Solo ora?

A me pare incredibile che solo oggi si sia pensato che forse chi lavora in una RSA dovrebbe essere controllato strettamente (leggi, avere il green pass). Ma mi pare ancora più incredibile che per mangiare in un ristorante io debba tirare fuori il mio certificato e il cameriere che gira tra i tavoli no.

Tamponi gratis?

In questi giorni infuriano le polemiche sui green pass obbligatori. Se non ho capito male – ma confesso di non guardare più le beghe di politica italiana – qualche leader di partito sta dicendo che se non c’è l’obbligo di vaccinazione non lo si può introdurre surrettiziamente con un obbligo di green pass; in questo caso i tamponi per chi non intende vaccinarsi dovrebbero essere gratuiti.

Il concetto non è così peregrino. Un conto è dire “vuoi andare al cinema o in palestra? presenta il green pass” e altra storia è “se tu vuoi fare il tuo lavoro devi avere il green pass”. D’altra parte, capisco la difficoltà di rendere obbligatorio un vaccino “approvato sotto condizioni”. Fosse per me, insomma, aprirei ai tamponi gratuiti per le professioni che richiedono un green pass, ma con due vincoli: che il tampone sia rinofaringeo (quello salivare a mia conoscenza non ha ancora la stessa sensibilità) e sia fatto unicamente nei centri vaccinali, ovviamente senza prenotazione visto che deve essere continuativo. Sono pronto a scommettere che non saranno così in tanti a presentarsi tre volte la settimana.

Mi si è perso il numero verde Covid

Avendo io fatto fare la prima dose di vaccino ai gemelli in Liguria, adesso devo prenotare la seconda dose come se fosse la prima. Il guaio è che la Lombardia in questo momento ha troppa capacità: così ieri sera le uniche date disponibili sarebbero state per oggi, domani e domenica. Troppo presto, visto che bisogna aspettare almeno 21 giorni (e infatti la prenotazione ligure sarebbe per il 13 settembre, 23 giorni dopo la prima). È da ieri che provo a chiamare il numero verde lombardo, per vedere se loro hanno visibilità per date future: non che io ci creda, ma non si sa mai. Niente: tutte le volte arrivo al momento in cui mi dovrebbero passare l’operatore e il telefono resta muto.

Aggiornamento: (h 17:00) Stavolta sono stato rimbalzato a un call center multiregionale dove finalmente ho potuto parlare con un operatore che mi ha confermato che anche loro hanno la stessa visibilità di date. Almeno mi metto il cuore in pace.

Green Pass e dodicenni

La palestra dove si allenano i gemelli (e dove sarebbero dovuti stare la settimana prima dell’inizio della scuola) ci scrive dicendo che tutti gli atleti over 12 devono avere il green pass, con copia cartacea consegnata la prima volta che si arriva. Per chi ha fatto solo la prima dose da almeno 15 giorni, va bene quello provvisorio fino alla seconda inoculazione. Ok, la legge è quella.

I gemelli compiono 12 anni il 20 agosto, e avranno la prima dose il 30 agosto: ergo, fino al 14 settembre non potranno farsi vedere. (L’opzione “faccio fare loro un tampone ogni due giorni” non è contemplata, visto che l’ultima volta ci ho messo due giorni per far fare un tampone a Jacopo). Va bene così, sperando mi rimborsino i soldi del campus. Però c’è un piccolo problema (generale, non riguarda noi). Anche se noi vaccinassimo il 21 agosto i ragazzi, occorre comunque far passare 15 giorni prima di avere l’ok. E se ricordate, il decreto sul green pass è entrato in vigore 15 giorni dopo proprio perché servivano dei tempi tecnici per avere i 15 giorni. (Che poi uno non trovasse uno slot per vaccinarsi è secondario). D’ora in poi, tutti i neododicenni avranno un buco di due settimane. Sarebbe stato così difficile fare un decreto dicendo che il green pass sarebbe stato necessario per chiunque avesse almeno 12 anni e 15 giorni?

(Ah: è vero che il generale Figliuolo ha gentilmente chiesto di vaccinare i ragazzi anche senza prenotazione dopo il 16 agosto: ma questo per noi significherebbe comunque andare almeno a Voghera, visto che la Liguria dove loro si trovano ha sì reciprocità di vaccinazione con la Lombardia, ma solo per la seconda dose… e i 15 giorni dal 21 agosto ci sarebbero comunque)

Giuseppe De Donno, Wikipedia e i Poteri Forti

Un suicidio è sempre qualcosa di terribile, e non avrei avuto nessuna intenzione di parlare del povero Giuseppe De Donno. Lo faccio perché quello che sta succedendo in questi giorni è davvero preoccupante. Che nel paesino di montagna dove sono stato nei giorni scorsi qualcuno avesse attaccato al muro di cinta di una casa una sua eulogia è strano ma non certo preoccupante. Quello che sta succedendo con Wikipedia lo è di più.

Domenica sull’account di Wikimedia Italia (che non c’entra nulla con la gestione di Wikipedia, ma continua a essere contattato per la qualunque) mi è arrivata una mail che diceva (in inglese…) “Recurring Donation to be stopped IMMEDIATELY”. È abbastanza comune che qualcuno ci dica che non ci manderà più soldi perché “noi” abbiamo cancellato qualche voce, e io almeno non ho il coraggio di dire che a noi di quei soldi non arriva neppure un centesimo e che comunque non siamo stati noi a cancellare alcunché. Come forse avete intuito, la voce in questione era quella su De Donno. Lunedì mattina la situazione stava degenerando, con gente su Facebook che scriveva cose tipo “Noi con Trump – 🇮🇹 UN “APPLAUSO” A WIKIPEDIA CHE HA CANCELLATO LA PAGINA DI DE DONNO 🇺🇸 È UNA VERGOGNA. #Wikipedia ha CANCELLATO la pagina del Dott. De Donno. Altro che “enciclopedia libera”. Fate girare sto schifo. Non cancelleranno la memoria di chi non può essere dimenticato. “; “Bastardi fino al midollo…..ma pagherete Tutto!!!!!!!”; “chi ha in mano il potere non paga mai le sue misfatte”.

Ho allora dato un’occhiata a cosa stava succedendo. In effetti era stata impedita la creazione da parte di utenti non registrati, ma nella giornata precedente c’erano stati vari tentativi di creare una voce, tutti cancellati da un qualche sysop di Wikipedia. Ma le cose interessanti erano due. Innanzitutto, tutto era cominciato sabato 31 luglio – notate che la notizia della morte del medico è del 28. Prima c’erano state due cancellazioni, una del 2012 su un omonimo e una del 2018 di testo “Ciao sono [nome e cognome omessi, ma che non c’entrano nulla con De Donno]”. Detto in altri termini, a nessuno era mai venuto in mente di scrivere di De Donno prima della sua morte: anzi c’erano voluti ancora tre giorni prima che qualcuno pensasse “parliamo di lui su Wikipedia”. Questo nonostante qualcuno avesse commentato il 1. agosto “Perché cancellate l’esistenza di un Medico come il dr De Donno? Fino a qualche giorno fa c’era la sua biografia, bibliografia, scoperte, storia !”. Dilatazione dei tempi, evidentemente.

Ma ancora più interessante è il fatto che i testi cancellati erano di due tipi: o informazioni assolutamente inutili come – cito verbatim il testo completo – “Inventore della cura anticovid al plasma. Trovato morto nella sua abitazione.” oppure testi copincollati dall’Ansa o da Repubblica. Insomma, incapacità totale di distinguere Wikipedia da Facebook: l’enciclopedia è vista come un altro tipo di social network. Quando poi ieri mattina un utente registrato ha scritto la voce in modo corretto, evitando di violare il copyright e cercando informazioni da varie fonti – come i risultati dei trial clinici che purtroppo mostrano come il plasma iperimmune non dia risultati pratici nel curare il covid – si va da commenti come «Chiaramente la pagina sul medico è riapparsa modificata, sminuendone il profilo» a «la pagina del dott. De Donno su Wikipedia è “improvvisamente” riapparsa come per magia!, da «WIKIPEDIA SFREGIA DE DONNO PRIMA DEL FUNERALE» (il maiuscolo è loro) a «De Donno ucciso una seconda volta e questo è accaduto nel mondo virtuale». (Questi sono i primi articoli che ho trovato con una ricerca “De Donno”+”Wikipedia”, non prendetelo come un controllo puntuale)

Credo nella buona fede di molti di coloro che si stanno lamentando con Wikipedia, anche se non metterei comunque la mano sul fuoco per almeno due degli autori degli articoli citati sopra. Ma questa non è affatto una bella notizia. Prendendo a prestito il loro lessico, i Poteri Forti impediscono alla gente di usare il cervello e comprendere i testi che leggono quando sono appena più complicati di una serie di slogan. Nessuno mi toglie però dalla testa che tutta o quasi questa gente sia eterodiretta: leggere il tweet di Diego Fusaro citato sopra mi fa per esempio venire qualche dubbio al riguardo, mentre testi come quello qui sotto mi aiutano solo a ricordare che ripetere a pappagallo le solite quattro cose è uno sport comune.

PS: Ho letto lo studio dei ricercatori della Johns Hopkins University che afferma che se gli USA non avessero smesso di usare il plasma ci sarebbero potuti essere 29000 morti in meno negli USA. Mettiamola in questo modo: con i dati mostrati nell’articolo, l’unica possibilità pratica per ottenere quel risultato è che le sacche di plasma irradino qualcosa che cura anche chi non riceve quel plasma ma passava da quelle parti. Se non ci credete, guardate i numeri della Figura 1, poi fate un po’ di conti su quanti pazienti possono essere stati curati e quale era stata la differenza nel numero di morti in quel periodo.

L’altra Italia reale

In questi giorni sono da mia mamma, che vive in un paesino delle montagne torinesi. Ci vado dalla metà degli anni ’70, e quindi nonostante la notoria scontrosità dei piemontesi mi conoscono tutti; così mi sono fermato un po’ a chiacchierare con un po’ di gente e si è parlato anche del Covid.

Bene: qui sono tutti vaccinati, e quelli con cui ho parlato non hanno nulla in contrario al Green Pass – non che in genere serva loro… – e sono solamente preoccupati per la risalita del numero di contagi. Insomma, una situazione ben diversa da quella che vedo regolarmente sui social network. Ecco, forse bisognerebbe cominciare a fare un po’ la tara su certe affermazioni.

gli amiconi di Confindustria

Chi mi legge lo sa. Sono convinto che il personale sanitario a contatto con i pazienti dovrebbe avere l’obbligo di vaccinarsi, essendo a contatto con persone deboli e facendo una professione che richiede questo contatto. Ma da qui a dire, come fa Confindustria, che anche nel privato chi non vuole vaccinarsi possa venire demansionato o direttamente lasciato a casa – senza stipendio, claro – è troppo. A me viene da pensare che in questo modo i datori di lavoro possano risparmiare sulle misure di contenimento, ovviamente sulle spalle dei lavoratori…

Armiamoci e vaccinatevi

Sbaglio, o né Giorgia Meloni né Matteo Salvini sono vaccinati contro il Covid? Ho fatto una rapida guglata e ho solo trovato che il leader della Lega aveva (per sbaglio, immagino) prenotato la vaccinazione per un giorno in cui era a processo, mentre il capo di Fratelli d’Italia aveva detto più di un mese fa di essersi prenotata per il vaccino, ma poi non si è più saputo nulla. Non che io abbia apprezzato le pose da macho di Bonaccini a torso nudo, ma mi sarei aspettato che chi posta compulsivamente immagini di sé nei social avesse immortalato e paparazzato anche l’attimo della puntura.

Quello che è peggio è che non ho nemmeno trovato affermazioni nette “io non mi vaccinerò”, che almeno sarebbero state un gesto di coerenza. Ma forse il mio errore è appunto aspettarmi coerenza da certa gente.