povera_matematica

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Poveri logaritmi

Non mi aspettavo che Mattarella confondesse “algoritmo” con “logaritmo”. (Il video è qui, minuto 6:35; nella trascrizione è stato pietosamente corretto, o magari è stato il presidente che ha letto male). Questo svarione mostra due cose: i danni che hanno fatto prima Croce poi Gentile nello stigmatizzare la cultura scientifica, e i danni che hanno fatto i professori di matematica nel rendere mostruosi concetti che non sarebbero poi così complicati se solo venisse spiegato perché funzionano, evitando di limitarsi a fare imparare a memoria formule (e ai tempi di Mattarella metodi per usare le tavole logaritmiche, adesso spero che permettano l’uso di una calcolatrice se proprio li spiegano ancora.)

Quello che purtroppo mi aspettavo è che all’Ansa non correggessero silenziosamente l’errore, e anzi l’abbiano messo come titolo; il che è significato che tutti (e ribadisco tutti) i quotidiani hanno intitolato sui malefici logaritmi temuti da Mattarella, perché volete mica che qualcuno perda tempo a guardare una notizia di agenzia? Ho fatto una ricerca, mettendo il flag “verbatim” perché altrimenti anche Google mi scrive logaritmi per algoritmi (ma dove è andato a scuola?). L’unica eccezione tra la stampa è stata Prima Comunicazione, ed è giusto segnalarla. Ma la situazione generale è davvero pessima.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-23 12:36

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Arianna Meloni e pressione fiscale

Sappiamo che la Sorella non è stata eletta dagli italiani e quindi ha qualche diritto in più di sparare parole in pura libertà. Ma mi chiedo se Arianna Meloni sappia quello che dice.

Partiamo dalle definizioni: la pressione fiscale è data dal rapporto tra (imposte dirette + imposte indirette + contributi sociali) al numeratore e il PIL al denominatore. Se lavora più gente (a parte che il milione e trecentomila posti di lavoro in più sono spalmati su tutta la legislatura: nel 2025 l’aumento è stato di 185.000 lavoratori) è vero che il numeratore di quel rapporto aumenta, ma si presume che aumenti anche il denominatore. Se aggiungiamo poi il fatto che per le nuove assunzioni c’è una decontribuzione, il rapporto diminuisce ancora.

Ma la cosa che non riesco davvero a capire è perché la Sorella ha dovuto infilarsi in quel ginepraio. Innanzitutto, guardando i dati Istat, vediamo che le imposte dirette sono aumentate dello 0,7% in valore (da 344 a 346 miliardi), e quindi meno della crescita del PIL, che è stata dello 0,6% in volume a cui bisogna aggiungere la crescita dovuta all’inflazione. Le imposte indirette sono più o meno cresciute come PIL+inflazione (+2,5%, da 310 a 317 miliardi); la vera crescita è stata dei contributi sociali, passati da 278 a 306 miliardi (+10%). Ma soprattutto: se è vero che nel 2025 sono stati recuperati 36 miliardi dall’evasione fiscale (di nuovo, mischiare i dati 2025 con i 100 miliardi della legislatura è come mischiare mele e pere, ma lasciamo stare per carità di patria e famiglia), quel valore è più che maggiore dell’aumento della pressione fiscale. Insomma la Sorella avrebbe potuto tranquillamente dire “abbiamo fatto pagare chi non lo faceva e quindi la pressione fiscale pare aumentata; gli onesti in realtà hanno pagato di meno”. Possibile che non ci abbia pensato?

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24 12:51

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I “campioni ridicoli” nei sondaggi

Io non scrivo quasi mai su Twitter (sì, lo so che si chiama X, non mi importa), perché ho altri modi per litigare: però lo guardo spesso per capire cosa può pensare la gente. Ieri però mi è passato davanti agli occhi un tweet di Carlo Calenda:

Quindi, ricapitolando il Governo si costruisce una legge elettorale su misura con un premio che scatta al 42% per assicurarsi la vittoria. Poi arriva un pirla che dice una idiozia al minuto, l’ultimo di una lunga serie, che sembra andar bene in sondaggi fatti con campioni ridicoli (1000 persone) e allora la maggioranza entra nel panico e inizia ad aggiungere altri pezzi di legge elettorale (ballottaggio) per cercare di mettere una pezza. Credo che neppure in un paese del terzo mondo avvengano cose del genere. Nel mentre inflazione, guerre etc. e altre cosucce irrilevanti. #Anchebasta

Non entro nel merito politico dell’affermazione, su cui di per sé concordo anche. Però se leggo che un campione di 1000 persone è ridicolo non ci sto: ho così risposto. (In questo momento vedo che c’è anche una nota della collettività che dice la stessa cosa con un po’ di fonti).

1000 persone non sono un “campione ridicolo”. Se un sondaggio è condotto correttamente, con 1000 persone abbiamo il 95% di probabilità che l’errore massimo sia minore di 3 punti percentuali.

Risultato: in questo momento ci sono 54 “mi piace”, cosa che non penso di avere mai visto in vita mia.  Ma vedo un problema di base: ho dei dubbi che la maggior parte di chi abbia apprezzato la mia risposta abbia effettivamente compreso quello che ho scritto: banalmente ce l’hanno con Calenda e quindi apprezzano chiunque gli dia contro. Questa sì che è povera matematica.

Ultimo aggiornamento: 2026-08-31 16:17

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Una possibilità su milioni di casi?

Silvia mi segnala questo articolo del Corsera, su una famiglia i cui due figli sono nati lo stesso giorno dei genitori (padre e figlio il 26 ottobre, madre e figlia il 25 luglio); il padre, intervistato, ha affermato “Ho fatto analizzare questi dati a un sistema di intelligenza artificiale ed è emersa una probabilità bassissima che questo possa accadere, una possibilità su milioni”. Non ho idea del perché occorra usare un sistema di intelligenza artificiale per fare un calcolo del genere, visto che i conti sono semplici. Se assumiamo la probabilità di nascere in un dato giorno sia costante e trascuriamo il 29 febbraio e la possibilità che i due genitori siano nati lo stesso giorno, abbiamo una probabilità su 365 che il figlio nasca nello stesso giorno del padre e una su 365 che la figlia nasca nello stesso giorno della madre: in totale, visto che i due casi sono indipendenti, la probabilità è (1/365)(1/365) = 1/133225. Se poi teniamo conto che la coincidenza sarebbe stata considerata tale anche se il figlio fosse nato nel giorno della madre e la figlia nel giorno del padre, la probabilità si raddoppia addirittura, scendendo a 1 caso su 66613; altro che una su milioni!

Ho però forse capito quale prompt sia stato dato per avere quella risposta: la probabilità che tutti e quattro i componenti della famiglia siano nati nello stesso giorno è in effetti 1 su 48627125, sempre con le semplificazioni iniziali (stessa probabilità di nascere in un giorno dato, non considerare il 29 febbraio). Insomma, il problema è duplice: da un lato mancano le competenze matematiche di base, dall’altro mancano le competenze per scrivere un prompt corretto e ottenere la risposta. Mala tempora currunt.

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“pesa sul vantaggio”

Martedì scorso il Post ha pubblicato un articolo: Andare molto forte in autostrada serve a poco. (Interessante notare che il titolo originale era più o meno “Superare il limite in autostrada è inutile”…) Io sono stato contento, perché finalmente mia moglie si è convinta di quello che dico sempre, che cioè andare ai 130 da Milano a Torino anziché ai 120 come faccio io fa risparmiare meno di cinque minuti su un’ora abbondante di tempo. Ma nell’articolo c’è ancora un’inesattezza, o per meglio dire una frase con poco senso:

In alcuni casi può essere sufficiente un rallentamento a 60 km/h di qualche minuto, per via di un cantiere o di un sorpasso difficoltoso, per annullare del tutto il vantaggio accumulato viaggiando a 150 km/h. Il rallentamento non penalizza meno chi va a 130 km/h in senso assoluto: penalizza entrambi allo stesso modo (ma pesa di più sul vantaggio di chi andava più veloce).

Tecnicamente è vero che il rallentamento penalizza allo stesso modo sia chi va più veloce che chi rimane entro i limiti: per definizione il tempo impiegato a percorrere il tratto a 60 all’ora è esattamente lo stesso per entrambi. Ma poi c’è la parentesi. Cosa vuol dire “pesa di più sul vantaggio di chi andava più veloce”? Nulla. La cosa più caritatevole che posso immaginare è che la percentuale di tempo aggiunto a Speedy Gonzales è maggiore di quella di tempo aggiunto al guidatore normale. Ma a nessuno interessa dire “ho perso il 10% del tempo in coda”! Quello che diciamo è “ho perso venti minuti perché c’era coda”, e quei venti minuti sono la stessa cosa sia che per il resto del percorso si andasse ai 150 che se si andasse ai 110. Come vedete, è facile sbagliare il punto di vista: e in questi casi la matematica non perdona.

Ultimo aggiornamento: 2026-07-02 14:36

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Multimodalità

l'auto che diventa un treno
Libro di fisica di terza liceo artistico. Come potete notare, il viaggio inizialmente è in autostrada, ma poi – evidentemente la velocità era cresciuta e per non superare i limiti gli autori hanno pensato bene di far cambiare loro il mwzzo di trasporto.
Bonus, anzi malus: in un esercizio subito dopo Marco cammina a 2,5 metri al secondo, il che significa che cammina a 9 km/h. Io lo farei allenare un po’ e lo manderei a fare gare di marcia…
Lo so, i conti si possono fare indipendentemente dal fatto di avere sempre lo stesso mezzo di trasporto o dalla velocità del ragazzo. Ma in questo modo si insegna agli studenti che la matematica è semplicemente un procedimento formale, indipendente da quello che succede nel mondo.
cammina veloce

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Miliardi e miliardi

26mila miliardi di lire (oltre 13mila miliardi di euro)
Damiano mi segnala questa chicca da TgCom: i 26mila miliardi di lire (del vecchio conio, come avrebbe detto Bonolis) si sono magicamente trasformate in 13mila miliardi di euro, sei volte il PIL italiano del 2025. Tanto sono numeri così grandi che non siamo in grado di visualizzarli…

Ultimo aggiornamento: 2026-03-23 11:33

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