comunque è stata rivista da Laura Servidei, ma proprio sulla forma dell’italiano.

L’IVA sull’acqua

La scorsa settimana ho preso un po’ di cose al Carrefour, tra cui una confezione di sei bottiglie di acqua . La specificazione del supermercato serve perché i loro scontrini segnano la percentuale d’Iva sui singoli oggetti: ho scoperto così che l’Iva sull’acqua non è al 10% ma al 22% (almeno fino a quando non aumenterà).
Non è in effetti così strano, visto che uno può anche bere dal rubinetto e quindi non ha senso un’aliquota ridotta: però la cosa mi ha lasciato un po’ stupito.

Il triste declino di aNobii

Domani la proprietà di aNobii, un social network per amanti di libri, passerà da Mondadori a Ovolab.

Io frequento aNobii praticamente dalla sua nascita. Per uno di quei misteri della Rete, la piattaforma ebbe un immediato successo in Italia, dove i lettori sono pochi ma agguerriti. Il problema è che con una piattaforma di condivisioni di recensioni di libri non fai soldi. In effetti tra i “concorrenti” di aNobii ci sono GoodReads, che è stato comprato da Amazon, e LibraryThing dove Amazon ha comunque una partecipazione azionaria. Visto in questo modo, l’acquisto della piattaforma da Mondadori, dopo varie vicissitudini, aveva anche un senso. Peccato che invece che pensare alla “forza lavoro”, cioè a chi produceva contenuto, si è scelto di cercare di patchare una base dati malfatta e cambiare l’interfaccia utente pensando solo alla visualizzazione da smartphone. Peccato che inserire materiale da furbofono sia in genere un’operazione così complicata da far perdere la voglia anche a chi parte con le migliori intenzioni. E onestamente vedere che ora la piattaforma è in mano a un’azienda che crea app non è una notizia confortante da questo punto di vista.

A me non dà fastidio che il materiale da me creato (le recensioni di libri) siano monetizzate da qualcuno. Però mi dà fastidio che certe cose vengano fatte in maniera subottimale, come eufemisticamente dicono i matematici. Detto tra noi, non do più di un anno di vita ad aNobii: mi piacerebbe essere smentito dai fatti, ma non credo sarà così.