E da dove dovrebbero prendere i 49 milioni, di grazia?


Oggi Il Fatto Quotidiano – almeno l’edizione in edicola parla ancora dei 49 milioni che la Lega deve versare allo Stato, e si lamenta perché arrivano dai fondi del 2×1000 ai partiti e che in realtà sono frutto di un magheggio tra la “bad company” che è la Lega originaria e la “newco” che è la Lega per Salvini. Almeno nelle righe teaser che io posso leggere c’è scritto questo.

Se però ci pensate un po’, i 49 milioni sono il risultato di avere preso doppi contributi ai partiti in una legislatura abbreviata, quindi ha senso che siano restituiti (con moooolta lentezza…) con i contributi ai partiti. E che sia la Nuova Lega a pagarli è corretto: anzi, mi aspetto che prima o poi facciano fallire quella vecchia proprio per non pagare, ma al momento la cosa funziona. Ma allora cosa vogliono al Fatto?

La lotta contro i vitalizi agli ex parlamentari

Il Fatto Quotidiano e Domani stanno pompando sulla storia dei vitalizi ai politici: Formigoni in primis, ma anche Ottaviano Del Turco.

Il mio giudizio – politico e umano – sul Celeste è irriferibile in pubblico. Ma questo è irrilevante. La sua condanna è stata per corruzione mentre era presidente della Regione Lombardia; qui stiamo parlando del vitalizio per il periodo trascorso in Senato. È come dire che se io ho lavorato in azienda per trent’anni e poi sono andato a rapinare una banca mi devono togliere la pensione…

Chiamarli cioccolatai sarebbe un complimento

la media tornaVisto che in Lombardia non sono capaci di mandare i dati corretti al governo centrale, succede che ieri hanno inviato un rapporto relativamente tranquillo e oggi decidono di chiudere tutto (o perlomeno le scuole) da domattina.
Certo, domani guadagno mezz’ora di sonno e un’arrabbiatura in meno a portare a scuola i gemelli, ma continuo a pensare che chiamare cioccolatai i vertici regionali sia ingiusto nei confronti dei cioccolatai.

Risolto il mistero dei sondaggi Google?

Era un paio di mesi che ogni tanto su Google Rewards mi arrivavano sondaggi (di quelli da poco, 8 centesimi) che mi chiedevano cosa ne pensassi dell’operato di Giuseppe Conte e di Matteo Renzi. Sondaggi diversi, mi affretto a specificare. Il mio dubbio era sul committente, che poteva essere uno qualunque dei due politici che voleva capire come comportarsi nella allora imminente crisi di governo.

Il fatto che però ieri sera mi è ritornato il sondaggio su Conte mi fa immaginare che il committente sia Giuseppi, che vuole sapere se fare o no il suo partito… (oppure che anche Google ha dei ritardi enormi nell’inviare i sondaggi)

Mattarella ha perso la pazienza

Incarico di governo a Mario Draghi. Non me lo aspettavo (non che voglia dire molto). E secondo me non se lo aspettava nemmeno Matteo Renzi, che a questo punto perde la sua scommessa per aver tirato troppo la corda. Se si farà, un governo Draghi è un’emanazione diretta di Mattarella, soprattutto se è vero che ha detto che negli ultimi anni, dallo scioglimento delle Camere al nuovo governo “Nel 2013 passarono 4 mesi, nel 2018 5 mesi. Si tratterebbe di tenere a lungo il Paese senza un governo in pienezza di funzioni”. Altrimenti avrebbe tranquillamente potuto chiamare Cartabia; ma in quel caso ci sarebbe stato un governo paradossalmente più forte politicamente.

Vedremo che succederà…

la vera fine del trumpismo?

risultati in Georgia In questo momento, come si vede dall’infografica del New York Times qui sopra, uno dei due seggi senatoriali in ballotaggio in Georgia è assegnato ai democratici, mentre per il secondo ci vorrà un riconteggio (per la gioia dell’ancora per poco presidente Trump). È comunque improbabile che ci siano quasi 13000 voti in più per i repubblicani, il che significa che alla fine il Senato rimarrà 50-50 e quindi almeno fino alle prossime suppletive in mano ai democratici.

Devo ammettere di avere sopravvalutato Donald Trump. Pensavo che tutto il suo casino di questi due mesi servisse per convincere gli elettori repubblicani a votare in massa e far loro mantenere il controllo del Senato, ma a quanto pare persino una buona parte di repubblicani moderati ne ha avuto a basta di questi quattro anni, e pensa a una Rifondazione Repubblicana o qualcosa del genere. Resta sicuramente una percentuale notevole di ammiratori di Trump, ma senza il supporto dall’alto non so quanto riusciranno a rimanere uniti. Chissà che succederà tra due settimane, però…

Chi sarà il committente?

Ieri sera mi è arrivato il testo di un sondaggio di Google Rewards. Ultimamente stanno (ri)cominciando ad apparire sondaggi politici; e stavolta – per miseri nove centesimi – mi è stato chiesto quale sarebbe stato secondo me il miglior presidente del consiglio per i prossimi mesi. Due scelte (più un “altro” che stavolta ho lasciato perdere per non trollare troppo): Giuseppe Conte e Mario Draghi.

Indipendentemente dalle mie scelte, mi chiedo se questi sondaggi siano stati commissionati da Conte o da Draghi…