Quizzino della domenica: Vasi in saldo

Pur di non riportarsele a casa, Nearco propone una svendita dei suoi vasi in ceramica. Si può scegliere se averne uno in regalo comprandone due, oppure averne un altro con il 50% di sconto se se ne compra uno. Supponendo che tutti i vasi abbiano lo stesso prezzo, quali sono le combinazioni per spuntare il prezzo migliore se si vogliono comprare da 2 a 6 vasi?

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p559.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Sylvain Lhullier, Il grande libro degli enigmi matematici, pagina 122; immagine da FreeSVG.)

Le Poste non si smentiscono mai

L’11 gennaio ho inviato un reclamo alle poste, segnalando come per tre settimane non mi siano arrivate le riviste a cui siamo abbonati. Stamattina mi è arrivata la risposta:

Gentile Cliente,

Sulla base della sua segnalazione, la struttura di recapito competente intraprenderà tutte le opportune azioni correttive volte a sensibilizzare il personale a porre la massima attenzione nell’espletamento del servizio.

La ringraziamo per la segnalazione e con l’occasione le porgiamo distinti saluti.

Vabbè, non ci si può aspettare molto di più, lo so (anche se sto ancora aspettando Prisma di gennaio :-( ) Ma quello che fa più ridere – o più piangere, vedete voi…) è che questo è stato il mio secondo reclamo. Quello del 5 gennaio si è perso nel nulla.

(ok, nel reclamo dell’11 gennaio citavo quello precedente. Ma visto che la risposta è precotta avrebbero potuto mandarne due, no?)

La pandemia dei dati (libro)

copertina Ha senso leggere a inizio 2022 un libro che parla dei dati sul Covid fino all’estate 2020? In questo caso assolutamente sì. Il punto è che Mira (in qualità di statistica) e Massarenti (come filosofo ma soprattutto epistemologo) usano quei dati – e la loro eventuale assenza, cosa che spesso viene purtroppo sottovalutata – per fare al lettore un corso accelerato di come funziona il pensiero statistico. IL “vaccino” che ci viene proposto è infatti quello contro l’infodemia: la pandemia dei dati, che genera meno morti ma non per questo è meno nociva.
Rispetto agli autori io sono meno definettiano, anche se concordo sull’esistenza di una componente soggettiva nella probabilità: altrimenti l’approccio bayesiano non potrebbe funzionare. Ma anche questo è un giudizio soggettivo, in fin dei conti: sono comunque convinto che sia importante avere una visione del mondo della probabilità e della statistica che non si fermi soltanto alle formule matematiche ma ci costringa a capire cosa stiamo davvero facendo. (Per l’indagine proposta dagli autori: secondo me l’approccio frequentista a Bayes è più intuibile, ma io preferisco la formulazione simmetrica P(I|F)×P(F)=P(F|I)×P(I), che non ha senso intuitivo ma è formalmente più chiaro). Carini i disegni (a colori!) di Teresa Sdralevich che ogni tanto spuntano.

(Arnaldo Massarenti e Antonietta Mira, La pandemia dei dati : Ecco il vaccino, Mondadori Università 2020, pag. 352, € 19, ISBN 9788861849532 )

Djokovic e il vaccino

A quanto pare in Australia hanno ancora cambiato idea e annullato il visto a Novak Ðoković: secondo quanto riporta la BBC, la ragione è prettamente politica, visto che giù di sotto è anno di elezioni.
A me del tennista e delle assicurazioni che evidentemente aveva avuto non importa niente: al più sono contento che ora ci sarà qualche persona in più che è venuta a sapere di come gli australiani trattano gli irregolari. Ho solo un pensiero cattivo. Se davvero Ðoković si era infettato a dicembre (il 16? il 26? chi lo sa) non mi stupisce che abbia continuato comunque a far finta di niente e andare in giro. Ma a questo punto dovrebbe avere nel sangue un bel po’ di anticorpi. Non si farebbe più in fretta a controllarglieli?

Taroccare i dati del Covid

Le regioni hanno paura di finire in zona arancione, il che bloccherebbe parecchie attività. La soluzione scelta? la più semplice: taroccare i dati. Ma per fare un buon tarocco occorre una certa creatività, che non manca certo alla conferenza delle regioni. La richiesta che dà il titolo è “togliere i positivi asintomatici dal numero di casi”. Questo non ha nessun effetto nel posizionamento “colorato” della regione, visto che quel parametro non è più praticamente considerato da mesi; la vera modifica è sul fatto che queste persone non dovrebbero andare più in quarantena e quindi essere pienamente produttive, per la gioia di Confindustria. Ma quella che conta davvero è la seconda richiesta delle regioni: se qualcuno viene ricoverato perché chessò si è rotta una gamba e si scopre che è positivo asintomatico, allora non deve entrare nel conteggio degli ospedalizzati Covid e non deve finire nei reparti attrezzati. Questo sì che cambia le carte in tavola: a parità di letti totali occupati – non è che quelli lì vengano dimessi… – la percentuale di occupazione magicamente si riduce.

Certo, tutto questo potrebbe essere un trucco favoloso per ottenere con le buone o con le cattive quell’immunità di gregge che sembra sempre più un miraggio. (Ve lo dico subito: io sono ragionevolmente certo che andremo avanti a una/due dosi di richiamo l’anno fino a che non troveremo farmaci davvero efficaci, e dopo avremo la vaccinazione annuale per quelli dalla mia età in su come si fa per l’influenza). Paradossalmente per una volta quei novax della Verità hanno ragione: è probabile che attualmente il virus lo diffondano di più i vaccinati per una banalissima questione numerica che sovrasta la loro minore carica virale. Se non fosse per il fatto che anche i vaccinati sono a rischio, seppure molto minore, si potrebbe davvero pensare di fare un “liberi tutti” e vedere se davvero sopravviverebbero solo i più adatti…

il monopolio delle fototessera

Come ho scritto ieri, sono andato a rinnovare la patente, e ho scoperto che in via Ricordi nell’atrio dell’ASL c’è una macchinetta per fare fototessera. Ma non è di questo che voglio parlare. Il punto è che tutte le macchinette paiono essere della Dedem, che si premura di comunicarci che loro sì che fanno le foto “adattate automaticamente”, qualunque cosa ciò significhi. Dedem ha fatto un accordo con il comune di Milano; ha installato macchinette in tutte le sedi dell’anagrafe e oltre alle foto dà un codice con il quale l’impiegato può scaricare la foto direttamente in digitale (cosa che è permessa per le CIE: puoi anche portarti tu una pennetta).

Peccato che per la patente questo non valga. La famigerata macchinetta Dedem mi ha detto “vuoi fare foto per la patente?” e io ho detto di sì. Nelle foto ho un “Codice Fotodigitale”. Ma l’unico modo per ricavare la foto digitale è andare sul sito www.patenteitaliana.it e fare tutte le pratiche da loro. In effetti all’ASL hanno tranquillamente ritagliato una delle foto che avevo, per la serie “viva l’analogico”. Qual è il senso di tutto questo, se non mantenere un monopolio di fatto?

passano gli anni (ma dieci son lunghi)

Oggi faccio la visita medica per il rinnovo della patente, l’ultima a distanza di dieci anni. Ho dovuto così rifare le fototessera, che non mi erano mai servite nel frattempo (per la carta d’identità avevo usato quelle della patente). Lo scanner ha fatto un po’ di falsi colori, ma potete comunque vedere come è passato il tempo…