Non è cambiato molto

Terminato l’anno scolastico, ieri il comune di Milano ha ripristinato area B (divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti in praticamente tutta la città) e gli orari completi di Area C (centro città con ingresso a pagamento), oltre alla sosta a pagamento e a quella riservata ai residenti. Il tutto notando che da quando Milano è in zona gialla l’indice di congestione è aumentato del 47% rispetto al 2019, quindi pre-Covid.

Per mia fortuna non esco più alle 7:35 per portare a scuola i gemelli, ma prima di pranzo sono comunque in giro per andare in palestra. Quello che posso dire è che forse in periferia da me c’è un po’ meno traffico, ma nella zona semicentrale il casino – di auto circolanti e di parcheggi ad katzum – è esattamente lo stesso. L’unica cosa che posso sperare è che i vigili ricomincino a dare multe.

Efficienza meneghina

Stamattina, mentre portavo i gemelli a scuola, Cecilia è riuscita a far cadere in una grata la sua tessera ATM. (Da questo punto di vista Jacopo è molto più attento: scendiamo dal tram e me la consegna immediatamente). Li ho lasciati davanti alla scuola, sono passato a comprare due cose all’Esselunga di Porta Nuova, e sono andato al punto ATM di Garibaldi. Ho preso il bigliettino alle 8:15; alle 8:23 ho pagato il duplicato. C’era una persona davanti a me in fila, mi è venuto in mente che magari il modulo per lo smarrimento era a disposizione e l’ho compilato mentre aspettavo, e la tesserina viene preparata al volo anche con la foto. Sono rimasto davvero incredulo.

La nuova app BikeMi

BikeMi ha cambiato modo per collegarsi: o meglio, ha aggiunto un app che man mano sostituirà il vecchio accesso con la tessera. Mercoledì ho usato un po’ le biciclette; ecco come funziona il prima e il dopo.

Prima:
(1) mi avvicino al totem
(2) tiro fuori la tessera (è quella ATM, visto che era finalmente stata unificata l’anno scorso)
(3) la passo sull’apposita zona;
(4) una volta su due me la piglia
(4′) altrimenti continuo a passarla ovunque, soprattutto su certe stazioni
(4″) disperato, apro il telefono, leggo i codici temporanei che l’assistenza mi aveva mandato, mi abbasso per evitare errori di parallasse e li digito
(5) prendo la bici
(6) faccio il mio giro
(7) poso la bici
(8) aspetto che la lucina verde smetta di lampeggiare
(9) passo la tessera sul totem per accertarmi che sia stata posata bene
(10) se il totem non legge la tessera, incrocio le dita e aspetto con calma la mail di conferma.

Adesso:
(1) apro l’app e clicco sulla stazione bici
(2) mi avvicino alla stazione
(3) quando sono abbastanza vicino, compare il pulsante “sblocca bici”
(4) clicco, e mi viene detto quale bici prendere
(5) prendo la bici
(6) faccio il mio giro
(7) poso la bici
(8) riapro l’app
(9) mentre la luce lampeggia, mi arriva la segnalazione “bici restituita”

Vi garantisco, è una gioia.

Ma che bel “collegamento”!

Leggo su UrbanFile che il “collegamento” tra la fermata Sforza-Policlinico della quasi finita linea M4 e la fermata Missori dell’esistente linea M3 sarà interamente in superficie, per un tempo di percorrenza di circa 9 minuti. Il bello è che le due linee si incrociano: ma non solo non è stata pensata una fermata in comune – cosa che posso anche comprendere, vista la difficoltà di scavare ampi spazi nel centro di Milano – ma non è nemmeno stato provato a costruire un passaggio sotterraneo, come capita molto spesso a Parigi e del resto troviamo anche tra Duomo e Cordusio. Motivo? Costa troppo (30 milioni anziché i 10 della riqualificazione) e si rischia di trovare reperti archeologici.
Ovviamente nessuno farà un cambio di metropolitana in quel modo: piuttosto farà un doppio cambio rimanendo sottoterra e intasando ancora di più il servizio. Un successone, vero?

La nuova frontiera per le attività commerciali milanesi

Non so come funzioni la cosa nelle altre città, ma a Milano ci sono sempre state delle mode per le attività commerciali. In passato avevamo avuto l’ondata di ristoranti cinesi; poi si è passati agli empori (sempre cinesi) e ai centri massaggi (ancora una volta cinesi). Come credo nel resto dell’Italia, la crisi del 2008 aveva fatto spuntare i Compro Oro – stavolta credo autoctoni – e poi le sale scommesse.

Questi ultimi anni hanno portato però a un nuovo tipo di attività commerciale! Quando in via Murat a fine 2019 al posto di un minimarket cinese molto grande che aveva chiuso qualche mese prima arrivò un poliambulatorio dell’Humanitas non ci avevo fatto caso più di tanto. Ma poi, sempre in via Murat qualche centiaio di metri più in là, un negozio di scarpe ha chiuso… e dopo qualche mese è spuntato un altro poliambulatorio. Evidentemente il famoso Modello Sanitario Lombardo nulla può fare per ridurre l’impatto delle pandemie o anche solo trovare vaccini influenzali, ma permette che la libera iniziativa privata moltiplichi gli ambulatori, naturalmente a pagamento…

vigili urbani

Stamattina alle 8 c’è stato un incidente all’incrocio tra viale Marche e via Murat. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, visto come gli scooter guidano incuranti di tutto quello che c’è intorno a loro. Ad ogni modo, un’ambulanza era piazzata di traverso all’inizio di via Murat, immagino perché il ferito aveva comunque bloccato la strada. Questo non sarebbe un grandissimo problema, perché in quel punto la strada è così larga che si può andare contromano per quel tratto lasciando una corsia per le auto in direzione centro, che tanto in teoria non possono poi girare a sinistra e devono incanalarsi per forza.

A dire il vero, oltre all’ambulanza c’era anche un’auto dei vigili urbani, parcheggiata sulla ciclabile di viale Marche che in effetti doveva comunque essere bloccata per permettere il soccorso. Fuori dalla macchina c’erano due vigili sul marciapiede. Cosa facessero quei due vigili non mi è stato per nulla chiaro, ma sicuramente doveva essere qualcosa di molto importante.

è inutile, io sono un influencer

nuove strisce in via MuratRicordate la mia domanda al Comune di Milano sulle strisce disegnate in via Murat e la relativa (non) risposta? Bene, stamattina stavo pedalando verso casa dopo avere accompagnato i gemelli a scuola e mi sono accorto che la striscia di mezzeria è stata ridisegnata più o meno come prima di quest’estate, lasciando lo spazio per due auto affiancate in direzione centro (immagino lunedì notte, visto che ieri pioveva e non potevano certo fare nulla). Considerando che non so quanti siano a rompere le palle con segnalazioni di questo tipo, posso bullarmi di avere contribuito a muovere il macchinario burocratico comunale. Potrei a questo punto sfruttare il momento buono e tentare di fare finalmente diventare piazzale Lagosta una rotonda come tutte le altre, in cui chi entra dà la precedenza.

C’è solo un piccolo problema. Così ad occhio hanno esagerato, e ora la corsia in direzione periferia mi pare così stretta che mi sa che non riesco a pedalare affiancato a un’auto. Insomma il traffico in genere ci ha guadagnato, ma io ci ho perso. Boccaccia mia statti zitta!

non aspettano nemmeno che si asciughi la vernice

Martedì all’ora di pranzo, come ho raccontato nei commenti qui, sono passato a parlare (al citofono…) con la segreteria della scuola dei gemelli. Visto che poi dovevo andarli a prendere e le due scuole non sono vicinissime, ho preso un BikeMi e sono passato in via Fatebenefratelli, dove stavano disegnando una pista ciclabile (non una “corsia”, ma una di quelle con la striscia gialla); direi insomma quella della cerchia dei Navigli. Gli operai avevano iniziato in mattinata, penso, tanto che si sentiva ancora l’odore della vernice fresca; ma un paio di furgoni erano già a bloccare la corsia nei duecento metri tra piazza Cavour e via dei Giardini. (Poi nel tratto dopo corso di Porta Nuoba c’erano i cartelli di divieto provvisorio di sosta, i coni per indicare la parte che sarebbe stata verniciata e tutte le auto parcheggiate al di qua dei coni, ma non so quale fosse stato l’ordine delle operazioni).

Detto tra noi, non sono sicuro che quel tratto di ciclabile sia così necessario, almeno per le rare volte in cui ci sono passato io. Forse sarebbe stato meglio allargare la preferenziale in Moscova e far passare le bici di là, almeno in direzione antioraria. Ma se si decide di farlo, allora deve anche essere gestito, altrimenti si incazzano tutti, da chi si vede tolto il parcheggio sotto casa a chi tanto non riesce a pedalare. Certo che questa è una battaglia persa in partenza: pensate che davanti alla questura ci sono i panettoni per non far parcheggiare… e le auto se ne stanno a fianco dei panettoni.