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Nuovo sito (e nuovo tema per il blog)

Così ad occhio avevo fatto l’ultimo restyling del mio sito prima che nascessero i miei gemelli. Ad agosto loro fanno 17 anni. I blog sono un po’ più recenti, visto che il tema che usavo è Twenty Twelve, quindi sono passati solo 14 anni dall’ultimo restyling. Lo sapete, sono pigerrimo.

Però non riuscivo più ad aggiornare il PHP del blog a una versione recente, e alcuni plugin non funzionavano più: così mi sono messo di buzzo buono – si fa per dire – e ho rifatto completamente il sito principale https://xmau.com, che adesso è anch’esso sotto WordPress, e rimesso i blog a livello più alto. Vantaggio: sono stato costretto a rivedere le pagine iniziali, magari ci trovate qualcosa di nuovo anche voi. Svantaggio: ci sarà un casino di roba che non funziona, a partire mi sa dai feed. Secondo voi, mi ricordo come fare funzionare feedburner? Spero che funzioni almeno il modulo per le segnalazioni, così con calma rimetto tutto a posto.

Anche questo blog ha un nuovo tema, Astra, che dovrebbe essere sufficientemente moderno.

Nota: Claude è uno stronzo. Mi ha dato le istruzioni per riportare il sito da temp.xmau.com a xmau.com e si è dimenticato di dirmi di aggiornare la tabella wp-blogs. Gliel’ho detto e lui ha risposto

Esatto, me la sono dimenticata. La tabella wp_blogs contiene i domini e i percorsi di tutti i siti del Multisite, ed è fondamentale aggiornarla altrimenti WordPress non trova i siti secondari.

socialcosi e internet

polyfill.io

Ieri Anna mi chiama preoccupata: “sto accedendo alla webmail tiscali, e mi arriva questa richiesta di login da polyfill.io”. Guardo, cerco cos’è (un sito che se ho ben capito seleziona i contenuti da inviare), noto che non ci sono avvisi di virus collegati e quindi uso il secondo metodo informatico classico: clicco su “annuila”. In questo modo siamo arrivati tranquillamente alla webmail: tutto è bene ciò che finisce bene.

Adesso leggo sul Corsera che la stessa cosa sta capitando ad alcune smart TV Samsung. Lì la soluzione indicata è banalmente “vai alle Impostazioni Hbbv e disabilitale”. D’accordo che la colpa è di polyfill, ma avere qualche idea in più sulle soluzioni…

ia 2026, IA e informatica

Le IA riescono ad accorgersi dei testi scritti dalle IA?

Riprendendo il mio post di sabato, ho scoperto che non sono ovviamente l’unico a usare direttamente le IA (e non gli strumenti appositi) per verificare se un testo potrebbe essere stato scritto da un’IA. Adam Kucharski sul suo substack ha fatto un test, senza pretese di completezza. Ha fatto generare a ChatGPT dieci brevi testi e chiesto a Claude la probabilità che fossero appunto generati da un’IA. Per sicurezza ed evitare un problema statistico con una sessione particolare, l’ha chiesto cinque volte e poi ha preso il valore mediano. In tutti i casi la percentuale indicata era dell’85% o del 92%. (Interessante questa segmentazione, ma visti i miei esperimenti posso immaginare che i risultati effettivi fossero “80%-90%” e “90%-95%”.) Con dieci racconti suoi la probabilità variava tra il 12% e il 22%; infine, con i testi suoi dati in pasto a ChatGPT per “migliorarli” c’è stato un risultato diviso. In cinque casi la probabilità indicata da Claude non era cambiata, negli altri cinque era passata tra l’82% e il 92%.

Fin qui il suo esperimento. Casualmente io in una delle mie conversazioni maieutiche con Claude venerdì avevo chiesto qualcosa di simile:

Io non ho mai fatto corsi di scrittura, ma ho letto tanti libri e quindi assorbito le tecniche. Tu e gli altri LLM avete letto centinaia di migliaia di libri: come mai non date risposte con uno stile “umano”? L’attention non può gestire testi troppo lunghi e quindi non imparate quelle strutture? Ci sono scelte a priori per strutturare il vostro output?

La risposta di Claude è stata, come spesso capita, su più punti. Nega il problema sull’attention, avendo ormai un contesto molto lungo; scrive che il fatto che un LLM sia comunque costruito per predire il token successivo non permette di vedere la struttura complessiva di un testo, ma soprattutto il reinforcement learning da feedback umano premia la risposta alla domanda isolata, quindi le strutture che tutti noi abbiamo imparato ad associare a un chatbot come gli elenchi, i paragrafi brevi e le transizioni esplicite. Insomma, il mio stile personale me lo sono creato leggendo tanto e non dovendo dire a nessuno “questo capoverso è scritto bene, quest’altro no”. Il risultato potrebbe cambiare con un addestramento di tipo diverso? Claude non lo sa. (Sì, le mie preferenze rafforzano la possibilità che possa dire “non lo so”, altrimenti che maieutica sarebbe?)

Più che altro quello che sta succedendo è che la scrittura umana si sta standardizzando sempre di più, e questo non è affatto bello.

io, io 2026

Guardia medica

Ieri sera prima di cena ho cominciato ad avere mal di stomaco e nausea. Stanotte mi sono svegliato, ho cercato di vomitare (senza successo, erano già passate sette ore) e ho avuto un po’ di diarrea. Stamattina poi cercavo di riposare e mi accorgevo che mi mancava il fiato, e dovevo fare grandi respiri. Ho così deciso di chiamare la guardia medica, pardon il servizio di continuità assistenziale, anche perché domani è un prefestivo e quindi il medico di base non ci sarebbe stato. Sono andato alla Casa di Comunità vicino a me, e quello qui sotto è il referto.
Non che ci sia stata una visita, anche solo di facciata: tre domande, di cui una “ma è arrivato qui per la diarrea o la dispnea?” (e già mi è servito un secondo per tradurre), nessun contatto. Non una grande utilità, direi.
(ora sto meglio)

prima pagina referto 

giochi, giochi 2026

Quizzino della domenica: Numeri alveari

802 – combinatorica

Nella figura qui sotto vedete sette cerchi, con quello numerato 7 al centro e gli altri sei intorno ad esso numerati da 1 a 6. Quanti numeri distinti di sette cifre tutte diverse potete formare partendo da un cerchio qualsiasi e spostandovi su un cerchio che tocca il precedente?

la configurazione con i sette cerchi
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p802.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da Proof Positive.)

curiosità 2026, curiosita'

“sottile”

"Il problema è diverso, e più sottile" Ho preso questo frammento dalla newsletter Artificiale, che Alberto Puliafito pubblica su Internazionale. Sarà, ma la frase “Il problema è diverso, e più sottile” mi ricorda tanto lo stile di scrittura di Claude. Alcuni esempi da una mia sessione: «Questa è una domanda più sottile di quanto sembri,»; «Il fatto che l’appendice esista cambia qualcosa anche per chi non la legge, per una ragione sottile:»; «La differenza è sottile ma decisiva:». Nulla di male a usare un’IA per migliorare un testo scritto, ma secondo me bisogna esplicitarlo…

Ah: ho poi chiesto a Claude (ok, è inception) cosa ne pensasse. Per la singola frase mi ha dato il 10% di probabilità, con il capoverso di contesto è salito al 60-75%, indicando anche l’autore ha terminato con “70-80% AI-assisted”.

rec 2026, recensioni

Parola per parola (libro)

copertinaCome si sa, delle collane kiosk non si butta mai via nulla. Ecco che così dalla collana del Corsera Le parole dell’italiano a cura di Giuseppe Antonelli è stato prodotto prima il libro La vita delle parole e poi questo Parola per parola. Qui troviamo la storia etimologica di 158 parole ed espressioni, divise in cinque sezioni: lessico comune e familiare, parole che arrivano direttamente da latino e greco, prestiti da altre lingue, espressioni gergali o dialettali, e infine le parole arcaiche o “d’autore”. Da quest’ultimo capitolo lasciatemi segnalare “gibigianna” (io la scrivo raddoppiando la n: per chi non l’avesse mai sentita, è l’effetto di far riflettere i raggi di sole muovendo un vetro), che a quanto pare era amatissima da Manzoni che ci rimase anche male quando scoprì che non c’era un termine toscano equivalente. Io imparai la parola al liceo, quando il professore di storia e filosofica (per l’appunto lombardo) si fermò in mezzo alla lezione chiedendo “chi è che sta facendo la gibigianna?” e ottenendo ventisei sguardi stile mucca-guarda-treno. Ma tutte le storie del volume sono bellissime: soprattutto quelle dove l’etimologia è ancora dubbia e i compilatori delle singole voci raccontano la storia delle ipotesi. Se amate l’italiano non potete perdervi questo volume.

Giuseppe Antonelli, Parola per parola : Etimi, storie e usi del lessico, Il Mulino 2025, pag. 304, € 19, ISBN 9788815394040 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5

ia 2026, IA e informatica

Un effetto imprevisto dell’IA

Tabella sul progresso umano a goCome penso sappiate, l’intelligenza artificiale ha superato da molto tempo gli umani nel gioco del go. AlphaGo Zero (o se preferite il successore più generale AlphaZero) sono dal 2018 i campioni del mondo virtuali. Pare però che sia successo qualcosa di inaspettato. Come Mickey Friedman riporta in questo tweet, il livello di gioco umano era rimasto stagnante negli ultimi decenni ed è improvvisamente cresciuto da quando i programmi per giocare a go si sono evoluti. Il tutto è stato raccontato in questo preprint: le nuove strategie non seguono né le vecchie tecniche umane né le nuove algoritmiche ma sono sostanzialmente diverse. Questo significa che l’IA in questo caso ha spinto gli umani a cercare nuove vie, anziché ad omologarsi come si poteva pensare.
Diciamo le cose come stanno: immagino che il 99% della gente andrà verso l’omologazione, perché è la cosa più semplice. Però il risultato non è scontato a priori. Sta a noi capire se vogliamo avere un’élite di più-che-umani oppure trovare un modo per abbassare quel 99%; non arriveremo mai a zero, anche perché la percentuale era già molto alta prima dell’arrivo dell’IA, ma potremmo comunque limitare in parte i danni.

Aggiornamento: (13:00) aggiungo che comunque le IA migliori hanno tipo 1500 punti ELO in più del migliore umano.

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