Euroscetticismo: siamo arrivati uno!

Ce l’abbiamo alla fine fatta. Nell’ultima rilevazione statistica, la percentuale di italiani che pensa che l’Unione Europea sia una buona cosa è la più bassa di tutti (a pari merito con i cechi, ma noi abbiamo più persone di loro che dicono che sia una cattiva cosa). Per dire, i britannici hanno una percentuale maggiore di euroconvinti di noi, anche se poi tra di loro c’è una percentuale enorme che affermano che la UE sia Una Brutta Cosa.

La cosa interessante è che un tempo la percentuale di euroconvinti era altissima, come si vede dalla figura di destra (di Itanes, presa da un vecchio articolo di Repubblica. La domanda è semplice: che cosa esattamente è successo in questi vent’anni? È davvero tutta colpa dell’Europa, o banalmente essa è un capro espiatorio facile da usare? (no, non lo so).

Da Fidèl a Smart

Un esempio di confezione Smart (dal sito esselunga.it)

Chi frequenta i supermercati Esselunga conosce bene i prodotti della linea Fidèl. Nata come linea a basso prezzo, e quindi nascosta in cima o in fondo agli scaffali, ha perso sempre più importanza: per dire, Esselunga a un certo punto ha deciso di fare prodotti a marchio “Esselunga Top”, proprio per scegliere un posizionamento diverso.
È possibile che questa scelta non abbia portato chissà quali risultati, a differenza per esempio di quello che fa Coop con i suoi prodotti private label “Fior da fiore”; o magari qualcuno ha deciso che ora che Castro è morto e sepolto occorreva modernizzare anche quel brand. Così da qualche mese possiamo trovare sugli scaffali tanti prodotti della linea “Smart”, caratterizzati da una confezione color giallo pugno-nell’occhio, indicazioni minimali sulle etichette – praticamente solo il nome e quanto richiesto per legge – e un prezzo concorrenziale anche rispetto ai discount. Potete trovare una disanima più tecnica sulla scelta markettara qui, mentre se volete trovare un confronto con i prodotti marchiati Esselunga c’è questa disamina del Fatto Alimentare, che mostra come la qualità almeno nei prodotti alimentari sia nettamente inferiore, ed è probabilmente per questo che Esselunga ha scelto di non associare esplicitamente il nome della catena a questi prodotti. Io nel mio piccolo ho fatto un rapido controllo sui prodotti a base di latte, e la materia prima per tutti arriva dalla Germania o dall’Austria: d’accordo che Esselunga è concentrata nel nord Italia, ma mi chiedo quanto poco costi il latte lì per rendere economico il trasporto fino da noi…

eh sì, i siti porno…

Avete presente quelle mail in cui ti dicono che ti hanno cuccato sui siti porno e ti chiedono soldi (rectius, bitcoin) per mantenere il segreto? Bene: “Hαckeŗ αnonimo” mi ha scritto ieri, dicendo tra l’altro

Ho il file video – Mcodogno.mp4 – con te che ti mαsturbi agli adolescenti

Tralasciamo l’italiano un po’ traballante e non entriamo nei dettagli dell’alfa al posto della a, forse perché la mail non venga riconoscitua dagli antispam. La cosa più divertente è che l’unico account “mcodogno” che ho, anche se non uso da anni, è quello Wikimedia Italia. Questo significa che il sito porno che ho visitato sarebbe presubimilmente… Wikipedia. Non fatela guardare ai vostri figli!

Le moto in viale Marche

Sabato non c’è stato solo un incidente mortale che ha coinvolto un mezzo ATM (in quel caso perché un filobus è passato col rosso): nel pomeriggio una moto si è scontrata con un bus della 70.

Visto che quell’incrocio lo faccio tutte le mattine, mi permetto di avere qualche dubbio sulla ricostruzione. La 70 lì gira a destra. L’unico modo per fare un incidente è che la moto stava percorrendo la pista ciclabile (che è semplicemente definita da una riga gialla sulla carreggiata) e quindi non ha potuto fare altro che finire contro il bus. La cosa non è strana, considerando che ogni giorno decine se non centinaia di moto sono guidate da centauri con un daltonismo che non permette loro di accorgersi della striscia gialla. Volete che qualcuno non veda anche l’arancione del bus?

Quizzino della domenica: raddoppia il campo

Un contadino aveva costruito un recinto a forma di L per far pascolare le sue mucche, sfruttando cinque alberi che si trovavano nel suo campo e lasciandoli agli angoli del recinto. Pensando poi che forse non avrebbero avuto abbastanza erba, decise di raddoppiare la superficie; il nuovo recinto sarebbe stato rettangolare e avrebbe lasciato gli alberi sul perimetro, anche se non necessariamente negli angoli. In quanti modi diversi può farlo?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p419.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema dall’AMRT 2018.)

_Chiudete Internet_ (libro)

Per mia completezza ho deciso di leggere questo pamphlet (Christian Rocca, Chiudete Internet : Una modesta proposta, Marsilio 2019, pag. 144, € 7,99, ISBN 9788829701674), per vedere il punto di vista “giornalistico” su Internet – non me ne vogliano i miei amici giornalisti che apprezzo e con cui regolarmente discuto. Purtroppo il risultato è stato quello che mi aspettavo. Come prima cosa ho scritto pamphlet, e non instant book che probabilmente era quanto immaginato da autore ed editore, per una ragione molto semplice: non ci sono note e riferimenti. Detto in altro modo, bisogna prendere per vero quanto scrive Rocca e accettare la sua auctoritas (nel senso di autorevolezza più che di autorità). Occhei, il testo è strutturato nel modo che giornalisticamente si chiama panino: si inizia parlando di quanto è diventata brutta Internet e come gli OTT rubino i soldi a chi procaccia e raccoglie le notizie, c’è una sezione centrale nella quale si mostra come la politica mondiale sia stata rovinata dalla disintermediazione, e si termina riprendendo la giaculatoria iniziale. Io non entro nel merito della parte centrale, per l’ottima ragione che non ne so abbastanza. Sul resto però un po’ di informazioni ce le ho, e misono messo le mani nei capelli. Badate: io ritengo che la disintermediazione sia una iattura, quindi in teoria dovrei essere sulla stessa linea di Rocca: ma quando leggo che il caso Roth su Wikipedia nacque perché lo scrittore non è la persona che ne sa di più su quello che vuole dire, l’unica cosa che posso aggiungere è che se le intermediazioni sono queste allora tanto vale farne a meno. D’altra parte, mettere nello stesso calderone i ricavi di Facebook, che è fatto in modo da trattenerti il più possibile nel suo giardinetto, e il numero di pagine visualizzate da Wikipedia, che funziona tanto meglio quanto più il lettore è invitato a seguire le fonti esterne, significa che nonostante le continue assicurazioni di non essere un neoluddista Rocca è perlomeno uno che fa di tutta l’erba un fascio. Vabbè, tanto tra qualche mese tutti si saranno dimenticati del libro, anche se poi ci sarà qualche altro esponente dell’intellighentija mediatica che riprenderà lo stesso grido di dolore: mentre scrivo questa recensione Ricolfi lo ha appena fatto.

Black Friday

Black Friday
Sarò mentalmente incapace, ma non riesco davvero a capire tutto il casino che c’è stato con il titolone del Corriere dello Sport di ieri. Un insipido gioco di parole, come da decenni i nostri quotidiani amano fare, a partire da due importanti giocatori delle squadre in campo stasera: non dei Luther Blissett, insomma. Se questo getta benzina sul fuoco del razzismo, allora probabilmente c’è qualche falla del tessuto spaziotemporale che ha permesso di produrre i cori contro Lukaku un paio di mesi fa a Cagliari.

Io come sempre commetto peccato e penso male, ma mi sa tanto che questo alzarsi di scudi non sia altro che un’arma di distrazione di massa per evitare di fare qualcosa per risolvere o almeno ridurre il problema del razzismo negli stadi, che poi è una perfetta unione tra il razzismo più o meno strisciante nella vita di tutti i giorni e il becerume tipico degli ultras. D’altra parte, se la lotta viene portata avanti mettendo la polvere sotto i tappeti che si può pretendere?

Mattarella grazia Bossi

Insomma ieri Mattarella ha graziato il Senatur. Per la precisione, «L’atto di clemenza individuale ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (c.d. vilipendio: art. 278 c.p.), in riferimento a fatti commessi nel 2011.»

Io sono generalmente contrario al concetto di reato di opinione, ma posso comprendere quello al capo dello Stato, anche se un anno mi pare un po’ tanto per un “terrone” e un gesto delle corna che a noi vecchietti ricorda tanto Giovanni Leone. Ma in fin dei conti c’è chi è multato per aver dato dello juventino a un arbitro. E posso capire che una volta sancito il principio Napolitano possa aver detto che tutto è perdonato, permettendo a Mattarella di firmare il decreto di grazia. Ma continuo a chiedermi cosa sarebbe successo, o più propriamente cosa succederà, con gli altri casi simili dove gli imputati non sono famosi…