_Bisordine_ (mostra)

Il motivo per cui siamo stati a Vercelli non era ovviamente la caccia ai reperti del Ventennio ma il vernissage della mostra del mio amico Aldo Spinelli (quello che venerdì sera ha fatto il co-chiacchieratore nella presentazione di Numeralia a BookPride), mostra che si tiene al MAC (Museo di Antichità Civico) come si vede dalla locandina.

Aldo Spinelli, oltre che giocologo di fama internazionale, è anche un artista concettuale. Detto in altri termini, le sue opere sono dei giochi, come la lampadina con dieci interruttori in serie che si accende solo se li si riesce a mettere tutti nell’ordine corretto. Non ci sono molte sue opere, mi pare meno di una decina, ma l’accostamento con i reperti museali fa in un certo senso parte della mostra, proprio per lo spaesamento del visitatore. Io mi sono comunque divertito 🙂

Certo, certo

Cammini tranquillamente in mezzo a una pista ciclabile perché il marciapiede a un metro di distanza evidentemente è troppo proletario, e poi ti incazzi se ti faccio partire il clacson, perché “non si fa così”. Mi pare ovvio.

Vercelli e il Ventennio

INA Anno XVII
Anno XI
Spelta
du pulet

Sabato siamo stati a Vercelli, per la prima volta in vita mia (i treni regionali che fermano nel ridente – nel senso del cereale – capoluogo non contano). Sapevo che Vercelli era molto importante in periodo tardoromano e longobardo, e fu la prima sede vescovile piemontese: quello che non sapevo è che è ancora così legata all’era fascista. D’accordo, nel palazzo INA la scritta “Anno XVII” corredata da fascio d’ordinanza è stata scalpellata via ma risulta ancora ben visibile; e soprattutto la pavimentazione “Anno XI” in corso Libertà mi pare troppo bella per essere rimasta così ottant’anni.

Poi ci sono cose più carine, tipo l’insegna di Spelta e l’insegna di Paolino in piazza Cavour. Il locale è del 2015, ma la figura con i du pulet sembra molto in stile Depero…

Mario Marenco

Sono troppo giovane per ricordarmi qualcosa di Alto Gradimento, ma abbastanza vecchio per ricordarmi di L’altra domenica e di Mister Marengo, con il suo tormentone “mannaggia al tacchino!” e poi tutte le sue apparizioni nelle sgangherate trasmissioni arboriane. E naturalmente sapevo anche della sua carriera “seria” come architetto e designer. Poi si sa, se qualche personaggio famoso non appare più in tv o sui giornali purtroppo lo dimentichiamo… Non è giusto ma è così. Posso solo ringraziarlo tardivamente per la sua surrealità.

Quizzino della domenica: Operazioni con pi greco

Come sapete, in inglese “pi” (il pi greco) si pronuncia come “pie” (torta). Risolvete l’operazione qui sotto, dove PI e PIE sono numeri rispettivamente di due e tre cifre. A lettera uguale corrisponde numero uguale, e ovviamente P non può essere 0.
[√(PI) + E = √(PIE)]

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p371.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions.)

_La musica dai numeri_ (libro)

Si dice sempre che la musica è matematica. Ma è proprio vero? In questo libro (Eli Maor, La musica dai numeri : Musica e matematica da Pitagora a Schoenberg [Music by the Numbers], Codice Edizioni 2018 [2018], pag. 207, € 21, ISBN 9788875787707, trad. Daniele Gewurz, link Amazon) Eli Maor prova a dare una risposta vedendo quello che è successo con i matematici che si occuparono di musica, a partire da Pitagora per arrivare a Schönberg (o Schoenberg, come preferì farsi chiamare dopo che ottenne la cittadinanza statunitense). Spero di non fare uno spoiler se vi dico che la risposta è negativa: i matematici hanno trovato tante regole matematiche che i musicisti hanno bellamente ignorato. Non è poi così strano: non tutte le strutture matematiche si applicano allo stesso modo, e soprattutto l’orecchio vuole anche una metastruttura, il che può spiegare perché la musica dodecafonica – che Maor ritiene “locale”, con connessioni temporali limitate – non ha mai preso davvero piede nemmeno tra i musicisti. Ma anche Bach ha avuto un periodo di un secolo di oblio proprio perché “troppo matematico”… insomma bisogna trovare un equilibrio che dipende anche dal tempo. Purtroppo la parte più strettamente musicale è molto meno approfondita: mi sono per esempio stupito della mancanza di un capitolo sui vari temperamenti che sono solo stati accennati (e con l’usuale errore di pensare che il Clavicembalo ben temperato fosse pensato per il temperamento equabile e non per uno dei Werckmeister). Un’ultima nota per chi musicista non è: i si diesis delle pagine 152-154 sono in realtà bemolli.

I terroristi di Christchurch

Il viaggio di nozze con Anna partì da Christchurch. Occhei, non mi ricordo molto della città perché ero fuso dal fuso. Quel poco che ricordo era una cittadina che – nonostante fosse pomposamente denominata la capitale dell’Isola del Sud – era sonnacchiosa. Ma stiamo parlando di una nazione dove ci sono dieci pecore per abitante e in cui un terzo della scarsissima popolazione vive nella conurbazione di Auckland.
Sono passati 15 anni, d’accordo, però leggere della strage terroristica contro due moschee mi fa accaponare la pelle. Non è solo l’odio per “l’altro” che si vede: è proprio la volontà di dimostrare di essere loro la maggioranza, cooptando tutti i “resistenti per la libertà” – a parte il Luca Traini de noantri, nomi come quelli di Sebastiano Venier e Novak Vujošević (della battaglia di Fundina), per non parlare di Carlo Martello (che ritorna dalla battaglia di Poitiers). Non fossero i musulmani sarebbe qualcun altro.

Chi viene a sentirmi stasera?

Questo weekend alla Fabbrica del Vapore a Milano ci sarà Bookpride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente. Tra le presentazioni che ci saranno, troverete anche me che stasera alle 19 in sala Melville parlerò di Numeralia. Il valore aggiunto della presentazione è la presenza con me dell’ottimo giocologo Aldo Spinelli, con cui intratterremo i presenti. Non so ancora su quali parti del libro esattamente: è più divertente andare allo sbaraglio. Ma «Having been some days in preparation / A splendid time is guaranteed for all»!