Farinetti e la parabola della Lurisia

L’intervista ad Oscar Farinetti dell’altro giorno è secondo me davvero interessante, e non lo dico in maniera ironica. Per il fondatore di Eataly, tutta la storia della filiera artigianale per il cibo è semplicemente una nicchia di mercato che qui nel primo mondo tira, e quindi può essere sfruttata pesantemente da chi come lui si è buttato subito in quella nicchia. Come dargli torto quando dice che ad Atlanta non sono così pazzi da voler uniformare la Lurisia alle loro bevande, ma se la terranno per farci soldi così com’è?
Certo, ci saranno tanti duri e puri che prima osannavano Farinetti e ora lo stanno esecrando. A me personalmente non è mai piaciuto, ma almeno stavolta apprezzo la sua schiettezza.

Amazon Prime Student

Il signor Amazon mi dice che se qualche studente clicca su questo link e si iscrive al periodo di prova gratuito Amazon Prime Student (che dovrebbe funzionare come Amazon Prime ma costare la metà, cioè 18 euro l’anno) allora mi darà du’ spicci. Non so se sarà poi vero, ma magari a qualcuno interessa…

Quizzino della domenica: la rana lineare

In Matematistan c’è uno stagno (infinito) pieno di ninfee, tutte in linea retta alla stessa distanza l’una dall’altra: le ninfee sono numerate 0, 1, 2, eccetera. Nello stagno c’è anche una rana che ha deciso di fare un giro su alcune ninfee: parte da quella numero 0 e salta sempre lo stesso numero di ninfee. Per esempio potrebbe andare sulle 4, 8, 12, 16… oppure sulle 21, 42, 63, 84… Nello stagno c’è infine un predatore molto miope ma velocissimo che vorrebbe mangiarsi la rana. Essendo miope, non la vede per nulla a meno che i due non si trovino nella stessa ninfea; ma essendo velocissimo, può dirigersi su una ninfea qualunque nel tempo in cui la rana fa un salto. Riuscirà il predatore a trovare una strategia che gli assicuri di papparsi la rana?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p408.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema adattato da Colin Wright; immagine da clker.com.)

Roald Dahl, _Tutti i racconti_ (libro)

Per molti, Roald Dahl è semplicemente l’autore di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o peggio ancora del film tratto da quel famoso libro. Sì, nel film gli altri ragazzini finiscono in situazioni un po’ preoccupanti, ma nulla di grave. Il guaio almeno per un pauroso come me è che in genere nei suoi racconti, qui riuniti in un unico volume, (Roald Dahl, Tutti i racconti, Longanesi 2009, pag. 825, € 26, ISBN 9788830426849, vari traduttori) Dahl è troppo bravo a creare un’atmosfera davvero creepy. Dopo la sua prima raccolta – che stranamente non è quella con cui parte il libro – che è più autobiografica e legata alla seconda guerra mondiale, Dahl comincia a creare ambientazioni che sembrano quasi reali, tipicamente con qualcuno che cerca di truffare qualcuno oppure una coppia ormai in crisi; avvinghia il lettore e aggiunge particolari del tutto inverosimili ma che almeno a me fanno paura. La costruzione della storia è sicuramente il suo punto forte, fino a raggiungere un climax che non è necessariamente espresso, vedi per esempio “Nunc dimittis”.
Devo dire che i tanti traduttori dei vari racconti hanno fatto un ottimo lavoro per armonizzare lo stile, cosa che non è affatto scontata!

Non sono più un donatore di sangue

Come forse ricordate, a luglio dell’anno scorso ho avuto un distacco della retina. Una volta rimessomi in sesto ho sentito l’Avis per sapere cosa sarebbe successo: mi fu detto che una volta sarei stato sospeso definitivamente dalle donazioni, mentre ora i protocolli erano cambiati e dopo un anno avrebbero deciso il da farsi. La scorsa settimana sono così andato bello bello in Largo Donatori di sangue, dove sono stato immediatamente fermato dicendo “no, è troppo rischioso per lei.” Pare infatti che togliere il sangue implichi uno stress per l’organismo, e fin qui ci siamo: ma questo stress porti a una vasocostrizione, e la vasocostrizione potrebbe portare a un nuovo distacco di retina. Mercoledì poi il verdetto mi è stato confermato, dopo consulto con i medici.

Occhei. Posso capire che debbano preoccuparsi contro possibili denunce, anche se in realtà a questo punto avrebbero già dovuto bloccarmi anni prima. Ma allora non potevano dire subito “no, lei ormai è definitivamente sospeso” in modo che mi sarei messo subito il cuore in pace? Garantisco che in tutto il mio incartamento non c’è scritto nulla di specifico su una possibile recidiva…

_Il grande romanzo della matematica_ (libro)

Indubbiamente a Mickaël Launay la matematica piace. Piace così tanto che non si capacita che chi matematico non è non riesca a capire quanta bellezza ci sia in essa, e così ha pensato di scrivere questo libro (Mickaël Launay, Il grande romanzo della matematica [Le grand roman des maths], La nave di Teseo 2019 [2016], pag. 334, € 20, ISBN 9788893448246, trad. Sergio Arecco), che possiamo definire una “storia impressionistica della matematica”. Il suo scopo insomma non è raccontare tutto quello che è successo nei millenni, ma selezionare alcuni punti che possono essere interessanti anche rispetto a quello che vediamo ogni giorno. Anzi, parte dalle cose di tutti i giorni (o quasi, non so quanto in realtà uno vada al Louvre…) per tornare indietro e mostrare come spesso si faccia matematica anche senza l’armamentario di teoremi e dimostrazioni. A volte la cosa gli funziona meglio, come con le simmetrie del primo capitolo o il suo manifesto sulla matematica “singola” e non plurale come del resto si scrive in francese o in inglese: altre volte l’accostamento mi pare un po’ troppo forzato, ma è anche vero che io non sono certo il pubblico di riferimento per un libro come questo.

Ho infine parecchi dubbi sulla traduzione di Sergio Arecco, nonostante nel colophon l’editore indichi che c’è stata una “revisione scientifica”. Tanto per fare un esempio: mi sta benissimo che si parli di figure “pulviscolari” (poudreuses nell’originale). Non mi sta bene che si scriva «è sempre possibile dividere la prima in un numero di pezzi pulviscolari tale da permettere di raddoppiarla, cioè di ricostituire la seconda», perché “raddoppiarla” qui non c’entra nulla (né c’era in francese…). Purtroppo la matematica è bella, ma richiede attenzione!

Thegiornalisti

Fino all’inizio di questa settimana credo di aver sentito nominare Thegiornalisti una sola volta. Qualcuno sa spiegarmi perché sono improvvisamente diventati così importanti da essere trattati ovunque? (Sì, ho capito che il frontman ha deciso di lasciare. Ma ripeto, non è che stiamo dicendo che Mick Jagger ha deciso di lasciare gli Stones)