Installare Flash è sempre più complicato

Volevo fare una nuova vignetta che non fa ridere, ma Flash è crashato. No, non è un segno divino che dovrei smetterla con le vignette: è banalmente il modo che Firefox ha per dirmi che bisogna reinstallare Flash, perché è uscita la nonsoqualesima patch di sicurezza. (occhei, dieci giorni fa era uscito l’aggiornamento trimestrale di versione, quindi quello non conta). Vabbè, vado nel sito, tolgo la spunta alle due OPZIONI DI CUI NON POTRAI PIÙ FARE A MENO nel senso che poi non riesci più a schiodartele via, e scarico l’installer, rinominandolo con il sottonumero di versione: 22_0_0_192. Lo lancio, e mi dà “errore di inizializzazione”. Il file si autocancella, e mi ritorna la schermata per scaricare l’installer. Ci riprovo, e di nuovo “errore di inizializzazione”. A questo punto mi dico “sta a vedere che il problema è nel nome del file”: lo salvo col nome che vuole lui ed effettivamente l’installazione parte. Interessante, vero?

(ah: quando mi è apparsa la schermata per riscaricare l’installer, le due OPZIONI DI CUI NON POTRAI PIÙ FARE A MENO non erano spuntate. Peccato che invece che 19 MB c’era scritto che avrei scaricato 20 MB, e ho dovuto mettere e togliere la spunta per essere sicuro di non trovarmele).

Spammatori e anche ignoranti

Stamattina – non solo a me, a quanto pare – è arrivato un messaggio di spam dal titolo « Lastello.It – Il miglior modo per dare ai tuoi cari l’ultimo ciao.» e che comincia con

Roma, Luglio 2016 – E’ nato LASTELLO.it (da Last Hello) il primo comparatore di servizi funebri.

Ora a me non dà fastidio che si parli di funerali e servizi funebri, in fin dei conti sono parte della vita. A me dà molto fastidio che mi spediscano spam. Ma un grammar nazi come me non può sopportare di vedere usato “Hello” per un saluto finale.

È uscito Archimede 2/2016

Archimede, oltre che essere il più grande matematico dell’antichità e un personaggio disneyano, è anche una rivista trimestrale di matematica (seria ma non complicata) che da quest’anno vuole rivolgersi anche a un pubblico un po’ più ampio del solito circolo; il che significa che per esempio si può anche acquistare la versione elettronica, ma anche che ci sono loschi figuri che ci scrivono, come i Rudi Mat(h)ematici e il sottoscritto.

Se andate a vedere il sito di MaddMaths! potete trovare un’ampia anteprima del numero; e se andate su Facebook troverete anche un video di una performance (che non ho osato vedere) in occasione della presentazione della rivista a casa di Archimede, cioè a Siracusa. Buona lettura!

Quizzino della domenica: spostamento di sede

La presidente della Società per l’Abolizione dei Messaggi di Gruppo ha appena ricevuto un’email: occorre spostare la sede del prossimo incontro. La società ha cento membri: la presidente invia tre messaggi ad altrettante persone con l’avviso dello spostamento e con la richiesta di fare altrettanto. Se si adotta una procedura ottimale, qual è il massimo numero di soci che non dovrà scrivere a nessuno?

telefonate!

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p205.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Futility Closet).

Codice 1000

Oggi pomeriggio siamo andati all’Ikea a Carugate. Nonostante la partita fosse alle 21 e noi fossimo arrivati qualche minuto dopo le 18, devo dire che l’idea che ha avuto Anna è stata meravigliosa. Nessuna coda allo Småland a lasciare il duo, quasi nessuno in giro per il labirinto, il ristorante svedese vuoto. Mentre giravamo è arrivato un temporalone – che a casa ci ha rilavato tutta la roba che avevo lasciato fuori a stendere, ma quella è un’altra storia – e per un attimo è saltata la corrente. Il duo ci ha poi detto che avevano fatto loro indossare il giubbetto ad alta visibilità e li avevano messi tutti attaccati a una corda, evidentemente perché temevano di doverli portare fuori, ma questo non lo sapevamo. In compenso a un certo punto abbiamo sentito agli altoparlanti un messaggio, ripetuto più volte: “A tutto il personale: codice 1000 all’area self service”.
Essendo noi gente vissuta, abbiamo intuito che fosse successo qualcosa di abbastanza grave, e che il “codice 1000” era un nome in codice :-) per non far preoccupare i clienti: ma non sapevamo cosa. Dopo alcuni minuti è stato fatto un nuovo avviso, “Codice 1000 rientrato”, anche questo ripetuto più volte. Arrivati all’ingresso dell’area self service, abbiamo capito. Stava diluviando dentro il reparto. Due corsie erano state chiuse e i clienti fatti passare da un lato, mentre l’acqua si stava accumulando per terra.
Quando dopo un’ora (pagato, messo la roba in auto e cenato) siamo di nuovo passati per di là la situazione era migliorata, ma c’erano non so quanti carrelli pieni di roba più o meno salvata…

_Con la testa tra le nuvole?_ (libro)

9788815260413Come scritto nella quarta di copertina di questo libro (Angelo Guerraggio, Con la testa tra le nuvole? : Il mestiere del matematico, Il Mulino 2016, pag. 188, € 18, ISBN 978-88-15-26041-3), un matematico risolve problemi. Questa collana del Mulino prende professori universitari per spiegare i concetti di base del loro lavoro in maniera comprensibile per il grande pubblico. Guerraggio parte molto bene con le freddure sui matematici che sono segno non solo di come essi sono visti dal mondo ma anche come loro amano vedersi; e continua ancora meglio spiegando che cosa è davvero la modellizzazione che è il vero lavoro del matematico. Poi si fa un po’ prenere la mano nei due capitoli in cui spiega il modello preda-predatore di Volterra: a mio parere dà per scontate troppe cose, e mi chiedo quanti si spaventeranno davanti a pagine e pagine con equazioni differenziali separabili. I capitoli finali sui giochini matematici – dove Guerraggio è un esperto… – sono interessanti perché gli esempi scelti sono molto vari, ma forse avrebbero avuto un effetto migliore entrando più nel merito delle strade scelte per la soluzione. Il risultato è comunque un’ottima introduzione alla comprensione di una professione incomprensibile ai più.

Argumentum ab auctoritate

In questi giorni avete forse letto della lettera aperta (qui il testo originale) contro Greenpeace e la sua battaglia contro gli organismi geneticamente modificati, lettera che ha avuto il sostegno di più di cento premi Nobel. Mentre sto scrivendo, la lista è arrivata a 110 nomi. Notate nulla di strano?

Nella lista ci sono solo scienziati, quindi non sono considerati i Nobel per la letteratura (niente Dario Fo, insomma…) e per la pace (niente Jimmy Carter, insomma, che pure dovrebbe essere un esperto di noccioline); ci sono anche i premiati per l’Economia, che non sono veri Nobel, ma diamoli per buoni. Sembrerebbe insomma che vada tutto bene: è stato chiesto di firmare la lettera solo agli scienziati. Peccato che ci sia una fallacia grossa come una casa, quella indicata nel titolo di questo post.

Un Nobel non è un tuttologo: immagino che tipicamente chi ha vinto il premio per la fisica, pur essendo tipicamente molto più intelligente di me, sappia di OGM più o meno quanto ne so io. Dunque si sta cercando di convincere la gente usando la foglia di fico dei grandi nomi, ma senza dare alcun contributo fattuale per capire se la posizione è o no sostenibile. Bella storia, vero?

(giusto per completezza: la mia opinione su Greenpeace è bassissima, mentre quella sugli OGM è tendenzialmente favorevole, anche se come scrivevo non sono certo informatissimo. Ma il principio è sempre quello che conta di più per me, e non mi interessa stare con chi la pensa come me ma lo fa male)

MathUp

La mia amica Giuseppina (che nella vita insegna tutt’altro…) mi segnala il progetto MathUp, corsi di aggiornamento per insegnanti di matematica che vogliono provare a insegnare matematica in modo diverso. Loro dicono «​Vorrebbero essere corsi dove si parla di matematica, quella che si insegna in classe (dalle elementari alle superiori, e quest’anno anche negli istituti professionali), con qualche curiosità e “incursione” nei suoi dintorni. Corsi dove si affrontano anche questioni pedagogiche – sono importanti! – ma sempre correlate agli argomenti matematici su cui si sta lavorando. Corsi che cercano di evitare un gergo divenuto incomprensibile e insopportabile nelle sue esasperazioni.» I corsi sono online e quindi non necessariamente per milanesi: alcuni dei docenti li conosco per nome e/o di vista.

Di più non so, ma magari tra i miei ventun lettori qualcuno di interessato potrebbe esserci…