L’altro giorno mi è arrivata una mail dallo Scientific American che spiegava che Springer Nature (il vecchio proprietario) aveva venduto la testata e la versione tedesca Spektrum der Wissenschaft a una newco del gruppo LabX, che si chiama casualmente Scientific American, Inc.; segue tutta la pappardella sulla gestione dei dati personali.
Fin qui nulla di strano. Ho però chiesto lumi a Claude che mi ha aggiunto qualche interessante condizione al contorno. LabX ha già detto che licenzierà un po’ di gente nella redazione di Scientific American, e anche qui purtroppo non c’è nulla di strano. Ma quello che viene taciuto è che i dipendenti di Scientific American stavano votando per formare un sindacato interno, che la vendita è arrivata subito prima della votazione, e che proprio perché non c’era stato ancora il voto formale LabX non ha nessun obbligo di trattare con il sindacato neoformato, e anzi “casualmente” tra i licenziati c’è il 60% del comitato organizzatore del sindacato. E sempre “casualmente” pare che con la seconda presidenza Trump la probabilità di vincere una causa sindacale si sia parecchio ridotta.
Tutte queste notizie sono ovviamente pubbliche e non inventate da Claude: nella sua risposta ci sono i link alle fonti. Non è detto che la lettura che io ho fatto sia quella corretta, magari è tutto un caso. In fin dei conti SciAm non era certo nel core business di Nature Springer, e ho il sospetto che la storica rivista non se la passi così bene, quindi magari con una proprietà più forte nella divulgazione e una redazione più snella i risultati migliorino. Ma è sempre meglio avere tutte le informazioni, no?
Ultimo aggiornamento:: 2026-07-25