Una cosa che non ho capito della flat tax

Lo so, non si dovrebbe mai parlare delle promesse elettorali, perché tanto sono appunto promesse. Ma visto che Berlusconi ha rilanciato la sua vecchia proposta della flat tax al 23%, anch’io posso chiedere qualche cosa.
Punto 1: esiste da qualche parte uno studio che dica quale sarebbe stato il gettito 2021 se ci fosse stata la tassazione unica? Io almeno non sono riuscito a trovare dati di nessun tipo, e tenete conto che Berlusconi parla anche di flat tax sui redditi d’impresa e non solo sull’IRPEF.
Punto 1 bis: una flat tax toglierebbe anche le attuali detrazioni, che abbassando l’imponibile in realtà abbassano l’aliquota media?
Punto 2: una flat tax significherebbe anche alzare le cedolari secche sulle azioni e tutte le altre forme di tassazione agevolata già esistenti?

Senza una risposta a questi punti – che so già che non ci sarà mai – non ha senso mettersi a discuterne. Non certo per convincere la gente che si ridurrà l’evasione fiscale: se pago zero ora, perché dovrei pagare il 23%? Al più, a seconda di qual è la risposta al punto 2, si potrebbe ridurre l’elusione fiscale.

Ah: è ovvio che a parità di gettito se c’è una flat tax e quindi chi è più tassato risparmia il risultato è che chi è oggi meno tassato ci perde, anche con la foglia di fico di una franchigia a tassazione zero che sarebbe comunque necessaria per rispettare almeno formalmente il vincolo costituzionale della tassazione progressiva. Ma è anche ovvio che la maggior parte degli elettori legge “flat tax” e traduce “tassazione massima”, pensando che in fin dei conti ci possono guadagnare qualcosa anche loro. Berlusconi conosce i suoi polli.

Statistiche del sito per luglio 2022

Vabbè, ho toccato il fondo ma non ho ancora scavato. A luglio i visitatori unici sono stati 11571 (+26), le visite sono 28766 (+1478); le pagine accedute sono state 105722 (+21025) con 201385 hit (record annuale, +32688). Sei giorni sopra le 1000 visite: la top 5 è

  1. Variante di [Vv]alico: 422 visite
  2. Appello per cognome: 392 visite
  3. Ennio Peres: 346 visite
  4. Contrafforte volante: 288 visite
  5. Eupnoico:: 282 visite

Buffo che Le vignette che non ci sono (2) abbia 321 risultati. Chissà quale bot ci è finito su.

Compagni di viaggio (libro)

Cos’è un robot? Qual è la differenza tra un robot e un androide? Siamo davvero sicuri di saperlo? Questo libro dà una panoramica di tutto quello che in un modo o nell’altro può entrare nella categoria degli “agenti sintetici intelligenti”: abbiano essi fattezze umanoide, siano semplici protesi bioniche o robot costruiti per un unico scopo, o ancora siano puri software che trattano i big data: il tutto cercando di non avvicinarsi troppo a concetti come la singolarità pubblicizzata da Kurzweil, e toccando invece temi meno visibili ma che al crescere della complessità delle macchine diventeranno sempre più importanti, come l’applicazione dell’etica a sistemi che non sono “pensanti” secondo la definizione che abbiamo noi.
L’appunto che posso fare a questo libro è che ha probabilmente voluto mettere troppa carne al fuoco. Almeno a me è parso che il testo racconti tante cose, ma non segua un filo logico preciso: può dunque essere utile a chi non ha praticamente nessuna idea dei temi trattati, più che a coloro che in un modo o nell’altro ci hanno avuto a che fare.

(Giuseppe Anerdi e Paolo Dario, Compagni di viaggio : Robot, androidi e altre intelligenze, Codice 2022, pag. 284, € 22, ISBN 9788875789954)

Voto: 3/5

Ho già di nuovo bisogno di ferie

Stamattina ho riacceso il mio Gemini, dopo il cambio di batteria. Mi chiede il pin. Io non mi ricordo assolutamente quale sia il pin (né di quante cifre fosse). Però generalmente ho un paio di schemi di pin con qualche variante: comincio a provarli tutti, piano piano, senza risultato.
Scrivo all’assistenza per sapere come resettare il telefono, tanto non ho nulla che non sia in cloud. Dopo un quarto d’ora però mi arriva l’illuminazione: il pin è lo stesso del tablet. (Pin del tablet che uso regolarmente).

Brexit, FedEx, dogane

Alla fine ho spedito in UK il mio Gemini per cambiargli la batteria (purtroppo non se ne trovavano più in giro). Oltre a tutti i costi di riparazione e spedizione, mi sono trovato 26 euro e 41 centesimi di tasse. (Tasse da pagare in contanti, tra l’altro). Certo, mi direte, il Regno Unito è fuori dall’UE e quindi ti tocca pagare anche per un bene riparato. Ma è un po’ meno certo che il balzello è dovuto a 12,91 euro di IVA, più o meno quella sulla nuova batteria, e a 13,50 euro di non meglio specificati “Diritti amministrativi”. Considerando che per chiedere informazioni ho provato a telefonare al loro numero 199 (quindi a pagamento) e dopo un paio di minuti di musichetta la linea è semplicemente restata muta, la mia ipotesi è che quei soldi siano semplicemente un loro balzello per farsi soldi alla facciaccia nostra.

Come rubare i soldi

Alamy è un sito che vende diritti di utilizzo di fotografie, per uso commerciale e no. Mentre cercavo informazioni su Nichelle Nichols, ho trovato questa immagine: per soli 11 euro posso ottenere la foto “per uso non commerciale”. C’è poi la noticina: “Questa foto è un’immagine di pubblico dominio, il che significa che il copyright è scaduto o che il titolare del copyright ha rinunciato a tale diritto. Alamy addebita un costo per l’accesso alla copia ad alta risoluzione dell’immagine.”

La foto è in effetti di Bill Ingalls per la NASA, e rilasciata nel pubblico dominio, tanto che ne trovate una copia su Wikimedia Commons. Ma la cosa più divertente è che l'”alta risoluzione” della foto Alamy è inferiore a quella su Commons. Che ne pensate di tutto questo?

Mercato elettorale delle vacche

Carletto Calenda parrebbe essere riuscito ad avere il 30% dei seggi nella coalizione col PD (anche se non si capisce come funziooneranno le cose con gli altri eventuali partiti della coalizione). La mia bolla twitter che pende verso il PD (di solito per mancanza di alternative meno peggio) si lamenta perché sono troppi, per un partitucolo – due, se consideriamo anche +Europa – che se va bene arriva al 4%.

Ma c’è una cosa che mi pare manchi. Buona parte dei collegi elettorali saranno comunque vinti dal centrodestra, e lì si può mettere chi si vuole. Nei collegi più o meno contedibili un candidato più destrorso potrebbe in effetti cambiare le carte in tavola. Insomma, se non sappiamo come sarà assegnato quel 30% di seggi non possiamo dire nulla…