Osteria Ricci: evitatela

Ieri sera Anna e io siamo andati a cena con due nostri amici all’Osteria Ricci, nella zona di corso Indipendenza. Siamo arrivati alle 20:15 quando il locale – non enorme – era ancora mezzo vuoto, siamo finiti sotto una cassa che mandava musica a volume piuttosto alto e che non siamo riusciti a fare abbassare, e abbiamo cominciato a ordinare antipasti per tre (io non lo volevo). Poi io e Loris abbiamo chiesto un piatto di orecchiette (50 grammi, non di più); le signore hanno preso un’insalata e io ho anche contestualmente ordinato un piatto di carne. Erano le 21:25. (Sì, il servizio non brillava per rapidità).

Alle 21:50 arriva un cameriere, mi dice “lei sta aspettando il secondo, giusto?” e mi rimette una forchetta nuova. Alle 22:10 Anna si alza per fumare, chiede a un cameriere cos’era successo al mio secondo, e gli viene risposto “controllo”. Alle 22:20 mi sono alzato, sono andato in cassa e ho chiesto il conto, meno la carne che non mi era arrivata. Il proprietario ha detto che c’era stato un problema con il forno. Ho pagato (135 euro per antipasti per tre, due piatti di orecchiette, due insalate, due bottiglie d’acqua da 65 cc e una bottiglia di vino), ho salutato (“buonasera”, non certo “arrivederci”) e sono uscito.

Il proprietario poteva evitarsela, una scusa così idiota. Persino da Gionni lo zozzo se hai dei problemi in cucina – e possono capitare, intendiamoci – ti arriva qualcuno ad avvisarti del problema e chiederti se vuoi cambiare ordinazione oppure aspettare. Puoi fare dei piatti favolosi, ma se sei convinto che i tuoi clienti possano essere trattati in questo modo i clienti non te li meriti.

sciopero e presidio

Ieri c’era uno sciopero del gruppo Tim, contro il piano “industriale” (che in realtà, per quel poco che si è riusciti a sapere nei quasi quattro mesi dal momento in cui è stato annunciato, sarà più che altro finanziario). Non conosco le percentuali di adesione e non ho idea di come sia stata la manifestazione nazionale a Roma (che tanto era stata concessa per 1000 persone); quello che posso dire è che il presidio milanese in piazza Cordusio è stato un flop, con un centinaio circa di persone. (La foto mostra solo un gruppetto di persone, perché gli altri erano dietro di me :-) )

Nessuno pensa che lo spezzatino previsto da “Pietro” (Labriola) non ci sarà, nemmeno se ci fosse stata una partecipazione oceanica. Potrebbe anche essere vero che separando societariamente la parte di rete fissa da quella mobile e dai servizi i regolatori toglieranno i paletti che ha TIM: io non ci credo molto, ma chiaramente non ho agganci altolocati. Quello che credo è che con questa mossa Vivendi spera di rientrare almeno in parte dei soldi che ha perso, mentre il governo ha bisogno di trovare un modo di riprendersi la rete fissa; tutto qui. Per il resto, aspettatevi un customer care peggiore dell’attuale (sì, si può); una gestione dei guasti che continuerà il trend attuale (adesso qualche volta arriva ancora il tecnico Tim, in futuro sarà sicuramente un subappaltato). Ma tanto io alla pensione dovrei comunque arrivarci :-P

Leroy Merlin, parte 2


(segue da qui).

Il mio messaggio di dieci giorni fa continua a non avere risposta. La nostra sortita di domenica a Caponago, idem. Però c’è sempre l’opzione social media: in effetti, dopo avere scritto su Twitter e avuto uno scambio di messaggi precotti, ieri mattina qualcosa si è mosso, e l’ordine è arrivato dal corriere. Solo che il numero di telefono indicato nell’ordine – numero che non si può modificare – è quello di Anna, che oggi teneva un’aula di formazione e quindi non poteva guardare il telefono. Quindi è stato spedito un messaggio URGENTE (adesso hanno così fretta) chiedendo di contattare il servizio assistenza Leroy Merlin. Ricordate quello che avevo scritto l’altro giorno a proposito del loro servizio? Ecco.

A Corrado Augias non interessano i miei libri

Però sono in buona compagnia, visto che in questa donazione ci sono altri 2396 libri (ce n’è anche uno di Aranzulla…)

Posso immaginare che il libro fosse stato inviato dal mio editore per vedere se si riusciva a beccare una comparsata televisiva, cosa che non è successa (ce l’ho fatta poi con Numeralia, in piena notte ma quello che conta è il pensiero), e che in Rai avessero bisogno di posto: meglio mandare i libri al sistema bibliotecario romano che buttarli al macero. Quello che non capisco è come mai il tutto sia sotto il nome di Augias…

(ps: sì, ho notato che è finito nella biblioteca Franco Basaglia. Astenersi dai commenti al riguardo)

Il mio primo tampone

Martedì scorso, mentre ero uscito dall’ufficio per comprarmi un po’ di pane e farmi la schiscetta, ho cominciato di colpo a non sentirmi troppo bene, tanto che a cena ho mangiato ben poco. Ieri mattina lavoravo da casa, ma verso le 11:30 ho cominciato a stare davvero male, con lo stomaco in subbuglio. A questo punto ho preso un tampone faidatè, per la prima volta dall’inizio della pandemia. Risultato: zero su zero, come si vede.

Solo che nel pomeriggio la febbre mi era salita a 37.8, e così ho deciso di fare un tampone rapido “ufficiale”. Vado nella farmacia che li fa senza prenotazione dalle 15:30, ma mi dicono che il farmacista non c’è e arriverà verso le 16:15. Vabbè, mi dico, c’è la “casa di comunità” a Villa Marelli, dove di per sé avrebbe anche lo studio il mio medico di base… se non fosse che ieri era vigilia di un festivo e quindi non ci sarebbe stato. Vado lì, scopro che tutti continuano a chiamarla “guardia medica”, e che non posso andare direttamente ma devo prima telefonare al numero unico 116.117. Chiamo, dopo tre o quattro minuti rispondono, prima con triage e poi con medico che mi dice “deve andare in farmacia a farsi un tampone”. Lì ho scoperto un bellissimo comma 22: non posso entrare in guardia medica senza tampone, ma non posso fare il tampone se ho più di 37.5 di febbre. Per fortuna il farmacista ha avuto compassione e me l’ha fatto lo stesso: di nuovo, tutto negativo. Del resto non avevo problemi di respirazione e il mio smartwatch mi dava un 99% di saturazione.

La febbre è ancora salita nel pomeriggio, ho visto un 39.4 ma probabilmente era dovuto al fatto che ero raggomitolato; ma comunque i 38.5 li ho toccati. Alla fine il medico di base mi ha comunque richiamato e più o meno rassicurato: a quanto pare sta girando un’influenza intestinale. Oggi provo a starmene tranquillo, se domani sono ancora messo male tornerò dal dottore – sperando che il tampone sia ancora valido :-)

Incubi

So di gente a cui capita di sognare di dover (ri)fare l’esame di maturità. Credo però di essere l’unico ad aver sognato l’altra notte di dovere fare il commissario alla maturità. E vi assicuro che il sogno era comunque pesante :-)

la chiavetta ritrovata

In ufficio abbiamo le macchinette del caffè. Oltre che con le monete, si può usare un’app per connettersi alla macchina. Magari poi capita come nella macchinetta più vicina al mio open space, dove il QRCode era completamente sbiadito e illeggibile, e quindi ci siamo arrangiati per conto nostro: prima generando su PC il codice corrispondente al numero identificativo della macchina, fotografandolo con l’app e aggiungendo quella macchina tra i preferiti, poi stampando direttamente il codice e appiccicandocelo sopra. Ma si può ancora usare la cara vecchia chiavetta.

Ero miracolosamente riuscito a non perdere la mia chiavetta nei due anni di lockdown, e ancora più miracolosamente funzionava ancora. Solo che giovedì scorso non l’ho messa via: me la sono sentita in tasca venerdì e sabato, poi domenica non l’ho più trovata nonostante l’abbia cercata ovunque: ieri mattina ho dovuto per forza usare l’app. Stamattina sono a casa per contratto di solidarietà: sono uscito ad accompagnare a scuola i gemelli, sono poi andato in palestra, e rientrando ho preso l’ascensore. Il nostro ascensore ha un mancorrente dal lato opposto alla porta. Mi casca l’occhio… e c’era la mia chiavetta lì sopra, evidentemente messa da qualcuno che l’aveva trovata.

Per la cronaca, io non scendo mai con l’ascensore, anche se abito al quinto piano, e spesso salgo comunque a piedi: ma almeno ieri sera devo averlo preso senza vedere nulla :-) Ora devo solo ricordarmi di lasciarla in un posto dove non la perderò…