Bibbiano e Pontida

Occhei, alla fine si è capito che Greta, la bambina sul palco a Pontida domenica scorsa, non arriva da Bibbiano ma da un paese insubre il cui sindaco è leghista (ma evidentemente non denunciato per abuso d’atti d’ufficio). Ah: la bambina in braccio a Salvini è banalmente sua figlia, forzosamente arruolata per la Causa.
Bene. Cambia forse qualcosa? No. La strumentalizzazione resta la stessa, e continuo a pensare che se ci sono casi di malaffidamento, a Bibbiano come in qualunque altro posto, l’unica cosa che bisogna fare per i bambini è evitare l’esposizione mediatica. Ma è chiaro che sono in netta minoranza.

Povero Salvini

Leggendo la notizia della Stampa sul prossimo accordo di ricollocazione migranti – lasciate perdere che ufficialmente è temporaneo, in politica spesso si fa così – mi è venuta in mente una cosa. Il piano è partito a margine dell’unica volta o quasi in cui Matteo Salvini era presente a un vertice europeo, e quindi si può immaginare che l’impulso sia stato anche suo. Probabilmente immaginava di poter annunciare una Grande Vittoria per avere costretto francesi e tedeschi ad accogliere i migranti: ora però non può dire nulla, perché la gggente vedrà il tutto come una Grande Vittoria del governo giallorosso. Non vi sentite un po’ tristi per lui?

la politica di Ferragosto

Ieri i giornali, cartacei e online, erano pieni di notizie di politica, cosa mai vista in passato. Quel che è peggio, i socialcosi erano pieni di lettere che i vari leader si sono scritti l’un L’altro. Io penso a quei poveri ghostwriter che hanno dovuto fare gli straordinari, soprattutto quello di Di Maio che deve anche stare attento a inserire il giusto numero di frasi con sintassi traballante. Non so, forse erano meglio i resoconti delle spiagge affollate…

TAV: eppur si moziona

(Sì, siamo in estate, e quindi scrivo cose leggere… nel senso che non devo pensarci su molto. Non ho ben capito come mai il mio concetto di “leggero” viri verso la politica: probabilmente perché tanto non mi pare che nessun politico in realtà pensi quando parla)

Non riesco a capire tutto questo berciare sulla crisi di governo praticamente imminente dopo il voto sulle mozioni TAV. Se invece che leggere i proclami dei vari esponenti di primo e secondo piano ci mettiamo a leggere i fatti, noteremo subito che M5S non ha chiesto un voto di fiducia, ma ha presentato una mozione parlamentare. Qual è il valore legislativo di una mozione parlamentare? Nessuno. Il governo può di per sé fare quello che vuole. In pratica i pentastellati volevano semplicemente compattarsi nei confronti del loro (sempre più ridotto) elettorato, stando però bene attenti a non ottenere nulla di irreparabile. D’altra parte è quello che hanno sempre fatto in quest’anno abbondante: tanti bei proclami, lasciando che però l’iter andasse tranquillamente avanti. Insomma, il solito teatrino.

l’inno di Papeete

Fossi stato un direttore di giornale, la notizia del VicePresConsMin che fa il deejay con l’inno di Mameli e balla con le cubiste sarebbe giusto stato un trafiletto di cronaca, soprattutto senza foto (occhei, siamo in estate, capisco che il maschio italiano voglia vedere carne femminile, ma allora fate la foto solo alle cubiste). L’importanza della “notizia” era infima e il vilipendio nullo, e poi vuoi vedere che magari qualcuno finalmente impara le parole.

A me ha dato molto più fastidio la conferenza stampa al Papeete. Se fai una conferenza stampa sei nel tuo ruolo ufficiale, e allora mi fai il favore di andare in prefettura (anche senza giacca e cravatta, tranquillo).

con questa opposizione, chi ha bisogno di una maggioranza?

L’altro giorno Ivan Scalfarotto è andato a Regina Coeli a sincerarsi delle condizioni – non solo fisiche ma anche per esempio relative alla lingua – dei due autori dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Io tipicamente non apprezzo Scalfarotto, ma in questo caso non posso che plaudire: anche ai più forcaioli del resto dovrebbe essere chiaro che meno appigli per un’eventuale estradizione si lasciano, meglio è.

Eppure questa visita ha suscitato una quantità incredibile di polemiche: non solo da destra ma persino dal PD stesso. Vabbè, il Giornale ovviamente ci marcia su; ma in effetti mi pare che Salvini possa dormire tra quattro guanciali…

Von der Layen e i pentastellati

Insomma Ursula von der Layen ce l’ha fatta a diventare presidente della Commissione Europea, anche se al pelo: ha superato la maggioranza richiesta per nove voti… e ci sono stati a suo favore i 14 voti di M5S. Come probabilmente sapete, i pentastellati hanno fatto una legislatura di opposizione per principio: in quella piccola parte che ho seguito direttamente, la direttiva sul copyright, M5S come anche la Lega non mi sono sembrati avere una posizione definita sul tema, salvo qualche rara eccezione come Isabella Adinolfi.

Come mai questo cambio di rotta, tra l’altro in una legislatura in cui M5S non è riuscito a formare un gruppo parlamentare e quindi conta virtualmente nulla? Io sono un gran peccatore e mi chiedo se per puro caso non abbiano fatto una scommessa per ottenere un posto da commissario e uscire quindi dalla sindrome “zero tituli” che al momento condividono con il partito di Salvini: paradossalmente il PD è messo meglio, con la presidenza – anche se solo per metà legislatura – di Sassoli; anche nelle commissioni parlamentari i due italiani eletti presidenti (Tajani e Gualtieri) sono FI e PD. Inutile ricordare che M5S non ha grandi nomi da spendere: alla fine c’è il rischio che arrivi un posto di peso politico scarso, insomma. Vedremo.