pipponi 2026

i miei pipponi del 2026

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Femminicidio

Sono andato a vedere il Codice penale e ho scoperto che l’articolo 577 bis dice

Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell’ergastolo. Fuori dei casi di cui al primo periodo si applica l’articolo 575. Si applicano le circostanze aggravanti di cui agli articoli 576 e 577.

Come vedete, a differenza di quanto è capitato con quell’obbrobrio giuridico dell’omicidio stradale, qui non si è inserita una nuova categoria di reato ma si sono inasprite le pene per una certa fattispecie. Poi io sarei stato più generico e avrei parlato di “partner più debole” (che nel 90% dei casi sarebbe comunque una donna), e soprattutto non avrei intitolato “femminicidio” l’articolo in questione, ma questa è un’altra storia: purtroppo le leggi si scrivono sull’emozione del momento. Vannacci tutto questo lo sapeva? Sono pronto a scommettere di no, ma tanto non cambierebbe nulla: quello che conta è che ha potuto avere il suo ennesimo quarto d’ora di celebrità.

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Le solite beghe sulle classifiche dei libri più venduti

classifica dei libri più venduti Stamattina nella sezione “lotta nel fango” (no, scusate, “Per te”) di Twitter (no, scusate, X) ho trovato questo post, con relativi commenti schifati. Fossimo stati a inizio dicembre, immagino ci sarebbe stato lo stesso post, solo con il libro di Bruno Vespa anziché quello di Luciana Littizzetto.

Ok, io non leggo né libri di Vespa né di Littizzetto, e non so quanti degli acquirenti li leggano davvero (ma potrei sbagliarmi di grosso); però è anche vero che leggo poca narrativa. Ma non riesco a capire tutta questa acrimonia. Siete convinti che se questi libri non fossero pubblicati la gente comprerebbe “roba migliore”, qualunque sia la definizione di migliore? Volete dimostrare di far parte di quella sparuta minoranza per cui la lettura è cosa diversa dalla trasposizione in parole scritte di un personaggio televisivo? Non so quanto sia vero che per gli editori avere dei libri che vendono molto permette loro di rischiare con altri autori meno noti, e non so nemmeno se chi entra in una piccola libreria si trovi spiazzato dalle tante copie dei soliti noti e non riesca a vedere null’altro. Posso solo dare un consiglio: non guardate le classifiche dei libri più venduti e vivete sereni.

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Riposizionamenti

tweet su Minetti-1tweet su Minetti - 2 Se ho capito bene – confesso che non sto seguendo la vicenda – la procedura di grazia a Nicole Minetti è stata gestita correttamente, e la prima ipotesi che feci la scorsa settimana è quella corretta. Che fanno dunque i leoni da tastiera Twitter? Si riposizionano (come ho visto qui e qui): il problema non è più che il Quirinale abbia firmato una grazia senza guardare cosa c’era scritto, ma che il Quirinale ha fatto tutto questo casino invece di verificare di nascosto che andasse tutto bene.
Mi pare chiaro che a tutta quella gente di Minetti non importasse in realtà nulla; diciamo che la mia sensazione è che a destra c’è un po’ di persone che ce l’ha col presidente della Repubblica, dimenticandosi però che Mattarella è un vecchio democristiano che dà la bagna a tutti noi…

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Bandiere

Qualcuno mi saprebbe spiegare perché nelle manifestazioni del 25 aprile la Brigata Ebraica debba sfilare portando anche la bandiera israeliana? (la bandiera della Brigata aveva sì la stella a sei punte ma gialla, e le fasce bianche e azzurre erano verticali).
Simmetricamente, che ci fanno le bandiere palestinesi in una cerimonia per l’inizio dell’insurrezione italiana contro i nazifascisti? (vabbè, si sa che il Gran Mufti era un fan di Hitler, ma anche se fosse stato neutrale quelle bandiere non avrebbero comunque senso in questo contesto).
Non sopporto questi tentativi di appropriazione.

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Recensioni in marca da bollo

Leggo sul Post che il governo ha approvato un piano «per contrastare le recensioni false e ingannevoli sulle piattaforme online che consigliano alberghi, bar e ristoranti.» No, non ha approvato le norme vere e proprie: per quelle dobbiamo aspettare l’antitrust.
A me la cosa non tocca molto almeno per il momento, perché io da una vita recensisco solo libri e spettacoli, e comunque non perderei tempo a mettere quelle recensioni sulle piattaforme online ma le lascerei qui sul blog. Leggo però che per postare qualcosa occorrerà aggiungere copia dello scontrino o della fattura (e in questo caso che si fa? si oscurano i dati personali?) Come fai solo con scontrino o fattura a dimostrare che non hai ricevuto soldi, magari sottobanco, dal gestore? Come fai a dimostrare che non hai preso soldi dai concorrenti a cui mi sono rivolto dopo essermi trovato male nel posto che avevo scelto? Cosa vuol dire che una recensione dopo due anni “scade”? Capisco la logica, una recensione vecchia non rispecchia la situazione attuale: ma se proprio si voleva farlo notare si sarebbe dovuto chiedere alle piattaforme di indicare in modo visibile che la recensione non è recente, come capita già spesso su alcuni siti di notizie. Insomma, mi pare giusto una complicazione burocratica che servirà a ben poco.

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Schettìni

Io avevo sentito parlare di Schettini almeno da due anni, hanno tirato fuori un thread sul mio socialino di nicchia dove dicevo che non avevo mai letto o sentito nulla di quello che faceva (oh, è un fisico, pensate mica che a me interessi?) ma se ci fosse stato qualcosa di utile nei suoi video YouTube, bene. In tempi non sospetti un mio amico fisico (ebbene sì, ho molti amici fisici) mi diceva che no, non c’era nulla.
Detto questo, e atteso che la shitstorm si placasse un po’, esprimo il mio pensiero. Ho scoperto che ha tenuto un programma tv su Rai2, chiuso dopo che gli ascolti sono andati sempre più in picchiata. Ho scoperto che la sua partecipazione come ospite a Sanremo è legata a una sua collaborazione con la Presidenza del Consiglio. La mia sensazione è che il mondo là fuori se ne fregherà delle polemiche social di queste settimane e se ne fregherà del suo “pensiero”. Non parlo del pensiero fisico, ma di quello ultraliberista dove l’intervento dello stato nella scuola dovrebbe essere come quello che si sta vedendo nella sanità: un supporto universale minimale, lasciando al privato a pagamento i compiti maggiori. Potete immaginare come mai dal governo lo si apprezzi, aggiungo. Risultato: sarà tutto come prima, continuerà a trovare gente che lo paga per le sue conferenze, e la fisica continueremo a non saperla.

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La sanità lombarda non riesce a parlare a sé stessa

Come sapete se leggete il mio blog, è un paio d’anni che Regione Lombardia chiama le persone che hanno fatto una prenotazione per verificare se ci vanno davvero. Fin qui nulla di male, ormai mi sono salvato in rubrica il numero e so già che dire.

È però successo che avevo prenotato una visita per Jacopo da effettuarsi il 26 febbraio, ma poi abbiamo scelto di farne una a pagamento. Così l’altro ieri sono entrato nel fascicolo sanitario e ho revocato la visita. Tutto semplice, pochi clic, un minimo di verifiche e via. Peccato che mi abbia appena chiamato il numero verde per confermare la visita. Io dico “guardi che l’ho già revocata”, l’addetta va a video, mi chiede per sicurezza la data di nascita del pargolo e dice “sì, in effetti è stata revocata”.

Ma è davvero tanto difficile fare un controllo prima di dare la lista delle chiamate?

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