A parte le facili battute, c’è una ragione ben specifica per cui la nuova proposta di legge di bilancio italiana pone il rapporto deficit/PIL al 2,04%, ed è legata alla richiesta della Commissione europea di scendere dal 2,4% iniziale all’1,95%. Questa ragione può essere descritta con una singola parola: arrotondamenti.
In genere il rapporto viene indicato con una singola cifra decimale. Quindi il 2,04% viene arrotondato per difetto al 2%, esattamente come l’1,95% (c’è una formula piuttosto astrusa che regola l’arrotondamento quando l’ultima cifra significativa è un 5, e quindi si potrebbe penzolare da una parte o dall’altra). Ergo, Salvini e Di Maio Giuseppe Conte ha limato qua e là per arrivare al massimo deficit possibile che però formalmente avesse lo stesso valore di quanto chiesto dalla Commissione.
Non so voi, ma a me viene in mente quando alle superiori facevamo i temi, dovevamo scrivere quattro pagine e c’era sempre chi scriveva l a r g o l a r g o per mostrare di avere ottemperato all’obbligo richiesto…
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Io non conoscevo le opere di Sinisgalli se non per sentito dire. Ho così pensato di cercare questo suo libro (Leonardo Sinisgalli, Furor Mathematicus, Ponte alle Grazie 1995² [1950], pag. 381, ISBN 9788879283250), scoprendo che è fuori catalogo da una vita (e non esiste naturalmente in formato digitale): per fortuna il prestito interbibliotecario ha supplito a questa mancanza. Che dire? Innanzitutto bisogna tenere presente che il libro è in realtà la raccolta di più brevi opere, tutte scritte nella prima metà degli anni ’40 del secolo scorso e su vari temi. Furor mathematicus che dà il nome alla raccolta parla di matematica, ma abbiamo anche una raccolta di pagine sull’architettura (non mi ha detto molto, a parte l’Appendice), un dialogo tra un Re e un Indovino, e una raccolta di aforismi vari, Horror vacui, piuttosto interessante. Ammetto di avere avuto qualche difficoltà nella lettura, sia perché spesso Sinisgalli parla di avvenimenti a lui contemporanei che non hanno retto al tempo trascorso. Per una strana serie di casi so chi era Fantappiè e cosa aveva fatto, ma il pittore Scipione non mi dice nulla… La prefazione di Oretta Bongarzoni non l’ho proprio capita, a dire il vero.