StumbleUpon

Leggo sul Post che dopo sedici anni StumbleUpon chiude. Ero convinto avesse chiuso già otto anni fa o giù di lì… In effetti ho dovuto cercare faticosamente qual era l’email con cui mi ero connesso (l’account era “mau”, quindi più facile).

Credo che sia stato il primo importante sito dove salvare documenti che tanto non si avrebbe mai avuto il tempo di leggere, ben prima che arrivassero Pocket e Instapaper (che però in questi giorni causa GDPR ha una grossa crisi). La cosa strana, se volete, è che sia sopravvissuta…

Per la cronaca, l’ultimo post che avevo salvato era del 2006 :-)

Decimi e centesimi

Io voglio bene al Post. Ci scrivo anche. Ma trovarmi tutto un articolo (copia archivio) in cui al posto di centesimi di secondo si parla di “decimi” – per dire, nell’ultima riga si parla di un 200 metri corso in “20 secondi 62 decimi”… – mi fa venir voglia di battere la testa contro il muro. È più forte di me.

Io e Philip Roth

Non ci crederete, ma l’unico libro di Roth che io abbia mai letto è Cosa bianca nostra, per l’ottima ragione che era nella libreria di casa mia. Il fatto che io l’abbia letto immagino a dieci anni o giù di lì (se il libro è del 1972 i miei genitori non possono averlo preso tanto dopo; e io ero già allora un lettore bulimico) può significare tante cose ;-)

Tony Wolf

Quando i miei bambini erano più piccoli ho comprato loro non so quanti libri della Dami di Tony Wolf. Wolf è morto qualche giorno fa, e solo oggi ho scoperto che era l’italianissimo Antonio Lupatelli.
In effetti avrei dovuto immaginare che non essendo indicato alcun traduttore c’era qualcosa di strano: ammetto di non verificare troppo i libri per i bambini. Devo dire che il suo bosco con tutti gli animali (e gli gnomi) era poetico…

Giuseppe Conte e l’effetto Oscar Giannino

Ricordate la storia delle finte lauree e specializzazioni di Oscar Giannino? A quanto pare, nemmeno il presidente del Consiglio dei ministri in pectore Giuseppe Conte ne è immune, continuando così una lunga tradizione che risale come minimo al Senatur Umberto Bossi. Il NYT scrive infatti «Asked about Mr. Conte’s experience at N.Y.U., Michelle Tsai, a spokeswoman, said Monday, “A person by this name does not show up in any of our records as either a student or faculty member,” adding that it was possible he attended one or two-day programs for which the school does not keep records.» (I diversamente anglofoni possono leggere il Post)

Ora, tutti noi siamo abituati ad abbellire un po’ i nostri curriculum per fare bella figura. Per esempio, io dico di avere contribuito alle modifiche degli standard internet sulla posta elettronica e su HTTP, ma non è che abbia fatto chissà che cosa. Una differenza però c’è: se andate a prendere gli RFC 1945 (HTTP 1.1) e 2822 (Internet Message Format) trovate il mio nome in mezzo a un centinaio di altri che hanno in effetti dato un contributo anche se piccolo allo standard. In definitiva la mia frase è verificabile e tecnicamente corretta (quando la uso scelgo sempre attentamente le parole :-) ) Perché Conte non ha fatto così? E perché – quando ci sono stati i primi contatti – non è comunque andato a riassestare il curriculum?

Il Carnevale della matematica dal vivo: resoconto

Io e i paradossi (foto: MaddMaths!)

Venerdì e sabato scorso sono stato a Napoli, ma non è che ne abbia visto molta: sono restato chiuso nell’ex convento dei santi Marcellino e Festo per il Carnevale della matematica dal vivo.

C’è stato un ottimo successo di pubblico studentesco ai laboratori, tutti esauriti. Nel caso delle presentazioni il risultato è stato più altalenante in termini di pubblico, con le scuole che a volte partecipavano e altre no e soprattutto con pochissimi partecipanti per il cosiddetto “grande pubblico”. Soprattutto il venerdì pomeriggio, nella sessione in cui ho parlato anch’io, la parola d’ordine sembrava essere “Attenzione! Un non-matematico in sala!” (Poveretta che visti gli enormi ritardi nelle presentazioni precedenti mi ha visto raccontare in mezz’ora scarsa le slide che avevo preparato per un’ora di intervento). Questo fa capire che abbiamo ancora parecchi margini di miglioramento nel pubblicizzare l’evento, però ci ha dato un vantaggio inaspettato: siamo riusciti a condividere i nostri vari modi di fare divulgazione matematica, cosa che non è affatto facile da fare quando come capita sovente le interazioni sono solo per posta elettronica. Questo per me è stato fondamentale.

Poi, a parte pizza e sfogliatelle :), ho rivisto un po’ di amici dal vivo (Piotr e Rudi dei Rudi Mathematici e l’organizzatore Roberto Natalini), visto di persona tanta gente che al massimo conoscevo per telefono (Roberta Fulci, Alberto Saracco, Davide Passaro, Nicola Ciccoli, Sandra Lucente, Silvia Benvenuti) e conosciuto tanti nuovi amici matematti (Nicola Parolini, Chiara Andrà, Francesca Carfora, Maria Mellone… più tutti quelli che ho sicuramente dimenticato data la mia età non più verde). Insomma, un’iniziativa bellissima che spero sarà ripetuta!