Modelli a priori

Domenica scorsa Nicola Gardini, che se non ho capito male è uno scrittore di un paio d’anni più giovane di me, ha scritto sul Sole-24 Ore uno dei mille articoli che lodano il nostrano liceo classico, “scuola modello” invidiataci da tutto il mondo e fors’anche altrove: “l’esperimento di pedagogia più geniale e più fruttuoso che governo occidentale abbia mai messo in piedi”, come scritto stavolta. Come dimostrarlo? Se non ho inteso male, lo si vede da cosa sa fare chi è uscito da quella scuola, e che non è compreso da chi vorrebbe eliminarlo perché pensa che “lo studio del greco e del latino non sia cosa scientifica”, il che per Gardini è del tutto falso.

C’è solo un piccolo problema. Mentre si vedono i risultati di chi è uscito brillantemente dal liceo classico, non si vedono quelli di chi è uscito malamente e soprattutto non si tiene conto che al classico ci vanno i più bravi e quelli che magari tanto bravi non sono ma possono essere più aiutati in quanto di famiglia abbiente, il che significa che non è così strano questo loro successo, indipendentemente da quello che hanno studiato. Insomma abbiamo un modello a priori che dà una visione distorta della realtà, e ce ne possiamo accorgere in maniera scientifica. (Sarete mica anche voi tra quelli che pensano che la scienza sia fatta solo di numeri? Quelli servono al più dopo, per quantificare quale sia questo vantaggio, anche se in questo caso ottenere risultati numericamente validi non è banalissimo e lo possiamo lasciare agli esperti).

Non che io pensi che chi ha fatto altre scuole impari a tirare fuori un ragionamento di questo tipo; però – diciamocelo – questo esempio particolare mi fa pensare che il grande vantaggio del liceo classico non sia poi così tanto grande.

Webeti

Non avendo scritto nulla di particolarmente intelligente in questi giorni (non che in genere…), posso immaginare che il picco relativo di accessi al blog derivi da persone che sono arrivate al mio sito attraverso il Gergo Telematico e la citazione di quasi vent’anni or sono di “webete” e poi hanno fatto un giro. Benvenuti!
Certo che i giri della rete sono ben strani…

(comunque non è vero, come scritto sulla Stampa, che la grafica del mio sito è anni ’90. In realtà è anni ’80, anche se al tempo il web non esisteva ancora…)

Truffe telefoniche

Venerdì sera, mentre navigava in un sito di recensioni librarie (che spero non userà più) ad Anna è arrivato un messaggio sul tablet che diceva che era stato attivato un abbonamento a kiddingroom.mobi, al modico prezzo di 4 euro e 99 la settimana. Sabato mattina, chiamando il 119, abbiamo scoperto che la blacklist in cui il numero era stato inserito era solo quella per gli SMS a pagamento e non quella per i servizi; scopriremo poi se i cinque euro sono stati fregati o no. Leggendo le condizioni di servizio, trovo scritto questo:

E’ possibile iscriversi ai servizi Mobando chiedendone l’attivazione in 2 modi:

* il terminale collegato in rete 3g è riconosciuto dall’operatore telefonico: in questo caso l’iscrizione è istantanea nel momento in cui l’utente manifesta la volontà di accedere ad un gioco accettando i termini e condizioni per abbonarsi al servizio.
* il terminale è fuori copertura 3g o non riconosciuto all’operatore telefonico: l’utente al momento di visualizzare un video presente sul portale è invitato ad inserire il proprio numero di cellulare e selezionare il proprio operatore telefonico. alla ricezione dell’sms contenente il pin dovrà inserire il codice e contestualmente accettare le condizioni.

Qualora il credito residuo di traffico telefonico fosse insufficiente al momento dell’addebito settimanale, non sarà consentito l’accesso al servizio, riservato il diritto di Mobando s.r.l. di recedere dalla fornitura in corso.

Notate che Anna non era nella pagina di Kidding Room, e quindi la “volontà di accedere” poteva al più essere il risultato di avere toccato per sbaglio una pubblicità che ha aperto questo fantomatico e invisibile link. Quello che mi chiedo è come faccia una simile clausola a essere legale. Qualche avvocato sa dirmi qualcosa?

Lutto nazionale televisivo

Ieri pomeriggio Jacopo stava guardando i cartoni animati su RAI Gulp, e a un certo punto mi chiede “come mai c’è quel fiocco?” Guardo la tv, vedo un fiocco nero, faccio un po’ di mente locale e mi ricordo che il giornale diceva che era giornata di lutto nazionale per il terremoto. Gli faccio una spiegazione semplificata di cui non so cos’abbia colto – i cartoni erano più interessanti – e la cosa è finita lì.

Ho scoperto solo dopo che, a parte il fiocco nero in sovrimpressione, la RAI ha scelto di non trasmettere pubblicità per tutta la giornata, il che mi pare un segno importante. Però forse un sottopancia sarebbe stato utile per spiegare meglio la cosa anche ai bambini…

Costanza Miriano e l’indulgenza

La mia stima nei confronti della signora Costanza Miriano è virtualmente nulla. È una di quelle persone che a mio parere esistono solo perché certa stampa possa sguazzare. Però nel caso della preghiera per i morti del terremoto non riesco a capire quale sia il problema.

Per un cattolico è possibile lucrare l’indulgenza plenaria anche per una persona morta (per chi ha presente il testo del Credo, è un corollario della “comunione dei santi”). Tra l’altro siamo in un anno santo, quindi la cosa è facilitata. Che io sappia, gli elenchi dei morti sono dati pubblici, o almeno La Stampa li ha pubblicati per decenni. Un morto è morto e le cose non possono certo peggiorargli, a meno che non ci sia un Dio così malvagio da dannare coloro per cui sono state fatte preghiere verso altre divinità (ma tanto ci hanno già pensato i Mormoni, quindi il loro fato non cambierebbe). L’unica cosa che non vorrei è che poi la signora Miriano o chi per lei rompesse le palle ai parenti delle vittime, ma fino a che si limita a pregare in privato non trovo nulla di male.

_Mathematical Shenanigans_ (libro)

B00JPCZC16Se non ho capito male, “shenanigan” significa più o meno “scherzetto”, non necessariamente di buon gusto. Questo libretto (Metin Betkas, Mathematical Shenanigans, pag. 141, $4.95) contiene un certo numero di scherzetti pensati per una soluzione matematica. Quando parlo di scherzetti, intendo robe tipo “cosa succede se quello davanti a me frena e io non sono attento?” oppure “Possiamo sopravvivere a un attacco di zombi?”. L’idea non è male, e può dare ottimi spunti agli insegnanti che vogliono fare esercizi un po’ diversi dal solito a lezione. Però i testi sono piuttosto stringati, e consistono per buona parte nei passaggi algebrici necessari per risolvere le equazioni, il che rende la lettura casuale piuttosto pesante.

crollo nelle differenze

(non ho intenzione di discutere del Jobs Act, perché non ne so abbastanza di economia. Mi limito ai semplici numeri di cui capisco qualcosa in più)

Oggi un trafiletto nelle pagine sull’economia di Repubblica ha come titolo “crollano i contratti stabili: -84%”. Leggendo il titolo, a me viene in mente che il numero di nuovi contratti è sceso a un settimo di quello di un certo periodo precedente. Periodo non identificato, ma da un titolo non puoi pretendere tutto, c’è apposta il testo dell’articolo per saperne di più. Leggendo il testo, scopro che i conti sono stati fatti tra il primo semestre 2016 rispetto al primo semestre 2015, il che ha senso. Mi viene anche spiegato che una possibile causa è che ora solo il 40% dei contributi è a carico dello Stato, anziché tutti come l’anno scorso. Ma soprattutto che quel calo non è stato sul numero di nuovi contratti, come ingenuamente pensavo, ma sulla differenza tra nuovi contratti creati e vecchi contratti cessati. In altri termini, questo 84% in meno è sul tasso di crescita dei contratti: in matematica diciamo che è sulla derivata seconda.

Possiamo discutere sulla importanza e pericolosità dei dati, ma almeno cominciamo a sapere di cosa stiamo parlando… Altrimenti sono solo chiacchiere da socialcosi.

Tacere

Non è che non ho scritto sul terremoto perché sono in ferie e ho altro da fare. Molto più banalmente, non ne ho scritto perché non ho nulla di intelligente da aggiungere.

Come sempre, a poche ore dal sisma abbiamo avuto le solite polemiche di tutti i giorni, giusto declinate in salsa tellurica; le solite idee idiote propagate sui socialcosi, stavolta la devoluzione del montepremi del Superenalotto; per fortuna, i molti commenti su quanto quell’idea fosse impossibile, il che mi esime dal segnalare la cosa ai miei ventun lettori che presumibilmente l’hanno già saputo.

Io mi arrogo il diritto di scrivere quello che mi pare, lasciando a voi il diritto simmetrico di non leggermi. Ma mi arrogo anche il diritto di non scrivere.