More fun (libro)

Rispetto al primo volume di questa storia, qui (Paolo Bacilieri, More fun Coconino 2016, pag. 156, € 19, ISBN 9788876182891) Bacilieri mi è parso più lineare. È vero che sono rimaste, anche se più ridotte, le storie collaterali, con Capitan Biscotto che alla fine fa anche un cameo nel racconto principale; però per l’appunto la storia parallela a quella dei cruciverba si è dispiegata in modo molto più chiaro, e anche la parte storica mi pare migliore… forse perché si parla della seconda generazione di cruciverbisti. Sui disegni nulla da eccepire; anzi le tavole quando racconta della vita di Perec, che riprendono il palazzo protagonista di La vita, istruzioni per l’uso sono favolose, come anche le immagini milanesi.

Clara e la giramondi (libro)

Comincio con la recensione di mia figlia undicenne, visto che il libro (Marco Pagot, Clara e la giramondi, Forevera 2020, pag. 239, € 9,39, ISBN 9798678402516) ha come target principale le ragazze: “È molto molto bello”. Visto che aveva letto in una giornata la seconda metà, ho cercato di tirarle fuori qualche parola in più, aggiungendo “ma a te non piacciono i libri di fantascienza!” al che la risposta è stata “sì, ma questo è diverso…” Preso atto che la sua carriera di recensora non è ancora sbocciata, mi sa che tocchi a me parlare del libro. Dopo averlo letto, capisco perché possa piacere alle ragazze: la storia è indubbiamente di matrice fantascientifica, con la possibilità di viaggiare tra mondi paralleli, ma è anche indiscutibilmente legata al presente, con Clara che fa i video Instagram dove spiega la matematica e tra un’avventura e l’altra manda messaggi Whatsapp a sua zia per rassicurarla che sta andando tutto bene – cosa che ovviamente non è vera, sennò che storia sarebbe? D’altro canto non si può certo dire che si tratti di chick-lit: come dicevo, l’ambientazione di base è fantascientifica. Consiglio insomma la lettura a grandi e a meno grandi: sono sicuro che si divertiranno. Piccolo spoiler finale: il libro termina con Estrema Riluttanza.

Trappola Irpef o trappola per gonzi?


In un gruppo Whatsapp che frequento è stato condiviso questo articolo di cui in figura vedete titolo e catenaccio. Il testo è chiarissimo: Draghi è pronto a farci pagare 3000 euro con la ormai imminente riforma fiscale. Poi si va a leggere l’articolo, e in fondo si trova la spiegazione di tutto, che riporto comprensiva di refusi (ne fa più di me, è tutto detto…):

Nel caso in cui un contribuente dovesse avere un reddito annuo dichiarato pari a 40.000 euro, con l’attuale sistema delle detrazioni, delle deduzioni e dei vari bonus riesce a pagare 8.500 euro di Irped. Nel caso in cui enissero cancellati tutte le agevolazioni previste oggi come oggi, arriverebbe a pagare qualcosa come 3.000 euro in più.

Vi siete accorti dove sta il trucco? I 3000 euro in più da pagare ci sarebbero se venissero cancellate tutte le agevolazioni previste oggi come oggi e se le aliquote attuali non venissero modificate. Ora, io non ho nessuna idea di come potrà essere la riforma fiscale, e non ho nemmeno nessuna idea di come verranno modificate le aliquote. Ovviamente – anche a parità di gettito complessivo – una modulazione diversa può fare guadagnare o perdere soldi a fasce diverse di reddito, oltre naturalmente a dare risultati differenti anche a parità di reddito a seconda delle detrazioni che si hanno. Ma se ci si limita a togliere le detrazioni senza cambiare aliquote sicuramente non si può parlare di riforma fiscale, ma di eliminazione delle detrazioni.

Per la cronaca, io ho controllato il mio ultimo 730 e le detrazioni erano di poco più di 1000 euro. È vero che non ho mutui né assicurazioni, ma ho come il sospetto che i 3000 euro immaginati dall’articolista non siano poi così comuni. L’unica cosa che mi chiedo è se questi conti siano volutamente terroristici oppure indicano semplicemente una scarsa o nulla capacità di comprendere i numeri…

PS: Se dovessi scommettere oggi su come sarà la riforma fiscale, direi che i redditi medi saranno svantaggiati, chiunque sarà il presidente del Consiglio dei Ministri al momento. Ma questa è una cosa diversa dal cercare di dimostrarlo con conti farlocchi…

giustizia?

Leggo che Beppe Signori è stato assolto (con formula piena) dall’accusa di avere truccato il risultato della partita Piacenza-Padova. Secondo quanto hanno stabilito i giudici, aveva sì ricevuto 30.000 euro ma non per truccare la partita bensì per diventare un testimonial (cosa che ovviamente non ha potuto fare).

Peccato che quella partita sia stata giocata nel 2010, cioè undici anni fa. In effetti Signori ha rinunciato alla prescrizione perché voleva un’assoluzione piena. Non trovate che ci sia qualcosa che non funziona?

Coincidenze?

Proprio mentre Aifa decide che anche chi ha tra 55 e 65 anni potrà usare il vaccino AstraZeneca, la multinazionale farmaceutica annuncia che dimezzerà le dosi fornite all’Unione europea. Coincidenza? Noi di .mau.ger pensiamo di no…

Scherzo. In realtà è una coincidenza, non foss’altro che perché la decisione di inserire altre coorti (tra le quali la mia) è solo italiana e non europea. Però un problema c’è. Posso capire che nel caso dei vaccini Pfizer e ModeRNA, che usano tecnologie mai testate su scala così grande, ci possano essere problemi di produzione. Ma quello AstraZeneca è un vaccino “standard”, e quindi non capisco perché arrivi un taglio così grande. I cinici potranno dire che cercano di vendere a prezzo maggiore le dosi che producono, e questo potrebbe anche essere in parte vero; ma comincio a pensare che la realtà sia un po’ diversa. Mi sa che AZ aveva promesso una capacità molto maggiore di quella tecnicamente fattibile, sperando in un qualche miracolo nei mesi successivi; la UE si è bevuta la storia, probabilmente perché faceva comodo anche a loro poter dire che sarebbe andato tutto bene e in fretta; il miracolo non è arrivato e tutti i piani vaccinali sono andati a gambe all’aria.

Insomma, alla fine chi ci perde siamo noi cittadini, cornuti e mazziati.

Sì, sono un maleducato

Chi mi conosce sa che io e Facebook non andiamo troppo d’accordo. Il redesigning di questo autunno mi ha aiutato a usarlo ancora di meno, e di questo sono grato a Zuckerberg. Ogni tanto però lo apro, e ogni ancora più tanto vado a dare un’occhiata se ci sono richieste di contatto. (Ah, dimenticavo di aggiungere che io non ho mai installato Messenger). Le richieste che mi arrivano sono di tre tipi. Il primo dovrebbe essere comune a tutti: signore/signorine come la sedicente Latoski Tamara che mi scrive

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seguita da un link a una pagina di Facebook. Queste sono banali da gestire, nel senso che se ne staranno lì per sempre: anche quando l’account viene cancellato il messaggio continua a restare.

Quelle di cui però mi interessa parlare sono quelle del secondo tipo, con una persona che scrive cose tipo “ciao Maurizio”, o l’ultima di una decina di giorni fa:

Ciao Maurizio, potrei parlarvi?

Come ho scritto nel titolo, io sono maleducato e non rispondo mai a questi messaggi. (Per la cronaca, il terzo tipo di richieste sono quelle che scrivono cosa vogliono da me). La ragione di tutto questo dovrebbe essere chiara a chi mi conosce. Contattarmi non è per nulla difficile: basta entrare sul mio sito e c’è un link. Non ho nessun problema a rispondere a chi mi chiede cose di matematica: non è detto che io sappia o possa rispondergli nel merito, ma un cenno di risposta non lo nego. Il problema è un altro. La mia esperienza mi dice che questo tipo di richieste mi arrivano da gente che vuole lamentarsi di qualche sopruso nei loro confronti fatto su Wikipedia. In quest’ultimo caso il plurale è un chiaro segno, a meno che non si tratti di un nostalgico del Ventennio: e comunque quando uno si definisce nel profilo “influencer at Instagram” non è difficile immaginare dove voglia andare a parare.

Bene. Anche se io avessi chissà quale potere sulle voci di Wikipedia, tu non vieni a chiedermi su Facebook di fare qualcosa su Wikipedia, esattamente come non vieni a casa mia per chiedermi cose sul mio lavoro. E se proprio vuoi chiederle, le chiedi direttamente nel post, senza cercare di fare il piacione con un saluto. È vero che poi ti rispondo “questa è roba di Wikipedia, non di Facebook”, ma ti rispondo. Mi insulterai perché non ti rispondo? Sopravviverò alla disperazione.

Detto tra noi, non mi è mai capitato di qualcuno che insistesse a scrivere. Secondo me vanno a strascico, e cuccano qualche altro wikipediano. Peggio per tutti loro :-)

Dopo Conte, Draghi

sondaggio
Nove giorni dopo il giuramento e forse un singolo Consiglio dei Ministri, Google Rewards mi chiede il mio giudizio sul governo Draghi. Onestamente, come posso dare una risposta che non sia sulla fiducia?

Modifiche a scoppio molto ritardato

dopo due anni e Qualche giorno fa Larissa Iapichino ha ottenuto il record mondiale femminile under 20 indoor del salto in lungo, eguagliando il record italiano di sua madre Fiona May. Due anni e mezzo fa il Corsera, nel suo supplemento LiberiTutti, aveva scritto un articolo sulla parte femminile della famiglia Iapichino-May. Solo che come vedete c’è stata una modifica il pomeriggio di domenica scorsa. Cosa è successo? Si è voluto aggiornare l’articolo con i nuovi successi di Larissa Iapichino? Qualcuno si è accorto che nel catenaccio c’era un refuso (“atletic a” anziché “atletica”)? No. Ecco qua la modifica che è stata fatta al testo originale.

Prima: «Larissa, oltre alla bellezza selvaggia di Fiona (nata in Inghilterra da parenti giamaicani) addomesticata dai cromosomi caucasici di papà, »

Adesso: «Larissa, oltre alla bellezza caraibica di Fiona (nata in Inghilterra da parenti giamaicani) mischiata ai cromosomi europei di papà, »

(nemmeno correggere “parenti giamaicani” in “genitori giamaicani”…)
Certo, possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno e apprezzare il fatto che ci sono voluti trenta mesi ma qualcuno si è accorto che forse certe espressioni non sono proprio il massimo. Io personalmente vedo una doppia sconfitta dell’italica stampa, che prima quelle espressioni le usa e poi le cancella più o meno silenziosamente.