La sberla lombarda

Sempre parlando di sondaggisti, vogliamo chiederci com’è possibile che i 6-8 punti di vantaggio di Fontana rispetto a Gori nelle elezioni lombarde siano alla fine diventati venti?
Una cosa che probabilmente spiega anche gli errori nelle proiezioni nazionali è che Gori di per sé era in vantaggio nella sua Bergamo (il che significa che in fin dei conti non deve stare lavorando male) e a Milano; se gli intervistati arrivano dai capoluoghi, insomma, i valori sono sballati. Anche +Europa deve essere stata sopravvalutata per questa ragione.
Ma c’è un altro punto che non mi pare sia stato considerato. Se togliamo appunto Milano e Bergamo, che fanno un 20% buono della popolazione lombarda, quello di Fontana è stato un plebiscito vero e proprio. Considerato che almeno dal mio fortino pareva un candidato piuttosto debole se non nelle provincie lacustri – Maroni aveva tutt’altro appeal – o io mi sbagliavo a considerarlo oppure la provincia è ormai completamente leghista, cosa che nemmeno trent’anni fa.

insomma, questi sondaggisti?

Io ho sempre più il sospetto che i sondaggisti si copino l’un l’altro, aggiustando giusto un po’ i risultati per fare più felice il committente.
Diciamo che il quasi democristiano 32,7% del M5S poteva essere ancora intuito dai dati mostrati in queste settimane, così come la dêbacle del PD, anche se magari al 20% e non al 18,7%; lo stesso il risultato di LeU che supera a fatica la soglia del 3% e +Europa sotto tale soglia (ma questo era voluto, i patti erano di portare voti alla coalizione e non prenderseli). Ma tutti i sondaggi, ufficiali e clandestini fino a che sono stati permessi, davano Forza Italia davanti alla Lega di pochi o tanti punti, mentre invece è successo il contrario. Ecco, questo travaso tra due partiti coalizzati non era proprio aspettato; a questo punto dovrebbe essere chiaro che la legge solo italiana che vieta di divulgare i sondaggi (perché tanto si possono fare) nei quindici giorni precedenti al voto è inutile, perché tanto i numeri che escono sono farlocchi e questo lo sanno ormai tutti. Fateci almeno divertire un po’.

Che succederà ora? Boh. Ovviamente Salvini vorrebbe fare un governo con il centrodestra, per l’ottima ragione che il PresConsMin sarebbe lui; peccato che i numeri non ci siano. Di Maio vorrebbe fare il governo lui, anzi l’ha già fatto: perccato che i numeri non ci siano. Logica politica vorrebbe un’alleanza giallo-verde, visto che i due partiti sono sin troppo vicini nei temi caldi della campagna elettorale come l’antieuropeismo e la cacciata dei migranti; fa specie vedere che più di metà degli italiani che si sono degnati di votare hanno fatto queste scelte. Ma figuriamoci se Salvini farà il numero due. La coalizione di centrodestra potrebbe attirare un po’ di pentastellati, a partire da quelli che hanno spergiurato che si dimetteranno: è possibile (che vengano attirati, non che si dimettano) ma non lo credo affatto. Resta il PD, che sarà chiamato ad essere responsabile. Il mio personale giudizio è che se questo capitasse allora più che responsabile esso sarà un utile idiota; e in questo caso i suoi voti si dimezzeranno ancora alle prossime elezioni. La cosa migliore che possa fare è opposizione seria, unita a un ritorno tra la gente e fuori da Facebook dove tanto risulta sempre perdente. Scommettiamo che non lo farà?

Statistiche del sito per febbraio 2018

Lo so, a voi interessa sapere che ne penso dei risultati delle elezioni (o meglio, non vi interessa nulla di nulla), ma quello lo farò con calma. Intanto cuccatevi questi dati.

Febbraio ha quasi il 10% dei giorni in meno rispetto a gennaio; è vero che la prima settimana di gennaio è un po’ fiacca, ma un calo di qualche punto percentuale nei visitatori unici e nelle pagine ci sta. Però il calo è molto maggiore del previsto: i visitatori diversi sono stati 24.102, le visite 44.902 e le pagine 83.470. Stranamente il numero di accessi è invece aumentato (269.642 contro 260.490): probabilmente ho scritto qualche post per cui i miei 21 lettori volevano vedere se qualcuno commentava.

Nella top 5 di questo mese ovviamente ci troviamo la quaresima: ma i ritardi postali e le spiagge libere facebookare resistono.

  1. Centro Operativo Postale: 1079 visite
  2. Difendere le spiagge libere: 861 visite
  3. Navigatore elettorale: 557 visite
  4. Quanti giorni ha la Quaresima?: 527 visite
  5. Fortunato chi parla arabo: 457 visite

Le due pagine “long hit” hanno avuto rispettivamente 1241 (accordi) e 534 (radici quadrate) hit.

Quizzino della domenica: Paintball

Gino e Pino decidono di fare una partita a paintball e si accordano di sparare alternativamente finché uno di loro non viene colpito. Gino, che riesce a colpire Pino il 40% delle volte, sarà il primo a sparare. Se entrambi i giocatori hanno la stessa probabilità di vincere il duello, qual è la probabilità che Pino riesca a colpire Gino?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p303.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math; immagine di dashell, da OpenClipArt.)

_Once There Was a Way_ (ebook)

Cosa sarebbe successo se i Beatles non si fossero sciolti nel 1970? In questo libro (Bryce Zabel, Once There Was a Way : What If The Beatles Stayed Together?, Diversions 2017, pag. 300, € 4,23 (circa), ASIN B076DJ64HN, link Amazon) Bryce Zabel scrive un’ucronia, sotto forma di biografia del quartetto dal 1968 al 1975. Un po’ come in Sliding Doors, la storia comincia con una minima differenza. Quando John e Paul furono ospiti del Johnny Carson Show, non furono lasciati al “supplente” Joe Garagiola; all’ultimo momento Carson cancellò un suo show per partecipare. Da lì parte una narrazione alternativa, con il quartetto sempre sul punto di sciogliersi ma che anziché fare album solisti pubblica album formalmente di gruppo. Se non amate i Beatles, il libro non fa per nulla per voi. Che senso avrebbe una biografia fasulla? Ma un esperto beatlesiano si diverte a vedere il mix tra realtà e fantasia che riprende anche cose effettivamente avvenute, ma in tutt’altro contesto. Pensate ai Beatles che partecipano a Woodstock oppure recitano in Lord of the Rings sotto la regia di Stanley Kubrick… (sì, ci furono contatti per entrambi i progetti, come Zabel spiega nell’appendice) Diciamo che per me Zabel ha saltato lo squalo quando racconta del rapimento di John (fon qui nulla di male) che alla fine viene salvato anche con l’aiuto di… un diciannovenne Steve Jobs. Carina l’intervista finale per il tour 2015, con John (dopo il rapimento la security nei confronti dei Beatles fu accresciuta, e perciò Chapman fu fermato), Paul, Ringo, e… No, non vi posso dire chi ha preso il posto di George che anche in questa ucronia è morto nel 2001 (la scelta di Zabel è stata di non modificare le morti per malattia, che sono indipendenti da cosa hanno fatto i Beatles).

va bene le biciclette, però…

Ieri mattina quando sono uscito non nevicava più e quindi ho preso il BikeMi per andare in ufficio. I pezzi di pista ciclabile erano ancora innevati – il sale l’hanno poi sparso in giornata, a sera erano puliti – ma si poteva pedalare senza troppi problemi, se non il tipico pedone che ha in ubbia il marciapiede.

Stamattina nevicava e soprattutto le strade erano più sporche: non avevo voglia di beccarmi i getti di fango dalle auto dove le piste non ci sono e quindi ho preso la metro. Ho però fatto un po’ fatica, perché davanti alla porta in cima al primo vagone c’era uno con una bici di quelle pieghevoli (ma non piegata) messa esattamente nella direzione parallela alle porte.

Io mi domando e dico: ma come fa a non venirti in mente di mettere la bici parallela alla parete della cabina di guida e non dare fastidio a nessuno?

Cattiveria

La mia impressione è che questa campagna elettorale abbia raggiunto un livello altissimo di cattiveria non tanto su quello che dicono i leader leaderini leaderetti dei partiti vari – sì, c’è anche quello, ma ormai lo cancello in automatico – quanto tra la mia bolla di amici Facebook. Per esempio, è la prima volta che vedo astensionisti militanti: e soprattutto vedo continue campagne d’odio continuativo. Certo, sono venticinque anni che vedo messaggi d’odio contro Berlusconi, contro Prodi, contro D’Alema (la mia bolla non è proprio monocorde); ma mi pare che l’odio si sia spostato dalle singole persone, per non parlare dei fatti, e sia ormai totale e globale. Per esempio, non ci sono quasi più risposte nel merito, ma solo repliche bambinesche su come “gli altri” facciano questo e altro.

Anche questo è un brutto segno dei tempi, come brutto segno (per me, non per voi) è il fatto che io sia ormai un elettore disilluso.

Trenitalia e piano neve

Guardate, io mi faccio tranquillamente una ragione del fatto che a Roma e Napoli non ci fossero abbastanza scaldiglie e quindi a inizio settimana si è bloccato tutto per il freddo. In fin dei conti non è che capiti tutti gli anni un’ondata di freddo del genere.
Quello che non capisco è perché, con una previsione di neve nemmeno esagerata nelle regioni del nord, Trenitalia decida preventivamente di tagliare treni (per esempio si può leggere qui cosa è stato fatto in Liguria). Ci sono assurdità tipo eliminare i treni Voltri-Nervi che non devono nemmeno salire per le montagne. Non credo poi proprio che ci sia un calo dell’utenza corrispondente, anzi si rischia che alcuni per sicurezza lascino a casa la macchina o lo scooter – non considero la bicicletta :-) – e decidano di andare in treno. Dove li mettono?