Io non vado molto spesso nella biblioteca di zona. La ragione è cemplice: in genere uso MLOL per prendere in prestito ebook. Ma non sempre trovo quello che mi interessa in formato elettronico, quindi ogni tanto mi capita di prenotare (da pc) qualche libro in prestito interbibliotecario e passare fisicamente a ritirarlo. È quello che ho fatto a inizio settimana: arrivando poi mercoledì sera, ho scoperto che da fine giugno a inizio settembre la biblioteca avrà tre brevi chiusure, e fin qui nulla di male, ma che negli altri giorni sarà aperta solo al mattino, e non tre mattine e tre pomeriggi come adesso.
Il motivo, secondo la bibliotecaria, è che l’edificio è troppo caldo e nei pomeriggi non si sopravvive, il che è abbastanza vero; resta il fatto che diventa ben difficile passare di là per chi il mattino lavora. Possibile che non si sia trovata una soluzione un po’ migliore?
“L’interno del ministro”
Da qualche giorno seguo la pagina Facebook L’interno del ministro (https://www.facebook.com/internodelministro per chi legge questo post da Faccialibro). Non so per quanto durerà: ogni tanto comincia a esserci qualche leggera caduta di stile. Ma per il momento le considerazioni dell’anonimo autore sono per pochi – io almeno non riesco sempre a recuperare tutti i riferimenti – ma sicuramente esilaranti. Inutile dire che non guardo i commenti, come del resto ci insegna una minima frequentazione della rete. Diciamo che tra le pagine parodistiche questa svetta: mi chiedo solo se riuscirà a sopravvivere alla difficoltà di non ripetersi e soprattutto alle truppe cammellate di segnalatori, anche se forse ci vuole innanzitutto qualcuno che se ne accorga :-)
Non proprio cassette di sicurezza
Credo di non essere il solo a pensare che la proposta salviniana di tassare i soldi nelle cassette di sicurezza sia un semplice ballon d’essai. Non credo proprio che si possa obbligare qualcuno ad aprire le proprie cassette. Però qualcosa da recuperare lo si trova molto facilmente. Ricordate Amato e il sei per mille prelevato forzosamente dai nostri conti correnti (e mai restituito, ovvio)? Ecco. Io comincio ad avere paura, anche e soprattutto perché ho il sospetto che nemmeno una misura di quel tipo scalfirebbe più di tanto il consenso del Capitano.
sondaggi con scontrino
Come i miei ventun lettori sanno, io vendo una libbra della mia carne digitale al Google Opinion Rewards. Ieri a pranzo sono andato al Libraccio a comprare i libri per le vacanze dei gemelli; tornato in ufficio mi è arrivato il link che mi chiedeva se volevo mostrargli lo scontrino. Per una volta avevo ancora con me lo scontrino in questione, non stavo nemmeno dando nuovi dati a Google (che sa già che ho dei figli in quell’età) e gliel’ho fotografato. Mi chiedo solo due cose: qual è il loro vantaggio nell’avere una prova dell’acquisto, oltre che a verificare che non dico fole quando affermo di essere stato in un certo posto, e perché la foto dello scontrino vale praticamente 11 centesimi. Il Google Opinion Rewards dell’altro furbofono, infatti, mi ha chiesto se ieri ero stato al Bricocenter, cosa che ho fatto per annullare un ordine che era in attesa da 50 giorni (per i curiosi, il mobiletto che poi abbiamo comprato altrove e montato ieri); quindi ho detto che sono entrato e non ho comprato nulla. La differenza tra i micropagamenti è stata per l’appunto 11 centesimi…
Mobili da montare e viti da avvitare
Ieri abbiamo montato due nuovi mobiletti da esterno per buttare via quelli che avevamo e che erano conciati malissimo. Il secondo (marca Terry) non ci ha dato soverchi problemi, ma il primo (Spaceo) ci ha fatto fermare a un certo punto, a causa delle viti da avvitare nella plastica. Il problema era che non c’era non dico il buco ma almeno una guida per la vite, e la plastica era così spessa che le viti non si avvitavano né con l’avvitatore né a mano. Ho provato a prendere il trapano: purtroppo non avevo punte apposite ma solo da muro, e quindi è andata buca (perdonatemi l’orribile gioco di parole). A questo punto mi sono detto “a mali estremi, estremi rimedi”: ho tirato fuori il saldatore e ho bucato. (Tanto non devo fare saldature :-) )
Però ho il sospetto che ci sia qualcosa che non vada in tutto questo… magari sbaglio qualcosa di banale, oppure è proprio il concetto di buchi che è sbagliato.
Quizzino della domenica: due quadrati e un rettangolo
Questo problema è stato dato ai ragazzi inglesi di 11 anni, tanto per mettere le cose in chiaro.
Disegnate due righe sopra quelle già visibili nella figura e ottenete due quadrati di dimensioni diverse e un rettangolo (che può anche essere un quadrato, e può avere le stesse dimensioni di uno dei quadrati iniziali).

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p388.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions.)
Come se volessero davvero Letta
Proviamo a leggere la notizia su Enrico Letta candidato alla presidenza del Consiglio Europeo senza paraocchi politici. (a) Stiamo parlando di un retroscena, cioè qualcosa che ufficialmente non esiste. (b) La notizia sarebbe trapelata dopo un incontro tra i vertici di popolari, socialisti e liberali, cioè tutte forze contro l’attuale governo italiano.
Quello che penso è che a questo giro l’Italia non si beccherà nessuna carica importante, anche perché in questo caso momento ne ha tre su cinque (Draghi, Tajani e Mogherini: le altre due sono Juncker e Tusk). Però gli altri europei devono salvare la faccia e quindi hanno fatto circolare un nome tecnicamente ineccepibile ma all’atto pratico improponibile, cosa che ai nostri va benone perché così possono continuare a tuonare contro i cattivoni di Bruxelles. Tutto qua.
_Celestino e la famiglia Gentilissimi_ (libro)
Nell’introduzione al libro (Achille Campanile, Celestino e la famiglia Gentilissimi, BUR 2012 [1942], pag. 235, € 11, ISBN 9788817061827, link Amazon), Barbara Silvia Anglani spiega due cose su Achille Campanile. La seconda è che lui, come un Wodehouse italiano, si sentisse perfettamente a suo agio nel raccontare della vita più o meno spensierata dei ricchi tra le due guerre… anche se poi il personaggio del Rompiscatole Celestino (suoi cognome e nome: tutti i personaggi qui presenti hanno nomi autoesplicativi) continua a rompere loro le scatole. La prima cosa è forse più interessante. Campanile era uno scrittore seriale da “riempitivi”, nel senso che continuava a dover riempire le pagine dei tanti giornali su cui scriveva; i pezzi che sfornava erano quindi spesso brevi, come le famose Tragedie in due battute, e libri come questo sono quindi l’assemblaggio di pezzi inizialmente pensati a sé. In altre parole, abbiamo come punto di partenza una successione di tormentoni, ben prima di quanto sia poi capitato con gli sketch televisivi. Ma il bello dei tormentoni è trovarseli davanti uno per volta, per assaporare il modo in cui si arriverà al risultato finale: leggerli tutti di fila diventa presto stancante, nonostante Campanile cerchi di cambiare stile passando dal romanzo epistolare alla commedia e arrivando persino ai “resoconti stenografici” del pensiero dei protagonisti. Il mio suggerimento è insomma di centellinare la lettura, inframmezzandola con altri libri: tanto non è che ci sia chissà quale trama da tenere a mente.