vaccinazioni covid aziendali

A inizio maggio ci è stato chiesto se volevamo farci vaccinare contro il Covid in un hub aziendale, o meglio se eravamo eventualmente interessati. Non sapendo come sarebbe stata la campagna ufficiale, ho dato l’adesione.

Stamattina mi è arrivata uan mail sindacale dove c’era tra l’altro scritto che gli interessati “proprio in questi giorni, sono contattati via mail dal fornitore del servizio per fissare l’appuntamento del vaccino che riceveranno come prima dose nella settimana che va dal 21 al 25 giugno p.v..” Il tutto seguito da “Su quest’ultimo punto (contatto del fornitore), un numero limitato di lavoratori ci ha segnalato problemi nella ricezione della mail. E’ infatti accaduto che il sistema software di intercetto spam in utilizzo in azienda ha bloccato inizialmente qualche comunicazione ma, in ogni caso, la situazione è stata prontamente risolta e per maggior certezza è stata inviata agli interessati una ulteriore mail.”

Sono andato a vedere nello spam, e in effetti mi sono trovato DUE mail del servizio esterno. Tolta l’ultima dallo spam, sono entrato nel sito e ho cambiato la password: la pagina segnala che mi arriverà un’altra mail per completare la procedura. Dove è arrivata? Esatto, nello spam. Proprio come la mail di cambio password avvenuto correttamente. Ma d’altra parte quando ho compilato il loro modulo e ho indicato di non essere interessato alla vaccinazione – ormai ho già fatto la prima dose… – mi continua a venire presentata la stessa pagina. Direi che qualcosa non va.

le chiavi della macchina

Purtroppo causa Covid porto e recupero i ragazzi a scuola in automobile da vari mesi. In queste ultime settimane ho anche ripreso ad andare in palestra in pausa pranzo: solo che la palestra è in una zona di Milano dove è assolutamente impossibile parcheggiare. Ok, anche la scuola dei ragazzi è nella stessa condizione, ma lì in fin dei conti è un kiss&ride. Alla fine ho trovato un compromesso: la mattina li portavo a scuola, andavo a trovare un parcheggio dalle parti del Formigonio, prendevo un BikeMi per tornare a casa, lavoravo, prendevo il BikeMi per andare in palestra e lo riprendevo per arrivare alla macchina. Più facile da fare che da spiegare.

Stamattina ho eseguito l’operazione, ma quando alle 12:30 faccio per uscire non trovo le chiavi della macchina. Guardo nelle tasche dei pantaloni: niente. Cerco freneticamente se sono cadute da qualche parte: niente. A questo punto prendo al volo la chiave di scorta e faccio il mio giro. Salito in auto telefono ad Anna comunicandole la ferale notizia. Due minuti dopo mi richiama e mi dice “sei un uomo molto fortunato”. Dov’erano le chiavi? Nelle tasche dei pantaloni. Mi ero semplicemente dimenticato che la mattina ero uscito con i pantaloni lunghi, e ho cercato nei bermuda. Sto perdendo davvero colpi.

(Poi mi sono preso diluvio e allagamenti vari per recuperare Jacopo in mezzo al momento peggiore del temporale, ma su quello ci potevo fare poco)

L’importanza di conoscere le lingue

Il telecomando dei nostri Velux funziona male: se qualcuno lo fa cascare si resetta, e devo di nuovo inserire data e ora (e giorno della settimana, perché a quanto pare il costo di una funzioncina per calcolarlo automaticamente era troppo elevato. Almeno le programmazioni resistono).

Ieri pomeriggio Anna mi dice “Ah! il telecomando dice le cose in ugrofinnico! Rimettilo a posto!” A quanto pare, due persone di cui non faccio il nome “stavano giocando” e l’hanno fatto cascare. Poi non si sa bene cosa abbiano fatto, soprattutto considerato che la scelta della lingua non è certo uno dei menu iniziali. Ad ogni buon conto, guardo il telecomando e stabilisco che la lingua è scandinava, il che è un grande vantaggio. Resetto di nuovo il telecomando, segno data e ora – quelli sono facili, sono sempre numeri – e poi viaggio a caso tra i menu finché non vedo la parola “Sprog” che chiaramente è l’equivalente del tedesco Sprache. Clicco, scopro che il menu era settato in danese, e lo rimetto in italiano.

Comunque sono stato fortunato. La prima lingua dell’elenco era il ceco, e lì mi sarei perso del tutto. (Ok, avrei cercato su Internet il modello del telecomando e guardato com’erano i menu, ma non sarebbe stato così divertente)

prima dose

Stamattina sono andato alla Fabbrica del Vapore per la prima dose del vaccino Covid. Ci sono andato in bicicletta, da vero uomo, anche perché ho scoperto ieri sera che oggi c’è uno sciopero dei mezzi :-) (poi sono tre chilometri di distanza, potevo anche farli a piedi nella peggiore delle ipotesi). Bisogna dire che la logistica funziona. Nessuna coda, dodici minuti da quando ho fatto l’accettazione (senza coda neppure lì) a quando sono stato inoculato. Quello che funziona meno bene pare essere le forniture: ho fatto Pfizer perché oggi non erano arrivate le dosi di Janssen (il J&J). Tra 35 giorni insomma ritornerò: vi farò sapere se in questi giorni starò male, ma mi aspetto più problemi con la seconda dose.

Aggiornamento: (2 giugno) Ieri pomeriggio avevo il braccio un po’ indolenzito – ma ero indolenzito ovunque causa ripresa della palestra… e ieri ci sono comunque andato. Stamattina niente, e anche la febbre era 36.2.

L’aiutanta

Oggi ho fatto una di quelle cose che odio con tutto me stesso: montare uno di quei mobiletti di plastica da mettere nei terrazzi. Inutile dire quale dei gemelli mi ha aiutato.

Siamo matti? – parte 2

Dopo il post di stamattina la situazione è evoluta. In peggio.

Mi riorganizzo la mattinata e arrivo a scuola alle 11:55. Nel frattempo alle 11:45 arriva un’altra mail con me in Bcc:, quindi probabilmente inviata a tutti i genitori) di testo «Gentilissimi, come da comunicazione telefonica si conferma, in data odierna, l’uscita della classe 1B alle ore 12:00. Cordiali saluti – La Segreteria». Arrivo, ci sono anche tre o quattro altri genitori. Suona la campanella delle 12. Niente. Alle 12:10 mi scoccio, e suono in portineria. Arriva un’ATA, le chiedo perché non è ancora scesa la classe di Jacopo, e lei casca dal pero. Comincia a telefonare in segreteria (il plesso dove studiano i miei figli non è quello principale). Arriva un altro ATA, ricomincia il giro delle telefonate, compresa quella alla rappresentante di plesso. Alla fine si scopre che no, non era la 1B a dovere uscire a mezzogiorno, ma la 3F. Visto però che noi eravamo lì, e comunque nell’ultima ora non ci sarebbe stata la professoressa di italiano, alle 12:30 hanno fatto uscire la classe (che poi se ne è andata tutta insieme a mangiare una piadina, iniziativa di cui non sapevo nulla… ma qui la colpa è di Jacopo, non certo della scuola). Alla fine mi sono perso mezza mattinata per l’incapacità gestionale. Non solo hanno sbagliato classe, ma a nessuno è venuto in mente di avvisare il personale del plesso – che pure stamattina ha ricevuto tre diversi ordini di servizio sulla gestione. Ma tanto per dirne un’altra: Cecilia sarebbe dovuta entrare alle 9, nessuno ha avvisato e quindi la classe è arrivata regolarmente alle 8 ed è stata smistata… in un’altra classe dove il professore non c’era.

Considerando che si sapeva perfettamente che ci potevano essere problemi con il richiamo dei vaccini, si poteva immaginare che la scuola avesse contattato dei supplenti. E invece no. Ma d’altra parte se ci hanno chiesto un contributo “volontario” di settanta euro senza dire che serviva a tappare il buco del bilancio scolastico potete capire perché non hanno speso soldi… Mi sono lamentato all’infinito della dirigenza della scuola elementare che hanno frequentato i gemelli, ma qui siamo messi ancora peggio.

Siamo matti?

Alle 10:37 di stamattina guardo la posta e scopro che alle 10:15 (e alle 10:23 in copia) la scuola dove vanno i ragazzi mi ha scritto dicendo che causa vaccinazione di professori la classe di Jacopo uscirà oggi alle 12:00. La mia risposta – spedita alle 10:39 – non dev’essere stata molto educata, considerato che mi hanno telefonato due volte alle 10:40 e alle 10:41: io ero giù a raccontare la cosa ad Anna e quindi non ho risposto, poi hanno chiamato lei che fortunatamente è molto più educata del sottoscritto.

Di per sé Jacopo ha la liberatoria per tornare a casa da solo. Peccato che debba prendere la metropolitana e non abbia la tessera con sé, visto che tanto sarei andato a prenderlo in auto. Auto che tra l’altro è parcheggiata da tutt’altra parte perché io dovrei andare in palestra in un posto dove non si trovano parcheggi e quindi stamattina l’ho lasciata in posizione strategica. Notate anche che in questi giorni ci sono stati varie assenze causa richiamo del vaccino: ieri per esempio Cecilia è entrata un’ora dopo (assieme a Jacopo, perché non posso andare avanti e indietro tutta la giornata) ma almeno la cosa ci era stata comunicata il pomeriggio precedente. E notate soprattutto che continuano a smistare classi, cosa che mi pare ancora più pericolosa. Vi pare possibile una cosa del genere?