bollettino medico oculistico

Ho fatto la visita di controllo al Policlinico. Secondo gli oculisti va tutto molto bene, nel senso che sono arrivato a vedere 9-10 decimi in un mese e mezzo. Inutile dire che “vedere” significa trovarmi una macchia di colore non omogenea da cui evinco una possibile lettera valutando la differenza tra chiari e scuri.
La vista bitorzoluta permane, però; il problema è che mi è stato fortemente consigliato di usare le lenti a contatto (perché in questo momento la differenza di visus tra i due occhi è troppo forte) ma io ho paura a mettermi qualcosa nell’occhio. Devo comunque cambiare occhiali, perché con questi ovviamente non ci vedo.

_Scienza del magico_ (libro)

Ero dubbioso quando ho cominciato a leggere questo libro (Matt Kaplan, Scienza del magico [Science of the Magical], Codice 2016 [2015], pag. 232, € 17,90, ISBN 9788875785888, trad. Jasmina Trifoni, link Amazon): in fin dei conti scienza e magia non vanno certo d’accordo. Mi sono però dovuto ricredere. Kaplan, nel classico stile anglosassone, prende le antiche leggende e cerca di scoprire su che cosa potrebbero essersi fondate, prima del loro ingigantirsi sull’impossibile. Il tutto è fatto seguendo gli articoli scientifici, e non avendo timore di rifiutare i risultati se fossero stati in seguito confutati. Esemplare il caso della teoria sulla possibilità che il carbonato di calcio, o il metallo delle coppe, potesse impedire l’avvelenamento da arsenico: dopo una serie di esperimenti condotti dallo stesso Kaplan insieme a suoi amici ricercatori, la risposta è stata un secco “no”. Il risultato è una serie di informazioni che non ci cambieranno certo la vita, ma ci fanno comunque scoprire tante cose nuove. Non so dare un giudizio sulla traduzione di Jasmina Trifoni: non c’è nulla che balzi agli occhi, ma ogni tanto mi rimaneva una sensazione strana.

12 settembre 2018 – parlo a Torino

Il 12 settembre sarà il decimo anniversario del suicidio di David Foster Wallace. Il Circolo dei lettori a Torino ha preparato un tributo: nella prima parte, la “mappa esperenziale per tutti gli appassionati”, mi vedrà tra i relatori a parlare di DFW e la matematica in un qualche imprecisato momento tra le 18 e le 21 (non ho ancora il programma completo). Sapevàtelo!

Statistiche del sito per agosto 2018

I numeri ormai sono quelli che sono, ma è buffo notare come agosto sia andato meglio di giugno e luglio. Si vede che ormai non si fanno più le parole crociate in spiaggia, ma si spippola con il furbofono. Nel dettaglio, i visitatori unici sono 19.818 con 43.135 visite; le pagine 92.646 e gli accessi 256.935. Ecco la top 5:

  1. Avete mai provato 0.xmau.com?: 1240 visite
  2. Concessioni autostradali: 1215 visite
  3. Eupnoico: 869 visite
  4. Coda di paglia a cinque stelle: 860 visite
  5. La Diciotti e la memoria da criceti: 674 visite

Interessante notare come ci siano stati altri quattro post oltre le 500 visite: due quizzini della domenica, 3-4-5 con 650 visite e Dentro il quadrato con 625, e due classici come Centro Operativo Postale e Codice bianco all’Ikea.

_Langue(dot)doc 1305_ (ebook)

[Disclaimer: Ho ricevuto iI libro via il programma Early Reviewer di LibraryThing] Gillian Polack è una medievalista. Come si può parlare di medioevo in un libro? Per esempio si potrebbe fare un romanzo storico. Polack ha invece scelto di mandare un gruppo di ricercatori del prossimo futuro nella Linguadoca del 1305, nel primo esperimento di viaggio a ritroso nel tempo. In teoria i ricercatori dovrebbero tenersi alla larga dalla popolazione locale, per evitare di creare paradossi temporali: inutile dire che la pratica sarà piuttosto diversa e si direbbe che è proprio la loro esistenza che fa precipitare gli eventi e li fa diventare quelli che noi tutti conosciamo dai libri di storia. Il libro (Gillian Polack, Langue(dot)doc 1305, BookViewCafe 2018, pag. 224, € 24,26, ISBN 9781611387469, link Amazon) non è classificabile come fantascienza, ma appunto sul medioevo. Il passo è piuttosto lento, non aspettatevi chissà quali colpi di scena: nulla di male, in fin dei conti. La narrazione del Medioevo è interessante, come ci si poteva aspettare; quello che mi fa abbassare il giudizio è il modo in cui i personaggi sono pitturati. Non c’è un vero protagonista: la storica Artemisia è quella che si avvicina di più ma anche il suo personaggio dà spesso l’aria di essere solo tratteggiato senza portare i suoi tratti alla logica conclusione. Inoltre ogni tanto Polack passa a raccontare i pensieri di altri personaggi, sempre però en passant. Secondo me si poteva fare di meglio.

I misteri dell’acqua minerale

A casa nostra si consumano quantità industriali di acqua gasata, soprattutto in estate. Non siamo molto schizzinosi sulla marca: ciò che importa è che ci siano tante bollicine e che la sorgente sia del nordovest, più che altro perché sono acque minimamente mineralizzate a differenza per esempio di quelle del centro Italia. Capita quindi spesso che prendiamo le bottiglie col marchio della catena di supermercati dove facciamo la spesa.

Mi è così capitato di trovarmi bottiglie da un litro e mezzo della Coop e bottigliette da mezzo litro del Carrefour. Entrambe le bottiglie sono confezionate dalla stessa azienda di Luserna San Giovanni, nello stesso stabilimento. Presumo che quindi provengano dalla stessa sorgente, il che non ha nulla di male. Però, come spero si riesca a leggere, le proprietà fisico-chimiche delle acque sono leggermente diverse. Di nuovo, nulla di strano: le analisi sono state fatte a due anni di distanza (2013 e 2015) e le variazioni possono tranquillamente essere fluttuazioni statistiche. A quanto ne so, la legge italiana prevede inopinatamente che le per le analisi complete basti un controllo ogni cinque anni, quindi tutto ok da questo punto di vista. Ma la mia domanda resta: perché non è l’imbottigliatore a richiedere le analisi, e quindi mettere lui stesso i dati? O volete farmi credere che ci siano due bocchettoni diversi dove arriva l’acqua di due sorgenti diverse?

_Primo Levi di fronte e di profilo_ (ebook)

Questo (Marco Belpoliti, Primo Levi di fronte e di profilo, Guanda 2015, pag. 729, € 9,99, ISBN 9788823513716, link Amazon) è il lavoro definitivo sull’opera di Primo Levi. Belpoliti ha raccolto tutto il materiale che aveva scritto negli anni – e infatti si trovano tante ripetizioni, come l’autore stesso ha segnalato nella prefazione – aggiungendone ancora molto altro per ottenere un trattato filologico sulla costruzione dei libri di Levi. Tra le righe si può ricavarne anche una biografia, ma non è questo il punto principale del libro. Belpoliti ha probabilmente ragione: non è un’opera da leggersi dalla prima all’ultima pagina come ho fatto io, ma da prendere a pezzi e soprattutto da tenere come testo di riferimento. Dal testo emerge un Levi più sfaccettato di quanto possa apparire dai suoi libri: il giudizio che dà di sé stesso (“un ibrido, un centauro”) è davvero corretto.