Mia figlia Cecilia mi ha detto “Sai, papà? Ho lanciato tre dadi, e il prodotto dei numeri che sono usciti è il doppio della loro somma. Sai dirmi quali sono i numeri?” Io ci penso un po’ e rispondo “No, mi spiace”, al che lei: “Va bene, se vuoi ti aiuto e ti mostro il dado che ha il numero più piccolo”. A questo punto sorrido e le faccio “Non ce n’è bisogno: ora so quali sono i numeri!” Li sapete trovare anche voi?

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p592.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto dalla Chris Smith Maths Newsletter; figura di mariotomo, da OpenClipArt)
Si fa presto a parlare di tempo, anche se probabilmente ci conviene ricordare la frase di sant’Agostino: «Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so.» Paolo Gangemi però si è dato uno scopo un po’ più limitato e se vogliamo oggettivo: parlare di come si può misurare il tempo e di come è stato misurato. Partiamo così dagli eoni, entità di una durata variabile a seconda di chi li definisce e suddividiamo il tempo in unità sempre più ridotte, fino ad arrivare al tempo di Planck che è il minimo tempo che possa avere un certo qual senso in fisica.