Sbaglio sempre i tempi

A me il calcio non interessa, se non per prendere in giro i colleghi il lunedì mattina. Quindi guardo i risultati più o meno a caso, soprattutto dopo che le partite cominciano a ore casuali. La scorsa settimana butto l’occhio sulla homepage di Repubblica: la Juventus stava vincendo a Verona. La mattina dopo scopro che ha perso. Ieri vedo che l’Inter stava vincendo con la Lazio: stamattina vedo che i biancazzurri hanno rimontato. Diciamo che potrei anche fare a meno di dare un’occhiata ;-)

Sindacato: iscritti dipendenti e pensionati

Prima di Natale sono passato nella sede del mio sindacato per gli auguri di fine anno (con un buffet ruspante, panini col salame :-) ) In segreteria c’era un poster datato 2014 che raccontava della sezione della provincia di Milano (e forse qualcos’altro, è Milano Metropoli). Bene: erano iscritti al sindacato 135.000 lavoratori e 53.000 pensionati.

Ora, so bene che la Triplice ha più pensionati che lavoratori attivi: gli ultimi ad avere avuto il sorpasso sono quelli della CGIL. Posso anche immaginare che dal 2014 a oggi anche il rapporto suindicato si sia ridotto, ma immagino che sia sempre almeno 2 a 1. A questo punto però mi chiedo quali siano i posti in cui i pensionati sovrastino di gran lunga i lavoratori, e soprattutto perché ci sia questa differenza. Mancata sindacalizzazione tra i lavoratori? Vantaggi per i pensionati tali da farli iscrivere una volta che hanno smesso di lavorare?

Euroscetticismo: siamo arrivati uno!

Ce l’abbiamo alla fine fatta. Nell’ultima rilevazione statistica, la percentuale di italiani che pensa che l’Unione Europea sia una buona cosa è la più bassa di tutti (a pari merito con i cechi, ma noi abbiamo più persone di loro che dicono che sia una cattiva cosa). Per dire, i britannici hanno una percentuale maggiore di euroconvinti di noi, anche se poi tra di loro c’è una percentuale enorme che affermano che la UE sia Una Brutta Cosa.

La cosa interessante è che un tempo la percentuale di euroconvinti era altissima, come si vede dalla figura di destra (di Itanes, presa da un vecchio articolo di Repubblica. La domanda è semplice: che cosa esattamente è successo in questi vent’anni? È davvero tutta colpa dell’Europa, o banalmente essa è un capro espiatorio facile da usare? (no, non lo so).

Da Fidèl a Smart

Un esempio di confezione Smart (dal sito esselunga.it)

Chi frequenta i supermercati Esselunga conosce bene i prodotti della linea Fidèl. Nata come linea a basso prezzo, e quindi nascosta in cima o in fondo agli scaffali, ha perso sempre più importanza: per dire, Esselunga a un certo punto ha deciso di fare prodotti a marchio “Esselunga Top”, proprio per scegliere un posizionamento diverso.
È possibile che questa scelta non abbia portato chissà quali risultati, a differenza per esempio di quello che fa Coop con i suoi prodotti private label “Fior da fiore”; o magari qualcuno ha deciso che ora che Castro è morto e sepolto occorreva modernizzare anche quel brand. Così da qualche mese possiamo trovare sugli scaffali tanti prodotti della linea “Smart”, caratterizzati da una confezione color giallo pugno-nell’occhio, indicazioni minimali sulle etichette – praticamente solo il nome e quanto richiesto per legge – e un prezzo concorrenziale anche rispetto ai discount. Potete trovare una disanima più tecnica sulla scelta markettara qui, mentre se volete trovare un confronto con i prodotti marchiati Esselunga c’è questa disamina del Fatto Alimentare, che mostra come la qualità almeno nei prodotti alimentari sia nettamente inferiore, ed è probabilmente per questo che Esselunga ha scelto di non associare esplicitamente il nome della catena a questi prodotti. Io nel mio piccolo ho fatto un rapido controllo sui prodotti a base di latte, e la materia prima per tutti arriva dalla Germania o dall’Austria: d’accordo che Esselunga è concentrata nel nord Italia, ma mi chiedo quanto poco costi il latte lì per rendere economico il trasporto fino da noi…

Fini intenditori di fumetti

Da buon ex normalista, ho deciso di comprarmi Speciale Normale di Leo Ortolani. Non appena ha visto che c’erano dei fumetti, Jacopo mi ha subito fregato il fascicolo, anche se non so quanto ha capito della storia. Ma quello che mi ha stupito di più è che alla fine mi ha detto “Ma è stato disegnato da quello che fa Rat-Man?”. Ora, il tratto di Ortolani è inconfondibile, d’accordo. Ma sono certo che a casa mia non sia mai passato un albo di Rat-Man. Dove diavolo li ha visti?

Siti che chiudono per il weekend

È un po’ che cerco di domiciliare il bollo auto, così non mi dimentico di pagarlo. Ci avevo tentato l’anno scorso senza risultato: così a fine maggio, dopo averlo pagato ancora una volta in ritardo, scrissi a infobollo@lombardia.aci.it e a inizio luglio (luglio, non giugno) ottenni la risposta sui vari modi possibili oltre a quello che avevo tentato inutilmente. Domenica sera finalmente mi sono deciso a ritentare la sorte, e ho provato ad andare nella pagina della Regione Lombardia e compilare il modulo di “DomiNciliazione bancaria” (guardate il titolo della pagina) da spedire in formato cartaceo. Metto i dati della macchina di Anna, e mi arriva un messaggio “Targa non esistente – si prega di contattare l’Assistenza ACI” (senza nemmeno un’email o un numero di telefono). Lunedì mattina alle 7 riapro la pagina, dico che sto facendo la cosa per conto terzi… e miracolosamente la targa viene (ri)trovata, cosa di cui non avevo dubbi poiché tutti gli anni ci arriva la notifica di pagamento. L’unica ipotesi plausibile è che la base dati sia una fan di Luigi Di Maio e la domenica resti chiusa.

(Ora devo solo trovare un francobollo, e non garantisco sarà impresa facile)

unloved


Ogni tanto – non mi è chiaro perché, ma credo che dipenda dalla mia connessione – gmail dice che non ho posta. Il problema è temporaneo: in genere basta ricaricare la pagina ed è tutto a posto. Prima ho però provato a cliccare su “tutta la posta” e il risultato è quello mostrato nell’immagine qui sopra. Non sentite anche voi un po’ di compassione per quei server non amati?