Il Carnevale della matematica dal vivo!

Per prima cosa: siete andati a leggere il Carnevale della Matematica di aprile anche se mi sono dimenticato di segnalarlo? Se sì, bravi; se no, avete ancora tempo.

Ma la vera notizia è che tra un mese, il 18 e 19 maggio, Napoli vedrà un’edizione live del Carnevale, grazie al lavorone di Roberto Natalini e al supporto di tantissimi istituti matematici e scientifici. Sarò là a raccontare di paradossi e a chiacchierare di matematica…

Non mi volete bene

A fine aprile arrivano i report di vendite dei libri. I miei ventun lettori sanno che a meno di casi eccezionali (quorum non ego) con i libri non si guadagna nulla, e sanno anche che io non ho problemi a rendere pubblico il numero di copie vendute.
Ho avuto con qualche settimana di anticipo il rendiconto di Codice, e ho scoperto che ho venduto meno 129 copie cartacee di Matematica in pausa pranzo (e 193 positive elettroniche, ma con quelle si guadagna molto meno). Per Matematica in pausa caffè i numeri sono 66 e 338 rispettivamente, per la cronaca.
Non è impossibile vendere un numero negativo di copie: mi era capitato nel 2015 con Matematica in relax. Quello che succede è che le librerie piazzano ordini in conto vendita, e se dopo un po’ il libro non vende te lo rimandano indietro. È anche per questo che il distributore si fa pagare così tanto, tra l’altro. Quello che però non capisco è tutta questa differenza con l’altro libro, perfino adesso: non sto insomma confrontando lo stesso periodo di tempo dalla loro uscita, ma proprio quello che succede nel qui-ed-ora. Se qualcuno di voi li ha letti entrambi, saprebbe dirmi che ne pensa?

Che fortunati, certi giornalisti!

Leggo sul loro colophon che «The Post Internazionale (TPI) è un giornale online specializzato nell’attualità internazionale.» A quanto pare però TPI non disdegna di fare incursioni sull’attualità rotocalchiana italiana, come questo articolo pubblicato stamattina un po’ prima di mezzogiorno in cui si dà conto della lite tra Mehdi Benatia (calciatore) e Maurizio Crozza (comico) sulla faccenda del rigore contro la Juventus alla fine della partita con il Real Madrid. Nell’articolo, l’ignoto estensore ha voluto farci sapere – con tanto di screenshot alla ricerca con Google – che qualche cattivone aveva scritto su Wikipedia che Crozza era morto (a Vinovo, dove si allena la Juventus).

Il giornalista in questione deve avere avuto una fortuna sfacciata. Pensate: è riuscito a vedere la pagina modificata con la data di morte nel singolo minuto (tra le 11:10 e le 11:11) in cui quella modifica è rimasta in linea, come si può vedere dalla pagina della cronologia. (In effetti la morte è anche stata aggiunta ieri sera, e cancellata dopo ben quattro minuti: ma in quel caso tra le professioni di Crozza era anche stato aggiunto “antijuventino”, quindi lo screenshot non si riferisce a quel momento). Non so, mi sembra come quelle foto “impossibili” scattate proprio nell’istante preciso in cui è successo qualcosa, il tutto ovviamente senza che l’autore potesse saperlo. Non è la prima volta che mi capita di vedere qualcosa del genere: è proprio vero che certi giornalisti sono sempre sul pezzo.

(p.s.: non è che a «La pagina Wikipedia si riferiva a Crozza al passato, come se fosse realmente deceduto.» La voce continua a riferirsi al passato anche adesso, per l’ottima ragione che leggendo due righe in più si capisce che in precedenza era uno dei volti principali de La 7, ma dall’anno scorso è passato a NOVE.)

Respirianesimo

Non so se sia peggio che mercoledì scorso l’edizione torinese online del Corsera abbia pubblicato questo articolo oppure che l’abbia silenziosamente cancellato il mattino dopo.

Quizzino della domenica: vecchi libri

In una libreria un po’ demodé metà dei libri sono di matematica, l’80% dei libri ha più di vent’anni e il 40% dei libri più vecchi di vent’anni sono di storia. Qual è la percentuale massima di libri di matematica più vecchi di vent’anni sul totale dei libri?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p308.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di David Marain; immagine di Mahua Sarkar, da OpenClipArt)

_Guarda caso_ (libro)

Partiamo da una constatazione di fatto: se vogliamo avvicinarci in un qualche modo alla fisica quantistica bisogna rassegnarsi ad accettarne la matematica. Il significato nel mondo reale lo si può cercare dopo, con calma. Giorgio Chinnici in questo libro (Giorgio Chinnici, Guarda caso – i meccanismi segreti del mondo quantistico, Hoepli 2017, pag. 160, € 12,90, ISBN 9788820379841, link Amazon) sceglie una via mediana. Il primo capitolo (“Casualità”) e l’ultimo (“Misura”) sono un po’ più filosofici; personalmente ho trovato il primo un po’ pesante, tanto che mi stavo preoccupando per il seguito che invece è molto più tranquillo, il che non vuole certo dire “facile”; anche se l’autore ha saltato i passaggi matematici più complicati, indicando subito il risultato finale, rimangono parti che non sono certo comprensibili a una prima lettura. Quasi per contrappasso, l’ultimo capitolo era cominciato bene, ma sono rimasto perplesso dalla brusca chiusura quando parla – sottolineandone i problemi – dell’interpretazione dei molti mondi. Nel complesso, un buona panoramica dei temi della fisica quantistica, scritta in modo personale e non pedante; forse è meglio prendere l’edizione cartacea e non l’epub come ho fatto io.

Copyright

Mi pare ovvio che i Carabinieri siano subito stati chiamati a rimuovere il quadro che raffigurava il quadro di Caravaggio “I Bari” con le facce di Salvini, Berlusconi e Di Maio al posto di quelle originali. Era chiaramente una violazione di copyright.

Bidone dell’immondizia

I miei ventun lettori sanno che non seguo il calcio. Quindi sia per Roma-Barcellona di martedì che per Real Madrid-Juventus di ieri ho saputo cosa è successo dopo la fine delle partite.
Mentre ieri ero fondamentalmente soddisfatto di avere letto commenti sostanzialmente positivi – non parlo ovviamente di quelli dei tifosi della Maggica, oggi ho capito che non ce la potremo mai fare. Non entro ovviamente nel merito “il rigore c’era / non c’era”: anche se avessi guardato l’azione non avrei le competenze per parlarne con un minimo di cognizione di causa. Però continuo a non capacitarmi di questo livore aprioristico, che poi genera ovviamente livore uguale e contrario tra i tifosi juventini.

Detto questo, spero che la dirigenza juventina prenda provvedimenti contro Gianluigi Buffon. Certe frasi sono comprensibili nell’eccitazione del momento, ma comunque non sono scusabili, e contribuiscono solo a esacerbare gli animi. (Ah: divertente il titolo dell’articolo sul sito BBC, “Gianluigi Buffon unhappy with referee Michael Oliver”. Il classco understatement albionico)