_La società calcolabile e i big data_ (ebook)

Tra i tanti libri che parlano di algoritmi dal punto di vista sociale, questo (Domenico Talia, La società calcolabile e i big data : Algoritmi e persone nel mondo digitale, Rubbetino 2018, pag. 128, € 6,99 (cartaceo: 13), ISBN 9788849853995) presenta degli spunti interessanti, sopratttutto nella prima parte che va un po’ al di fuori del pensiero mainstream (che, aggiungo io, è di solito portato avanti da persone che non solo hanno un background diverso ma non pensano nemmeno di provare a vedere cosa c’è d’altro.) Peccato che la seconda parte, che così ad occhio riprende post scritti in occasioni diverse, non sia stata rivista per riunire i testi in un unicum che scorresse; leggendo, mi sembrava spesso di ritornare al punto di partenza. Resta comunque un’utile lettura per ampliare i propri orizzonti.

Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai (libro)

Chi ha la mia età si ricorda sicuramente del film di animazione Vip – mio fratello superuomo. Questo libro (Bruno Bozzetto, Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai, Bao Publishing 2018, pag. 288, € 25, ISBN 9788832730937) è un sequel della storia, dove troviamo Minivip sposato e più o meno felice (a parte quando le sue invenzioni non funzionano) mentre Supervip è depresso per essere stato lasciato dalla sua Lisa. Il tutto in una Terra che è completamente invasa dalle auto con i relativi fumi, e con il rischio di un’invasione aliena… Bozzetto ha scritto la sceneggiatura che oggettivamente è un po’ deboluccia, nonostante qualche spunto carino qua e là. Bisogna però dire che i disegni di Grégory Panaccione, o meglio la struttura delle tavole, migliorano molto il risultato e lasciano alla fine il lettore soddisfatto.

A Field Guide to Lies (ebook)

Puro buonsenso. Se dovessi descrivere in due parole questo libro (Daniel J. Levitin, A Field Guide to Lies : Neuroscientist on How to Make Sense of a Complex World, Penguin 2019 [2016], pag. 266, € 9,49 (cartaceo: 12,64), ISBN 9780593182512) il mio lapidario giudizio sarebbe questo. Levitin, forse perché non è un matematico o uno statistico di professione, riesce a mostrare in modo semplice come sia facilissimo dare al lettore frettoloso un’idea completamente sbagliata di cosa sta davvero succedendo… il tutto senza nemmeno darsi la pena di falsare i dati. Tutto quello che serve è presentarli in maniera opportuna. L’autore non si fa problemi a riconoscere, soprattutto nella prima parte “Evaluating numbers”, il proprio debito verso il libro di Darrell Huff Mentire con le statistiche, meritoria opera ancora valida nonostante i suoi decenni e anche disponibile in italiano: di nuovo, non è un caso che nemmeno Huff fosse matematico. Qui naturalmente gli esempi sono più moderni, e per esempio quello del discorso di Rumsfeld (con le “unknown unknows”) è davvero da manuale; ma soprattutto le sezioni “Evaluating the words” e “Evaluating the world” vi aiuteranno a guardare alle notizie con occhi nuovi.

Noi e i numeri: una storia d’amore (ebook)

La pubblicità italiana a questo libro descrive Buijsman come un enfant prodige, che a poco più di vent’anni è un filosofo della matematica. Tutto è possibile, ma di filosofia in questo libro (Stefan Buijsman, Noi e i numeri: una storia d’amore [Plussen en minnen], Ponte alle Grazie 2019 [2018], pag. 196, € 9,99 (cartaceo € 16), ISBN 9788833313597, trad. Stefano Beretta) non ne troviamo poi molta: giusto un accento iniziale alla diatriba tra platonisti e formalisti, senza che ufficialmente l’autore prenda posizione. (Occhei, questo depone a favore del suo essere un filosofo: se non hai una tua posizione, non affiliarti a nessun’altra.) Per il resto, c’è un po’ di storia della nascita della matematica, direi la parte più interessante del testo perché Buijsman mostra come non sia poi così necessario usare la matematica… a meno che non cominci a essere in gruppi molto grandi, e un po’ di spiegazioni sul perché anche argomenti che appaiono astrusi come integrali e differenziali (io avrei usato derivate, ma cambia poco) o statistica siano comunque importanti, anche se a noi non capiterà mai di usarli nella vita di tutti i giorni. Secondo me il risultato finale non funziona nemmeno per il pubblico di non matematici, anche a causa della traduzione. Immagino non ci siano molti traduttori dall’olandese: ci sono però troppi punti dove Stefano Beretta sballa completamente il significato di una frase. Chi di matematica ne capisce può immaginare quale fosse il vero significato: ma probabilmente non leggerà il libro. Chi non ha una cultura matematica continuerà a non averla, e anzi si farà delle idee sbagliate…

_Milano Anni 60_ (mostra)

Ultimi giorni per questa mostra a Palazzo Morando, che ieri io e Anna siamo andati a vedere. Non è solo una mostra fotografica, visto che sono anche presenti alcuni reperti dei “favolosi anni ’60”: ma è chiaro che le fotografie fanno la parte del leone, come sempre in quella location. Alcune foto, come quelle sulla metropolitana, le conoscevo già; altre mi erano nuove, e in effetti si vede una città riconoscibile sì, ma a stento. I prezzi sono sempre quelli milanesi (12 euro, noi abbiamo pagato 8 perché abbonati annuali ATM ma non bastava mostrare la tessera… ci è voluta l’email con la ricevuta :-) ) però secondo me ne è valsa la pena.

Where do numbers come from? (libro)

Tanti anni fa lessi The Pleasures of Counting e lo apprezzai tantissimo. Non ho così avuto dubbi nel comprarmi questo nuovo libro di Körner, e in effetti non mi sono per nulla pentito della scelta. Certo è di tema completamente diverso; questo (T.W. Körner, Where do numbers come from?, Cambridge University Press 2019, pag. 260, Lst 24,99, ISBN 978-1-108-73838-5) è tecnicamente un libro di testo universitario, anche se ho dei forti dubbi che qualche professore lo adotti. In effetti, almeno dal mio punto di vista, è un modo per rileggere la costruzione dei numeri razionali nella prima metà e la parte dell’analisi matematica relativa ai numeri reali nella seconda poi (con appendici su polinomi e quaternioni: quest’ultima mi ha finalmente fatto capire come possono funzionare per le rototraslazioni in 3D), il tutto rimarcando la differenza tra le nostre aspettative naive e quello che occorre per formalizzarlo. In altri termini, è vero che noi sappiamo già cosa ci aspettiamo; ma dobbiamo porre molta cura per non dare per scontate alcune proprietà. Questo lo si vede bene nella sezione sui numeri reali, che riprende i risultati di Analisi 1 tirandoli fuori per così dire alla rovescia – Körner spesso dice che queste dimostrazioni sono più vicine a quelle originarie – e soprattutto esplicitando l’uso della proprietà archimedea che è fondamentale nella costruzione dei reali. Secondo me se siete interessati a come funziona la matematica il libro è leggibile e godibile.

Tutti in festa per pi greco (libro)

lCome raccontare pi greco a bambini dalla quinta elementare in su? Anna Cerasoli lo fa in questo libro (Anna Cerasoli, Tutti in festa per pi greco, Editoriale Scienza 2015, pag. 96, € 13,90, ISBN 9788873077213), partendo dalla storia antica e arrivando a mostrare come il numero è sempre stato vicino agli uomini. La parte di geometria solida è più adatta ai ragazzi delle medie, ma ci sono anche tante notizie e attività per i più piccoli, oltre che una parte destinata agli insegnanti – o ai genitori che non hanno paura della matematica… – per dare sufficiente contesto da cui partire per dare altre informazioni. Un libro atamente consigliato.

Bright Morning Star (ebook)

I libri Newcon Press sono di solito interessanti, e quindi sono contento di recensirli. In questo caso, però, “interessante” non basta a dire quanto mi sia piaciuto questo libro. Parlare del Primo Contatto dal punto di vista di una specie aliena non è naturalmente nulla di nuovo; Morden però sceglie di farlo dal punto di vista di una sonda aliena, il che cambia completamente le carte in tavola perché non solo è diversa la logica con cui si vedono le cose, ma anche la conoscenza di partenza che è nulla e viene man mano creata. In effetti mi sono accorto che mentre sono riuscito spesso a capire a cosa si stava riferendo la sonda, ci sono stati vari casi in cui ho fatto ipotesi errate, come nel caso di Pedro. A posteriori era tutto ovvio, ma i primi indizi li avevo persi…
La seconda parte del libro, quando la sonda diventa una specie di deus ex machina nello scacchiere mondiale, è secondo me più debole: Morden mette in bocca alla sonda le proprie idee, che per quanto apprezzabili segnano una bella differenza con quanto eravamo abituati a considerare. Ad ogni modo raccomando a tutti la lettura!