Quizzino della domenica: colorare

Inserite le tessere (tre formate da un singolo quadretto e sei gruppi da tre) all’interno dell’alveare e della piramide qui sotto in modo che non ci siano mai due quadratini dello stesso colore che si toccano. È permesso ruotare le tessere ma non ribaltarle.

alveare e piramide

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p353.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Serhiy e Peter Grabarchuk, da WSJ Brain Games)

Giuseppe Lippi

Confesso: pensavo fosse più anziano, mentre invece Giuseppe Lippi aveva solo dieci anni più di me (evidentemente anch’io sono anziano). Evidentemente quando gli scrissi a proposito di non ricordo più quale Urania era ancora giovane.

Dopo la prima onda di fantascienza in Italia (Solmi, Fruttero e Lucentini, tutti con un approccio molto peculiare più legato al mondo letterario-editoriale che alla SF vera e propria) Lippi faceva parte di un gruppo – insieme a Vittorio Curtoni e Ugo Malaguti – più attento a cosa veniva pubblicato. A differenza degli ultimi due, pur avendo collaborato fino alla fine con Robot, era però più mainstream, tanto che appunto per quasi trent’anni ha curato Urania, barcamenandosi tra le vicissitudini della rivista e soprattutto portando il colloquio con i lettori direttamente nelle pagine della pubblicazione. Sparlare di lui era più o meno diventata un’abitudine, ma secondo me erano ben pochi quelli che avrebbero voluto cambiare la sua curatela…

_Il caso non esiste_ (libro)

Come è possibile che capitino tante coincidenze? È vero che c’è un ordine nascosto dietro quello che ci appare casuale? La risposta è negativa, e lo statistico David Hand lo spiega molto bene in questo libro (David J. Hand, Il caso non esiste: Perché le cose più incredibili accadono tutti i giorni [The Improbability Principle], BUR 2015 [2014], pag. 318, € 11, ISBN 9788858670392, trad. Andrea Zucchetti, link Amazon). Hand racconta delle “leggi” che si applicano al nostro pensiero – la legge dell’inevitabilità che afferma che qualcosa deve accadere, la legge dei numeri davvero grandi che dice che se le possibilità sono enormi è facile trovare qualcosa, la legge della selezione che sceglie l’evento a posteriori – che ci fanno vedere coincidenze anche quanto non ci sono. I numerosi esempi che presenta sono di grande aiuto nello spiegare cosa succede, permettendo al lettore di assorbire i concetti: poi magari non se li ricorderà, ma almeno potrà ogni tanto fermarsi a pensare. La traduzione di Andrea Zucchetti è scorrevole, anche se sono rimasti alcuni refusi più tecnici che lessicali. La prefazione di Marco Malvaldi mi è risultata infine un poco incongrua: non certo per il contenuto, quanto per lo stile che è ovviamente malvaldiano. Se volevate prendere il libro a causa sua, forse è meglio che prima guardiate altre pagine (e poi probabilmente lo comprerete lo stesso…)

costi – benefici – Toninelli

Leggendo l’analisi costi-benefici per il Terzo Valico, almeno secondo quanto riportato da Repubblica, mi sono accorto di una cosa. Toninelli spiega che i costi supererebbero i benefici per 1 miliardo e 576 milioni, compresi «per esempio i minori ricavi dei concessionari autostradali oppure 905 milioni di euro di accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio modale da strada a ferrovia». Evidentemente, quei costi sono misurabili, mentre il vantaggio di avere meno camion sulle strade no e quindi non sono valide, o almeno non sono state esplicitate dal ministro. Ma attenzione! «Il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro di soldi pubblici. Di conseguenza il Terzo Valico non può che andare avanti.» Non mi è ben chiaro come sono stati fatti i conti: probabilmente sono stati inseriti anche il «miliardo e mezzo già speso, per lavori già eseguiti, che non è contemplato nell’analisi giuridica, ma che a quel punto sarebbe speso per nulla.» Peccato che quei soldi siano comunque stati spesi, e quindi non possono entrare nel conto perché non verrebbero comunque ricuperati.

Insomma, se si leggono i numeri nudi e crudi bisognerebbe fermare l’opera, ma Toninelli dice di no, che si farà, pur con l’arrampicata sugli specchi “ma allora i binari devono arrivare fino al porto” (mah, sul sito lo dicono già, ma d’altra parte credo che i binari ci siano già). Qualcuno sa spiegarmi se non ha capito nulla lui, non ho capito nulla io oppure è giusto un po’ di fumo negli occhi?

Carnevale della matematica #124

[Carnevale della matematica]

“canta, canta, nero”
(dalla Poesia gaussiana)

Benvenuti all’edizione numero 124 del Carnevale della Matematica! Tema di questo mese è “matematica per le feste”. Per chi è davvero vecchio, il 124 era un modello di auto della Fiat (mio padre ne ha avuta una); per chi è amante dell’aeronautica, l’Antonov An-124 Ruslan è stato il più grande aereo prodotto in serie. E per i matematici? Beh, è un numero nontotiente, perché l’equazione φ(x)=124 non ha soluzioni, ed è difettivo (la somma dei suoi divisori propri è 100); ma è anche un numero intoccabile, perché non è la somma dei divisori propri di alcun numero, e se scritto in base 5 diventa il simpatico 444.

Prima di passare ai contributi del mese, ecco la cellula melodica, proposta come sempre da Dioniso:

Il fatto che ci sia una terza minore implica forse un Carnevale in tono minore? Spero proprio di no!

Dioniso questo mese si è tra l’altro anche autocelebrato, perché la sua pièce “I pitagorici” è andata in scena al Politecnico di Torino. E non è una festa, forse?

Anche Annalisa Santi ha voluto restare in tema, con un post dal titolo “La Matematica del Natale…tra libri e sfere temari” (teMari, non teRNari, lo so che voi pensate sempre male). Il post parla di piccoli libri (ovviamente matematici, ma semplici e divertenti) da regalare alla Vigilia di Natale, secondo l’usanza islandese del “Jolabokaflod” o “Christmas Book Flood” e di decorazioni per il giorno di Natale: a stella icosaedrica, con digressione sui solidi platonici, e a sfera, derivate dalla tradizione giapponese delle “palle temari” ricamate.

Davide Passaro per Math is in the Air ci propone tanta roba.
Un’intervista ad Alessandro Giuliani, professore di Fisica Matematica all’università di Roma Tre. La frase “Lasciatevi guidare dal piacere e dalla curiosità per lo studio della matematica e della fisica” scelta come sottotitolo dell’intervista fa già intuire che l’intervista offre spunti interessanti. Nell’intervista si parla di meccanica statistica, modello del grafene e della formula di Osanger per la magnetizzazione spontanea.
Un contributo esterno di Giordano Colò che affronta l’affascinante tema della teoria delle stringhe, intitolato “Stringhe che vibrano e simmetria speculare”. In questo articolo, primo di una serie, si parla dello spazio di Calabi-Yau e della congettura SYZ.
Segue un affascinante articolo di Maria Mannone del titolo: “Dante Gaudì, Dalì: un dialogo fra geometria, natura e fede”.
La seconda parte di una serie scritta da Valerio Novelli sul modello di Ising (la prima parte, se l’avete persa, è qui)
Infine Davide segnala la pubblicazione di un articolo sulla rivista “Didattica della Matematica” frutto dell’indagine realizzata da “Math is in the Air” in collaborazione con i proff. Pietro Di Martino e Rosetta Zan della facoltà di matematica dell’Università di Pisa.

Gianluigi Filippelli questo mese si è lanciato! Su Dropsea potrete leggere
In L’arte matematica di Piero della Francesca racconta come Piero della Francesca non fosse solo un grande pittore, ma anche un valente matematico.
Per la serie dei Rompicapi di Alice, un rompicapo proposto da Martin Gardner: Cubi, cubi, sempre cubi “È possibile tagliare un cubo in un numero infinito di altri cubi più piccoli nessuno dei quali identico a un altro?”, rompicapo a cui segue un brevissimo esame della sfida logica tra Achille e la tartaruga. Il tutto nel segno della regressione infinita.
Più legato alla fisica, Misurare la velocità della luce in classe. Il titolo è già di per sé esplicativo. Attenzione: ci sono formule!
Passando al Caffé del Cappellaio Matto:
Pico e Paperoga profeti del caos. Partendo da una storia breve uscita su Topolino #3288 con Paperino, Paperoga e Pico de Paperis, un articolo sulla teoria del caos e i biliardi.

Roberto Zanasi presenta invece l’ultima parte di Minacce Aliene, con la funzione di Ackermann usata nel computo dei numeri di Ramsey. Attenzione: ci sono numeri davvero grandi!

Da MaddMaths! la solita messe di contributi.
Dopo Atiyah: a che punto siamo con la congettura di Riemann? – Lunedí 24 settembre 2018, Sir Michael Atiyah, in una conferenza tenuta nell’ambito dell’“Heildeberg Laureate Forum,” ha annunciato la dimostrazione della Congettura di Riemann. La notizia ha destato sensazione anche al di fuori della comunità matematica: approfittiamo di questa occasione per ricordare di che cosa si tratta e anche per descrivere con qualche dettaglio il processo di “validazione” della ricerca in matematica. Un articolo di Alberto Saracco & Alessandro Zaccagnini.
L’importanza della formazione iniziale degli insegnanti: la necessità assoluta di non tornare indietro di 30 anni – Comunicato della CIIM sulla discussione parlamentare relativa alla revisione del sistema di formazione e reclutamento dei docenti di scuola secondaria (modifiche al D.L. n.59 del 13 aprile 2017). Apparso anche sulla pagina della CIIM, questo comunicato è stato condiviso con tutti i componenti delle commissioni permanenti per Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato e e per Cultura, Scienza e Istruzione della Camera.
Caro Vaime, ci dispiace davvero, non sa cosa si è perso! – Enrico Vaime, popolare autore e conduttore radiofonico e televisivo, ha dedicato alla Matematica il suo editoriale per la trasmissione Black Out su Rai Radio 2 di Sabato 24 Novembre 2018. I membri del comitato editoriale di MaddMaths! hanno ascoltato questo intervento che ci racconta una matematica che non riconosciamo, molto diversa da quella che pratichiamo e insegniamo. E francamente c’è dispiaciuto che per lui la nostra materia preferita fosse così triste e poco creativa. Abbiamo provato a rispondergli con due testi, uno di tono giocoso di Sandra Lucente, una specie di “inversione” creativa dei temi ascoltati nell’editoriale, e l’altro di Pietro Di Martino, sul rapporto che le persone instaurano con la matematica.
Superpermutazioni: che nome dare a un Teorema? – Recentemente molti siti di divulgazione scientifica hanno riportato la soluzione di un problema di combinatoria: la stima del limite della lunghezza di una superpermutazione minima di n elementi. Molto probabilmente il problema non avrebbe attratto tanta attenzione se non fosse per la curiosità offerta dall’identità degli scopritori: un anonimo in una lista di discussione e lo scrittore di fantascienza Greg Egan. Ce ne parla Nicola Ciccoli, che riflette sulle nuove forme di comunicazione dei risultati.
È tutto calcolato — recensione del libro di Lorenzo Baglioni – Lorenzo Baglioni, classe 1986, grossetano di nascita, ma fiorentino d’adozione, già da tempo noto al popolo del web, ha sfondato con il grande pubblico grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo 2018 con la canzone didattica Il congiuntivo. Attore, cantante, comico, youtuber, ma anche matematico. Ora ha scritto un libro e Alberto Saracco ce lo racconta.
John Urschel è un professionista – In Italia è praticamente sconosciuto, ma la sua storia è veramente notevole. Stiamo parlando di John Urschel, 27 anni, matematico americano di origini canadesi, che ha giocato da professionista nella National Football League. Di seguito trovate l’intervista raccolta per il sito Hmm Daily da Jordan Ellenberg, professore di matematica presso l’Università di Winsconsin-Madison, qui nella traduzione in italiano a cura di Roberto Natalini.

I Rudi Mat(h)ematici sono in ritardo per il numero di dicembre della rivista, ma hanno comunque pubblicato varie cose, riassunte telegraficamnte qui sotto:
Dalla triremi all’automobile è uno strano Paraphernalia che parte da Antikythera per arrivare fino alla Fiat Dedra (che non esiste, perché era una Lancia).
L’enigma del frate e dell’apparitore continua la tradizione degli indovinelli di Canterbury.
Che la scopa sia con voi è il solito post risolutivo e istituzionale.
Infine un quick&dirty che tira in ballo Paperino: Operazioni paperinesche.

Che cosa ho scritto io, infine?
Sul Post ho due interventi. Ah, la discalculia! non parla in realtà della discalculia ma dei due errori di matematica fatti dal titolista del Corriere; Enrico Vaime e la “sua” matematica” parla del brano di Enrico Vaime trattato anche da MaddMaths! sotto una luce un po’ diversa.
Qui sulle Notiziole, i quizzini della domenica sono stati Cartello (poco matematico, ve lo dico subito), Dimezzare, Stella a otto punte e Successione. Per le recensioni, Il tempo di Stefan Klein, troppo spezzettato per i miei gusti; Infinito di Umberto Bottazzini, forse più filosofico ma con spunti molto interessanti, e Furor Mathematicus di Leonardo Sinisgalli, dove di matematica c’è solo una piccola parte ma il punto di vista è piuttosto peculiare.

Buona lettura e buone feste a tutti! L’anno prossimo troverete il Carnevale, sempre il 14 del mese, da Math is in the Air con tema “Matematica e libertà”.

duevirgolazeroquattro

A parte le facili battute, c’è una ragione ben specifica per cui la nuova proposta di legge di bilancio italiana pone il rapporto deficit/PIL al 2,04%, ed è legata alla richiesta della Commissione europea di scendere dal 2,4% iniziale all’1,95%. Questa ragione può essere descritta con una singola parola: arrotondamenti.

In genere il rapporto viene indicato con una singola cifra decimale. Quindi il 2,04% viene arrotondato per difetto al 2%, esattamente come l’1,95% (c’è una formula piuttosto astrusa che regola l’arrotondamento quando l’ultima cifra significativa è un 5, e quindi si potrebbe penzolare da una parte o dall’altra). Ergo, Salvini e Di Maio Giuseppe Conte ha limato qua e là per arrivare al massimo deficit possibile che però formalmente avesse lo stesso valore di quanto chiesto dalla Commissione.

Non so voi, ma a me viene in mente quando alle superiori facevamo i temi, dovevamo scrivere quattro pagine e c’era sempre chi scriveva   l a r g o   l a r g o   per mostrare di avere ottemperato all’obbligo richiesto…

Il Messaggero di Sant’Antonio

Magari la scorsa settimana avete letto della situazione al Messaggero di Sant’Antonio, con i suoi otto giornalisti licenziati in tronco che hanno occupato la sede del giornale. Devo dire che mi ha stupito che ci fossero dei giornalisti veri e propri, cosa che poi ho scoperto non essere nemmeno così recente.
È abbastanza ovvio che nella crisi generale dell’editoria un giornale venduto solo per abbonamento e che ha un target di persone sempre più vecchio perde copie. È un po’ meno ovvio che il mezzo milione di copie indicato dal Post è un dato di una decina d’anni fa; le 260.000 indicate da Famiglia Cristiana sono probabilmente più vicine al vero. Quello che però non mi torna è cosa pensino di fare i frati; otto giornalisti hanno un costo molto inferiore ai due milioni e 700 mila euro di perdita dell’anno scorso, e quindi anche far scrivere gli articoli ai frati non cambierebbe molto le cose. Ma soprattutto: da dove arrivano tutte queste perdite, vista la tiratura non certo bassa?

scarsa (mia) memoria storica

Oggi ero in giro con Anna, e verso ora di pranzo siamo passati da piazza Fontana che era praticamente bloccata da camionette di polizia e carabinieri. Ci ho messo qualche istante prima di ricordarmi che è il 12 dicembre.