L’altra settimana sono passato dalla libreria Hoepli, che come sapete è in chiusura. Al piano terreno c’era molta gente, ma sono andato su al quarto piano, sezione “scienze”, e il risultato è quello che vedete nelle foto. Per chi non è mai stato in Hoepli, gli scaffali, sia quelli a muro che le strutture sotto i tavolini, erano sempre zeppe di libri esteri, ordinati per editore: al lettore di narrativa può sembrare una stupidaggine, ma nella saggistica tecnica era fondamentale per andare più o meno a colpo sicuro. Adesso quegli scaffali sono semivuoti, ma soprattutto si trovavano solo libri in italiano usciti da poco, che chiaramente posso trovare in qualunque altra libreria. Vi assicuro che vedere quest’aria di smobilitazione è stato un brutto colpo, e penso alla situazione di quei poveri dipendenti.
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La nuova “piazza Arcobalena”
Il mio percorso ciclistico per arrivare in ufficio passa da piazza Spoleto, una di quelle zone di Milano inizio Novecento che non sono nate per il traffico automobilistico, e che si trova un tram che va a fare capolinea e una scuola che dà sulla piazza. Alcuni anni fa il comune di Milano decise di fare uno dei suoi esperimenti di “urbanistica tattica”: in pratica divise in due la piazza (e tagliò quindi i flussi veicolari), lasciando una zona centrale come area pedonale. Inoltre definì anche un percorso ciclabile contromano in un tratto di via Spoleto e via Popoli uniti: nella prima fece una vera pista ciclabile separata dall’altra carreggiata da una fila di parcheggi, nella seconda che è più stretta fece quello che credo sia l’unico esempio milanese di “senso unico eccetto bici” (ci sono i cartelli apposta, oltre che la segnaletica orizzontale). Risultato? In via Spoleto le auto parcheggiano sul marciapiede destro, oltre che sull’area a fianco della pista ciclabile e in via Martiri Oscuri parcheggiano a metà tra marciapiede e strada dal lato dove arrivano le bici contromano. Questo nel pomeriggio: al mattino abbiamo semplicemente decinaia di auto parcheggiate a caso per fare scendere i poveri pargoletti che non possono muoversi a piedi.
Adesso però c’è una novità: da lunedì cominceranno i lavori per la sua sistemazione definitiva, compreso un nuovo nome “piazza Arcobalena” che mi sembra parecchio stupido. Ma a parte la toponomastica, quello che non sono riuscito a capire è cosa succederà esattamente. L’unica cosa chiara è che sarà messo un semaforo alla fine del tunnel ferroviario, il che è cosa buona e giusta, visto che passare sotto quel tunnel in direzione viale Monza è una tragedia. Occhei, in bicicletta ci si riesce, ma in auto conviene fare un giro più lungo, prendere un tunnel più a sud e rientrare. O meglio: ho più o meno capito come cambieranno i sensi unici, in modo probabilmente più logico perché dal tunnel si farà tutta via Popoli Uniti per arrivare in viale Monza: ma se ho ben capito quel tratto di via Martiri Oscuri rimarrà pericoloso come e più di oggi. Mi chiedo se valesse la pena di fare tutto questo…
La matematica che conta – Presentazione in Hoepli
Come forse avrete letto in giro, la Hoepli non se la passa bene; c’è il forte rischio che la casa editrice sia ceduta a qualche grande gruppo, e soprattutto che la libreria venga chiusa, con le ripercussioni sui dipendenti. Quale migliore occasione per un milanese di andare venerdì prossimo (13 marzo) a vedere la presentazione del libro del mio amico Daniele Gouthier La matematica che conta? Non ho ancora fatto in tempo a leggere il libro – io sono da solo a leggere, e a scrivere sono così in tanti! – ma so bene come scrive, visto che ho letto e apprezzato Matematica fuori dalle regole, e sono certo che anche questa sua nuova fatica possa essere più interessante per chi con la matematica ha sempre avuto un rapporto complicato.
L’unica cosa che mi dispiace è che io il 13 sarò nel frusinate – ovviamente a parlare di matematica… il Pi Day è dietro l’angolo – e quindi non potrò essere presente.
Tregua automobilistica olimpica
Come ricordate, la mia grande azienda ha sentenziato che in fin dei conti la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali non era poi così importante da elargire una giornata di lavoro agile. Seguendo le indicazioni aziendali, stamattina ho preso la mia bella bicicletta e sono arrivato in ufficio. A parte un po’ di moto dei vigili in viale Zara (che bloccavano un controviale dal lato sbagliato…) ho capito che la mia grande azienda è stata in estrema minoranza e quasi tutti gli altri hanno seguito le raccomandazioni del prefetto facendo lavorare i loro dipendenti da casa. Niente traffico, sembrava di essere ad agosto (ma sudando molto di meno).
Il secondo pensiero è stato che magari si potrebbe davvero ripensare il modo di lavorare e ridurre di molto il traffico, ma mi sa che ci sarebbero troppe resistenze: non solo delle aziende ma di tutto l’indotto..
Ultimo aggiornamento: 2026-02-06 09:31
Il Codex Atlanticus online
Io non sapevo che il Codex Atlanticus di Leonardo fosse custodito alla biblioteca Ambrosiana qui a Milano. Ma soprattutto non sapevo che hanno fatto una versione visualizzabile via web. Diciamo che l’utilità pratica non è il massimo, anche perché non ci sono trascrizioni del testo; però volete mettere l’effetto visivo?
La scuola dimenticata
Anno 2015: I miei gemelli fanno prima elementare e si trovano da un giorno all’altro i ragazzi della vicina scuola media Pavoni di via Benigno Crespi 40, dove è stato trovato dell’amianto.
Anno 2022: Dopo solo sette anni è stato bonificato l’amianto, già che c’erano hanno tolto due serbatoi di carburante, e le ruspe hanno tirato giù la costruzione. Tempo previsto per i lavori: 440 giorni.
Anno 2023: Sono passati i 440 giorni, ma si è scoperto che un serbatoio aveva una falla e quindi si è dovuto verificare che il terreno non fosse contaminato.
Anno 2025: Ho scattato questa foto a inizio ottobre, ma l’altro ieri sono passato e la situazione era identica (ok, un po’ meno verde visto che l’autunno è inoltrato). Non si direbbe che la contaminazione sia così pesante. Ma soprattutto non si sa assolutamente nulla di cosa si voglia fare, ammesso che lo si voglia fare: le richieste di informazioni cadono nel vuoto. Eppure a un paio di chilometri da lì il cantiere della scuola media Falcone e Borsellino in viale Sarca, demolita nel 2024, procede alacremente. Intanto i gemelli hanno finito le elementari, fatto le medie (in un’altra scuola, pur che non avessimo più a che fare con la dirigente che c’era) e sono a metà delle superiori.
Non serve più un edificio scolastico? La promiscuità di bambini di sei anni e ragazzi di 14 (le zone sono separate, ma per dire la palestra è la stessa…) non è un problema? Bene, che lo si dica ufficialmente. Quale sarebbe il problema? Parafrasando Giorgio Gaber, “ma quella scuola, ma quella scuola ora non c’è più: ma quella scuola, ma quella scuola l’han buttata giù!”
Finalmente il Carnevale della matematica dal vivo!
ATM: perché non online?
Lunedì Cecilia mi telefona dicendo che in metro ha perso la tessera ATM. Tra l’uno e l’altro gemello capita tre-quattro volte l’anno, e io pago. No, non è vero: il costo di riemettere la tessera glielo tolgo dalla paghetta: però quello che mi tocca fare è prendere e andare a rifare la tessera a un ATM Point. Solo che ATM ha deciso di chiuderli quasi tutti, per favorire le interazioni virtuali: ora ne rimangono solo tre, e la coda per prenotare è inenarrabile. Alla fine sono riuscito a trovare un buco mercoledì pomeriggio, nel carnaio della Centrale – crederete mica che i numeretti funzionino davvero? – e ho fatto tutto. Nessun modulo: quello che serviva era la carta d’identità di Cecilia e ovviamente i 15 euro.
Quello che mi chiedo è perché uno possa farsi fare un abbonamento tutto online e poi andare a una “Tessy” per farsi stampare la tessera, ma questo non valga per il rinnovo. Quale sarebbe il problema? Si mandano i documenti, si paga e via. Occorrono 24 ore perché qualcuno processi la richiesta? È sempre meno che il tempo necessario per trovare uno slot libero.
(sì, lo so che si può mettere la tessera sul telefono. Per i miei figlioli che sono nativi digitale “è troppo scomodo”)

