Processo Open Arms

Non c’è nulla da gioire nel sapere che Matteo Salvini sarà processato per il caso Open Arms. Semplicemente, avremo dei giudici che faranno il loro mestiere: stabilire se Matteo Salvini ha davvero preso una decisione per conto suo e se quella decisione è o no contro la legge italiana. A me sembra una cosa normalissima. Possiamo discutere se la sostanziale impunità dei politici per quanto riguarda le loro affermazioni sia o no accettabile (io penso che debba esserlo solo nei confronti di altri politici per ragioni di parità, ma credo di essere in minoranza), ma le azioni devono essere giudicate da una terza parte.

Però ripeto: gioire di questo voto mi pare fuori luogo. (Né gioirò qualunque sarà l’esito del processo; solo mi rattristerò se risulterà che quei comportamenti furono corretti)

Bocelli, Bugliano e bietoloni

Partiamo dalla cosa per me più triste: il Senato ha ospitato un convegno dei “negazionisti del Covid”. Occhei, se guardiamo più attentamente possiamo essere più precisi e dire “un convegno autopubblicitario di Sgarbi”, ma il concetto non cambia molto. Uno degli ospiti del convegno è stato Andrea Bocelli, che dimentico dei soldi che ha avuto per il “concerto da solo” in Duomo ha candidamente affermato che «C’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare.», dopo avere premesso «ho cercato di analizzare la realtà e mi sono reso conto che le cose non erano così come ci venivano raccontate»; visto che lui conosce un sacco di gente, ma nessuno che fosse andato in terapia intensiva (Bocelli per sua fortuna ha avuto una forma leggera della malattia) è ovvio che è tutta una bufala. Insomma ha dimostrato la sua intelligenza. Per la cronaca, il suo social media manager deve essersi messo le mani nei capelli, visto che Bocelli ha dovuto dire “ho stato frainteso”.

Detto tutto questo, e lasciati da parte gli altri loschi figuri lì presenti, è successo che il comune di Bugliano si è subito buttato sulla notizia, postando un comunicato del sindaco Fabio Buggiani nel quale, viste le affermazioni del tenore, si ritirava la cittadinanza onoraria che gli era stata assegnata. Probabilmente sono ancora in molti a non sapere che il comune di Bugliano non esiste e che il sito è satirico; diciamo però che se il comunicato termina dicendo che per la chiave della città che gli era stata consegnata “risolveremo cambiando la serratura” magari qualche dubbio potrebbe comunque venire. Alla Nuova Padania no. Così ieri mattina è apparso un articolo, cancellato poi rapidamente ma non abbastanza da non avere una copia salvata, che riportava la notizia. Occorre però riconoscere le attenuanti generiche al povero giornalista: quella notizia non era poi tanto diversa da quelle che quei giornali riportano solitamente…

c’è chi è oltre fase 2

È chiaro che i Poteri Forti bloccano queste notizie: il link della foto è tratto da Fanpage. D’altra parte, anche se in realtà l’incidente in bici probabilmente non c’è stato, è vero che il leader leghista è stato a Milano.

La domanda sorge spontanea: perché io non posso uscire dalla Lombardia per andare a trovare mia mamma ultraottantenne che vive da sola lassù sulle montagne piemontesi, e lui può pendolare tra Roma e Milano? (no, non dovete rispondermi, lo so perfettamente)

governo e opposizione

Il mio giudizio su come il governo – e in primis “Giuseppi” Conte – sta gestendo la cosiddetta “fase 2” è negativo. Non tanto sulle misure di sostegno a chi non sta lavorando, sulle quali non ho sicuramente competenze, quanto sul balletto di aperture – non aperture – autodichiarazioni. Sono convinto che questa confusione peggiori solo le cose, e ho il sospetto che in molti abbiano già deciso che ne hanno a basta ed escono tranquillamente. Probabilmente poi c’è alla base un concetto sbagliato, quello di decidere che tutta l’Italia deve stare allo stesso livello di restrizioni alte salvo restringere ancora di più da parte degli enti locali. Onestamente la situazione in Lombardia è ben diversa che in Calabria, ma quello che è successo in pratica è che la governatrice Santelli ha deciso di fregarsene delle norme e rilassarle (cosa che poteva anche avere senso, se non fosse che è vietato) mentre i sindaci locali hanno subito fatto contrordinanze e il caos regna sovrano.

Ma non è che l’opposizione sia messa meglio, leggendo l’intervista al senatore leghista Centinaio che rivendica la grande idea di occupare di notte – ben distanziati, mi raccomando – il parlamento, manco fossero liceali in autogestione. Io mi sarei aspettato un cronoprogramma di opposizione, non i soliti slogan triti e ritriti. Capisco però che (a) ci vuole qualcuno che scriva questo benedetto cronoprogramma, (b) ci vuole qualcuno che se ne prenda la responsabilità politica e (c) si corre il rischio che qualcuno mostri come le misure proposte funzionino ancor peggio: in fin dei conti abbiamo tutti sott’occhio i risultati ottenuti da Fontana qui in Lombardia. Ma tanto ciò che conta è avere un po’ di spazio sui giornali, mica risolvere i problemi!

Trump e la candeggina

Devo dire che stavolta Trump mi ha deluso. Non mi aspettavo che dopo la sua dichiarazione sulla candeggina da iniettare avrebbe dichiarato di essere stato sarcastico, il che mi fa tanto pensare che avesse detto quella frase credendoci davvero… conosciamo tutti le giustificazioni “sono stato frainteso” che sanno tanto di un aggrapparsi con le unghie ai vetri per cercare di nascondere la verità.

Il punto, come capita spesso, è che la frase di Trump è ancora peggio di quello che è stato riportato. Come potete leggere, il presidente USA parlava di uno studio secondo il quale la candeggina distrugge il virus in cinque minuti e l’alcol isopropilico ancora più in fretta, e la frase è stata questa:

And then I see the disinfectant where it knocks it out in a minute. One minute. And is there a way we can do something like that, by injection inside or almost a cleaning?

In pratica, non ha detto “perché non iniettiamo candeggina?” ma “perché non troviamo qualcosa da iniettare che funzioni come la candeggina?”. Solo che la frase non sta in piedi lo stesso, perché assomiglia all’esternazione del nostrano ministro Boccia che vuole che la scienza dia una volta per tutte una certezza. In pratica Trump ha dimostrato ancora una volta la sua ignoranza: per lui è inconcepibile che gli scienziati non mettano immediatamente in pratica le sue grandi idee, non essendo in questo molto diverso dal suo amicone Kim Jong-un.

Il guaio è che anche la stampa sembra oramai non essere in grado di spiegare le cose: da qui i titoli “Trump suggerisce di iniettare candeggina per eliminare il coronavirus” anziché il più corretto “Trump vuole una specie di candeggina da iniettare contro il coronavirus”. Quelli che mi ha stupito, come dicevo all’inizio, è che qui da noi la tattica della destra è proprio sfruttare gli stupidi titolisti e poi mostrare come non avessero capito quello che il Leader aveva detto, mentre qui siamo alla stupidità a 360 gradi ripetuta poi a pappagallo. Siamo messi male.

Per una volta è il Tar della Lombardia

Stamattina, mentre ascoltavo il notiziario regionale di Radio Popolare, ho scoperto che il Tar della Lombardia ha vietato ad Amazon di fare consegne di beni non essenziali, il tutto dopo un ricorso da parte… no, non di Confcommercio come mi sarei aspettato ma dei sindacati dei trasporti (immagino la Triplice, sicuramente era stato intervistato un rappresentante della FLT CGIL).

Come al solito, in questi casi vado a cercare qual è esattamente la notizia. Il sito del Tar non è esattamente il massimo della fruibilità, ma alla fine ce l’ho fatta. La sentenza è qui. Come ben sapete, il Tar non decide sul merito ma sul metodo. In questo caso, il metodo è spiegato in maniera chiarissima: l’ordinanza sospesa

richiama, al riguardo, l’art. 3, primo comma, d.l. 19 del 2020 [quello che definisce le attività permesse], laddove si stabilisce che le Regioni, al fine di fronteggiare specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio, possono introdurre misure ulteriormente restrittive […]

Che ha fatto la regione? che l’ordinanza (che come ho scritto sopra richiamava il decreto legge)

ha ampliato, anziché restringere, le attività consentite […]

In pratica, chi ha scritto l’ordinanza ha fatto esattamente l’opposto di quello che era citato. Non sono abbastanza esperto di legge per dire cosa sarebbe potuto succedere se la regione avesse fatto un’ordinanza in cui senza citare il decreto legge avesse stabilito che l’ecommerce era generalmente ammesso? Così ad occhio, il Tar non avrebbe potuto metterci becco, perché l’ordinanza sarebbe stata formalmente corretta, e il conflitto sarebbe dovuto arrivare al Consiglio dei Ministri, con tempi molto più lunghi. (Poi probabilmente anche questa ipotetica ordinanza sarebbe stata annullata, a meno che non fosse scritta abbastanza bene). Abbiamo insomma una regione che non solo non è stata in grado di gestire un’emergenza, e qui possiamo anche dire che non erano preparati ma non lo sarebbe stata nemmeno l’attuale opposizione; ma non è nemmeno in grado di scrivere un’ordinanza tutto sommato semplice, cosa che dovrebbe essere l’abc del loro lavoro. Siamo messi male.

Resta ancora lo spazio per una nota sui sindacati confederali dei trasporti. Non si sono attivati per richiedere misure protettive adeguate: almeno non mi pare che ci sia differenza nel consegnare cibo o prodotti per capelli. Diciamo che si sono attivati per lavorare meno (ma non “lavorare tutti”…)

Come non detto

Dieci giorni fa avevo apprezzato il discorso di Giuseppe Conte. Purtroppo sono stato troppo ottimista: a quanto pare Casalino è tornato in auge. Abbiamo una comunicazione fatta via diretta Facebook, come Trump che fa le comunicazioni via Twitter. Una stretta non meglio definita, visto che non esiste ancora a questo momento la lista di quali produzioni saranno permesse e quali no, ma solo elenchi ufficiosi: e qua credo che il motivo sia la fila di delegazioni industriali che spinge per far considerare essenziali i loro prodotti; non per nulla il blocco partirà domani. L’unica cosa che sembra a prima vista diversa da quello che c’era in precedenza è il blocco delle scommesse online, il che è un segno preoccupante (perché vuol dire che la gente continuava a perdere soldi in un momento in cui non ce n’è bisogno).

Che avrei fatto io al posto di Conte? Beh, innanzitutto io non ci sono, e in secondo luogo non ho la possibilità di chiedere consiglio agli esperti. La mia idea naif sarebbe stata dire la scorsa settimana “tra sette giorni chiudiamo tutto, tranne le filiere per cui le associazioni di settore mi mostreranno che i loro prodotti sono necessari. Inoltre anche in quei settori occorrerà bloccare i prodotti non necessari e convertire nel caso la produzione, oltre che naturalmente applicare il distanziamento sociale”. Esempio banale, scritto dal fratello di un mio amico: «Uno dei consumabili venduti dalla mia azienda è un rotolo di tessuto filtrante usato nelle macchine utensili. Il caso vuole che lo stesso tessuto filtrante venga utilizzato per produrre le mascherine, più di un’azienda in queste settimane ci ha ordinato quei rotoli per produrle. Da domani la mia azienda chiude e alcuni produttori di mascherine telefoneranno in cerca del tessuto e nessuno risponderà.» Esempio meno banale: le telecomunicazioni sono sicuramente un asset strategico. Il mio lavoro nelle tlc non è così strategico, anche se recentemente siamo diventati “operativi”, ma tanto lo posso fare da casa e quindi il problema non si pone. Ma i call center outbound, cioè quelli che ci chiamano a tutte l’ore (gli inbound sono quelli che noi chiamiamo quando qualcosa non va), di strategico non hanno nulla. Alla fine sarebbe sempre il governo ad avere l’ultima parola, ma almeno ci sarebbe un’assunzione di responsabilità e non il solito scaricabarile.

Ripeto: è possibilissimo che la mia idea abbia buchi grossi come una casa. Ma come dicevo io non sono al comando (per fortuna) e non ho la possibilità di chiedere a chi potrebbe saperne più di me. Conte ha entrambe le possibilità: se non le usa è un problema suo. (Per quanto riguarda Fontana, lì è un semplice calcolo politico)

Priorità

Come racconta Il Post, l’ordinanza “chiudo tutto” della regione Lombardia è stata pubblicata inizialmente su Facebook. (In effetti, in questo momento il sito istituzionale copia semplicemente il testo Facebook e non riporta il testo ufficiale dell’ordinanza).

Indipendentemente dal giudizio sull’utilità e sulla applicabilità dell’ordinanza, la scelta di pubblicizzarla prima di averla scritta mostra perfettamente quali sono i veri scopi di Fontana (e del suo sodale Cirio in Piemonte).