e invece no!

La settimana scorsa scrivevo che gli ambrosiani erano in ritardo con il nuovo messale, e quindi non ci sarebbe stata la Piccola Rivoluzione delle preghiere. E invece no! Non avevo cercato abbastanza bene, perché altrimenti avrei scoperto che in attesa del messale completo l’arcivescovo Delpini ha approvato la parte relativa alla liturgia, che a questo punto se non ho capito male diventerà obbligatoria subito e non a Pasqua come è permesso nel rito romano.

Ma la cosa più spiazzante è che il “subito” sarà domenica prossima, cioè la terza domenica d’avvento (ambrosiano, cioè la prima domenica d’avvento per il resto del mondo cattolico). In pratica, si sono appiattiti alle posizioni romane e non hanno cominciato nel momento più logico liturgicamente. Cose da non credere!

(ah, ovviamente Camillo Langone si lamenta al solito. Mi chiedo solo se il titolo dell’articolo sia suo oppure no)

Ancora niente nuovo Padre Nostro

Mi era noto da mesi che il Messale Romano sarebbe stato aggiornato e sarebbe entrato in vigore con la prima domenica d’Avvento 2020. Per esempio se ne è parlato su Hookii. Tra le varie modifiche, oltre a quelle sui testi liturgici di cui tanto non si accorgerà nessuno, cambierà anche il Padre nostro, nel quale non si dirà più “e non ci indurre in tentazione” ma “e non abbandonarci alla tentazione”, oltre all’aggiunta di un “anche” a quando rimettiamo i debiti, e il Gloria nel quale la pace in terra sarà agli uomini “amati dal Signore” e non “di buona volontà”

Come sapete, gli ambrosiani fanno le cose per conto loro, e quindi ieri era già la prima domenica di Avvento. Però non è successo assolutamente nulla. Come mai? Semplice. Gli ambrosiani fanno le cose per conto loro, e quindi adotterano il loro messale con la calma che li contraddistingue. Ma del resto anche la versione per il resto degli italofoni partirà in ordine sparso, con le preghiere della comunità che arriveranno solo a Pasqua.

Insomma la Chiesa si rinnova

papa Francesco e gli omosessuali

Non è che di per sé sia così strano che un papa chieda una copertura legale per le coppie omosessuali. La cosa non ha nulla a che fare con la fede e la dottrina, ed è un secolo e mezzo che il papato non ha più un potere temporale e quindi non si deve preoccupare di fare leggi terrene.

Ma da quanto ho capito, la cosa interessante è che qui da noi tutti parlano di questa “apertura” come se fosse pensata per l’Italia, quando nel documentario Bergoglio parla in spagnolo…

Niente preti sposati (o no?)

La montagna stavolta non ha nemmeno partorito il poverbiale topolino. Nell’esortazione apostolica seguita al sinodo sull’Amazzonia papa Francesco non ha detto nulla sulla possibilità di ordinare sacerdoti i cosiddetti “viri probati”, diaconi di una certa età e uomini sposati. La cosa ha spiazzato tutti i media che davano da mesi se non anni la cosa per certa, ma ha anche spiazzato i tradizionalisti che nonostante il fuoco di fila di lamentazioni sembravano essersi rassegnati. Poi è chiaro che Magister e amici hanno continuato a lamentarsi: timeo papam et novitates non ferentem. Ma quello sta nella natura delle cose.
Quello che io trovo più interessante è che se ci fate caso Bergoglio sta continuando nella strategia del non decidere. Non state lì a tirare fuori quella noticina all’interno di Amoris laetitia che permetterebbe la comunione ai divorziati risposati: non è nulla di diverso da quanto scritto già nei documenti conciliari. Le eccezioni continuano a essere eccezioni, insomma, senza nessuna ufficializzazione. Come mai? La mia sensazione è che il papa, da bravo gesuita, sappia perfettamente che un qualunque cambiamento in una struttura mastodontica come la chiesa cattolica genererebbe una quantità di problemi: molto meglio gettare il seme ed aspettare che qualcun altro poi raccolga.

I papi, il celibato, gli scoop

Insomma, cosa è successo con la storia del libro che il cardinale Sarah ha scritto con papa Benedetto XVI – o forse invece no? Domanda intelligente, a cui non saprei rispondere: non è che io sia un grande vaticanista. Però qualche idea la posso avere.

È noto che Ratzinger ha sempre ritenuto il celibato ecclesiale una legge (non un dogma) alla quale non concedere deroghe se non in casi particolarissimi, come la (ri)ordinazione di sacerdoti anglicani che intendano passare al cattolicesimo. Né penso che abbia cambiato idea in questi anni. Cosa pensi Bergoglio al riguardo, io non lo so. Presumo che da bravo gesuita sia d’accordo con il principio ma sappia che teoria e pratica spesso divergano, e soprattutto ritenga che non sia corretto avere un’unica regola (di nuovo, non dogma) valido ovunque e quandunque. In altri termini, non pensate che aprirà ai preti sposati in Europa.

Entra in gioco il cardinale Iag.. ehm, Sarah. Ovviamente ha una sua idea, ben più restrittiva. Ovviamente sa che il papa emerito ha idee piuttosto simili. Ergo, gli chiede un po’ di materiale da lui scritto, che gli viene dato (ricordo che Ratzinger è un teologo, innanzitutto); subito Sarah pensa che sia un’ottima pubblicità per la sua causa pubblicare il libro “a quattro mani”, tanto non sono i soldi dei diritti d’autore che gli interessano. In tutta la storia, quello che mi stupisce è che nessuno in curia si sia accorto della cosa prima che il libro fosse già praticamente sugli scaffali – francesi, d’accordo, ma pur sempre scaffali.

Ora, io ho una grande stima di Benedetto XVI. Non entro ovviamente nella parte teologica, nella quale non ho certo competenze: ma sono certo che qualunque siano le sue idee lui non accetterebbe mai di essere messo in contrapposizione con l’attuale papa. Per quello ha fatto chiedere di togliere il suo nome dal libro: non perché ci siano falsità a lui attribuite, ma perché il suo pensiero viene strumentalizzato dai soliti noti, a partire da Magister che in questi giorni ha gongolato come non mai. E infatti Sarah ha poi twittato che – casualmente – il libro diventerà a nome solo suo “con un contributo di Benedetto XVI”… il che è una roba ben diversa.

Un ultima cosa: al 99% della gente, ma finanche al 99% dei cattolici praticanti, tutta questa storia interessa zero. Chiedetevi allora perché ci siano tutti queste articolesse.

lo schiaffo di papa Francesco

La cosa che ho trovato più curiosa nell’episodio del papa che si è rivoltato contro la donna che lo stava strattonato è che nella mia bolla Facebook, o meglio tra i contatti della mia bolla, a prendere le difese di Francesco sono gli atei e agnostici, mentre quelli che lo stigmatizzano si professano cattolici. Certo, potremmo dire che i primi pensano a cosa avrebbero fatto loro al suo posto mentre i secondi pretendono che il papa sia il buon esempio: ma mi stupisco che nessuno di questi ultimi si ricordi della “Guarigione dell’emorroissa” (guglate Wikipedia, e leggete il resoconto del vangelo di Marco), dove a me è sempre parso che Gesù fosse oltremodo seccato, prima di dare la benedizione alla donna guarita. E questo un sedicente cattolico dovrebbe ben saperlo.

O forse la risposta è molto più semplice: non si sta parlando di religione, ma semplicemente di politica, anzi del politicume di questi ultimi tempi…

Il compleanno della Madonna

Ieri, per festeggiare l’approvazione del Decreto Sicurezza Bis, il VicePresConsMin ha affermato “Bel regalo nel giorno del compleanno della Madonna. Chi è stato a Medjugorje lo sa”.
Ora io so perfettamente che la Natività della Vergine Maria si festeggia l’8 settembre, per l’appunto nove mesi dopo l’Immacolata (concezione) che è l’8 dicembre. Per me il 5 agosto è la Madonna della Neve, con messa nella cappelletta su in montagna dalla mia mamma. Ho così guglato un po’ e ho scoperto che sarebbe stata la Madonna stessa a segnalare la data del suo compleanno a Medjugorje. Direi che tutto torna.

attenti alle suore

La scorsa settimana c’è stato il Brianza Pride. A Monza c’è stato un gruppo di cattolici ultraconservatori che – come pare d’uso in questo periodo – ha deciso di fare una “preghiera riparatrice”. Fin qui più o meno tutto nella norma. Solo che questo gruppo ha seclto di pregare nel pieno centro di Monza, davanti alla chiesa che si trova in via Italia. Peccato che, come racconta Il Cittadino di Monza e Brianza, la madre superiora del monastero delle Sacramentine di cui la chiesa fa parte sia uscita e li abbia cacciati, per l’ottima ragione che si trovavano in suolo privato (del monastero, appunto).

Non mi stupisce che alcuni di quei sedicenti cattolici siano rimasti a “lanciare provocazioni” contro la superiora. Non mi stupisce nemmeno che il “comitato Teodolinda” riunisca tredici sigle ma avesse solo una trentina di manifestanti. Mi stupisce un po’ di più che quello sia un monastero di clausura. So bene che la clausura non è quella di secoli fa, ma resto sempre un po’ basito quando mi rendo conto che le suore non sono “fuori dal mondo” bensì “separate dal mondo”…