SharingMI

SharingMi è “una nuova iniziativa che promuove soluzioni per stili di vita più sostenibili”. Almeno questo è quanto troviamo scritto nel sito, oltre all’indicazione che il 21 febbraio ci sarà l'”Evento di lancio”.
Ho provato a dare un’occhiata al sito, e non sono ben riuscito a capirne l’utilità. A parte la oramai onnipresente gamification, con le BankoNuts elargite a chi mostra di aver compiuto azioni sostenibili (e vorrei sapere a chi è venuto in mente un nome simile che a me fa più che altro venire in mente le noccioline lanciate alle scimmie in gabbia allo zoo). Vedo che il progetto ha ottenuto fondi europei, c’è tutta una parte dove i negozianti possono partecipare (e quindi pagare, direttamente o indirettamente…) ma quello che almeno per me manca è un vero accesso dal basso. Non è che io aumenti la sostenibilità di Milano andando a lavorare in bicicletta. Lo farei di più se potessi indicare dove ci sono buche sulle strade, oppure semafori girati e che puntano nella direzione sbagliata, o al limite facendo notare idiozie come l’avere disegnato un attraversamento pedonale e ciclistico affiancati, ma collocati opposti rispetto alla pista ciclabile e al marciapiede successivi. A volte c’è un modo per fare le segnalazioni, come per i lampioni A2A, altre volte no, ma comunque manca un’unica app per interfacciarsi con tutti i sistemi senza far impazzire il povero cittadino che vuole contribuire e deve trovarsi la vita più semplice possibile. Ma mi sa che tutto questo non sia abbastanza sexy…

Rime

Stanotte ho sognato che dovevo trovare una rima con “fly” (nel senso di mosca) ed ero tutto felice perché avevo trovato “clay”. Poi mi sono svegliato e mi è venuto in mente che le due parole non rimano.
È una vergogna, inutile.

Il multilingue Alan Austin

Stamattina, stante il fatto che la mia casella di posta riceve messaggi per vari miei indirizzi, ho trovato tre spam del sedicente signor Alan Austin del Credit Suisse di Londra che vorrebbe dividere con me i soldi di un signor Manzoor Hassan che non avevo mai sentito nominare prima. Fin qui nulla di nuovo. La parte divertente è che due di questi messaggi sono scritti in tedesco, e il terzo in polacco. Evidentemente lo spammatore vuole raggiungere un pubblico più ampio…

Rousseau e l’autorizzazione a procedere contro Salvini

Io non faccio parte del gruppo di quelli che si lamentano perché nella domanda posta agli attivisti M5S su Rousseau “bisogna dire sì se si intende dire no”. Se il testo è quello indicato sul Fatto Quotidiano, le opzioni sono assolutamente chiare: “Sì, quindi si nega l’autorizzazione a procedere” oppure “No, quindi si concede l’autorizzazione a procedere”.

I miei dubbi sono sulla domanda che viene fatta:

“Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?”

Leggete attentamente la frase. Cominciamo a togliere l’inciso: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?” La risposta sarebbe chiaramente “non so”: noi non siamo parlamentari e non abbiamo certo dati sufficienti a disposizione per rispondere a questa domanda. Ma c’è l’inciso, direte voi: un po’ come in quei compiti in cui l’insegnante, mosso a pietà dei suoi studenti, prepara la traccia in modo che chi è almeno un pochino sveglio capisce cosa deve fare. Dunque, la “tutela di un interesse dello Stato” sarebbe stata il “redistribuire i migranti nei vari paesi europei”. Beh, non è stato proprio del tutto così, ma probabilmente il votante medio se lo è già dimenticato. Ma anche ammesso che lo fosse stato, la domanda dovrebbe sorgere spontanea: perché solo in quel caso ci sarebbe stato un interesse dello Stato da tutelare, mentre per tutti gli altri sbarchi successivi tale interesse sarebbe misteriosamente scomparso? C’è qualcosa che non va.

Morale della storia: capisco che l’intelligencija pentastellata abbia bisogno di pararsi il culo e trovare una scusa per non fare quello che hanno sempre sostenuto essere doveroso, cioè votare per un’autorizzazione a procedere (che ricordo non è un’ammissione di colpevolezza, ma la possibilità di fare luce su una vicenda); immagino che la base grillina potrebbe anche cascarci; ma non è che per assomigliare più al partner di governo debbano proprio fare i cacasotto…

Quizzino della domenica: Triangolo curvilineo

Nel quadrato ABCD di lato 4 mostrato qui sotto in figura sono stati disegnati due archi di cerchio di centro A e B rispettivamente e di raggio 4, che si incontrano in un punto O. Quali sono il perimetro e area del triangolo curvilineo ADO colorato nella figura?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p367.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema classico.)

_Big Mind_ (libro)

Nella prima parte di questo libro (Geoff Mulgan, Big Mind : L’intelligenza collettiva che può cambiare il mondo [Big Mind : How Collective Intelligence Can Change Our World], Codice 2018 [2017], pag. 322, € 27, ISBN 9788875787523, trad. Gianni Pannofino, link Amazon) il lettore potrebbe pensare che Geoff Mulgan pensi alla creazione di un’entità simile ai trekkiani Borg: l’intelligenza collettiva sarebbe insomma qualcosa di legato più ai computer che alle persone. In realtà non è così. Almeno nel breve o lungo termine, quello che Mulgan pensa è il modo per coordinare meglio e migliorare la gestione di un qualunque sistema complesso, sfruttando armonicamente i tre cicli di apprendimento: quello di base incrementale, quello di mezzo con l’introduzione di nuove idee e quello di distruzione creativa da usare con estrema cautela ma che si deve avere a disposizione. Mulgan lavora da decenni in questa direzione, e attualmente è il deus ex machina del Nesta, un think tank britannico che si dedica a questi temi: è sicuramente un personaggio vulcanico e molto british, anche se ogni tanto mi sa esageri un po’ nel mostrare quante belle cose ha fatto nei sui progetti. Il libro non nasce comunque per dare soluzioni ma per mostrare problemi e possibilità della creazione di un’intelligenza collettiva, e da questo punto di vista è indubbiamente stimolante, oltre a dare una visione diversa di quanto abbiamo già oggi: consiglio tra l’altro il capitolo sulla trattazione dei beni comuni.
Ho qualche dubbio sulla traduzione di Gianni Pannofino, non tanto sui neologismi com “macchinico” che nel contesto ci sta quanto su appartenti anglismi come “disposizione dei lavoratori” oppure “commettee suicidio”

Bicocca incontra i genitori

Quando ho sentito per radio la pubblicità dell’evento, non volevo crederci. Poi sono andato a vedere sul sito, e ho scoperto che l’iniziativa si svolge dal 2012. Insomma, un po’ come gli Open Day per vedere quali scuole possono essere più adatte per i propri figli, l’università di Milano Bicocca organizza un incontro per i genitori dei futuri universitari.

Ricordo che almeno il 99,5% di chi si iscrive all’università è maggiorenne: io ho conosciuto una sola persona che l’ha iniziata prima di compiere i diciott’anni. Del resto, io sono notoriamente stato un bamboccione, ma quando sono andato a Pisa a fare il concorso di ammissione in Normale non mi è nemmeno passato per la testa di andarci accompagnato da mia mamma. Come ci siamo ridotti?