Il ponte sul fiume Magra

Per fortuna non ci sono stati morti, quindi si può riprendere la battuta di Gianmarco Bachi “Crollato un ponte: finalmente stiamo tornando alla normalità”. Però, guardando le immagini, mi è rimasto un dubbio. Come può un ponte collassare così da un punto di vista strutturale? Io di ingegneria non ne so nulla, anche se da bambino volevo diventare ingegnere “per costruire strade e ponti”. La mia idea naïf su cosa è successo è relativamente semplice: il ponte è costruito “a pezzi”, nel senso che ciascun pezzo poggia ai lati su due dei piloni, e poi c’è qualche tipo di aggancio in mezzo. Se un pilone si sposta e fa cascare uno dei pezzi, cominciano ad arrivare delle onde d’urto che fanno cascare i vari pezzi come fossero tessere del domino.

Peccato che – come ho scritto – io di queste cose non ne so nulla e quindi potrei sbagliarmi di grosso. Ma sono certo che qualcuno tra i miei ventun lettori ha le conoscenze necessarie e mi educerà renderà edotto. (Ho controllato prima di postare: il verbo educere, con la variante obsoleta edurre, esiste ma significa solo “estrarre”)

Quando Wikipedia non è sul pezzo

Stamattina magari avete sentito oppure letto delle dimissioni del presidente del Consiglio Europeo per la ricerca, deluso perché Bruxelles non ha voluto accettare la sua proposta di un programma paneuropeo per combattere l’infezione CoViD-19. Magari vi siete anche chiesti se – visto che il presidente in questione si chiama Mauro Ferrari – fosse italiano oppure no, e siete andati su Wikipedia a leggere qualcosa in più. Beh, io l’ho fatto: ho trovato una biografia (tendente al comunicato stampa…) ferma all’inizio del 2014, quando in un’intervista televisiva alle Jene definì Stamina come «il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia». Nessun cenno nemmeno alla presidenza dell ERC, nonostante la nomina fosse arrivata nell’aprile scorso; la cronologia della voce mostra a partire dalla fine del 2016 solo modifiche estetiche e tecniche. Per dire, non era nemmeno indicato il giorno di nascita: il knowledge graph di Google lo mostrava, ma immagino recuperandolo dal sito di Giorgio dell’Arti che però indica un luogo errato di nascita.

Vabbè, mi è bastato un attimo per aggiungere due righe di testo, e non molto tempo in più per trovare e inserire anche le fonti su luogo e data di nascita. Però la mancanza di quelle informazioni è un brutto segno per Wikipedia. Mi è perfettamente chiaro che la struttura stessa dell’enciclopedia non può dare garanzie di aggiornamento puntuale e generalizzato: ogni contributore fa quello che gli interessa, e pertanto nessuno si doveva arrabbiare se quando ancora c’erano i campionati i tabellini di presenze e gol delle serie minori erano aggiornati in tempo praticamente reale. Però vedere che nessuno si occupi di aggiornare l’enciclopedia con notizie che si trovano nelle homepage dei quotidiani mi fa temere che stiamo entrando nella fase “tanto c’è qualcun altro che fa le cose per me”, una china davvero pericolosa per il futuro. Intendiamoci: meglio nessuna informazione che informazioni errate, e ci sono moltissime aree di Wikipedia dove non c’è poi bisogno di aggiornamenti puntuali. Forse però tra qualche anno le biografie di molte persone viventi saranno irrimediabilmente datate, e bisognerà trovare un’altra fonte per ottenerle. (Ehm… adesso che ci penso potrebbe non essere una pessima idea! Così magari la gente smetterà di usare Wikipedia per farsi pubblicità…)

Aggiornamento: (9 aprile) Stamattina ho scoperto che ieri è stata pubblicata una nota del Consiglio Scientifico dell’ERC che afferma che dieci giorni fa il consiglio aveva chiesto all’unanimità a Ferrari di dimettersi. Bene, questa informazione era stata aggiunta nella voce Wikipedia. Le cose forse vanno meno peggio di quanto temessi.

C’è voluto il coronavirus per bloccare le catene Whatsapp!

L’anno scorso avevo commentato sul Post la notizia che Whatsapp aveva ridotto da venti a cinque il massimo numero di condivisioni di un articolo, per evitare la diffusione di bufale. Nel post avevo spiegato che una misura del genere non serviva assolutamente a nulla, perché il numero dei messaggi che si potevano spedire cresceva comunque in modo esponenziale.

Forse l’anno scorso le mie spiegazioni non erano così chiare: ma ormai siamo tutti esperti di R0 e simili, e quindi non avrete problemi ad accorgervi che l’unico modo per bloccare la diffusione delle fake news è permettere una singola condivisione. In effetti ieri Whatsapp ha deciso di ridurre a una sola le condivisioni possibili. Il comunicato ufficiale non ha il coraggio di dire esplicitamente che questa soluzione (finalmente) definitiva è dovuta alle fake news sul coronavirus, ma lo afferma tra le righe. A quanto pare non c’è nulla come una pandemia per insegnare un po’ di matematica “the hard way”…

O mia bella mascherina

Oggi pomeriggio ho avuto una botta di vita: sono uscito (in bicicletta, persino!) per andare al bancomat e comprare una stecca di sigarette per Anna. Nel mio giro ho visto spannometricamente un 10% di persone senza mascherina, e un altro 10% con la mascherina sotto il mento, evidentemente per evitare che il virus si attacchi al gozzo. Foulard e fazzoletti non pervenuti.
È vero che io sto in periferia, ma direi che l’ordinanza di Fontana non è stata così considerata…

Statistiche del sito per marzo 2020

Probabilmente penserete che vista la quarantena obbligata le visite al sito in marzo siano schizzate in alto rispetto a febbraio. Invece è successo proprio l’opposto, con i visitatori diversi che sono calati del 30% abbondante, anche se c’è stato un leggero aumento nel numero di pagine. In pratica ci sono stati 20.546 visitatori diversi per 44.002 visite, le pagine accedute sono state 107.609 e gli accessi 271.673. Il giorno più usato è stato il 30, con 1.702 visite, 4.579 pagine e 15.018 accessi.
Detto tra noi, secondo me i conti sono falsati da chi cerca di craccare il mio wiki: le statistiche WordPress del mese erano positive, tranne nell’ultima settimana in cui ho cercato di parlare di cose diverse dal coronavirus. La Top5 è però abbastanza locale:

  1. Eupnoico: 1.923 visite
  2. Dove stanno gli asteroidi?: 438 visite
  3. Prove di Grande Fratello: 409 visite
  4. No, la matematica proprio inutile non è: 346 visite
  5. donazioni Wikipedia (e Wikimedia): dove vanno?: 334 visite

Il romanaccio ha 1.202 accessi, gli accordi musicali 689, e la pagina dei miei libri 493.

Tra i referrer “seri”, a parte il solito Facebook, il post di MaddMaths! sulle mie curiosità matematiche ha avuto 247 link, Mantellini 150, e non si sa perché il vecchio sito di Frieda 110 e l’aggregatore di news wikimedia 49. Sulle stringhe di ricerca, a parte il solito eupnoico, direi che la quarantena porta la gente a mettersi a suonare: trovo “accordo c7”, “accordi per chitarra”, “accordi di nona per chitarra”, “differenza tra do7 e do7 maggiore”, “accordi di quinta”, “accordi organo”, “accordi in quarta e sesta”. Dite che dovrei mettere mano al mio vecchissimo manuale di armonia per chi non studia musica?

E se le mascherine non ci sono?

Io non sono tendenzialmente contrario all’obbligo di usare le mascherine quando si esce. Bisogna ovviamente mettere in chiaro un po’ di cose: che la mascherina non serve a proteggere te quanto a proteggere gli altri da te, il che significa che devi metterla bene, che copra il naso e la bocca, e soprattutto che non devi toglierla; e che la mascherina che useremmo per uscire non è un presidio chirurgico, il che significa che non c’entrano un tubo con quello che bisogna dare a medici, infermieri e persone che comunque hanno a che fare con malati e possibili malati.. Questo significa per esempio che – a parte il pessimo gusto, per cui ci si può fare poco – anche le mascherine sponsorizzate servono allo scopo.

Ma ovviamente per indossare le mascherine bisogna che vengano fornite, e non emettere un’ordinanza che poi dice “vabbè, se non le avete mettetevi pure una sciarpa sul viso, che non serve praticamente a nulla ma fa tanto colore”. È così complicato arrivarci?

Quizzino della domenica: vacanze piovose

L’anno scorso ho passato delle vacanze tormentato dal maltempo: è piovuto durante tredici giorni. Guardando le cose dal lato positivo, se pioveva al mattino il pomeriggio era soleggiato, e se pioveva al pomeriggio nella mattinata c’era il sole. Ci sono stati undici mattinate di sole e dodici pomeriggi di sole. Quanto è durata la vacanza?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p441.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Philip Heafford, Great Book of Math Puzzles; immagine da FreeSVG.org.)

Terra e spazio vol. 2 (libro)

Seconda parte della raccolta dei racconti di Clarke: qui (Arthur C. Clarke, Terra e spazio vol. 2, Urania Collezione 198, pag. 360, € 6,90, trad. vari) troviamo per esempio “Sentinella” e “I nove miliardi di nomi di Dio”. Devo dire che mi sono trovato peggio che con il volume precedente. Secondo me il guaio è nei racconti lunghi – sono dei primi anni ’50 – dove Clarke risulta troppo didascalico; quelli sulla Luna sono invecchiati davvero male. Tra i migliori considero invece “Al bivio” e “Superiorità”.
Anche in questo caso la traduzione non è sempre all’altezza: poi mi chiedo perché, visto che alcuni racconti sono stati ritradotti “per offrire al lettore una migliore esperienza”, non sia stato fatto lo stesso con “Silenzio, prego” che farà rabbrividire chiunque sappia un po’ di matematica…