Il Messaggero di Sant’Antonio

Magari la scorsa settimana avete letto della situazione al Messaggero di Sant’Antonio, con i suoi otto giornalisti licenziati in tronco che hanno occupato la sede del giornale. Devo dire che mi ha stupito che ci fossero dei giornalisti veri e propri, cosa che poi ho scoperto non essere nemmeno così recente.
È abbastanza ovvio che nella crisi generale dell’editoria un giornale venduto solo per abbonamento e che ha un target di persone sempre più vecchio perde copie. È un po’ meno ovvio che il mezzo milione di copie indicato dal Post è un dato di una decina d’anni fa; le 260.000 indicate da Famiglia Cristiana sono probabilmente più vicine al vero. Quello che però non mi torna è cosa pensino di fare i frati; otto giornalisti hanno un costo molto inferiore ai due milioni e 700 mila euro di perdita dell’anno scorso, e quindi anche far scrivere gli articoli ai frati non cambierebbe molto le cose. Ma soprattutto: da dove arrivano tutte queste perdite, vista la tiratura non certo bassa?

scarsa (mia) memoria storica

Oggi ero in giro con Anna, e verso ora di pranzo siamo passati da piazza Fontana che era praticamente bloccata da camionette di polizia e carabinieri. Ci ho messo qualche istante prima di ricordarmi che è il 12 dicembre.

TumblThree

Siete preoccupati perché dalla prossima settimana tumblr toglierà tutta la roba sozza? Avete provato come me a scaricare il vostro tumblr e ci avete messo quasi una settimana perché finalmente lo zippone fosse pronto? (tra l’altro avevo meno di 2200 entry, e la maggior parte erano testi e citazioni: poca roba insomma)

Beh, potete provare a usare TumblThree. Devo dire che l’interfaccia utente non è esattamente intuitiva, e che non ha scaricato proprio tutto il mio tumblr (ma è anche vero che magari c’era roba così vecchia che non esiste più in rete). Però ha il grande vantaggio che può essere usato per un qualunque tumblr, quindi le immagini che vi piacevano tanto potrebbero restare per sempre nel vostro hard disk. Però sbrigatevi!

Poi dite che uno sceglie Amazon

L’altra settimana abbiamo deciso che la nostra vecchia macchina per il caffè ormai aveva tirato gli ultimi, e così ne abbiamo cercato una nuova. Guardando in giro ne ho trovata una sulle offerte online di Unieuro con un bello sconto (Anna ha detto “per forza, è bruttissima!”, ma quella è un’altra storia). Il sito la dava anche “disponibile”. Così domenica sera ho fatto l’ordine, indicando di volerla ritirare in negozio. Ricapitoliamo: prodotto in offerta e disponibile, quindi si suppone che a magazzino ci fossero: consegna in negozio, quindi sfruttando la logistica già pronta. Risultato: lunedì pomeriggio ci dicono che la mail è stata ricevuta correttamente, martedì pomeriggio che l’ordine è stato preso in carico, venerdì pomeriggio (era sant’Ambrogio, ma a quanto pare la cosa era irrilevante) che era arrivato in negozio. A parte questa storia che tutte le mail sono spedite dopo le 17:30 (prima si faranno altri lavori…) forse c’è qualcosa che non funziona nella logistica interna. Vogliamo parlarne?

Ceresani, il riscaldamento globale e Satana

Occhei, fermiamoci un momento e prendiamo le parole di Cristiano Ceresani da un punto di vista specificatamente cattolico (altrimenti non c’è nemmeno da parlarne, mi pare ovvio)

Capisco che Ceresani abbia un libro da promuovere. Però c’è qualcosa di sbagliato nel suo ragionamento proprio da un punto di vista teologico. Certo, l’Apocalisse indica – in senso metaforico – che alla fine del tempo Satana arriverà per distruggere questo mondo; se Ceresani si fosse limitato a dire questo, e implicare che il riscaldamento globale è uno dei modi con cui Satana sta compiendo la sua opera, il discorso diventava puramente teologico – “ci credo / non ci credo”. Lui ha invece voluto mischiare il concetto “la colpa del riscaldamento globale è dell’uomo” con “l’uomo pecca perché il diavolo lo tenta” in modo da unire capra e cavoli e dire “è colpa di Satana”. Peccato che Giovanni l’Evangelista non parli proprio di uomini guidati da Satana: e dire che gli sarebbe stato facile. Come la mettiamo allora? Semplice: Ceresani è teologo più o meno quanto me.

Quizzino della domenica: successione

È di nuovo tempo di una successione, in stile assolutamente italico!
Quelli mostrati qui sotto sono i più piccoli numeri interi positivi che godono di una certa proprietà. Sapete scoprire tale proprietà e quindi indicare qual è il numero successivo, qui indicato da “??”? Vi assicuro che è molto semplice e si può spiegare in una riga di testo.

[6-8-10-12-20-??]

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p352.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio.)


_Furor Mathematicus_ (libro)

Io non conoscevo le opere di Sinisgalli se non per sentito dire. Ho così pensato di cercare questo suo libro (Leonardo Sinisgalli, Furor Mathematicus, Ponte alle Grazie 1995² [1950], pag. 381, ISBN 9788879283250), scoprendo che è fuori catalogo da una vita (e non esiste naturalmente in formato digitale): per fortuna il prestito interbibliotecario ha supplito a questa mancanza. Che dire? Innanzitutto bisogna tenere presente che il libro è in realtà la raccolta di più brevi opere, tutte scritte nella prima metà degli anni ’40 del secolo scorso e su vari temi. Furor mathematicus che dà il nome alla raccolta parla di matematica, ma abbiamo anche una raccolta di pagine sull’architettura (non mi ha detto molto, a parte l’Appendice), un dialogo tra un Re e un Indovino, e una raccolta di aforismi vari, Horror vacui, piuttosto interessante. Ammetto di avere avuto qualche difficoltà nella lettura, sia perché spesso Sinisgalli parla di avvenimenti a lui contemporanei che non hanno retto al tempo trascorso. Per una strana serie di casi so chi era Fantappiè e cosa aveva fatto, ma il pittore Scipione non mi dice nulla… La prefazione di Oretta Bongarzoni non l’ho proprio capita, a dire il vero.

Ingorghi e biciclette

Ieri ho continuato a monitorare l’incrocio di piazza Principessa Clotilde, che in teoria sarebbe bloccato “a causa della pista ciclabile di piazza della Repubblica”. Alle 8:40 era tutto tranquillo, nonostante ci fossero anche i vigili assieme al semaforo (e siano passate non so quante auto con lampeggiante mentre aspettavo il mio turno). Invece alle 17:30 era tutto bloccato. Il guaio è che l’ingorgo non era solo in direzione piazza della Repubblica, ma anche verso piazza XXV aprile, dove a quanto ne so non ci sono piste ciclabili in costruzione. Chi potranno insomma incolpare i giornalisti?