green pass e Immuni

Lunedì è cominciata la scuola e avevo promesso ai gemelli che li avrei fatti mangiare al Burger King. Pensandoci un po’, mi è venuto in mente che forse stare all’interno sarebbe stato meglio: tanto avevo anche il loro Green Pass fresco di stampa. Arrivo, mostro la copia cartacea dei loro pass, e poi tiro fuori Immuni dove c’era la mia certificazione… che mi dà errore. Non mi è venuto subito in mente che nel portafoglio avevo la versione stampata: comunque sono andato su Google Drive a prendere un’altra versione che è andata.
Poi con calma ho verificato qual era il problema: avevo scaricato la prima certificazione, quella dopo la prima dose, che adesso non vale più. Certo però che per una volta che Immuni sarebbe potuta essere utile…

(ah: dopo che ho caricato la nuova certificazione, me ne sono trovate due. Non è che io potrei usare Immuni con il green pass di un altro?)

Ho parlato a _Di tutto un boh_

Di tutto un boh è una trasmissione di Radio Popolare; venerdì sono stato “intervistato” da Jam Kesten e Jennifer Radulovic a proposito di algoritmi. Le virgolette sono sempre d’obbligo, quando parlo a RadioPop… Ad ogni modo potete sentirmi a https://pod.radiopopolare.it/dituttounboh_1_10_09_2021.mp3 dal minuto 8:54 al 28:08.

Ho consegnato la bozza del mio nuovo libro

La data ufficiale di consegna sarebbe stata fine agosto: sono andato lungo di una settimana. Però ho finalmente terminato il mio nuovo libro e spedito stanotte la bozza all’editore. Se va tutto bene, a metà febbraio sarà in libreria :-)

Mi si è perso il numero verde Covid

Avendo io fatto fare la prima dose di vaccino ai gemelli in Liguria, adesso devo prenotare la seconda dose come se fosse la prima. Il guaio è che la Lombardia in questo momento ha troppa capacità: così ieri sera le uniche date disponibili sarebbero state per oggi, domani e domenica. Troppo presto, visto che bisogna aspettare almeno 21 giorni (e infatti la prenotazione ligure sarebbe per il 13 settembre, 23 giorni dopo la prima). È da ieri che provo a chiamare il numero verde lombardo, per vedere se loro hanno visibilità per date future: non che io ci creda, ma non si sa mai. Niente: tutte le volte arrivo al momento in cui mi dovrebbero passare l’operatore e il telefono resta muto.

Aggiornamento: (h 17:00) Stavolta sono stato rimbalzato a un call center multiregionale dove finalmente ho potuto parlare con un operatore che mi ha confermato che anche loro hanno la stessa visibilità di date. Almeno mi metto il cuore in pace.

Disassistenza

Io ho un portatile aziendale ufficiale. Poi, come tutti i colleghi del mio gruppo, ho un portatile aziendale “di laboratorio”. Perché? Semplice, il portatile aziendale ufficiale è bloccato, nel senso che è gestito remotamente – e fin qui nulla di male – ma non permette di installare software non standard; noi dobbiamo entrare su sistemi di laboratorio e a volte di esercizio e per evitare contorsionismi per chiedere ogni volta che vengaono abilitati solo per noi i programmi che ci servono usiamo il portatile aziendale ufficiale solo per gli scopi ufficiali e l’altro per lavorare seriamente.

Sono partiti due tasti del portatile aziendale di laboratorio. Sarebbe ancora in garanzia (ha due anni e avevamo chiesto un’estensione a tre anni), ma la tastiera non è sotto garanzia e la riparazione costerebbe 220 euro più Iva, al che mi è stato detto “ti cerchi un’altra tastiera”. Ho provato ad andare a farlo riparare a mie spese dai cinesi: ho speso 25 euro, uno dei tasti era in effetti tornato a posto ma l’altro no. Ieri sono tornato a protestare, e mi hanno detto che si è proprio rotto uno dei gancetti che li tiene fermi, e quindi bisognerebbe cambiare tutta la tastiera (125 euro, il che mi fa pensare a quant’è il markup su queste cose). Ora ho un buono di 25 euro che non so se userò mai. Ma la cosa che hanno detto è che presumibilmente la mia era proprio una tastiera fallata in partenza: è vero che io pesto molto sui tasti, ma non fino a questo punto.

In definitiva, la garanzia è solo un bieco trucco della borghesia, mi sa :-(

Ho parlato di sudoku (più o meno)


Qualche giorno fa è morto Maki Kaji, fondatore di Nikoli e “padrino del sudoku”. A Radio 3 Fahrenheit oggi si è parlato di sudoku e di giochi vari, e sono stato intervistato. Qui l’audio (il mio intervento è all’inizio della trasmissione).

Ah, poi sono andato a controllare una cosa a cui non ho saputo rispondere (per i curiosi: sapevo che avremmo cominciato con la storia del sudoku, ma tutto il resto è stato improvvisato. Altro che interviste predisposte…) “Gioco” deriva dal latino “iocus”, che è uno scherzo (anche greve) o un gioco di parole. Chissà perché in italiano c’è stata questo passaggio al gioco.

Aggiornamento: (21:35) gli amici del Post mi hanno ricordato che nel lontano 2010 avevo già scritto del sudoku. Ovviamente non mi ricordavo affatto di averlo scritto. Però rileggendolo sono contento, perché ho comunque detto le stesse cose :-)

sdoganamenti 3

A una settimana dal mio reclamo, ieri pomeriggio mi ha telefonato una (gentilissima) impiegata delle poste. Non che io abbia ottenuto molto: ho il numero verde da chiamare per lo sdoganamento di pacchi e basta. Ho solo scoperto che dal punto di vista delle poste il pacchetto è come un contrassegno, quindi non danno una ricevuta; la consegna del pacco vale come ricevuta. Per il resto, alla mia domanda se devo pagare i diritti postali nel caso il mittente paghi l’IVA anticipatamente, la risposta è stata un boh. Secondo logica non dovrebbero esserci, ma la signora ha convenuto con me che non è detto che queste operazioni seguano la logica…

Sdoganamenti 2

Mi vergogno. Avevo segnalato al venditore del libro arrivatomi da sdoganare il problema, suggerendogli di indicare comunque nei pacchi che si tratta di libri (fargli fare la burocrazia italiana per pagare l’IVA alla fonte mi sembra una cosa esagerata). Ho ribadito più volte nello scambio di mail che sapevo benissimo che non era colpa loro, non chiedevo loro nulla e volevo solo avvisarli dei problemi con le spedizioni in Italia. Ma mi hanno comunque rimborsato i tre euro.

Lo so, il concetto americano di assistenza al cliente è una cosa per noi assolutamente incredibile (ed è per questo che ho continuato a dire che non volevo rimborsi). Ma mi vergogno lo stesso.