Per un umanesimo scientifico (libro)

copertina Leggere questo libro, che parte come una biografia di Paolo Boringhieri ma vira molto rapidamente verso una storia dell’editrice Einaudi tra il 1945 e il 1957, con un’appendice sui primi anni della Boringhieri, lascia una sensazione di déjà vu per chi come me ha un po’ bazzicato il mercato editoriale italiani. Le difficoltà economiche erano già allora le stesse di oggi, esattamente come la difficoltà nel riuscire a rispettare i tempi di traduzione (ecco, forse allora le traduzioni erano più ruspanti di quanto lo siano oggi, almeno nell’editoria di qualità). Ma è anche bellissimo (ri)scoprire un Pavese-factotum che praticamente mandava avanti da solo la casa editrice, vedere la quantità di consulenti di primissimo piano che Einaudi aveva – come nota personale, non avrei mai pensato che Luigi Radicati di Brozolo fosse stato uno di loro – e soprattutto accorgersi dell’organicità al PCI. Forse la mia generazione era meno politicizzata, o forse sono io che vivevo nell’iperuranio: ma leggere della cellula del Partito in Einaudi, o scoprire come l’affare Lysenko vedesse una triangolazione tra Mosca, Torino e Roma per l’eventuale pubblicazione delle sue opere in italiano mi ha lasciato basito. Una storia, anzi tante storie parallele, davvero interessante!

(Giulia Boringhieri, Per un umanesimo scientifico : Storia di libri, di mio padre e di noi, Einaudi 2010, pag. 436, € 26, ISBN 9788806202811)

Torno a fare l’RSU

Più di vent’anni dopo la fine della mia esperienza come RSU Cselt, torno a essere un rappresentante sindacale. In realtà alle elezioni di tre anni fa avevo preso ben 7 (sette) voti; ero così arrivato decimo (a pari merito con altre cinque o sei persone) mentre la mia lista sindacale aveva ottenuto nove seggi. Solo che una rappresentante eletta è andata in isopensione, ed essendo io fortunello ero il primo in ordine alfabetico del gruppone dei primi esclusi.

Oggettivamente non ci sarà un grande lavoro da fare, considerando che questa primavera ci saranno – si spera – le nuove elezioni. E sarà sempre divertente, essendo io un battitore libero. Comunque è un ritorno al passato :-)

statistiche del sito per febbraio 2022

Più visitatori unici, meno visite e molti meno hit. Ecco di dati di febbraio: i visitatori unici sono stati 16132 (+1641), le visite sono 31645 (-315); le pagine accedute sono state 89962 (-7670) con 193774 hit (-1765). I giorni sotto le 1000 visite sono stati tre. La top 5:

  1. Rai Radio 3 Classica e la morte dei palinsesti dettagliati: 744 visite
  2. I lanciacazzi che non ci sono mai stati: 593 visite
  3. Wikipedia come l’aspirina: 470 visite
  4. Ce li stiamo giocando tutti: 357 visite
  5. La mappa delle zone di Milano: 295 visite

Ci sono come al solito cose stranissime: è la seconda volta in cinque mesi che spunta il post del 2009 di Wikipedia come l’aspirina, così come queste soluzioni di un quizzino hanno avuto 2294 visualizzazioni. Anche l’elenco dei Carnevali della matematica ha raggiunto le 588 visualizzazioni. Mah…

gli orticelli Twitter

Io comprendo che ci possano essere delle ragioni per bloccare su Twitter qualche persona. Io non lo faccio, ma solo perché è molto più semplice silenziare chi non mi interessa; però capisco che in questo modo quel qualcuno può inviare messaggi diretti pesanti e il blocco rimane dunque l’unica opzione. Comprendo molto meno chi decide che i suoi tweet possano essere visti solo dai suoi amici: a questo punto fatti un sito tutto tuo dove puoi inviare i tuoi comunicati stampa senza che nessuno ti faccia le pulci

(Trovo infine maleducato che uno possa scegliere chi ha il privilegio di rispondere ai suoi post. Solipsismo all’ennesima potenza)

Perché bloccare Sputnik e RT?


Sputnik e RT sono sempre – ovviamente – stati schierati pro Russia. Lo so perfettamente, del resto sono stato intervistato un paio di volte da RT :-) Magari non vale la pena di leggere la loro visione sulla guerra in Ucraina, anche se non si sa mai. Detto questo, però, troverei davvero preoccupante se bloccassero i loro siti europei. Se Google e Facebook li bloccano è una loro scelta, con la quale posso concordare esattamente come ho concordato quando Twitter ha bloccato l’account di Trump. Ma impedire di andare direttamente alla fonte è secondo me una censura, che non ottiene nessun risultato perché i duri e puri riusciranno comunque a leggere quel materiale e si sentiranno anzi dei patrioti. Non proprio un bel risultato, no?

credenziali

credenziali
Per fortuna che ieri mi hanno detto che mi hanno preparato le credenziali per entrare nel nuovo home banking a partire da 15 giorni fa.

AAA Carlo Nocerino cercasi

Ehm. Devo confessare di avere perso una dozzina d’anni da la password di un mio account di posta Google. Ieri l’ho casualmente ritrovata: c’erano due mail, una di dieci e una di dodici anni fa. Io sono una pessima persona, ma ritengo doveroso rispondere a chi mi scrive: solo che l’indirizzo email di Carlo Nocerino non esiste più, e nemmeno il secondo indirizzo che ho trovato funziona. (Per chi pensasse di fare qualche ricerca: no, non è lui; il Carlo che mi ha scritto lavorava nel settore food)

Insomma: io sono qua e ho già scritto la risposta, se Carlo mi legge può contattarmi!

La posta è residuale

Leggo che PosteItaliane ha comprato la rete ex Lottomatica per i pagamenti, quella che si trova tipicamente dai tabaccai. Il problema che vedo non è tanto l’accentramento dei metodi di pagamento: tanto c’è già un cartello ufficioso sui costi. Più prosaicamente, è ovvio che PosteItaliane si è spostata verso un segmento di business più redditizio e farà crollare ancora di più la qualità del servizio postale… che all’atto pratico è un monopolio, nonostante la pletora di società che hanno l’abilitazione al servizio postale.