Globalizzazione e Bic a quattro colori

Uno dei grandi problemi della globalizzazione è che le aziende non ci mettono nulla a delocalizzare la produzione in uno stabilimento dove il costo del lavoro è minore: pensate alla storica fabbrica Pernigotti di Novi Ligure, solo per fare un esempio degli ultimi mesi.

Ugo mi segnala un caso simile in Francia, e lo fa perché mi conosce bene e sa che io sono un collezionista di penne a quattro colori. La Stampa, in edizione cartacea, riporta la notizia che la fabbrica Bic a Vannes, in Bretagna, è stata ceduta assieme alla società controllata Bic Sport. Il punto è che quella era l’unica fabbrica francese che produceva le penne a quattro colori, e la produzione sarà spostata probabilmente in Tunisia. Potete leggere qualcosa in più su Le Parisien (se non sapete il francese, c’è sempre Google Translate, ma so che voi siete un pubblico meraviglioso)

Nel caso vi chiedeste come mai la Busiarda abbia ripreso una notizia tutto sommato minore, la risposta è semplice: il barone Bich che fondò la quasi omonima fabbrica nacque a Torino, come raccontai… È facile riconoscere un piemontese da come racconta le cose!

Statistiche del sito per dicembre 2018

Dopo due mesi di iato, ecco le statistiche per lo scorso dicembre. Questo è un mese storicamente loffio, perché a Natale non si guardano i blog: gli habitué si sono però dati da fare, a giudicare dai dati. Ci sono stati 19.168 visitatori con 44.065 visite, le pagine accedute sono state 106.883 e gli accessi 292.090. Nella top 5 abbiamo due classici e una recensione: evidentemente Sinisgalli ha ancora un suo seguito.

  1. Eupnoico: 1391 visite
  2. Le tribolazioni di un paziente in clinica: 902 visite
  3. Dizionario degli anglicismi: 773 visite
  4. Centro Operativo Postale: 448 visite
  5. I comuni cittadini pentastellati: 444 visite

Per i curiosi, in tutto il 2018 “Eupnoico” ha raggiunto 8.593 accessi mentre “Centro Operativo Postale” 8.103; segue Difendere le spiagge libere con 4.570 accessi.

Quizzino della domenica: sfere e cilindri

Nella figura qui sotto vedete alcune semplici operazioni aritmetiche (non ci sono trucchi: tutte le sfere sono uguali tra di loro come anche tutti i cilindri, la moltiplicazione si deve fare prima dell’addizione, i valori da trovare sono positivi). Trovate il risultato mancante a mente.
La scrittrice Celeste Ng ha detto che ha dato da risolvere questo problema a mente al suo figlio (o figlia) di sette anni. Mi pare un po’ esagerato: ma voi che avete qualche anno in più riuscite a risolverlo?

[cil+cil*sfe=54; sfe*cil+sfe=50; cil+sfe+cil=??]

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p356.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind our Decisions.)

_Geometrie senza limiti_ (libro)

Le geometrie non euclidee sono un altro dei temi che i matematici amano trattare, un po’ come l’infinito. Questo significa naturalmente che è difficile trovare qualcosa di davvero nuovo, soprattutto quando uno ha letto una decina di libri sul tema. Devo però dire che in questo caso (Laura Catastini e Franco Ghione, Geometrie senza limiti : I mondi non euclidei, Il Mulino 2018, pag. 244, €15, ISBN 9788815274236, link Amazon) gli autori mi hanno favorevolmente stupito. Il loro punto di vista è ìnfatti molto più “euclideo”: non ovviamente nel senso che la geometria euclidea sia quella reale, quanto piuttosto perché mostra quale dovrebbe essere stato il percorso di Euclide e come tutti i tentativi di dimostrazione del quinto postulato avvenuti nei secoli successivi si erano allontanati dalla sua logica di base, prendendo una deriva meno matematica e più legata al mondo reale. Altro punto interessante è l’estrema differenza logica tra la geometria assoluta di Bolyai e Lobacevskij e l’approccio riemanniano che è di tipo completamente diverso non solo perché parte dal concetto di curvatura ma proprio per il suo significato filosofico. L’unica parte su cui ho dei dubbi è quella finale: è vero che il testo tende più alla filosofia che alla storia della matematica, ma non tutta la filosofia viene fuori bene!

Latte in outsourcing

Tipicamente noi prendiamo il latte all’Esselunga. L’altra settimana ero di fretta, avevo bisogno di un litro di latte parzialmente scremato e dovevo passare al Carrefour, così l’ho preso lì. Poi mi sono messo a controllare le etichette, come faccio spesso nei miei momenti oziosi… e ho scoperto che entrambe le catene GDO usano lo stesso fornitore, cosa che forse avrei anche potuto capire dalla forma della bottiglia.

La cosa più divertente è che mentre Esselunga dice tranquillamente che il latte è imbottigliato dalla Soresina, il Carrefour (che tecnicamente pur essendo stato acquistato da una vita dai francesi ha mantenuto il marchio GS) non lo dice da nessuna parte, chissà mai perché…

La sicurezza delle stazioni

Come sapete, non è possibile entrare nelle stazioni di Milano Centrale e Roma Termini se non hai il biglietto del treno: gli ingressi sono bloccati ed è obbligatorio passare dal “gate” (la parola “varco” non è abbastanza buona, evidentemente) mostrando il proprio biglietto. Trenitalia, almeno per chi prende i Frecciarossa, stampa persino il QR code che gli addetti alla sicurezza dovrebbero scansionare e verificare. Io non sono mai riuscito a comprendere la logica di tutto questo. Non è certo per impedire attacchi terroristici: anche senza considerare i kamikaze, basta salire a Lambrate o Rogoredo e arrivare tranquillamente in Centrale. Non credo che serva a ridurre il numero di persone ai binari: tutte le volte in cui sono passato c’era sempre un casino inenarrabile. Non ho nulla contro i poveretti che sono lì a fare bella figura, intendiamoci: per dire, la settimana scorsa dovevo recuperare mia mamma ma il combinato disposto del traffico prenatalizio e del treno in anticipo mi ha fatto arrivare sì in orario ma a treno già arrivato, mia madre era spersa tanto che mi telefonava e non parlava, ed è stato uno di loro a risolvere la situazione. Però mi pare che forse si potrebbe trovare un sistema più pratico per la gestione dei flussi dei viaggiatori…

Aldi a Pioltello

Ho scoperto da poco che Aldi (il grande concorrente di Lidl in Germania, suddiviso non ho mai capito bene il perché in Aldi Nord e Aldi Süd) è effettivamente arrivato anche in Italia, almeno nel settentrione. Sapevo delle loro intenzioni, ma il fatto che a Milano città non ci fossero loro punti vendita non mi aveva permesso di accorgermi della cosa. Per curiosità ho provato a vedere dov’erano i più vicini, scoprendo che erano tutti in provincia; ma la cosa più divertente è stato vedere che ce n’è uno chéz Esselunga, a Pioltello. Chissà se è proprio a Limito, davanti alla sede legale degli eredi Caprotti…

Lampioni lampeggianti

Qualche anno fa Milano ha deciso di cambiare l’illuminazione pubblica e passare ai LED, con un costo iniziale che dovrebbe ammortizzarsi negli anni e sicuramente fornendo un’illuminazione molto maggiore. Sul primo punto non ho dati, sul secondo confermo che è così, tanto che ormai non è così inusuale trovare automobili che non hanno acceso i fari. La settimana prima di Natale è capitato anche a noi: tornavamo dall’Esselunga e a un semaforo siamo stati affiancati da un’auto della Finanza che ce l’ha segnalato.
Quello che però sta succedendo è che alcuni di questi lampioni cominciano ad avere dei problemi, e le luci si acccendono e spengono: capita per esempio in via Quadrio angolo via Farini e in via Airolo angolo via Fiuggi. Sono cose che capitano: però mi stupisce che non ci sia un sistema di segnalazione automatica e che non ci sia un modo semplice per sapere a chi segnalare le cose (A2A? Vigili? Comune?) Per la segnalazione automatica non posso farci molto, per quella manuale magari qualcuno tra i miei ventun lettori ha un’idea…