Una delle mie battute preferite di Giorgio Faletti, quando faceva il Testimone di Bagnacavallo e storpiava le parole, è stata “E a voi, donne che battete in mezzo agli angoli delle strade, io vi dico: bisettrici!” Bene: prendete la parola BISETTRICE e anagrammatela, senza preoccuparvi che la parola risultante abbia senso o sia anche solo pronunciabile. Qual è la probabilità che la B sia alla sinistra – non necessariamente immediata – della C? Tenete conto che le lettere doppie sono indistinguibili, quindi se per esempio scambiate solo le due E avete di nuovo BISETTRICE e non un’altra parola.

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p518.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Matt Enlow)
David Blatner è fondamentalmente un grafico, e autore di vari libri su Photoshop e InDesign. Ma è anche riuscito a essere coautore di un libro intitolato Judaism for Dummies e questo libretto sul pi greco (David Blatner, Le gioie del pi greco [The Joy of π], Garzanti 1999 [1997], pag. 130, ISBN 9788811592884, trad. Libero Sosio) che è davvero particolare, a cominciare dalla grafica (immagino i moccoloni tirati dalla Nexus snc che ha dovuto mantenerla nella versione italiana…) Si trovano più o meno ovunque cifre scritte in corpo 4 che immagino siano quelle dello sviluppo decimale di π: le cifre sono un milione, e la milionesima per la cronaca è un 1. Oltre ad esse, ci sono tutte le notizie storiche e culturali sul numero che ci si può immaginare. La lettura è davvero godibile, anche per l’ineccepibile traduzione di Libero Sosio. Purtroppo il libro non è più in commercio da anni – io ho letto una copia presa in prestito in biblioteca, prima di comprarmi una copia usata della versione inglese – e non avrebbe nemmeno senso una versione in epub, vista la struttura del libro.
Perché questo libro (Lennart Berggren, Jonathan M. Borwein, Peter B. Borwein, Pi: A Source Book, Springer 2004³ [1996], pag. 816, ISBN 9781475742176) si intitola “A Source Book”? Semplice: perché raccoglie articoli su pi greco, generalmente riguardo ai modi in cui può essere calcolato. Gli articoli spaziano per quattro millenni, dalla traduzione della prima formula per calcolare pi greco che conosciamo, tratta dal papiro di Rhind, fino ai giorni nostri. C’è anche un brano di Umberto Eco dal Pendolo di Foucault, ma è un’eccezione. Il testo è ovviamente nato per essere di riferimento e non letto, anche perché molti degli articoli sono davvero tecnici: e va già bene che in questa edizione Viète e Huygens sono stati tradotti dal latino. Secondo me però si sarebbero potute evitare alcune ripetizioni di temi, che non portano grandi informazioni aggiuntive. Una nota per chi si lamenta che non si arriva mai in fondo ai libri: a pagina 678 c’è scritto che Tolomeo ha approssimato pi greco con 3 + 8/60 + 30/3600, 3,141666… che è il perimetro di un 360-gono regolare inscritto in un cerchio. Ovviamente non può essere così, visto che l’approssimazione è per eccesso.
Il lettore ideale di questo libretto (Luigi Laura,