vaccinazioni covid aziendali

A inizio maggio ci è stato chiesto se volevamo farci vaccinare contro il Covid in un hub aziendale, o meglio se eravamo eventualmente interessati. Non sapendo come sarebbe stata la campagna ufficiale, ho dato l’adesione.

Stamattina mi è arrivata uan mail sindacale dove c’era tra l’altro scritto che gli interessati “proprio in questi giorni, sono contattati via mail dal fornitore del servizio per fissare l’appuntamento del vaccino che riceveranno come prima dose nella settimana che va dal 21 al 25 giugno p.v..” Il tutto seguito da “Su quest’ultimo punto (contatto del fornitore), un numero limitato di lavoratori ci ha segnalato problemi nella ricezione della mail. E’ infatti accaduto che il sistema software di intercetto spam in utilizzo in azienda ha bloccato inizialmente qualche comunicazione ma, in ogni caso, la situazione è stata prontamente risolta e per maggior certezza è stata inviata agli interessati una ulteriore mail.”

Sono andato a vedere nello spam, e in effetti mi sono trovato DUE mail del servizio esterno. Tolta l’ultima dallo spam, sono entrato nel sito e ho cambiato la password: la pagina segnala che mi arriverà un’altra mail per completare la procedura. Dove è arrivata? Esatto, nello spam. Proprio come la mail di cambio password avvenuto correttamente. Ma d’altra parte quando ho compilato il loro modulo e ho indicato di non essere interessato alla vaccinazione – ormai ho già fatto la prima dose… – mi continua a venire presentata la stessa pagina. Direi che qualcosa non va.

prima dose

Stamattina sono andato alla Fabbrica del Vapore per la prima dose del vaccino Covid. Ci sono andato in bicicletta, da vero uomo, anche perché ho scoperto ieri sera che oggi c’è uno sciopero dei mezzi :-) (poi sono tre chilometri di distanza, potevo anche farli a piedi nella peggiore delle ipotesi). Bisogna dire che la logistica funziona. Nessuna coda, dodici minuti da quando ho fatto l’accettazione (senza coda neppure lì) a quando sono stato inoculato. Quello che funziona meno bene pare essere le forniture: ho fatto Pfizer perché oggi non erano arrivate le dosi di Janssen (il J&J). Tra 35 giorni insomma ritornerò: vi farò sapere se in questi giorni starò male, ma mi aspetto più problemi con la seconda dose.

Aggiornamento: (2 giugno) Ieri pomeriggio avevo il braccio un po’ indolenzito – ma ero indolenzito ovunque causa ripresa della palestra… e ieri ci sono comunque andato. Stamattina niente, e anche la febbre era 36.2.

La fine di AstraZeneca?

Insomma l’Unione Europea non rinnoverà il contratto per il vaccino AstraZeneca. Oggettivamente non mi pare una notiziona: tanto è sì e no arrivato un terzo delle dosi concordate, e per quanto ne so – nonostante la causa che stata posta in atto – il contratto era sufficientemente fumoso per permettere alla multinazionale anglo-svedese di tagliare la fornitura in quel modo.

Quello che non sappiamo – o almeno che io non so – in tutta questa storia è molto. Per esempio: AZ è davvero in grado di produrre tutte le dosi di vaccino che prometteva? Probabilmente no. Poi: cosa succederà se in futuro la UE volesse comprare altre dosi? Ovviamente la trattativa dovrebbe ripartire da capo; il prezzo per dose potrebbe essere molto diverso da quello attuale (in più o in meno…) e soprattutto le clausole potrebbero essere completamente diverse.

Insomma, almeno per quanto posso vedere, la notizia mi sembra più che altro un’anticipazione di una nuova serie di puntate della televonela vaccini.

coda in pausa

Questo è quello che ho trovato stamattina quando ho provato a registrarmi per il vaccino. In realtà dopo dieci minuti o giù di lì mi è arrivato l’invito a prenotare il vaccino.

Già non capisco la logica di fermare una coda informatica, che non è che richieda molte risorse: ma qualcuno mi sa spiegare il “numero in coda” scritto in piccolo in fondo alla pagina, con un numero di caratteri che è almeno il triplo di un qualunque codice ridondante che sarebbe stato sufficiente?

I terroristi di ilmeteo.it


Spero che nessuno dei miei ventun lettori usi ilmeteo.it per alcunché. Questa azienda (nel footer c’è scritto “Iscrizione registro delle imprese di Padova”) non è mai stata interessata a fare previsioni del tempo, ma solo a produrre titoloni perché la gente vada a leggere i suoi articoli e quindi dargli soldi con la pubblicità. Solo che dopo un po’ la fantasia comincia a difettare, e dopo una sfilza di “sciabolata vichinga”, “invasione scandinava”, “aggressione temporalesca sull’Italia” correvano il rischio di ripetersi. Per fortuna loro è arrivato il Covid, e una nuova serie di titoloni su temi molto più tristi.

Solo che, come mi ha segnalato il mio amico Stefano Scardovi, hanno passato il segno. Ecco qua il titolo: VACCINI: SEGNALAZIONI GRAVI da oltre il 7 per cento delle DOSI, gran parte da ASTRAZENECA. I DATI dell’AIFA (Il maiuscolo è loro, e chi sono io per toglierglielo?) Il 7% delle dosi significano una persona ogni 14: è una catastrofe. E in effetti leggendo l’articolo (mi è toccato farlo…) scopriamo che di queste segnalazioni “il 92,7% si riferiscono a situazioni non gravi, che si risolvono completamente” mentre “[quel]le gravi corrispondono al 7,1% del totale”. Peccato che queste percentuali si riferiscano alle segnalazioni, che sono state “46.237 su un totale di 9.068.349 dosi somministrate” (grassetto loro). Pertanto i casi gravi sono stati “36 eventi ogni 100 mila dosi somministrate” (stavolta il grassetto è mio). Peggio ancora: l’articolo continua con “indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (se prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione”. Ma allora perché la gran parte delle segnalazioni arriverebbe da AstraZeneca? hanno fatto più vaccini? Macché. Sempre dall’articolo si legge che la maggior parte dei casi gravi è collegata a Pfizer, per l’ottima ragione che sono loro la maggior parte delle dosi inoculate.

Detto in altre parole, siamo ben oltre il clickbait, che sarebbe stato qualcosa come “migliaia di segnalazioni gravi dopo il vaccino!!!11!” Qui abbiamo un titolo scientemente fuorviante, sfruttando il fatto che saranno in pochi a leggere l’articolo. A me piacerebbe che qualche avvocato li denunciasse per procurato allarme…

Un’influenza contratta con trent’anni in più

Riccardo Stucchi racconta di come si può leggere in modo diverso la frase “Il Covid non è tanto diverso da un’influenza” che si sente spesso dire dai no-Covid.

Mortalità da Covid e influenza – (C) Riccardo Stucchi, http://www.theboxisthereforareason.com/

Come vedete nella figura qui sopra, le varie stime di mortalità per Covid sono indicate con le curve rosse mentre quelle storiche per l’influenza in USA sono in azzurro. In pratica, Stucchi nota come la mortalità per influenza a n anni corrisponda a quella per covid a n-28 anni, e quindi si possa affermare che il Covid è “come un’influenza contratta con trent’anni in più”, sapendo bene che più si invecchia più l’influenza può essere letale.
La conclusione è assolutamente corretta almeno dal punto di vista matematico. Temo però che il concetto non riuscirà a fare presa sul cervello della gente. Già ho dei grandi dubbi sul fatto che sia chiaro che dai cinquant’anni in su il rischio di morire è circa venti volte maggiore che per un’influenza. Ma pensare a come saremo noi tra trent’anni è un esercizio davvero impossibile…

Balzo di morti covid. Chi l’avrebbe mai detto?

Oggi ci sono stati 607 morti di covid: il dato più alto dell’ultimo mese. (La figura qui sopra, presa da Google, è ferma ai dati di ieri). Stupiti? Per nulla.

I dati che arrivano ogni pomeriggio alle 17.30 sono quelli contabilizzati nelle ultime 24 ore, e quindi sono sempre in ritardo di qualche giorno. Se date un’occhiata al grafico, vi accorgerete subito che ogni domenica c’è un minimo relativo – non c’è poi così fretta di segnalare, evidentemente – seguito da un aumento il lunedì e da un picco il martedì. Ma questa settimana lunedì è stata Pasquetta; ecco che il picco si è spostato al mercoledì, e se volete ecco perché lunedì e martedì la media mobile a sette giorni (l’unica che è davvero importante per capire l’andamento) stava scendendo. Non perché le cose andassero meglio, ma per semplici ragioni dettate dal calendario. Se non ho fatto male i conti, la media a sette giorni oggi salirà a 453 decessi, questo sì nuovo record del mese: siamo più o meno su un plateau ma non riusciamo a scendere e anzi c’è ancora una leggera salita. I 13708 nuovi casi potrebbero essere invece un segno positivo, ma aspetterei prima di accendere la speranza che la terza ondata si stia riducendo…

Concentrato di fallacie

Ieri sera mi è capitato di leggere il thread che parte da questo tweet di Salvatore Merlo, che leggo essere il vicedirettore del Foglio. Per comodità riporto il testo del tweet:

L’Italia ha vaccinato il 5,03 per cento della popolazione, proprio come la Gran Bretagna (5,51 per cento).
Ma noi abbiamo ogni giorno circa 500 morti. E loro quasi zero.
Perché?
Perché stiamo vaccinando le persone sbagliate.
Qualcuno dovrà risponderne

Non è facile indicare tutte le fallacie inserite in meno di 280 caratteri, ma ci provo lo stesso.

  • Merlo ha volontariamente (lo dice lui nel thread) scelto di parlare di vaccinati, cioè persone che hanno avuto due dosi del vaccino, e non di inoculati. Come sapete, per AstraZeneca si è scelto di allungare il tempo tra la prima e la seconda dose fino a tre mesi, per l’ottima ragione che già con una sola dose il rischio di morire per Covid è molto ridotto. Tralasciando il fatto che noi abbiamo avuto molte meno dosi di AZ e quindi non avremmo potuto comunque seguire la linea britannica, Merlo fa un conto intrinsecamente errato, considerando la vaccinazione come tutto-niente se ci sono o no le due dosi.
  • La lista delle priorità nelle vaccinazioni UK è questa. Come vedete, sono partiti esattamente come noi (operatori sanitari e RSA, poi over 80). La differenza è arrivata solo dopo con gli insegnanti, a cui erano state assegnate le dosi AZ che non si potevano inizialmente dare (in UE) agli over 60. Quindi non è un problema di priorità, ma di vaccini a disposizione.
  • Merlo non considera che in UK c’è stato un lockdown molto più stretto che da noi, e quindi le statistiche sulle vittime sono falsate in partenza.

Anche ammettendo caritatevolmente che tutto questo sia stato scritto per accendere la discussione, a voi verrebbe voglia di leggere un quotidiano la cui linea editoriale è gestita da persone così?