_The Etymologicon_ (libro)

Mark Forsyth spiega nell’introduzione come è nato questo libro (Mark Forsyth, The Etymologicon, Icon Books 2016, pag. 252, Lst 8,99, ISBN 9781785781704, link Amazon): quando comincia a parlare di etimologia, inanella parole su parole senza mai fermarsi. Il testo in effetti è un grande cerchio che spazia più o meno per tutto lo scibile umano. Per noi italiani la lettura è spesso facilitata dal fatto che la maggior parte delle parole portate come esempi hanno radice latina o greca, e quindi sono riconoscibili. Non garantisco sulla correttezza di tutto quello che Forsyth ha scritto. Per esempio è ben noto che la nota “do” si chiama così perche Giovan Battista Doni decise che il nome “ut” non era il massimo, e scelse una sillaba “a caso”: quella iniziale del suo cognome… Insomma, conisglierei di prendere con le molle alcune delle sue affermazioni; ma in fin dei conti questa è una pecca minore nel complesso delle storie raccontate e soprattutto di come sono raccontate.

_Pulp Literatire #22_ (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Pulp Literature è un progetto che prevede un certo numero di persone che paga una piccola cifra al mese per permettere ai curatori della rivista (trimestrale) di avere un budget iniziale per la pubblicazione di una raccolta di letteratura di vari tipi.
Lo ammetto: in questo numero 22 (AA.VV., Pulp Literature Spring 2019: Issue 22, Pulp Literature 2019, pag. 224, € 4,45, ISBN 9781988865133, link Amazon) ho saltato a piè pari tutte le poesie – non comprendo abbastanza bene l’inglese, e comunque non le leggo nmmeno in italiano… Tra i racconti, “The Pope of the Chimps” di Robert Silverberg è divertente (e ben scritto, ma questo lo si poteva dare per certo); “The Extra” di Mel Anastasious è troppo lento per me, ho seguito la storia ma non ho ben capito dove volesse arrivare; “The Nix’s Wife” di Kathryn Yelinek è un racconto fantasy standard; “Spin Doctor” di Susan Pieters non mi ha detto proprio nulla, mentre “Snapshots” di Leo X Robinson è di gran lunga il miglior racconto presente; non ho per nulla capito le storie di “Late Night Fun Facts on the No. 65” di JTF King e “The Raven” di Cheryl Wollner; “The Endless Drop” di Mathew Nielsen e Minna Hakkola è un racconto a fumetti con un’idea interessante che però non è portata avanti; “Allaigna’s Song” soffre infine del fatto di essere la seconda parte di un racconto in tre episodi, il che significa che non mi è stato facile capire le sottigliezze del testo. Insomma, ci sono alcune gemme, ma il livello è molto disuguale.

_Il paradosso di Icaro_ (libro)

Ogni tanto chiedo troppo alle mie capacità di comprensione di un testo troppo lontano dalle mie conoscenze: questo (Carlo Bordoni, Il paradosso di Icaro : ovvero La necessità della disobbedienza, Il Saggiatore 2018, pag. 352, € 21, ISBN 9788842824381, link Amazon) è stato uno di quei casi. I cinque capitoli del libro sono intitolati a hybris (superbia), koros (eccesso), theios aner (conoscenza), aion (tempo), e nemesis (di per sé la vendetta, ma in questo caso la natura), anche se tutti i capitoli mantengono l’hybris come punto focale rispetto al quale viene trattato il tema. Ho trovato qualche spunto interessante, come la posizione secondo cui la creatività può essere vista come l’anticipazione di qualcosa che è lì nell’aria ma non è ancora un patrimonio comune a tutti. Però ho anche trovato il testo molto pesante. Ci sono molte reiterazioni di uno stesso concetto a poche pagine di distanza, che più che a una volontà di spiegare meglio le cose a me ha fatto pensare a una mancata rilettura. E soprattutto – ma qui ammetto che la colpa potrebbe essere mia più che di Bordoni – non sono proprio riuscito a campire il punto del libro. D’accordo, la disobbedienza è parte intrinseca di noi esseri umani. Ma la sua “necessità” è per l’appunto solo un modo di esprimerlo in altre parole?

_I nuovi poteri forti_ (ebook)

Mi sa che Franklin Foer sia soprattutto noto per essere il fratello di suo fratello, lo scrittore Jonathan Safran Foer. Franklin è invece un giornalista, che è anche stato a capo della rivista New Republic per un breve periodo, prima di essere fatto fuori perché non portava abbastanza utili. Ecco, diciamo che questo libro (Franklin Foer, I nuovi poteri forti [World Without Mind], Longanesi 2018 [2017], pag. 296, € 11,99 (cartaceo: € 22), ISBN 9788830452138, trad. Matteo Camporesi, link Amazon) è quasi per metà un resoconto in prima persona del perché questi giganti di internet sono brutti, cattivi e vergognosi; tanto che Longanesi ha scelto di scriverlo nel titolo italiano, anziché il molto migliore “World Without Mind” dell’originale. Il problema è infatti che una visione troppo personale resta per forza di cose parziale, e usarla come esempio paradigmatico non funziona. In effetti quella che funziona meglio è l’ultima parte, la ridefinizione del concetto di creatività che da qualcosa di personale viene trasformato dal GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple) in una produzione collettiva e soprattutto meno pagata. Io non concordo sulla logica che porta all’allungamento sempre maggiore della durata del copyright, ma altri punti della trattazione di Foer danno dei begli spunti di riflessione, almeno per chi è interessato o incuriosito da questi temi. La traduzione di Matteo Camporesi è lineare.

_Tutto l’universo per chi ha poco spazio-tempo_ (ebook)

Il titolo di questo libro (Sandra Savaglio, Tutto l’universo per chi ha poco spazio tempo, Mondadori 2018, pag. 296, € 10,99 (cartaceo: € 20), ISBN 9788804668947, link Amazon) merita di suo. Su questo non ci sono dubbi. E il testo, invece? Merita anch’esso. Se devo essere puntiglioso, direi che l’introduzione e il penultimo capitolo, quello sulla materia oscura, sono inferiori al resto: non giudicate insomma il libro da come comincia, e non spaventatevi dalla massa di informazioni spesso oscure come la materia omonima. In generale di dati ce ne sono tanti e anche modernissimi, che mi hanno fatto scoprire cose che in questi anni avevo saltato: quello che però è positivo è che non sono buttati lì alla rinfusa, ma fanno parte di un disegno armonico che ci permette di formarci un’immagine non dico chiara – anche gli scienziati spesso non sono mica certi delle loro ipotesi! – ma comunque coerente. Una lettura insomma consigliata per tutti i curiosi e anche per chi troppo curioso non è.

_Carosello. Genio e pubblicità all’italiana_ (ebook)

Carosello è nel cuore di quelli della mia generazione. In questo libro (Marco Melegaro, Carosello : genio e pubblicità all’italiana, Novecento Editore 2017, pag. 256, € 5,99 (cartaceo: € 16), ISBN 9788899316624, link Amazon) Marco Melegaro fa una retrospettiva anno per anno degli spot principali, o almeno di quelli che a suo parere sono stati i più interessanti. La parte migliore del testo è senza dubbio quella delle interviste ai protagonisti dell’epoca: un amarcord che ci dà un’idea di come era diverso allora il mondo. Meno riuscita invece la visione d’assieme del libro, con molte ripetizioni (è forse nato come serie di articoli anno per anno, senza verificare come funzionasse una volta assemblato?) e la resa in epub che è davvero dozzinale.

_14 scoperte scientifiche che non sono servite a niente_ (ebook)

Conosco da una vita i premi Ig Nobel. Ho comprato un libro – in inglese – che raccoglie molti articoli dagli Annals of Improbable Research, e sono persino coautore di un articolo ivi apparso. Potete quindi capire come mi sia arrabbiato a leggere questo libro (Aleksandra Krohe e Madeleine Veyssié, 14 scoperte scientifiche che non sono servite a niente [Le top 14 des découvertes scientifiques qui n’ont servi à rien], Bompiani 2017 [2016], pag. 384, € 6,99 (cartaceo: € 13), ISBN 9788845283888, trad. Mara Dompè, link Amazon). Le due autrici hanno infatti deliberatamente scelto di presentare quasi solo “ricerche scientifiche” fasulle, nonostante lo scopo dichiarato di Marc Abrahams sia quello di “far ridere prima, e pensare poi”. Persino quando hanno presentato risultati buffi ma con un certo qual senso, si sono premurate di mettere il lettore in guardia dall’inutilità della ricerca stessa: si legga l’ultimo capitolo sulla misura quantitativa del dolore percepito mentre si guardano bei quadri per farsene un’idea. Io sono totalmente d’accordo sull’evitare di pensare alla scienza solo come roba seriosissima, ma un libro come questo dà l’impressione opposta. Nulla da eccepire sulla traduzione di Mara Dompè.

_The Annotated Innocence of Father Brown_ (libro)

Premessa: ho letto l’edizione originale 1987 della Oxford University Press che ho preso in prestito alla Open Library, non quella Dover attualmente in commercio (G.K. Chesterton, Martin Gardner (ed.), The Annotated Innocence of Father Brown, 1987, pag. 352, $17.95, ISBN 9780486298597, link Amazon), quindi non sono sicuro che tutto sia uguale. Noi italiani di una certa età, quando sentiamo parlare di padre Brown, pensiamo immediatamente a Renato Rascel che indubbiamente aveva il physique du rôle. Ma leggere i racconti in lingua originale permette di capire la grandezza di Chesterton come scrittore. Le sue descrizioni sono incredibili, e uniscono una dovizia di particolari a un lirismo poetico. Martin Gardner, nella sua introduzione, traccia un parallelo tra Sherlock Holmes e padre Brown, scherzando spesso ma soprattutto mostrando come i racconti di Chesterton, per quanto improbabili, non lo sono poi tanto più dei gialli televisivi attuali: bisogna insomma leggerli per quello che sono, e godersi i ragionamenti oltre che il modo poco ortodosso in cui il piccolo sacerdote riesce a trovare la soluzione. Le quasi 200 note di Gardner aggiungono altre informazioni spesso utili per chi legge questi racconti un secolo dopo… Una lettura divertentissima.