“La generazione Wikipedia”

Una decina di giorni fa (non ho il tempo di vedere tutto) LInkiesta ha pubblicato un articolo dal titolo inquietante “La generazione Wikipedia è ignorante. E vota politici ignoranti”. Cosa c’entra Wikipedia? Sono stati trovati nuovi errori all’interno dell’enciclopedia? Si è scoperto che qualcuno inserisce subdolamente modifiche formalmente ineccepibili ma che tutte insieme portano al disacculturamento delle persone? Macché. Le citazioni di Wikipedia sono due: nell’occhiello c’è scritto «Ma il mondo dei social e di Wikipedia, con una conoscenza illimitata a portata di click, pensa che le soluzioni siano sempre e comunque semplici», testo ripreso – anche in un box – con «Sono questi gli effetti, anch’essi paradossali, dell’età dei social e di Wikipedia. La disponibilità immediata di informazioni a vantaggio di chiunque non ha portato, come si credeva, a un generale accrescimento della cultura e della capacità critica.»

Ora qualcuno mi dovrebbe spiegare con molta pazienza cosa accomunerebbe i social e Wikipedia, se non il fatto che chiunque può scriverci su. D’altra parte, e l’abbiamo anche scritto in Scimmie digitali, avere le informazioni non serve a nulla se non ci si arrabatta per ottenere conoscenza. Su questo, che Wikipedia esista oppure no è irrilevante, perché le informazioni sono comunque presenti in rete. Solo che vuoi mettere sparare il nome a caratteri cubitali?

6 comments

  1. C’è anche la generazione youtuber, di cui mio figlio è sicuramente parte.
    Io però non trovo particolarmente offensivo tutto questo. Certo io sono esterno a wikipedia, posso capire che tu non possa avere la stessa visione neutrale.

    Però occorre anche comprendere che quando un qualcosa diventa parte del quotidiano di una vasta parte della popolazione automaticamente eredita vizi e virtù di chi li usa.

    Lo strumento non è mai neutrale, anche se una logica neopositivista dice il contrario. Uno strumento non è in sé positivo o negativo, lo diventa a seconda del contesto, che sia youtube con i suoi filmati di scemenze o wikipedia che descrive con dovizia di particolari voci assolutamente irrilevanti non cambia: c’entrano sempre, perché sono così tanto usati che condizionano sottilmente ogni nostra azione.

    In sintesi: se non vuoi questi problemi relega wikipedia ai margini. Se vuoi che wikipedia guadagni ancora spazi o mantenga gli attuali rassegnati e fattene una ragione.

  2. riprendo quanto ho scritto su FB.
    la cosa è un po’ diversa, e si può riassumere come “non si mischiano mele con pere”.
    Se nell’articolo ci fosse stato solamente scritto “Wikipedia” e non “social e Wikipedia”, la mia tesi sarebbe restata la stessa ma non avrei perso tempo a scrivere anche solo nel mio blog (il tutto non meritava comunque di più). Abbiamo una generazione che avrebbe tutto a disposizione, l’avrebbe anche premasticato (Wikipedia), ma non lo usa.
    Se l’articolo avesse parlato di social e di Wikipedia insieme, ma non si fosse limitato a un generico all'”accrescimento della cultura e della capacità critica” mettendosi a parlare di questa necessita, avrei apprezzato. Sono il primo a dire che Wikipedia non può essere usata acriticamente.
    Così invece si è fatta una inutile macedonia.

    • La “macedonia” deriva proprio dal fatto che wikipedia è entrata di fatto nelle mani di chiunque per fare qualunque cosa (al pari dei social).

      Ripeto, dovrai fartene una ragione.

  3. Umm, si sembra un po’ un miscuglio sbagliato. Per me sarebbe stato giusto “google e wikipedia” ma i social (e YT) non direi che entrano al momento nella stessa percezione. Penso che “google e wikipedia” siano la base per l’idea che la cultura non serve perché, semmai ipoteticamente servisse, basterebbe cercare in rete (e la scuola formale si orienta con precisione per sostenere questa cretinata).
    Però siccome l’articolo deve attaccare i populismi, e non chessò l’ingnoranza apolitica, i social vanno citati perché sono il terreno dove l’ignorante ha il suo spazio.
    Vabbé è un articolo standard anti-populisti anti-anti-europei anti-anti-anti-sistema. Mi aspetto che li paghino in base al numero di battute, non in base alla lucidità delle argomentazioni.

  4. Hanno mischiato la merda (i social) col cioccolato (Wikipedia). Peggio, molto peggio che mischiare mele con pere, che assieme ci stanno pure bene.

  5. Vado un attimo OT, se posso, per chiedere un parere a Maurizio riguardo al motivo per cui Nicholas Flamel, protagonista del romanzo L’Alchimista, di Michael Scott, in tutto il romanzo è scritto con l’acca tra C e O mentre su Wikipedia, sia italiana che francese, no. C’è una piccola discussione in merito sul mio blog ma nessuno sembra avere una spiegazione. Il post è qui: http://andreasacchini.blogspot.com/2018/06/lalchimista.html