Il ministro jolly

Io capisco che Di Maio voglia a tutti i costi Paolo Savona nel governo, anche se non all’economia. Non può calare del tutto le braghe di fronte al diktat di Mattarella che non l’ha voluto nel governo. (A Salvini della cosa non gliene può fregare di meno, la sta usando come grimaldello per andare al voto e prendersi un po’ di voti M5S e FI). Quello che non capisco è cosa cambierebbe ad averlo chessò al MISE, per non parlare di ministeri dove ne saprebbe più o meno quanto ne saprei io. E soprattutto: cosa cambierebbe dal punto di vista di Bruxelles/Berlino se è al governo ma non all’Economia? Il segnale pratico è esattamente lo stesso, non sono certo i meeting faccia a faccia quelli che danno fastidio.

In tutto questo, onore al merito al soldato Cottarelli.

Un “nuovo” vecchio mio libro

Venerdì (il primo giugno) arriverà in edicola, per la collana Sfide Matematiche di Hachette, Sembra difficile ma non lo è, scritto dal sottoscritto.

Prima che corriate tutti a comprarlo, vi comunico che il libro non è altro che il mio autoprodotto Matematica in relax 2, reimpacchettato e con un problema in meno (sui ponti di Königsberg, per la cronaca). Quindi se l’anno scorso l’avevate già preso su Amazon e non siete dei collezionisti compulsivi potete tranquillamente lasciarlo stare. Devo dire però che è stato divertente avere un libro con doppio copyright, anche mio :-)

(Già che ci sono, il volume 42 che uscirà venerdì 8 sarà la ristampa dell’introvabile secondo libro dei Rudi Mathematici, e il 53 sarà invece l’ancora più introvabile primo libro. Non potete dire che non ve l’ho detto)

I diktat tedeschi

Vabbè, sappiamo tutti che ai tedeschi stiamo sulle palle, e non perdono occasione per dircelo. E sappiamo anche tutti che il tedesco non è esattamente una lingua nota per la gentilezza, già a partire dal suono.
Però mi sembrava strano che il commissario UE all’economia Günther Oettinger avesse detto “I mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto”. (Ho preso Repubblica, ma mi pare in genere la traduzione sia quella) Sono così andato a cercare l’originale, sulla Deutsche Welle). Lì c’è scritto

Die Befürchtung, dass die populistischen Parteien bei möglichen Neuwahlen noch stärker werden könnten und dass es womöglich zu einem Austritt Italiens aus der Eurozone oder gar der EU selbst kommen könnte, teilt Oettinger nicht: Er erwarte vielmehr, dass die Märkte und die italienische Wirtschaftsentwicklung für die Wähler ein mögliches Signal seien, nicht Populisten von links und rechts zu wählen. Schon jetzt sei etwa die Entwicklung bei den Staatsanleihen negativ.

e potete tradurvelo direttamente con Google Translate. Oettinger non crede che un nuovo voto rafforzerà i populisti (“di destra e di sinistra”) ma si aspetta piuttosto che i mercati e lo stato dell’economia siano un possibile segnale di cosa potrebbe succedere. Tra l’altro, se ascoltate l’audio (dal minuto 0:53) prima di “meine Erwartung”, la mia aspettativa, dice “meine Sorge”, la mia preoccupazione. Siamo d’accordo: non è una bella frase, fa tanto italsplaining, ma non è quel diktat che è arrivato da noi. Comprendo che nelle redazioni delle nostre agenzie non ci siano così tanti germanofoni per ascoltare l’audio, ma mi aspetterei che qualcuno provasse per l’appunto a cercare l’articolo originale e tradurlo automaticamente per avere un’idea precisa. Invece a quanto si dice nella Stanzetta dei bottoni su Facebook è già tanto se qualcuno (un’agenzia, immagino io) ha preso una traduzione inglese imprecisa e ha ancora aggiunto imprecisioni, che poi sono state allegramente copiate ovunque.

Per la cronaca, non sono così complottista dal credere che la traduzione “personalizzata” sia stata fatta per intenti politici; molto più probabile che sia stato qualcuno che ha fatto un lavoro con i piedi, perché tanto nessuno perde mai tempo a verificare quello che legge. E poi vuoi mettere fare un titolo complottista?

Aggiornamento: mentre scrivevo, il Post ha pubblicato la storia di quanto successo. Continuo a chiedermi però perché tutti usino Twitter come la Bibbia e non passino direttamente alle fonti.

“La generazione Wikipedia”

Una decina di giorni fa (non ho il tempo di vedere tutto) LInkiesta ha pubblicato un articolo dal titolo inquietante “La generazione Wikipedia è ignorante. E vota politici ignoranti”. Cosa c’entra Wikipedia? Sono stati trovati nuovi errori all’interno dell’enciclopedia? Si è scoperto che qualcuno inserisce subdolamente modifiche formalmente ineccepibili ma che tutte insieme portano al disacculturamento delle persone? Macché. Le citazioni di Wikipedia sono due: nell’occhiello c’è scritto «Ma il mondo dei social e di Wikipedia, con una conoscenza illimitata a portata di click, pensa che le soluzioni siano sempre e comunque semplici», testo ripreso – anche in un box – con «Sono questi gli effetti, anch’essi paradossali, dell’età dei social e di Wikipedia. La disponibilità immediata di informazioni a vantaggio di chiunque non ha portato, come si credeva, a un generale accrescimento della cultura e della capacità critica.»

Ora qualcuno mi dovrebbe spiegare con molta pazienza cosa accomunerebbe i social e Wikipedia, se non il fatto che chiunque può scriverci su. D’altra parte, e l’abbiamo anche scritto in Scimmie digitali, avere le informazioni non serve a nulla se non ci si arrabatta per ottenere conoscenza. Su questo, che Wikipedia esista oppure no è irrilevante, perché le informazioni sono comunque presenti in rete. Solo che vuoi mettere sparare il nome a caratteri cubitali?

Mamma mia, Mattarella

Ho letto il comunicato di Sergio Mattarella. Non mi ricordo nessun caso (occhei, forse c’è stato Cossiga, ma penso conveniate che non conti molto) in cui un nostro presidente della Repubblica ha esplicitamente fatto dei nomi (a parte trollare affermando che aveva persino accettato un governo politico con un presidente non eletto in parlamento :-) ).
Una situazione del genere è molto preoccupante, non tanto per il governo che non c’è quanto perché non mi è chiaro perché da parte di (boh? M5S? Lega? Entrambi?) si sia deciso questo braccio di ferro sul nome di Savona. Se qualcuno ha qualche idea – a parte appunto quella di voler tornare al voto cercando di dare la colpa a qualcun altro – sarei lieto di sentirla.

Quizzino della domenica: Tabellina… enigmatica

Nella tabellina qui sotto nessuna delle cifre presenti è giusta, ma ogni cifra è sempre stata sostituita con la stessa altra cifra: per esempio a 1 potrebbe corrispondere 7 mentre a 2 corrisponde 5. Sapete scrivere la tabellina corretta?

tabellina

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p319.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math)

_L’arte della matematica_ (libro)

Anno 1940. André Weil era in prigione per renitenza alla leva. La linea di difesa che si vuole preparare è spiegare che era impegnato in importantissime ricerche matematiche. Come spiegarle a un giudice, visto che André ritiene che spiegare cosa lui fa è come spiegare una sinfonia ai sordi? Ci penserà sua sorella Simone, che nel carteggio riportato in questo libro (Simone Weil e André Weil, L’arte della matematica, Adelphi 2018, pag. 185, € 14, ISBN 9788845932564, trad. e note Maria Concetta Sala, link Amazon) gli risponde allegra “non ho capito un tubo di quello che dici, ma ciò non mi ha impedito di farne un bel riassunto”. (Detto tra noi, non è che neppure io ci abbia capito tanto, se non a grandissime limee). Le lettere tra i due fratelli sono molto carine, anche se piene di citazioni non matematiche incomprensibili per chi non abbia una cultura più che enciclopedica. Il punto positivo è che c’è un enorme apparato di note che permettono al povero lettore di farsi un’idea di quello che i fratelli si stanno scrivendo: quello negativo è che è stato scelto di metterle tutte al fondo del testo anziché a piè di pagina, costringendomi a tenere due segnalibri e continuare a spostarmi da una parte all’altra. L’altra cosa che non mi è piaciuta è la scelta di inserire nel flusso dei testi due minute delle lettere di Simone, il che significa che certe frasi me le sono lette tre volte. Sarebbe stato meglio a mio parere lasciarle in appendice per non perdere il filo del discorso. Insomma, un testo interessante ma che è stato male strutturato.

Notizie vere o false?

Leggo sul Post (che cita il Guardian) che il ministero della Sanità della striscia di Gaza ha tolto dall’elenco delle vittime palestinesi durante le rivolte dei primi di maggio la bambina di otto mesi che era stata inizialmente inserita.

Ricordo che la bambina sicuramente è morta come sono morte altre 60 persone in quella circostanza, e che non sto parlando di cosa sia effettivamente successo. Mi chiedo solo una cosa, anzi due. Il ministro (rectius, il portavoce) non ha detto “non è stata uccisa dai gas lanciati dagli israeliani” ma “non è certo che sia stata uccisa dai gas, o che almeno questi abbiamo aggravato la sindrome cardiaca di cui soffriva sin alla nascita, quindi dobbiamo fare ulteriori analisi”. Domanda uno: cosa hai fatto in queste tre settimane? Domanda due: se devi ancora fare analisi, perché intanto togli la bimba da quell’elenco?