Nuovo sito (e nuovo tema per il blog)
Così ad occhio avevo fatto l’ultimo restyling del mio sito prima che nascessero i miei gemelli. Ad agosto loro fanno 17 anni. I blog sono un po’ più recenti, visto che il tema che usavo è Twenty Twelve, quindi sono passati solo 14 anni dall’ultimo restyling. Lo sapete, sono pigerrimo.
Però non riuscivo più ad aggiornare il PHP del blog a una versione recente, e alcuni plugin non funzionavano più: così mi sono messo di buzzo buono – si fa per dire – e ho rifatto completamente il sito principale https://xmau.com, che adesso è anch’esso sotto WordPress, e rimesso i blog a livello più alto. Vantaggio: sono stato costretto a rivedere le pagine iniziali, magari ci trovate qualcosa di nuovo anche voi. Svantaggio: ci sarà un casino di roba che non funziona, a partire mi sa dai feed. Secondo voi, mi ricordo come fare funzionare feedburner? Spero che funzioni almeno il modulo per le segnalazioni, così con calma rimetto tutto a posto.
Anche questo blog ha un nuovo tema, Astra, che dovrebbe essere sufficientemente moderno.
Nota: Claude è uno stronzo. Mi ha dato le istruzioni per riportare il sito da temp.xmau.com a xmau.com e si è dimenticato di dirmi di aggiornare la tabella wp-blogs. Gliel’ho detto e lui ha risposto
Esatto, me la sono dimenticata. La tabella wp_blogs contiene i domini e i percorsi di tutti i siti del Multisite, ed è fondamentale aggiornarla altrimenti WordPress non trova i siti secondari.




Come si sa, delle collane kiosk non si butta mai via nulla. Ecco che così dalla collana del Corsera Le parole dell’italiano a cura di Giuseppe Antonelli è stato prodotto prima il libro La vita delle parole e poi questo Parola per parola. Qui troviamo la storia etimologica di 158 parole ed espressioni, divise in cinque sezioni: lessico comune e familiare, parole che arrivano direttamente da latino e greco, prestiti da altre lingue, espressioni gergali o dialettali, e infine le parole arcaiche o “d’autore”. Da quest’ultimo capitolo lasciatemi segnalare “gibigianna” (io la scrivo raddoppiando la n: per chi non l’avesse mai sentita, è l’effetto di far riflettere i raggi di sole muovendo un vetro), che a quanto pare era amatissima da Manzoni che ci rimase anche male quando scoprì che non c’era un termine toscano equivalente. Io imparai la parola al liceo, quando il professore di storia e filosofica (per l’appunto lombardo) si fermò in mezzo alla lezione chiedendo “chi è che sta facendo la gibigianna?” e ottenendo ventisei sguardi stile mucca-guarda-treno. Ma tutte le storie del volume sono bellissime: soprattutto quelle dove l’etimologia è ancora dubbia e i compilatori delle singole voci raccontano la storia delle ipotesi. Se amate l’italiano non potete perdervi questo volume.