Da Fidèl a Smart

Un esempio di confezione Smart (dal sito esselunga.it)

Chi frequenta i supermercati Esselunga conosce bene i prodotti della linea Fidèl. Nata come linea a basso prezzo, e quindi nascosta in cima o in fondo agli scaffali, ha perso sempre più importanza: per dire, Esselunga a un certo punto ha deciso di fare prodotti a marchio “Esselunga Top”, proprio per scegliere un posizionamento diverso.
È possibile che questa scelta non abbia portato chissà quali risultati, a differenza per esempio di quello che fa Coop con i suoi prodotti private label “Fior da fiore”; o magari qualcuno ha deciso che ora che Castro è morto e sepolto occorreva modernizzare anche quel brand. Così da qualche mese possiamo trovare sugli scaffali tanti prodotti della linea “Smart”, caratterizzati da una confezione color giallo pugno-nell’occhio, indicazioni minimali sulle etichette – praticamente solo il nome e quanto richiesto per legge – e un prezzo concorrenziale anche rispetto ai discount. Potete trovare una disanima più tecnica sulla scelta markettara qui, mentre se volete trovare un confronto con i prodotti marchiati Esselunga c’è questa disamina del Fatto Alimentare, che mostra come la qualità almeno nei prodotti alimentari sia nettamente inferiore, ed è probabilmente per questo che Esselunga ha scelto di non associare esplicitamente il nome della catena a questi prodotti. Io nel mio piccolo ho fatto un rapido controllo sui prodotti a base di latte, e la materia prima per tutti arriva dalla Germania o dall’Austria: d’accordo che Esselunga è concentrata nel nord Italia, ma mi chiedo quanto poco costi il latte lì per rendere economico il trasporto fino da noi…

Fini intenditori di fumetti

Da buon ex normalista, ho deciso di comprarmi Speciale Normale di Leo Ortolani. Non appena ha visto che c’erano dei fumetti, Jacopo mi ha subito fregato il fascicolo, anche se non so quanto ha capito della storia. Ma quello che mi ha stupito di più è che alla fine mi ha detto “Ma è stato disegnato da quello che fa Rat-Man?”. Ora, il tratto di Ortolani è inconfondibile, d’accordo. Ma sono certo che a casa mia non sia mai passato un albo di Rat-Man. Dove diavolo li ha visti?

Siti che chiudono per il weekend

È un po’ che cerco di domiciliare il bollo auto, così non mi dimentico di pagarlo. Ci avevo tentato l’anno scorso senza risultato: così a fine maggio, dopo averlo pagato ancora una volta in ritardo, scrissi a infobollo@lombardia.aci.it e a inizio luglio (luglio, non giugno) ottenni la risposta sui vari modi possibili oltre a quello che avevo tentato inutilmente. Domenica sera finalmente mi sono deciso a ritentare la sorte, e ho provato ad andare nella pagina della Regione Lombardia e compilare il modulo di “DomiNciliazione bancaria” (guardate il titolo della pagina) da spedire in formato cartaceo. Metto i dati della macchina di Anna, e mi arriva un messaggio “Targa non esistente – si prega di contattare l’Assistenza ACI” (senza nemmeno un’email o un numero di telefono). Lunedì mattina alle 7 riapro la pagina, dico che sto facendo la cosa per conto terzi… e miracolosamente la targa viene (ri)trovata, cosa di cui non avevo dubbi poiché tutti gli anni ci arriva la notifica di pagamento. L’unica ipotesi plausibile è che la base dati sia una fan di Luigi Di Maio e la domenica resti chiusa.

(Ora devo solo trovare un francobollo, e non garantisco sarà impresa facile)

unloved


Ogni tanto – non mi è chiaro perché, ma credo che dipenda dalla mia connessione – gmail dice che non ho posta. Il problema è temporaneo: in genere basta ricaricare la pagina ed è tutto a posto. Prima ho però provato a cliccare su “tutta la posta” e il risultato è quello mostrato nell’immagine qui sopra. Non sentite anche voi un po’ di compassione per quei server non amati?

ancora sulle acque minerali

Un rapido aggiornamento sulla saga delle acque minerali. Oggi pomeriggio ho preso due bottigliette d’acque a un Pam Local (superette del gruppo), prendendo quelle appunto marchiate Pam. Arrivano anche loro dalla Pontevecchio, e fin qui nulla di strano; però costavano 43 centesimi cadauna, e non penso che la maggior parte di quei soldi andranno all’imbottigliatore…

Cartelloni seipertré: c’è grossa crisi?

Lo scorso fine settimana girellavo senza nulla da fare e quindi mi è capitato di dare un’occhiata ai cartelloni giganti che riempiono i panorami cittadini. Ho così notato che ce ne sono di ormai obsoleti: passi quello che proponeva offerte dal 13 al 15 settembre, ma i concerti al Carroponte per giugno e luglio, per non parlare delle offerte Coop di maggio, non hanno più molto senso. In un altro dei cartelloni che ho visto i manifesti erano stati strappati; negli altri che ho segnalato non ci si è neppure data la pena di farlo. Quel tipo di pubblicità è diventata così fuori moda?

Thegiornalisti

Fino all’inizio di questa settimana credo di aver sentito nominare Thegiornalisti una sola volta. Qualcuno sa spiegarmi perché sono improvvisamente diventati così importanti da essere trattati ovunque? (Sì, ho capito che il frontman ha deciso di lasciare. Ma ripeto, non è che stiamo dicendo che Mick Jagger ha deciso di lasciare gli Stones)

Copy d’antan

Venerdì ero all’ODStore, dove la musica interna era a un volume così alto che non potevo non ascoltare. A un certo punto è arrivata una (auto)pubblicità che segnalava che il negozio era anche online. Il punto è che la pubblicità partiva… con il suono di un modem che si connetteva.
Passi l’icona del floppy disk per indicare un salvataggio: ma in quanti ormai riconoscono i modem?