Sommare IVA e IRPEF

A quanto pare, Sandra e Raimond… ehm, i nostri vicepresidenti del consiglio, sono fiduciosi sulla nostra economia, anche perché è sulla buona strada. Affermano infatti che ce lo dicono «I maggiori incassi dell’Irpef e dell’Iva quasi dell’8 per cento e la diminuzione della disoccupazione rispetto al 2018 nei primi quattro mesi di quest’anno».

Come hanno fatto notare in molti, quello che è successo davvero è che l’Irpef è cresciuta del 3,6% e l’Iva del 4.2%. Certo, 3,6+4,2 fa quasi 8: ma come dovrebbe essere chiaro dalle elementari non si possono sommare quelle due percentuali di crescita ma fare una loro media pesata. (Occhei, alle elementari non si parla di media pesata, ma almeno ti dicono di non fare quei conti). Chi non è convinto della cosa può suddividere in una ventina di sottovoci i gettiti delle due imposte, sommare tutte le percentuali ottenute e scoprire che probabilmente siamo riusciti a raddoppiare il totale!

La vera domanda da farci è se il duo pensa che nessuno vada a vedere i numeri reali oppure se pensa che la gente anche quando li veda non sappia come combinarli. Non saprei dirvi qual è l’ipotesi peggiore…

Noa Pothoven

Io non ho scritto nulla sulla storia della diciassettenne olandese che ha deciso di morire, dopo che quando era ragazzina fu abusata sessualmente prima e stuprata poi. Non l’ho fatto per una semplice ragione: il mio unico commento sarebbe stato sulla sofferenza che deve avere avuto quella povera ragazza per decidere di togliersi la vita. L’eutanasia non era un tema che mi importava in questo contesto, perché era un effetto e non certo una causa. Questo significa che quando il giorno dopo c’è stato il “contrordine compagni” e si è stabilito che Noa ha “semplicemente” deciso di lasciarsi morire il mio giudizio non è cambiato di una virgola.

Né se per questo è cambiato il mio giudizio sui media italiani, che ancora una volta si sono buttati a palla su una notizia che arrivava nientemeno che dal Daily Mail, come spiega Luca Sofri e l’hanno sbattuta tutti in prima pagina: chi per tuonare contro l’eutanasia, chi perché è meglio non lasciarsi fregare dalla concorrenza. Bisogna dire che stavolta l’hanno fatto così bene da riuscire addirittura a convincere alcuni giornali esteri, almeno inizialmente. Resto però della mia opinione: per prima cosa, non fidarsi di quanto scritto dall’italica stampa. Poi con calma si può valutare se per sbaglio è vero.

_Arlecchino servitore di due padroni_ (teatro)

È la terza volta che andiamo a vedere l’Arlecchino. A differenza delle prime due, non c’è più Ferruccio Soleri (che comunque ho scoperto averlo ancora interpretato l’anno scorso!), ma Enrico Bonavera che comunque ha già anche lui la sua bella età (è del 1955). Ma soprattutto c’erano i gemelli, per la prima volta a teatro.

L’allestimento è sempre quello per la regia di Strehler e la messa in scena di Soleri: quindi si ci allontana un po’ dall’originale goldoniano. Tanto per dire, vi ricordo che il protagonista non era Arlecchino, bensì Truffaldino… Ovviamente la parte dialettale è meno forte che nell’originale, anche se ho dei dubbi che tutte le parole vengano comprese. Che “scarsèla” sia la tasca lo si capisce dal contesto, ma “tóla” per tavola mi pare un po’ più complicato…

Rispetto alle edizioni che ho visto, si gioca un po’ di più a rompere la quarta parete, con gli attori che parlano dell’opera prima dell’inizio degli atti (si comincia con una citazione dall’Edipo Re, tanto per dire), siparietti sullo sfondo tra chi non è in scena, e l’ormai classica discesa dal palco all’ultima scena. Da questo punto di vista avere preso dei posti in prima fila si è rivelato vincente per il duo: Cecilia alla fine mi ha confessato “Avrei potuto toccare gli attori… ma non l’ho fatto, eh!” e persino Jacopo ha riso di gusto. Soprattutto hanno resistito per tre ore: d’accordo che negli intervalli sono usciti nel chiostro del Grassi per correre e saltare, ma è stata comunque un’impresa per loro. Insomma, promossi!

Statistiche del sito per maggio 2019

A questo punto mi sto chiedendo se sia cambiato il modo in cui sono calcolate le statistiche di accesso al sito. Maggio è andato ancora peggio di aprile, almeno come visitatori unici: ci sono stati 15.083 visitatori per 38.330 visite, le pagine accedute sono state 89.471 e gli accessi 260.531. Per la Top 5, abbiamo:

  1. Eupnoico: 1.533 visite
  2. Font buttati lì: 279 visite
  3. Centro operativo postale: 267 visite
  4. Ah, la tecnologia!: 265 visite
  5. Omologazione: 262 visite

Come curiosità, posso aggiungere che il bot più attivo è stato AhrefsBot, che non ha esattamente una bella nomea. (I dati dei bot comunque non entrano nelle statistiche). Ci sono stati inoltre 24 accessi con referrer il mio post su Medium a proposito di Baricco e del suo The Game, e otto (!) ricerche con la stringa “come si dice quando gli strumenti in brano vanno ognuno per conto loro”…

phishing (preso da Virgilio)

Ieri mattina mi è arrivata una classica mail di phishing, apparentemente da parte di un mio ex collega; il titolo era “Molto importante! (Cognome Nome)” e il testo

Salve,

Stai bene?
Devo chiederti un favore.

A presto,
(Nome Cognome)

Ovviamente Cognome e Nome erano quelli dell’amico, che non posto per ovvie ragioni.

Mi ha stupito solamente il fatto che l’email, a parte arrivare da un dominio chiaramente farlocco-ma-che-sembra-importante (pec-cec-legal.it. “Farlocco” nel senso che è registrato a tale Biagio Zarbano ma non mi pare ci sia nulla; per la cronaca la mail è stata spedita attraverso infomaniak.ch che dovrebbe essere un provider svizzero), aveva come nome utente quello del mio ex collega, che è piuttosto peculiare e quindi non può essere frutto di un caso.

In effetti una rapida guglata mi ha fatto scoprire che a fine aprile erano stati sottratti più di un milione di contatti da Libero e Virgilio; quest’ultimo è in effetti il provider del mio amico. Non ho ben capito a cosa serviva l’antennona del tipo, a dire il vero: quello che mi preoccupa è che un po’ di gente potrà cascarci facilmente :-(

La mia solita candidatura :-)

Anche quest’anno mi sono candidato alle elezioni delle RSU per TIM, sempre nella lista FISTel-CISL. Come ormai sapete fin troppo bene, le probabilità che io sia eletto sono infime. E allora perché mi ostino a candidarmi? Beh, dovrebbe essere chiaro: perché io la faccia ce la metto sempre, e perché ritegno che invece che mugugnare e basta sia molto meglio cercare di fare qualcosa. Lo posso fare e lo faccio anche da semplice lavoratore: nel caso mi capiterà di essere eletto vedrò di farlo ancora meglio. Tutto qua :-)

Quizzino della domenica: successione

Ogni tanto è tempo di una successione. Chissà quando (se?) sarà il primo giorno in cui un’intelligenza artificiale riuscirà a essere più brava di noi, ma per il momento siamo noi umani ad avere il pallino in mano. Bando alle ciance: qual è la lettera successiva in questa successione, quella insomma da mettere al posto del punto interrogativo?
[MVVLMSLGDMV?]

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p387.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio.)

_Che cos’è la matematica_ (ebook)

Lessi per la prima volta questo libro (Richard Courant e Herbert Robbins, Che cos’è la matematica? Introduzione elementare ai suoi concetti e metodi [What Is Mathematics?: An Elementary Approach to Ideas and Methods], Bollati Boringhieri 2017² [1941, 1996], pag. 671, € 10,99, ISBN 9788833975849, trad. Liliana Ragusa Gilli e Laura Servidei, link Amazon) da ragazzo, non capendoci probabilmente molto. Adesso ho ripreso l’edizione aggiornata da Ian Stewart e recentemente convertita in digitale (malamente: è vero che non è facile rendere i testi matematici in formato epub, ma secondo me si sarebbe potuto fare parecchio meglio. Certo, ci voleva più lavoro). Cosa può dire il lettore che in questi decenni è stato esposto a una grande quantità di matematica? Il giudizio è misto. Per esempio ho trovato il primo capitolo molto pesante; andando avanti ho però apprezzato il modo non standard della presentazione dei temi – per fare un esempio, la geometria vista attraverso il birapporto che porta naturalmente alla geometria proiettiva – e l’enfasi sulle dimostrazioni di alcuni teoremi che vengono presentati a lezione come dati per scontati. Da questo punto di vista il titolo del libro è particolarmente adatto, perché segnala come la matematica sia un corpus che cresce in modo organico e non una raccolta di risultati scorrelati. Le note finali di Ian Stewart forniscono qualche informazione su cosa è successo nei decenni successivi alla prima pubblicazione: ovviamente non per tutta la matematica ma su alcuni punti trattati nel testo. Sono un’utilissima aggiunta. Qualche dubbio invece sulla traduzione (immagino originale…) di Liliana Ragusa Gilli; non tanto sulla parte matematica, che comunque è stata rivista da Laura Servidei, ma proprio sulla forma dell’italiano.