coda di paglia a cinque stelle

Se oggi provate a cercare sul sito M5S questo post di cinque anni fa non lo trovate più. Dopo il crollo del ponte Morandi i gestori del sito si sono affrettati a eliminarlo, scordandosi che la memoria di Internet è spesso molto migliore della nostra, e soprattutto che per quanto tu possa essere veloce c’è qualcuno più veloce di te (il post è stato salvato oggi prima dei casuali problemi tecnici del sito stesso)

Ma quello che è peggio è che non c’era bisogno di cercare di riscrivere la storia. Lì si parlava del movimento no-Gronda (il passante che dovrebbe eliminare la necessità di attraversare Genova) e il riferimento al ponte era marginale, citando l’oste… pardon, Autostrade per l’Italia, che assicurava la solidità dell’infrastruttura. Né si può dare colpa al governo pentaleghista di non avere fatto nulla al riguardo.

Ecco. Vi rendete conto che siamo governati da gente che ha paura della propria ombra? (no, non è vero: siamo governati da Salvini)

8 comments

  1. Uh, ma non bisogna dire che di questioni tecniche devono parlare solo gli esperti (es. collegio ingegneri)? O che la progettazione non va fatta tramite sondaggi internet presso la popolazione interessata, come evidentemente era avvenuto all’epoca?

    Mi sa che il set standard di lagnanze antisovraniste è troppo limitato.

    • Comunque ora che so che la colpa è dei camionisti polacchi con i loro tir troppo pesanti mi sento più tranquillo.

      • Meglio per te. Io che passo in Italia solo ogni tanto non sono abituato a un certo livello di visibile decadimento delle infrastrutture e di palese mancanza di manutenzione e ho paura.

        Se poi anche la propaganda dell’opposizione guarda i blog e non gli atti ufficiali delle commissioni parlamentari per prendere le sue decisioni su come alzare il polverone post-crollo…

        • La Grande Germania sta covando un problema nelle sue infrastrutture di portata paragonabile a quello italico. Certo, le reazioni al problema saranno diverse, ma i guai verranno anche lì, bisogna solo aspettare.

          • Il crollo delle infrastrutture (ex-)pubbliche è normale quando inzia ad infuriare la fede neoliberista, in modo meno drammatico lo è ad esempio lo scoppio delle tubature dell’acqua centenarie e l’impossibilità si evitarlo stabilità esplicitamente dalla legge [luogo] sul pagamento dei servizi (ex-)pubblici.

            Però c’è una differenza. Altrove le infrastrutture hanno un senso e, pur con i limiti sopracitati, sono gestite (ma ne vedo anche di ben manutenute). In Italia il senso di tutto quanto legato alla produzione industriale o a un certo livello di consumi interni è finito da tempo, e quindi le cose decadono senza che ci sia neanche la memoria di come dovrebbero essere o di chi è responsabile della gestione e colpevole degli omicidi relativi (a parte i “sovranisti-populisti” che sono sempre colpevoli a norma di propaganda).

            Inoltre una nazione con 10 milioni di poveri avrà anche, chessò, una buona manutenzione dei balconi condominiali? Forse sì, in genere i poveri sono a terra, ma non è detto e io non voglio scoprirlo di testa mia!