Giuseppe Lippi

Confesso: pensavo fosse più anziano, mentre invece Giuseppe Lippi aveva solo dieci anni più di me (evidentemente anch’io sono anziano). Evidentemente quando gli scrissi a proposito di non ricordo più quale Urania era ancora giovane.

Dopo la prima onda di fantascienza in Italia (Solmi, Fruttero e Lucentini, tutti con un approccio molto peculiare più legato al mondo letterario-editoriale che alla SF vera e propria) Lippi faceva parte di un gruppo – insieme a Vittorio Curtoni e Ugo Malaguti – più attento a cosa veniva pubblicato. A differenza degli ultimi due, pur avendo collaborato fino alla fine con Robot, era però più mainstream, tanto che appunto per quasi trent’anni ha curato Urania, barcamenandosi tra le vicissitudini della rivista e soprattutto portando il colloquio con i lettori direttamente nelle pagine della pubblicazione. Sparlare di lui era più o meno diventata un’abitudine, ma secondo me erano ben pochi quelli che avrebbero voluto cambiare la sua curatela…

Roberto Renzi

No, non era parente di Matteo, almeno a quanto mi consta. Renzi fu un fumettista che a me era noto non tanto per Akim (mai sentito…) quanto per Tiramolla. Quando ero un bimbetto e non andavo ancora a scuola, mio papà mi portava pacchi di fumetti, tra cui quelli delle edizioni Alpe. In questi, oltre a Cucciolo e Beppe che sono praticamente dei cloni dei disneyani Topolino e Pippo, c’era questo strano personaggio “figlio del caucciù e della colla” che poteva allungarsi e piegarsi a piacere. Bene: Tiramolla nasce dalla fervida mente di Renzi e mostra quella tendenza all’assurdo che fu una cifra stilistica di molti albi a fumetti degli anni ’50 e dei primi anni ’60: non credo che sia un caso che tra le nove storie di Topolino sceneggiate da Renzi quasi la metà riguardasse Eta Beta.
Purtroppo questi fumettisti “minori” non hanno la notorietà che si meriterebbero…

Sergio Marchionne

Diciamolo alla Fantozzi: è stato un lup. mannar. gran figl. di putt. Non si è fermato davanti a nulla, operai, sindacati ma anche Confindustria. Romiti in confronto a lui era un mollaccione (avrei detto “agnellino”, ma non mi pareva il caso di fare battute).

Finanziariamente era però un genio. Dal farsi dare soldi da General Motors per non essere comprati ad acquistare Chrysler coi soldi che Obama ha dato per le commesse immediate, ha fatto capire che la “finanza creativa” non era quella di Colaninno, Tronchetti Provera e Tronchetti Provera (ripetizione voluta) che compravano Telecom coi soldi di Telecom. Tutto il resto è cine, come si diceva a Torino quando ero ragazzo: il pullover era solo l’equivalente dell’orologio portato da Giuanin Lamiera sopra il polsino.

Non credo sapremo mai cosa è successo davvero in quest’ultimo mese, ma in verità quella è una cosa privata.

Harlan Ellison

Con tutta la storia sui cattivoni di Google Notizie che non pagano i giornali per mandare loro il traffico delle ricerche, ci si dimentica della qualità delle notizie. Tanto per dire, mentre sto scrivendo questo post Google Notizie riporta la morte di Harlan Ellison, ma solo da fonti straniere e specializzate: i grandi e piccoli quotidiani se ne sono scordati, forse perché Wikipedia in italiano ha una voce molto scarna e quindi non è possibile copiarl… ehm, prendere spunto da essa.

Ellison era uno degli ultimi grandi della seconda generazione degli scrittori di fantascienza: per capirci gente come Campbell era la generazione zero, la triade ABC (Asimov, Bradbury, Clarke) con Heinlein era invece la prima generazione. Forse è un po’ meno noto come scrittore perché ha lavorato molto come sceneggiatore televisivo: i trekkies si ricordano da decenni delle sue liti con i produttori dopo che aveva scritto il testo per un episodio di ST:TOS. In effetti Ellison aveva un caratteraccio, ed era arrivato a usare uno pseudonimo (Cordwainer Bird) per indicare che avevano pasticciato troppo con i suoi testi. Però gli volevamo lo stesso bene, perché scriveva delle belle cose 🙂

Tony Wolf

Quando i miei bambini erano più piccoli ho comprato loro non so quanti libri della Dami di Tony Wolf. Wolf è morto qualche giorno fa, e solo oggi ho scoperto che era l’italianissimo Antonio Lupatelli.
In effetti avrei dovuto immaginare che non essendo indicato alcun traduttore c’era qualcosa di strano: ammetto di non verificare troppo i libri per i bambini. Devo dire che il suo bosco con tutti gli animali (e gli gnomi) era poetico…

Raffaello Valesio

Verso la fine degli anni ’80 del secolo scorso Internet in Italia in pratica non esisteva. Io ero uno dei pochi fortunati con una connessione aziendale alla rete mondiale, ma appunto si parlava tipicamente con gente che stava all’estero, soprattutto negli USA. In Italia ci si arrangiava con chiamate fatte con il modem (il primo che ho comprato andava a 1200 bit al secondo, standard V.22) alle BBS, ma esisteva una rete molto lenta con chiamate notturne tra gli hub per scambiarsi i messaggi. I tempi di risposta erano insomma più o meno simili a quelli delle lettere cartacee, ma noi apprezzavamo lo stesso.

Poi si sa che noi siamo italiani, e quindi ci si trovava regolarmente di persona: in particolare noi torinesi del 2:334 finivamo in riva al Po una volta al mese nel circolo ricreativo del Comune. Tra i partecipanti c’era anche Raffaello Valesio: qualche anno più di me che ero già nella fascia più anziana degli utenti nonostante ai tempi non avessi ancora trent’anni, perito e ovviamente appassionato di elettronica e di comunicazioni.

Fidonet poi si è man mano consunta, ma con Raffaello abbiamo continuato a sentirci più o meno ogni paio di mesi. Occhei, tipicamente era lui che chiamava e mi raccontava di tante cose, soprattutto della Mitica (sua figlia) e poi delle nipotine che aveva avuto. Ecco. Stamattina mi ha telefonato sua figlia per dirmi che Raffaello era morto sabato dopo una breve malattia. Addio, Old Raffa, mi mancheranno le tue telefonate chilometriche…

Totò Riina

Stanotte è morto Totò Riina, dopo che ieri sera era entrato in coma. Stranamente non ho visto su Facebook (rectius: sulla mia bolla Facebook personale) moltissimi commenti, non dico in confronto all’eliminazione della nazionale dai Mondiali ma proprio in assoluto.
Io mi limito a ripetere quello che scrissi quando alcuni anni fa gli furono negati gli arresti domiciliari chiesti dai suoi legali viste le cattive condizioni di salute. Riina aveva diritto a tutte le cure mediche esattamente come una qualunque altra persona; ma non vedo perché potesse uscire dal carcere. Non era pentito. Perché avrebbe dovuto essere “premiato”?

Fats Domino

Ci stanno lasciando proprio tutti. Dopo Chuck Berry, ora è la volta di Fats Domino, morto oggi a 89 anni. A volte si pensa che il rock’n’roll debba essere gridato, un po’ come Little Richard oppure l’Elvis Presley prima del servizio militare (o anche i Beatles prima di essere ripuliti da Brian Epstein… il loro problema è che le canzoni che suonavano duravano poco più di metà dell’originale, mi sa). Ma non è sempre così, e lo stile di Fats Domino lo dimostrava. Pianista con influenze giovanili jazz, la musica per lui era una gioia: pensate a Ain’t That a Shame? dove la melodia fa a pugni con il testo.

Poi naturamente un beatlesiano quale io sono non può esimersi dal ricordare che la vulgata afferma che Paul McCartney compose Lady Madonna ispirandosi allo stile di Fats Domino: qui la sua versione (e per par condicio Ain’t That a Shame? cantata da John Lennon 🙂 )