SMS solidale per Wikimedia Italia

Magari ve ne siete accorti: la campagna è partita ieri sulle radio, e su La7 e Sky per le tv. Dal 10 al 24 luglio è possibile fare una donazione a Wikimedia Italia, chiamando il numero 45504 da fisso o mobile, per finanziare i progetti dell’associazione per portare la conoscenza libera (non solo Wikipedia!) nelle scuole.
Trovate qualche informazione in più sul sito Wikimedia Italia: il nostro testimonial è Andrea Zanni, già presidente dell’associazione.

Aggiornamento: avevo digitato “Dal 20 al 24 luglio”, ma in realtà la campagna è partita il 10 luglio, cioè ieri.

Aggiornamento 2: Il costo di un SMS è due euro (da fisso è 2 o 5 euro a seconda del gestore), come potete vedere su http://smssolidale.wikimedia.it/, dove c’è anche il video.

Quizzino della domenica: tennis

Giocando a tennis, i punti sono strani. Si contano 15, 30, 40 e poi gioco (a meno che non si arrivi a 40 pari, e a questo punto si continua fino a che un giocatore ha fatto due punti più dell’altro). Per fare un set bisogna fare 6 giochi, sempre con la regola “due più dell’altro”, salvo che per accelerare le partite ora quando si è 6 pari si fa un gioco speciale, il tie break, che viene vinto da chi fa sette punti, sempre con la clausola “due più dell’altro”. Finalmente, una partita si gioca al meglio dei tre o dei cinque set.
Detto tutto questo: Qual è il massimo numero consecutivo di punti che si può perdere, riuscendo comunque a vincere una partita al meglio dei cinque set?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p206.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto dalla rubrica di Will Shortz).

_The Filter Bubble_ (ebook)

B004Y4WMH2La serie dei testi catastrofisti sui pericoli di Internet è piuttosto ampia. Non avevo mai letto questo testo (Eli Pariser, The Filter Bubble : What the Internet Is Hiding from You, Penguin 2011, pag. 320, $10,28, ISBN 9781101515129) e pensavo che si limitasse alla considerazione – niente affatto scontata – che noi in realtà non vediamo tutti i contenuti disponibili in rete ma scegliamo più o meno consapevolmente solo quelli che corrispondono alle nostre idee preconcette. Invece la cosa è molto più pericolosa: man mano che i grandi sistemi aggiungono servizi per farci rimanere nel loro macrocosmo, gli algoritmi che regolano le scelte che ci vengono proposte riescono sempre meglio a eliminare le voci discordanti, il tutto a nostra insaputa. Paradossalmente quello che mi preoccupa di più è che in questi cinque anni non vedo nulla di davvero nuovo, e se devo dare retta a Pariser significa che la bolla ormai nasconde tutto! L’autore cerca di terminare con una nota positiva, ricordando che anche i giornali erano partiti male ma poi sono spesso diventati autorevoli, e si auspica che un simile processo avvenga anche per le aziende internettare: personalmente non credo che capiterà e resto pessimista. La lettura è consigliata per tutti coloro che non sono troppo complottisti.

Inaspettato verdetto per Vatileaks

Non mi aspettavo proprio la sentenza di primo grado al processo Vatileaks. Non è tanto la caduta dell’accusa di associazione a delinquere per la strana coppia Balda-Chaouqui, che ci poteva anche stare visto che più che altro il tutto sembrava una saga di Gianni e Pinotto. Nemmeno le condanne miti e la sospensione della pena (cosa che immagino sia l’equivalente di una condizionale) sono poi strane: al limite mi sarei aspettato un perdono papale, ma il risultato finale sarebbe stato lo stesso. Ma non avrei scommesso sul proscioglimento di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi “per difetto di giurisdizione”, con la chiosa del presidente del collegio Giuseppe Dalla Torre che parla di «sussistenza, radicata e garantita dal diritto divino, della libertà di manifestazione del pensiero e della libertà di stampa nell’ordinamento giuridico vaticano» – cosa che mi pare faccia a pugni col difetto di giurisdizione, a meno che il giudice volesse intendere che Fittipaldi e Nuzzi dovevano essere giudicati in Italia avendo consumato il loro reato là :-)

Dato che non immagino che il collegio giudicante sia stato intimorito dalle prese di posizione dei media italiani (a parte che mi è capitato l’altro giorno di sentire come Nuzzi commentava la richiesta di condanna fatta dal PM, e mi sarebbe venuto voglia che venisse accolta solo per il “ragionamento” che ha fatto) mi chiedo esattamente il perché di tutto questo cancan. Forse che anche in Vaticano ci sono pubblici ministeri presenzialisti?

Raccolta rifiuti elettronici a Milano

rifiutielettronici Il nome ufficiale è RAEE Parking, come potete leggere sul sito del comune di Milano. È un container itinerante per raccogliere i rifiuti elettronici, e ancora per una decina di giorni è posizionato in via Bisi Albini (vicino a piazzale Istria e all’Esselunga di viale Zara, per darvi un’idea).
L’idea mi pare davvero valida.

Elezioni presidenziali austriache, bis

Come sapete, gli austriaci dovranno votare nuovamente per eleggere il loro presidente (che conta più o meno come il nostro, vi ricordo). No, non ci sono stati brogli: semplicemente non sono state seguite le regole, e quindi per esempio lo spoglio delle schede inviate per posta è partito prima di quando la legge lo prevedeva.

Credo che sarà molto interessante vedere cosa succederà in ottobre: non credo che la destra guadagnerà voti (in assoluto), quindi tutto sta nello scoprire se chi a destra non è deciderà di votare oppure no. In entrambi i casi sapremo qualcosa in più dell’Austria e forse anche dell’Europa.

Telefoni DECT – Help!

(Uso privato di blog privato, ogni tanto mi serve)
Alura: non avendo una linea fissa, a casa ho un telefono IP (Gigaset A510 IP). Il telefono in questione ha una grossa crisi, nel senso che se lo prendi in mano si spegne dopo pochi secondi. Non è un problema di pile, qualcuno probabilmente l’ha fatto cadere a terra e c’è un contatto interno scassato. Vabbè, dico io, il telefono in realtà come telefono è un DECT: mi prendo un Gigaset da poco e lo registro. Non è stato facilissimo, nel senso che all’inizio la registrazione falliva, ma ora è tutto a posto.

La mia domanda è però un’altra. Dove sta la parte IP del telefono? Posso essere ragionevolmente certo che se ne sta sulla base (che è quella attaccata al router) e non sul terminale, e quindi posso mettere via da qualche parte il telefono scassato senza che succeda nulla di male? Certo, posso fare la prova pratica, ma essendo io un tipo teorico gradirei una risposta da chi ne sa più di me…

Lo spam di Stefano Maullu

Caro (si fa per dire) Stefano Maullu, io non so chi tu sia – a parte essere uno spammatore, visto che mi è arrivato un tuo messaggio a un indirizzo che non viene usato – né mi interessa saperlo. Ti dico solo che se pensi di cavartela scrivendo in fondo al tuo spam

Se hai ricevuto questa e-mail per sbaglio, semplicemente cancellala grazie.

la stai facendo molto male. Purtroppo in Italia le leggi sulla privacy servono a tutto tranne che a multare gli spammatori.