Un po’ in ritardo rispetto al solito, domenica sera (Chiesa cristiana protestante, via Marco de Marchi, 10 maggio ore 20:30) facciamo il concerto primaverile con la Mailänder Kantorei. Ci saranno un’aria solista del soprano e il concerto per organo scritto dal compositore ceco Vanhal, che secondo Wikipedia è stato il primo a vivere dei proventi di musicista (nemmeno Mozart ce la faceva…), e poi il nostro brano. La cantata di Bach che faremo è la 150, Nach dir, Herr, verlanget mich. Questa cantata è probabilmente la prima scritta da Bach, o almeno la prima che ci è arrivata, risalendo al 1706-1707; è diversa in struttura da quelle più comuni, avendo solo un’aria per soprano (e un trio, che però canteremo col coro), non usando i da capo abituali nelle arie e non avendo corali ma solo cori. Anche la struttura musicale è peculiare: ci sono molti movimenti cromatici – per dire, il primo coro parte con un salto di ottava seguito da una scala cromatica discendente; un altro coro comincia con una scala diatonica ascendente che passa da una voce all’altra. Ma è sempre Bach, una gioia da cantare e spero anche da ascoltare!
La locandina, se posso permettermi un consiglio, ha un carattere con grazie davvero poco adatto, perché a mio avviso poco leggibile (già un Garamond sarebbe molto meglio, se proprio ci tengono alle grazie, comunque insolite per una locandina, anche se immagino qui la scelta sia dettata da volontà di richiamare epoche passate). E l’idea di usare la firma di Bach nella riga dell’autore è altrettanto poco efficace.
Siccome non è la prima volta che la fanno così mi permetto questi consigli ai “fratelli separati” :)
ma a loro piace così, perché farli cambiare?
“e non avendo corali ma solo cori”
Ehm, ora mi sfugge la differenza :-)
hai ragione, l’ho dato per scontato ma non lo è. Dal punto di vista delle voci, sia i corali che i cori hanno generalmente quattro parti (soprano, contralto, tenore, basso). Dal punto di vista musicale, però, un corale ha una struttura molto più rigida: generalmente quattro frasi, con la prima e la seconda ripetuta (come melodie, il testo è diverso), la terza che si avventura in qualche modulazione e la quarta che ritorna alla tonalità iniziale. Tutte le voci cantano “in parallelo”; magari qualcuna può avere più note sulla stessa sillaba, oppure ritardarne una, ma in genere tutti cantano contemporaneamente le stesse parole. Il corale è molto usato nella liturgia luterana, alcuni hanno addirittura testi scritti da Lutero stesso.
Se hai mai sentito nella liturgia cattolica “Signore, dolce volto” https://www.youtube.com/watch?v=J3fHO36-Jhg , quello è un corale, qui in una delle armonizzazioni di Bach (che nella passione secondo Matteo mi pare lo usi cinque volte, con cinque testi diversi, la stessa melodia al soprano ma cinque armonizzazioni diverse, per non farsi mancare nulla). Poi ci possono essere corali “a pezzi”: se pensi a Jesus bleibet meine Freude della cantata BWV 147, https://www.youtube.com/watch?v=d9EN27Zh_vg , trovi che le parti del coro sono inframmezzate da brani orchestrali .
Il coro ha invece una struttura più libera, con le voci che possono tacere, mischiarsi in contrappunto o riprendere il tema in un fugato. La ciaccona che termina la cantata BWV 150, https://www.youtube.com/watch?v=1qWdALq02qo , è per l’appunto un coro.