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Ebbene sì, c’ero anch’io

Ieri sera, tornato dalle prove del coro, Anna mi dice che Cecilia ha ricevuto su WhatsApp reel di Instagram e messaggi che dicevano che l’indomani ci sarebbe stato casino alle scuole. Cerco di capire cosa è successo, e mi faccio l’idea che è tutta una strategia per impaurire la gente. Diciamo che al limite mi preoccuperei per cosa succederà venerdì e nel weekend, ma in settimana no.

Stamattina quando suona la sveglia Anna mi dice “Allora accompagni a scuola Cecilia?”. Che dovevo rispondere? Vabbè, era chiaro che il mio fattivo contributo nel caso ci fossero davvero stati disordini sarebbe stato fare immediatamente dietrofront, ma tant’è.

Arrivati davanti alla scuola, come del resto preannunciato dalle compagne di Cecilia e in seguito anche segnalato sul giornale,  ci siamo trovati un picchetto. Tanti studenti fuori dai cancelli chiusi, una ragazza con un megafono che diceva qualcosa di incomprensibile: una volta i megafoni li facevano meglio. Zero polizia, anche nelle vie vicine. Sono poi arrivate due compagne di Cecilia, che mi ha fatto amabilmente capire che potevo togliermi dai piedi, cosa che appunto ho fatto. Alle 9 ha poi scritto che sono entrati in classe, ma erano in quattro: insomma tutto secondo copione.

L’unica cosa che mi chiedo è da dove sono partiti tutti i messaggi, considerando che da quanto ho capito non erano limitati alla scuola di Cecilia.

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Bivaccinato anche quest’anno

Mercoledì scorso mi sono ricordato che era possibile vaccinarsi per influenza e Covid – io sono un soggetto fragile, lo potevo fare gratuitamente già prima di arrivare a 60 anni – e così ho preso il PC e sono andato a prenotare. Eccovi la mia relazione, a bullet come se io fossi un LLM.

  • Trovare il sito corretto: migliorabile. Almeno nella stagione delle vaccinazioni mi sarei aspettato un link direttamente dalla home page del fascicolo sanitario, e invece ho dovuto scavare un po’ e capire che il link alle vaccinazioni per chi andava all’estero valeva anche per chi all’estero non ci andava.
  • Disponibilità: ottima. Avrei già potuto vaccinarmi il giorno dopo, ho scelto di farlo venerdì perché tanto ero a casa. C’erano anche farmacie vicino a casa, ma ho preferito andare a Villa Marelli che è un presidio distaccato del Niguarda.
  • Organizzazione di Villa Marelli: pessima. Avevo un appuntamento per le 8.15; ho poi visto che ne facevano quattro l’ora. Hanno cominciato a chiamare alle 8.35, nonostante il primo turno fosse alle 8, e io sono passato alle 9.10. Del resto c’era solo una coppia di incaricati, quindi eravamo tutti in fila.
  • Burocrazia interna: pessima. Ho scoperto che secondo loro io avevo residenza dove in effetti sto ma domicilio nel vecchio indirizzo che ho lasciato quasi 17 anni fa. Almeno metà delle domande è stata relativa a cose che dovrebbero già sapere, e non esiste il modo di scaricarsi a priori l’elenco delle domande così quando uno arriva può già dire cosa è cambiato.
  • Vaccinazione vera e propria: forse l’ho patita un po’ più del solito come fastidio. Sicuramente non ho avuto febbre, ma indolenzimento che poi nei due giorni successivi si è spostata tra collo e spalle probabilmente perché dormivo male.

In definitiva l’esperienza, come ormai si dice, deve essere parecchio migliorata se si vuole puntare a una maggior percentuale di vaccinati.

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Visitona medica!

Ieri pomeriggio mi è arrivata comunicazione della visita medica da parte di un medico aziendale visto che lavoro ai videoterminali. Non ricordo di averne fatte dal 2020 in poi, tanto per dire: altro che biennale. La visita comprende

  • visita medica;
  • controllo Ergoftalmologico – con l’ausilio del Visiotest  (all’occorrenza mediante un proprio collaboratore) per la valutazione dello stato visivo che non include il rilascio della gradazione di lenti;
  • E’ obbligatorio da parte dei dipendenti portare le lenti in uso in sede di visita;
  • coloro che lo ritengono opportuno, possono presentare al Medico Competente tutta la loro documentazione sanitaria.

Il tutto in ben dieci minuti. Ma in effetti il rinnovo della patente è più o meno simile come tempistica…

(poi mi chiedo perché il medico non può dare una prescrizione di nuove lenti, ma mi sa che non potrò mai saperlo)

Aggiornamento: il mio collega Damiano dice che il motivo potrebbe essere che il D.Lgs. 81/2008 dice che «Il datore di lavoro organizza e paga lo screening e, se prescritto dal medico competente, fornisce i Dispositivi Speciali di Correzione Visiva (DSCV) adatti al lavoro al videoterminale.» Quindi se facesse la prescrizione dovrebbe pagarmi gli occhiali nuovi. Mi pare strano, però, perché se dice che non ci vedo e non fa la prescrizione che fa l’azienda? Mi mette a fare un lavoro lontano dal pc?

Ultimo aggiornamento: 2026-10-08 18:35

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“reclamo”?

Il 16 settembre mi è arrivato un SMS che aveva come mittente MyCompass e testo «Gentile Cliente, ti inoltriamo l’informativa Privacy: https://www.compass.it/ share/pdfs/COM087FART135.pdf» (ho aggiunto uno spazio per evitare che qualcuno clicchi per sbaglio sul link). Ovviamente io non ho mai interagito con Compass. Avrei potuto semplicemente buttare via come al solito il tutto, ma il fatto che da SMS non possono mettere un link fasullo e quindi si finiva sul sito Compass e quel “pdfs” con la esse finale, oltre a un nome di file oscuro, mi hanno insospettito: non è che hanno bucato il sito? Chiedo al mio amico avvocato che posso fare e lui mi dice “scrivi al loro DPO” (il Data Protection Officer) e poi “Se proprio vuoi avere senso civico, anche ad ACN” (l’Agenzia per la Cibersicurezza Nazionale). Io guardo il sito ACN e trovo scritto “non rompeteci le palle con le segnalazioni”. Cerco il DPO di Compass, scopro che è a Mediobanca, e gli scrivo, dicendo che il sito potrebbe essere compromesso e che comunque non ho cliccato nulla quindi io personalmente non ho problemi. Il 18 (quindi non il giorno successivo ma quello dopo) mi scrive Compass con titolo “Reclamo Inserito” e testo “Gentile Cliente, abbiamo ricevuto il suo reclamo che verrà evaso entro 30 giorni. Inoltre, potrà prendere visione delle modalità di trattazione dei reclami sul sito della Società, nella sezione Dalla Parte dei consumatori. Compass Banca S.p.A. Ufficio Reclami”.

Ok, hanno ancora più di tre settimane per evadere il mio “reclamo”, che reclamo non è. Vi terrò informati se avrò un’ulteriore risposta. Quello che mi chiedo è se qualcuno ha effettivamente letto la mia mail, che tra l’altro è stata spedita a uno specifico indirizzo e non a un generico “contatti”; e soprattutto mi chiedo cosa devo fare la prossima volta con il mio senso civico. È possibile che mi sia sbagliato e il loro sito sia blindato, ma con una comunicazione di questo tipo continuo ad avere dei dubbi.

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Bloccato in autostrada

Ieri Anna e io siamo partiti da Chiavari alle 12.05 per tornare a Milano. Macchina piena di roba, compresa la carne che poi surgeliamo e mangeremo in questi mesi: 250 euro di roba. Tutto tranquillo fino a prendere l’A7: a Busalla un camioncino aveva bloccato l’uscita e ci siamo fatti un po’ di coda, ma nulla di esagerato. Andando avanti leggo un cartellone a messaggio variabile che dice BLOCCO TRA VIGNOLA E SERRAVALLE. Io che sono un idiota proseguo  e non esco allo svincolo, anche perché l’autostrada era vuota. Faccio un chilometro e mi fermo. Erano le 13.05.

Siamo rimasti fermi per tre ore. Nessuna informazione se non qualcosa da internet. C’era un codice apposta nell’autorisponditore di Autostrade per l’Italia, ma non diceva lo stesso nulla. No, non è passato nessuno a dare acqua, nonostante quanto scritto. (Poi noi avevamo acqua e focaccia, non era quello il problema). La temperatura fuori è arrivata a 36 gradi e mezzo, anche perché potete immaginarvi una sfilza di camion tutti col motore acceso. A un certo punto Anna ha chiesto al furgoncino con cella frigorifera davanti a noi se poteva lasciare la carne… e dopo dieci minuti finalmente la polizia stradale ha cominciato a far tornare indietro verso il casello le automobili. Tra l’altro abbiamo scoperto che dobbiamo per forza essere scortati da un’auto della polizia, altrimenti faremmo comunque un’infrazione. Siamo così usciti a Vignole, pagando ovviamente il pedaggio (sì, lo so che posso chiedere il cashback se mi iscrivo a Muovy oppure se mi fossi fatto dare una ricevuta cartacea al casello. Non ci penso nemmeno) e poi siamo andati lemme lemme fino a Tortona, perché il casello di Serravalle Scrivia è chiuso per lavori fino a metà novembre, e anche se all’803.111 mi avevano detto che lo stavano facendo andare a senso unico alternato non c’era alcun cartello locale. Se almeno Waze mi avesse fatto passare per Novi sarei riuscito a vedere l’abbazia di Rivalta Scrivia che ci ha sempre incuriosito: invece niente, solo Cassano Spinola, il paese dove è morto Girardengo.

Comunque non è possibile che – come ci ha detto il poliziotto che era arrivato per farci fare manovra – per fare un cantiere provvisorio e spostare le auto sull’altra carreggiata occorrano almeno tre ore. Alla fine la riapertura è stata alle 18:45: mi spiace per tutti i camionisti che non potevano certo fare retromarcia. Dimenticavo: lì in mezzo c’era anche un zanzarificio, per non farci mandare mulla.

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Gli LLM non sanno leggere gli spartiti

Dopo aver letto delle capacità di OpenAI Astra nel creare musica, mi è venuta voglia di riscrivere in Lilypond i tre corali che avevo composto a suo tempo, solo che non ho più i sorgenti MusiXTeX ma solo il PDF. Che problema può esserci, penso? Lo faccio fare a Gemini. Prompt: «Se ti allego il PDF di un corale, me lo sai scrivere in Lilypond?» Risposta: «Sì, certamente! Puoi allegare il PDF o le immagini delle pagine del corale.» Mando il tutto, e mi restituisce del codice Lilypond con il commento «Poiché il documento inviato presenta la sola linea melodica accompagnata dal testo, ho trascritto la melodia con le relative battute, indicazioni di tempo, ritornelli per le quattro strofe e il testo allineato alle note.» e chiedendomi se voglio che lui mi componga il corale, visto che c’è solo la linea melodica.

Al mio commento «Però il PDF è a quattro voci, due per rigo musicale!» la risposta è stata «Hai perfettamente ragione, e l’errore nell’analisi del PDF è tutto mio.» Poi mi dice che potrebbe però leggermente sbagliare l’altezza delle note e non separare bene la parte di contralto da quella di tenore. Risultato: quello che vedete qui a fianco. Ora, a parte che quelle note non hanno nulla a che fare quanto avevo composto al tempo, il mio PDF aveva tre righe di spartiti ed era in sol maggiore, non do maggiore; e per quanto io non abbia mai studiato seriamente armonia non avrei mai scritto una parte di soprano con quella tessitura, che nessuno mi avrebbe cantato. Per la cronaca, ho poi provato a chiedere la stessa cosa ad altri modelli; quelli cinesi e Claude mi hanno risposto picche, ChatGPT  mi ha detto che le note vengono praticamente tutte perse nell’OCR, ha continuato dicendo “faccio una prova con la prima riga” ed è uscita una schifezza simile, stavolta in re maggiore. Grok è partito in quarta, ha pensato per quattro minuti, e ha anch’esso sbagliato del tutto.

Potrei provare con un OMR (come un OCR, ma per la musica), in effetti: il guaio è che Gemini mi aveva proposto Audiveris senza dirmi che il sito audiveris.com che ritorna da una ricerca Google è uno scam (grazie ad AdNauseam non ci sono andato). Diciamo che il bieco lavoro manuale ha ancora molto da darci.

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Parlo dell’infinito

Anche quest’anno apro la stagione di conferenze al Circolo Filologico Milanese. Sabato prossimo, 5 settembre, alle 15 racconterò dell’infinito, o almeno di una sua parte finita. L’indirizzo è via Clerici 10 (dietro la Scala, per dare un’idea), l’ingresso è libero, avete il diritto di fare domande al relatore.

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Isolati!

Io sono sceso da Foppolo martedì pomeriggio, perché mercoledì e giovedì dovevo essere in ufficio. Ho anche potato giù i ragazzi, che si lamentavano della connessione del menga (in effetti la fibra non arrivava fin lassù e con Eolo era una tragedia) e comunque non saremmo potuti scendere in un colpo solo con gatti e tutto. Oggi pomeriggio guardo il cielo, guardo le previsioni per i prossimi giorni e decido che tanto valva tornare su oggi e non domani: almeno in pianura non pioveva.

Comincio a salire per la val Brembana e comincia a piovere. Supero Piazza Brembana e diluvia: non vedo nulla e salgo a 30 all’ora. Al bivio con Roncobello (17 km per Foppolo) mi fermo perché ci son tre macchine in coda e dei lampeggianti blu. Dopo un paio di minuti l’auto con i lampeggianti (erano carabinieri) scende; il tipo davanti a me fa manovra e mi dice di tornare giù perché la strada è chiusa: in effetti la strada era transennata. Risultato: Anna e i gatti sono isolati, e io mi sono fatto tre ore di viaggio inutile, a parte il trovarmi in un paio di punti con la macchina tutta sott’acqua per un lago sull’asfalto.

L’unica cosa che non capisco è perché, se effettivamente la strada era chiusa dalle 17, non hanno messo un cartello in bassa valle…

Ultimo aggiornamento: 2026-08-20 22:32

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