Font buttati lì

Perché il titolo a sinistra nella home page di Repubblica è scritto con una font senza grazie (sans serif), mentre quello di destra usa una font con grazie? Domanda intelligente. L’unica risposta che io mi sono dato è che il secondo è a pagamento mentre il primo no, e quindi si sia voluto distinguerli in questo modo. Mah: io non sono certo un grafico, ma una cosa del genere per me è davvero un pugno nell’occhio. Voi che ne pensate?

15 comments

  1. Il pugno nell’occhio, secondo me, è il miscuglio di caratteri con e senza grazie nell’esempio di destra. Secondo me chi ha messo le mani sulla parte “paywall” del loro CMS ha combinato un po’ di casini non sollecitati.

  2. Sembra che abbiano proprio deciso di distinguerli così (notare che il font per gli articoli a pagamento si chiama Eugenio)

  3. A pagamento di chi? E per quale motivo, dato che non veicola pubblicità? Chi pagherebbe per pubblicizzare la flat-tax?

    Non mi convince questa spiegazione…

    Ho visto gli altri articoli con grazie e sono tutti politici, ma altri articoli di politica sono sans-serif. Confermo che è voluta perché sono definiti con una classe differente nei sorgenti della pagina, ma la causa per me è una altra.

  4. E’ una delle regole auree della grafica. Usare un font solo in tutto il progetto, con rarissime eccezioni due, ma mai mischiare serif e sans-serif, al massimo si possono mischiare gli “handwriting” o quelli speciali. E’ una cosa raccapricciante.

    • Mettere più font in una stessa pagina va bene purché i font diversi siano attinenti a contenuti di tipo diverso, caso classico la citazione che per risaltare meglio non solo è in italico ma con uno stile diverso dal resto. Ma anche separare elenchi, tabulati, codici font diversi sono assolutamente di rigore.
      Nel caso di Repubblica, beh oddio mi piace molto poco.

  5. ah. In genere i testi con la font Eugenio hanno davanti la bella etichettina rossa “Rep:”, il che sarebbe dovuto bastare per distinguerli. Quello del mio esempio però non ce l’aveva, ed è questo che mi aveva lasciato perplesso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.