Quizzino della domenica: Cartello

Qualche tempo fa, mentre ero in gita con la mia famiglia, mi sono imbattuto in un curioso cartello. Esso conteneva tre parole, una per riga: “Territorio Falassa MCMXCV”. Il cartello, o meglio le parole in esso scritte, ha una caratteristica particolare. Riuscite a scoprire qual è?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p349.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio.)


posti prioritari

Qualcuno mi sa spiegare perché su un treno (Italo) dove si sale praticamente solo con prenotazione esistano “posti prioritari”, che del resto nel mio caso sono stati assegnati in fase di prenotazione senza che nessuno mi chiedesse se appartengo a una categoria protetta?

_Il tempo_ (libro)

Stefan Klein è un fisico di formazione, e in effetti la sezione di questo suo libro (Stefan Klein, Il tempo : la sostanza di cui è fatta la vita [Zeit], 2018² [2006, 2015], pag. 299, € 14, ISBN 9788833929729, trad. Libero Sosio, link Amazon) che racconta di come a partire da Einstein il concetto di tempo sia stato distrutto è molto ben fatta: qualitativa, come giusto sia in quel contesto, ma illuminante. Purtroppo non si può dire lo stesso per il resto del libro. La sensazione che ho avuto leggendolo è stata di una raccolta di dati, con le fonti regolarmente citate in biografia, ma senza un vero collante. Una specie di ricerca da tesi compilativa, insomma, più che un vero libro. Si trovano anche varie ripetizioni dello stesso concetto, come quello della cerimonia giapponese del tè dove il tempo perde volontariamente di significato; il libro è insomma spezzettato, quasi come fosse una raccolta di microsaggi messa insieme senza una rilettura. Anche la traduzione non è il massimo: Silvio Sosio è stato meno puntuale e preciso rispetto a quanto ci ha abituato negli anni.

Decathlon e casse automatiche: niente da fare

Stamattina sono andato al Decathlon di Largo Cairoli a Milano per prendere due guanti da bici, avendone come mi capita spesso perso uno. Presi e salito a pagare, c’era il serpentone in coda anche perché le casse aperte erano solo due, il che ha senso alle 9:30 del mattino di un venerdì. Provo ad andare a pagare sulle casse automatiche: niente da fare. Erano chiuse.

Sbaglio o c’è qualcosa che non va?

Arruffianamento filiale

Stamattina, mentre li portavo a scuola, Cecilia era insolitamente loquace: magari l’essere per una volta in orario e non in ritardo, e quindi camminare a passo normale, ha aiutato. Ad ogni modo, ha cominciato a indicare la fila di alberi a fianco dei binari del tram dicendomi “che bei colori!”, al che ho naturalmente concordato. Poi mi chiede “ma come fanno i pittori a disegnare così bene? Sono andati a scuola?” e io “Certo, sono andati a imparare da altri pittori”. “E tu conosci qualche pittore?” “Purtroppo no”.

Fin qua nulla di strano. Però ha proseguito con “E invece i quadri di arte astratta?” al che ho cominciato ad arrampicarmi sugli specchi, e ho replicato “Eh, l’arte astratta è una cosa molto complicata da capire. Bisogna essere davvero bravi a fare un quadro astratto e non dei semplici scarabocchi: per esempio io non ci riuscirei affatto”. E lei “Ma non è vero, papà! Tu sei bravissimo!”

Nove anni e già bravissima a fare la ruffiana 🙂

io a Bookcity 2018

Questo è il weekend di Bookcity, i tre giorni in cui a Milano si parla (quasi) solo di libri. Anche quest’anno parteciperò a un evento, stavolta con il cappellino di Wikimedia Italia. Venerdì 16 alle 17.30 in Cascina Turro (Piazzale del Governo Provvisorio 9) sarò uno dei panelist di Cafè Scientifique: Di chi è questo (sapere). Si parlerà di copyright e di autori, e ho come il sospetto che sarò in minoranza…

Purtroppo sarò con i minuti contati, causa bimbi in palestra. Viviamo in un mondo difficile.

P.S. dicono che anche se l’evento è gratuito la prenotazione su https://www.eventbrite.it/e/biglietti-caffe-scientifique-di-chi-e-questo-sapere-50318119851 è obbligatoria.

Ah, il lontano passato analogico

Nell’intervista data a Le macchine volanti, Paolo Sorrentino spiega che lui è una “persona analogica” e che la tecnologia digitale ha peggiorato la nostra vita. Fin qui nulla di male: ognuno ha i suoi metri di giudizio, e personalmente credo che alcune tecnologie digitali – pensiamo al trading – abbiano peggiorato la nostra vita.

Quello che però mi ha fatto ridere è che Sorrentino afferma che il suo giudizio potrebbe essere viziato «dalla mia appartenenza a una generazione che ha vissuto l’epoca indimenticabile della giovinezza in un mondo privo della tecnologia digitale.» Paolo Sorrentino ha sette anni meno di me. È vero che io sono un nerd fatto e finito, e che io la tecnologia digitale la usavo quando Sorrentino forse faceva le medie: ma mi chiedo cosa intenda lui per “tecnologia digitale”. I telefonini? Qui possiamo essere d’accordo, il boom c’è stato nella seconda metà degli anni ’90. Ma già i computer (anche se non Internet) hanno dieci anni in più: Sorrentino non dovrebbe averli visti nella fanciullezza, non nella giovinezza. Ma si sa che il passato è sempre più roseo 🙂