A che servirebbero le “corsie preferenziali”?

Quando leggo che il generale Figliuolo scrive che «Vanno individuate delle corsie preferenziali negli hub per incentivare le vaccinazioni dei professori e del personale scolastico e universitario che ancora non è stato immunizzato» mi chiedo davvero se ci è o ci fa. È abbastanza chiaro che la stragrande maggioranza del corpo docente non vaccinato lo ha fatto per scelta specifica, e i pochi che sono rimasti impastoiati nelle pratiche burocratiche loro malgrado possono essere inseriti senza problemi.

Certo, quella esternazione potrebbe anche essere un cavallo di Troia per far passare l’obbligo vaccinale ai professori. Ma se è così, è riuscita male…

2 comments

  1. Quel che posso dire è che certi enti pubblici hanno fatto una propria campagna vaccinale nella modalità 1) richiesta consenso 2) un proprio hub vaccinale 3) invito a chi ha dato consenso positivo (ad esempio l’Università agli Studi di Milano). Non tutto è andato liscio, specie all’inizio, e potrebbe esserci il caso che altre realtà siano andate peggio, forse a queste si riferiva.

    Cmq, da un punto di vista legale, è impossibile che il personale scolastico possa venire obbligato alla vaccinazione. Già centinaia di dottori hanno fatto ricorso al TAR sull’obbligo, e già non siamo certi che questo obbligo verrà rinforzato per loro che hanno obblighi contrattuali specifici, ma per il corpo insegnate dove non esiste nulla, beh, non esiste proprio.

  2. credo di capire il perchè della trovata del generale. Molti degli “esitanti” (parlo da medico e mi riferisco a personale scolastico e sanitario) non vogliono apparire no.vax. Ufficialmente si prenotano, poi per un motivo o per un altro …quel giorno non potevo, quell’altro si è fatto male il nonno, l’altro il cane ha mangiato il foglio con la prenotazione… Ne inventano di igni tipo. Se ci fosse un “accesso libero senza prenotazione” verrebbe a mancare ogni scusa