Corse ATM tagliate: qualcosa non torna

ATM ha deciso per risparmiare di tagliare le corse in superficie (di un 3%, dicono, ma mi sa che in pratica sarà ben di più). Il risultato praticosarà un maggiore traffico, mi sa, perché toglierà la voglia di abbonarsi: le corse tagliate saranno infatti quelle al mattino e a pranzo.

Quello che però vorrei far notare è una frase nascosta nell’articolo che ho citato: «La preoccupazione dei sindacati, in prospettiva, deriva dal fatto che proprio gli straordinari per molti conducenti rappresentano una voce di entrata dello stipendio ormai consolidata.» Mi ero perso che dopo quattro anni nel maggio scorso era stato siglato il contratto di lavoro per gli autoferrotranvieri. Se in passato si potevano accettare straordinari “usuali” proprio perché il contratto non c’era, ora la cosa mi pare piuttosto pericolosa, anche perché guidare non è esattamente un’attività tranquilla. Insomma, mi pare che il modello dei trasporti milanesi abbia qualche problema.

non provate a dire “ciclabili”

Non intendo parlare del ragazzino morto ieri sotto il tram. Tutte le volte che vedo Jacopo pedalare io ho già da un pezzo i brividi. Intendo parlare ancora una volta della pista ciclabile di viale Monza – corso Buenos Aires. Oggi alle 12:45 mi sono dovuto fare un paio di chilometri, visto che la scuola di Jacopo non prevede la possibilità di farlo uscire in anticipo da solo anche se io gli consegnassi un permesso firmato col sangue. Oggi piovigginava anche. Capisco che ci possano essere lavori stradali (Buenos Aires, carreggiata ovest) oppure emergenze (viale Monza, carreggiata est: c’erano tre ambulanze e due camionette dei vigili del fuoco). Ma le cinquanta auto (circa, potrebbero anche essere state alcune in più) parcheggiate su tutto il resto del percorso? Dopo decenni di bicicletta io non mi preoccupo più di tanto, dopo tanti decenni di bici ho qualche idea di come quando e quanto muovermi: ma a questo punto lo posso fare anche senza una striscia bianca e gialla disegnata sulla carreggiata…

Area B o non area B, questo è il dilemma

Se non ho capito male, stamattina a Milano è entrata in funzione Area B, col divieto di circolazione per i veicoli parecchio vecchi. (In realtà, guardando qui, i divieti c’erano già: sono solo stati aggiunti gli euro 2 benzina e gli euro 4 diesel senza FAP). Su Twitter ci sono stati i soliti piagnistei con esempi francamente improbabili, come il nonnino che non può più andare a prendere i nipotini a scuola. A parte che almeno si ridurranno le auto in doppia e tripla fila negli orari di ingresso e uscita, mi domando perché il nonnino avesse un diesel comprato prima del 2011 che già era bloccato mezzo inverno per lo smog; ma tant’è.

Però volevo parlare di un’altra cosa. Stamattina ho dovuto portare a Monza mio suocero e rientrare a Milano. L’andata è stata quanto quanto scorrevole, al ritorno ci ho messo un’ora, restando in coda per tutto il tunnel di San Fruttuoso (poi stranamente il tratto con gli svincoli di autostrada e peduncolo erano praticamente vuoti, e la coda si è riformata al solito semaforo di Cinisello). Io mi domando solo come faccia la gente a farsi quel viaggio cinque giorni la settimana, soprattutto quando ogni dieci minuti c’è un treno da Monza a Milano…

passante chiuso, e Trenord ci marcia

Dopo aver trovato il consumo anomalo di un binario, Trenord ha bloccato il transito dei suoi treni nel Passante di Milano “per disposizione delle autorità”. Occhei. Solo che guardando il comunicato, c’è parecchio che non torna.
Capisco che ci siano molti treni da rimettere in sesto, e che in questi giorni stiano lavorando per aggiustarli. Capisco anche che se S2 viene fatta passare in superficie le tracce disponibili sono quelle che sono, e quindi si dimezza la frequenza. Ma per tutto il resto, mi sarei aspettato come minimo che si dicesse “il servizio è dimezzato/sospeso in attesa che i treni siano di nuovo disponibili”. Quello che invece è successo è il solito taglio selvaggio, giusto fatto con una scusa.
Poi mi chiedo se fosse proprio impossibile istituire un percorso di bus nel tratto urbano del Passante. Sono in molti che lo usano come linea metropolitana aggiuntiva: è vero che un bus ci mette una vita, ma dover cercare percorsi alternativi può anche essere peggio…

Aggiornamento (31 luglio): Oggi Trenord ha pomposamente annunciato di aver “potenziato il servizio nelle ore di punta” (tradotto in italiano: rimesso alcune delle corse soppresse nella parte di percorso che non tocca il passante): ergo, non è un problema di treni da rimettere in sesto. Aggiungiamo anche l’accordo con ATM che permette a chi ha un abbonamento “solo treno” di prendere alcune linee metropolitane e filobus di circonvallazione. Tutto bellissimo. Mi chiedo solo chi a Porta Garibaldi prende la lilla (passando dai tornelli della verde) possa poi uscire…

l’odio per le corsie ciclabili

nobici Quel cartello “no bici” (ce n’è un altro appiccicato sull’altro cartello di divieto di sosta più in là) l’ho fotografato ieri, ma è lì da varie settimane. La ragione di tanto odio? La corsia ciclabile che vedete disegnata sull’asfalto.

Detto tra noi, la probabilità che quella corsia (Galvani-Pola) non abbia nessuna auto o moto che la usi è relativamente bassa, ed è alzata solo perché la gente continua a parcheggiare in doppia fila come suo diritto ritenuto acquisito. Tra l’altro, alcuni tratti hanno la vernice quasi totalmente cancellata, ma evidentemente al comune non può importare di meno della cosa. A dire il vero, in quel breve tratto non sarebbe neppure così male disegnare la corsia ciclabile sul marciapiede, che come vedete è molto largo e senza portoni; ma forse è chiedere troppo ai preposti uffici comunali.

Quello che però mi fa specie è un’altra cosa. È possibile che nessuno abbia tolto un cartello così – tra l’altro plastificato, è stato un lavoro ben fatto – da davanti a Palazzo Lombardia? Mi pare abbastanza chiaro che evidentemente fa parte dei sogni bagnati di qualcuno…

Problemi di logistica con BikeMi

Stavo pedalando per andare in palestra quando mi telefonano da scuola dicendo che Cecilia non stava bene. Non avendo lei febbre, non devo fare dietrofront e tornare a casa a prendere la macchina; però arrivare in bicicletta e dover tornare a prenderla era piuttosto scomodo: decido allora di legare la bici dove mi trovavo. Avrei potuto prendere due fermate di metropolitana e fare cinquecento metri a piedi, ma ho pensato che sarebbe stato più veloce andare al BikeMi ed evitare di scendere e salire in metro. Mal me ne incolse. Mi sono trovato cinque stazioni completamente occupate: XXV Aprile, San Marco, Principessa Clotilde, Porta Nuova, Moscova/Garibaldi. Alla fine ho lasciato la bici all’Arena e mi sono incamminato verso la scuola.

Fesso tu che non hai guardato subito quali stazioni avevano stalli liberi, mi direte: stacce. E non posso darvi del tutto torto. Però c’è qualcosa che non va, indipendentemente dalla mia stupidità. Come potete immaginare, i flussi dei sistemi di sharing non sono casuali: anche con le auto, è più probabile che di giorno si muovano dalla periferia al centro e di sera capiti il contrario. Uno dei costi maggiori per la gestione di BikeMi sono proprio i furgoni di ClearChannel che vanno avanti e indietro a spostare bici. Non credo però che tutti gli utenti del servizio si siano dati appuntamento a mezzogiorno e un quarto in quella zona; posso immaginare che siano man mano arrivati diciamo fino alle 10-10:30. E posso anche immaginare che nella centrale operativa di BikeMi si siano accorti del gruppo di stazioni piene o quasi. E allora perché non pensare di fare qualcosa al riguardo? Per una singola stazione non vale la pena, per un gruppo sì. (Ah, in questo momento ci sono ancora tre stazioni senza stalli liberi…)

La nuova app BikeMi

BikeMi ha cambiato modo per collegarsi: o meglio, ha aggiunto un app che man mano sostituirà il vecchio accesso con la tessera. Mercoledì ho usato un po’ le biciclette; ecco come funziona il prima e il dopo.

Prima:
(1) mi avvicino al totem
(2) tiro fuori la tessera (è quella ATM, visto che era finalmente stata unificata l’anno scorso)
(3) la passo sull’apposita zona;
(4) una volta su due me la piglia
(4′) altrimenti continuo a passarla ovunque, soprattutto su certe stazioni
(4″) disperato, apro il telefono, leggo i codici temporanei che l’assistenza mi aveva mandato, mi abbasso per evitare errori di parallasse e li digito
(5) prendo la bici
(6) faccio il mio giro
(7) poso la bici
(8) aspetto che la lucina verde smetta di lampeggiare
(9) passo la tessera sul totem per accertarmi che sia stata posata bene
(10) se il totem non legge la tessera, incrocio le dita e aspetto con calma la mail di conferma.

Adesso:
(1) apro l’app e clicco sulla stazione bici
(2) mi avvicino alla stazione
(3) quando sono abbastanza vicino, compare il pulsante “sblocca bici”
(4) clicco, e mi viene detto quale bici prendere
(5) prendo la bici
(6) faccio il mio giro
(7) poso la bici
(8) riapro l’app
(9) mentre la luce lampeggia, mi arriva la segnalazione “bici restituita”

Vi garantisco, è una gioia.