Ho letto sull’Atlantic questo articolo sul ritorno dei pulsanti nei device (più sui cruscotti delle auto che nei telefoni, purtroppo).
A me personalmente i pulsanti piacciono, ma per un motivo che non è contemplato nell’articolo: non rovino lo schermo con le mie ditate tipicamente sporche. Oggettivamente non capisco la differenza che ci sarebbbe tra l’app a video che può tranquillamente essere aggiornata e il pulsante per cui deve essere buona la prima; e ho dei dubbi che il pulsantone sulla scrivania di Donald Trump fosse uno status symbol, ma con Trump non si può mai sapere. Quello che però è probabilmente vero è che alle aziende conviene evitare i pulsanti fisici, perché costano di più: e quindi le aziende hanno fatto in modo da convincerci che i pulsanti siano roba vecchia…
Ci sono cascato un’altra volta. Volevo capire se era possibile arrivare in anagrafe (a Milano, probabilmente in altri posti in Italia sì) per rinnovare la carta d’identità portandomi una chiavetta usb con le foto. Forse se avessi telefonato avrei avuto una risposta diversa dal copincolla del testo della pagina web (anzi no, peggio ancora, perché scrivono “è necessaria la presenza di entrambi i genitori” quando sul sito del Comune c’è 

Non si può negare che questo volumetto, che in realtà è un estratto di un libro più generale scritto dagli autori, sia “essenziale”. È perfino un po’ troppo essenziale per uno come me, che pure preferisce testi asciutti a chiacchiere infinite. Secondo me il testo può essere utile come manuale di riferimento per chi conosce già i temi almeno a grandi linee e ha bisogno solo di un ripasso: altrimenti è meglio scegliere qualche altra opera.