disastrofilia

Allora. Da quanto ho capito, ieri è stato mostrato un video che mostra lo schianto della funivia sul Mottarone. L’ho capito perché ho visto il titolo della notizia sul Post, ho visto il titolo del post sul Post sulle discussioni se mostrare o no il video, e ho visto le discussioni su Twitter sull’opportunità di mostrarlo.

In effetti queste ultime discussioni, o almeno i tweet iniziali, li ho dovuti almeno scorrere. Il resto – video e dubbi se postare o no il video – no. Però non capisco perché tutti si straccino le vesti. Evidentemente a questo mondo c’è troppa gente che ama vedere i disastri, basta pensare alle code in autostrada in direzione opposta a quella in cui c’è stato un incidente particolarmente cruento. Prendetene atto, riconoscete che magari voi non lo guarderete ma resterete in minoranza, e amen.

(PS: questo non vale ovviamente per le televisioni che hanno mandato in onda il video. Meglio che io non esprima il mio pensiero su coloro che hanno deciso di farlo)

16 comments

  1. Ho visto il video e mi pare istruttivo. Le probabili motivazioni per cui i freni erano stati disabilitati sono sicuramente ben diffuse in questa fase economica (quante seggiovie hanno chiuso dopo il disastro, oltre a quelle che lo hanno fatto per interventi “già pianificati”?).
    Siccome non ci saranno sanzioni contro i resposabili veri del disastro, almeno un po’ di empatia spicciola e temporanea è istruttiva ed è il massimo che si può avere in questo contesto.

    • Anche secondo me è un video istruttivo e non morboso, non è diverso dal video che mostra il crollo del Ponte Morandi per il quale nessuno mi pare abbia battuto ciglio.
      Aggiunge informazioni al dibattito e scuote le coscienze riguardo alla sensibilità sui temi della sicurezza e delle burocrazie che la accompagnano che spesso sono vissute con fastidio o facendo spallucce.
      Non si vedono, se non brevemente e da lontano, persone e non si vede il momento dello schianto.

      Non capisco francamente tutto questo stracciarsi di vesti. Non è un video morboso in nulla.

      • Domanda assolutamente non retorica, ma voglio capire: se è stato istruttivo, cosa hai imparato (che già non sapevi prima)?

        • Io ho imparato due cose:
          – i freni sarebbero serviti davvero. Se la cabina si fosse fermata, la fune portante avrebbe retto e consentito salvataggio;
          – i problemi nella “giustizia”, nei “controlli”, nella burocrazia, nello stato di religione neoliberista, ecc. non sono mostrati dai giornalisti per l’elevato livello di ripugnanza, e lo capisco. Però la risposta emozionale a un video che “ehi, ma potevo esserci io!” forse è un po’ più duratura anche presso un pubblico individualista anche se, appunto, è una risposta solo emozionale, senza conseguenze per nessuno.

  2. Io, mio malgrado, l’ho visto perché al TG1 delle 13.30 lo hanno mandato in onda senza troppe introduzioni.

    Personalmente lo trovo vergognoso e perfino un arretramento del giornalismo in sé che ha come compito quello di porre una lente correttiva ai fatti così che possano essere assimilati dagli utenti.

  3. Su Telegram ed altri social ci sono forum dedicati a filmati di questo tipo ed anche di ben peggiori. Il pubblico esiste, ed è numeroso. La domanda insomma esiste. L’offerta, in un mondo per cui il fine giustifica i mezzi, si adegua.

    Il giornalismo inteso come attività di filtro ed analisi è moribondo. Oggi il giornalista (quando iscritto all’ordine cosa che inizia ad essere una rarità…) è come un broker che mette d’accordo domanda ed offerta. Con sempre meno filtri.

  4. Deduco che in casa Codogno nessuno guardi mai un TG, perché è stato fatto vedere da tutti, in ogni orario, rigorosamente con l’offuscamento dei vetri della cabina, che a un certo punto è a 1, 2 metri dal punto di apertura delle porte, quindi vicinissima alla telecamera.

    Non poter scegliere se vedere o meno è un grosso limite della TV che in Rete viene compensato. Però con quel video spero che tanta gente abbia provato più empatia per le vittime e l’organo sopravvissuto. A me ha messo una gran tristezza, che nessuna descrizione del più abile dei cronisti potrebbe mettere. Perché era qualcosa di assolutamente evitabile, come del resto il Cermis.

    • a casa Codogno le news arrivano per radio o via internet, quindi per fortuna non mi sono trovato davanti.
      Quanto all’empatia, se c’è stata sarà durata qualche minuto.

      • Già, ma almeno sarà stata più sincera della pelosa empatia per i “prodi” partigiani (lo dicessero a Rolando Rivi etc etc etc, o se proprio vogliono sembrare autentici, simulassero empatia per la Petacci e l’urina gettatale addosso da morta…), o per Regeni (etc etc etc, quando magari trovano anche giusto che gli assassini di Roberto Peci facciano tranquillamente gli editorialisti per il Manifesto [e qui il tema non è la pena, scontata o meno che sia, quanto semmai l’opportunità per un quotidiano di estrema sinistra di avere BR mai pentite nel proprio organico]) di tanti, troppi connazionali da decenni.

  5. istruttivo? si, ma per gli inquirenti. Che lo visionano, poi comunicano al pubblico le conclusioni. Dobbiamo farci un idea noi, da soli, con le nostre competenze? Siamo tutti arbitri, virologi, giudici, e adesso anche ingegneri meccanici?

    • Mah … credo che le informazioni, in generale, sia meglio darle.
      Non siamo tutti in grado di trarre conclusioni, o anche semplicemente di capirci qualcosa, ma alcuni si’.
      Perche’ ad arbitri, virologi, giudici e ingegneri dovrebbe essere impedito di capirci qualcosa (ed eventualmente di spiegarlo ad altri) ?
      Solo perche’ non tutti possiamo ?
      Dobbiamo sempre e comunque affidarci esclusivamente agli esperti ?
      Che poi solitamente sono esperti di parte, quindi siamo da capo a non capire cosa sia successo … ;).

      Inoltre, nessuno e’ obbligato a vedere il telegiornale, come non e’ obbligato a leggere i giornali o ad andare sul Web.
      La censura, di ogni tipo, ha una brutta fama.
      A mio parere totalmente meritata.

      • «Dobbiamo sempre e comunque affidarci esclusivamente agli esperti ?»

        Eh sì, uno vale uno…

        Che nessuno sia obbligato a vedere un sito web è vero, e non per nulla il post si intitola “disastrofilia” pensando ai guardoni: poi possiamo chiederci l’utlità di copiare le stesse immagini ovunque, a parte quella di cercare di avere clic in più.
        Sui telegiornali il punto è diverso. Ok, io non li guardo di mio, ma tanta gente potrebbe guardarli per avere notizie in generale, e a questo punto beccarsi quel video anche se non lo avesse voluto.

        • Eh sì, uno vale uno…

          Dopo le uscite imbarazzanti di un Crisanti o di un Burioni in questo anno e mezzo ci andrei cauto con la fallacia dell’argumentum ab auctoritate, che non è tanto dissimile dall’uno vale uno.

          Sui telegiornali il punto è diverso. Ok, io non li guardo di mio, ma tanta gente potrebbe guardarli per avere notizie in generale, e a questo punto beccarsi quel video anche se non lo avesse voluto.

          Io rientro tra questi, ma c’è davvero poco da fare su ciò. Perché altrimenti bisognerebbe evitare anche di trasmettere film horror, visto che facendo zapping ti puoi ritrovare con teste mozzate o giugulari con schizzi a fontanella, senza averlo mai desiderato. Così come sei costretto a pagare il canone anche tu che la TV non la guardi per il semplice possesso di un apparecchio atto a riprodurne i segnali, così chi guarda la TV è costretto ad accettare questo rischio di trovarsi di fronte a immagini non gradite. Un po’ come nella vita.

        • Ho visto il video al telegiornale di sfuggita, forse non lo ho visto tutto.
          Si vede una cabina che sta arrivando alla stazione finale e improvvisamente ‘scivola’ indietro sul cavo.
          Tutto li’.
          Poi ovviamente sappiamo che dentro c’erano i passeggeri e che fine hanno purtroppo fatto.

          Io saro’ strano (lo sono senza dubbio BTW), ma ho trovato interessante vedere la dinamica dell’accaduto.
          Come posso trovare interessante capire perche’ un camion e’ sbandato in autostrada.
          O un eventuale incidente sportivo.
          Non vedo un nesso necessario col gusto (per chi lo prova) di veder morire qualcuno.
          Personalmente mi fa male sapere che in quell’evento qualcuno e’ morto o ha subito gravi danni.
          Ma sono, almeno per me, due aspetti separati della cosa.
          Anzi il fatto che una cosa abbia avuto gravi conseguenze acuisce la curiosita’ di sapere come sono andate la cose.
          Di capire cosa cavolo e’ andato storto, non certo di veder morire qualcuno.
          Personalmente sento una specie di bisogno di razionalizzare, quello si’, quasi una necessita’ di fare qualcosa (purtroppo troppo tardi), anche se naturalmente e’ solo un effetto psicologico, ai fini pratici non serve.

          Credo anche che quando saranno comunicate la conclusioni dell’inchiesta, aver visto la dinamica dell’incidente sara’ di aiuto
          per comprendere meglio la genesi della tragedia.

          E … si’, lo ammetto, la meccanica e’ il mio campo, quindi posso avere un certo bias su queste cose. :|

          Credo anche che ci sia un aspetto antropologico qui.
          Cioe’ se e quanto sia un tabu’ la morte delle persone.
          Se non sbaglio negli USA si va ancora oltre: quando succede una disgrazia non si dice come sia morto il poveretto o i poveretti.
          Penso sia considerata una forma di rispetto non nominale le lesioni riportate dai malcapitati.
          … Ma questo non vale nel caso delle aggressioni, almeno credo … curioso.
          Ma non sapendo niente di antropologia mi fermo qui … :)

  6. di cosa ci meravigliamo? pochi giorni fa, si è celebrato l’anniversario dei fatti di Vermicino, in cui per la prima volta fu spettacolarizzata la morte. Complice il buon nonno Pertini, furono gettate le basi dela Tv del dolore in diretta. Invece di registrare il fatto come un errore, è stato rievocato con lazzi e sollazzi