Ieri sulla Sea Watch 3 sono saliti tre parlamentari dell’opposizione. Un radicale di +Europa; uno di Sinistra Italiana; una di Forza Italia.
Come (non) resettare un telefono
Quando telefono, spesso con la guancia tocco tutti i tasti virtuali possibili – il che dimostra tra l’altro che non avere tasti fisici è il Male. Sabato mattina, mentre ero nell’atrio della piscina attendendo che il duo facesse la lezione di nuoto e perdesse una mezz’ora abbondante a docciarsi e rivestirsi, ho commesso l’errore di cercare in rete qual era il problema (il sensore di prossimità, per la cronaca) e di non leggere con attenzione il comando da eseguire: il risultato è stato che ho resettato il telefono, e ho perso mezza giornata a rimetterlo a posto.
Il problema non sono stati i dati. Quelli sono sempre backuppati automaticamente, a parte le chiamate e gli sms che non mi interessano più di tanto; l’unica cosa che ho perso sono stati i messaggi whatsapp del mattino (ma anche Whatsapp è il Male. Telegram non ha fatto nemmeno una piega). I contatti, per dire, li avevo tutti belli pronti, anche perché ho un altro device Android da cui certi dati sono stati ricavati automaticamente. Il problema non sono nemmeno le app: anzi in questo modo ne ho approfittato per farne fuori alcune che non uso mai (a proposito, che mi suggerite per un file manager a pagamento che però non mi riempia di pubblicità?) Però per esempio dovrò chiamare la banca per riaggiornare il token virtuale, e questo non è bello. Insomma, direi che c’è un buon mercato per un sistema semplice di trasferimento dati da un telefono a un altro :-)
Quizzino della domenica: Per un quadrato in più
Nella figura qui sotto potete vedere due quadrati. Siete in grado di spostare quattro fiammiferi e ottenere tre quadrati? Non è permesso sovrapporre i fiammiferi: la figura risultante deve necessariamente essere planare. E naturalmente non è permesso spezzare i fiammiferi!

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p359.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Serhiy e Peter Grabarchuk, da WSJ Brain Games.)
_Where Mathematics Comes From_ (libro)
La prima sensazione che ho avuto leggendo questo libro (George Lakoff e Rafael E. Núñez, Where Mathematics Comes From, Basic Books 2000, pag. 512, $32, ISBN 9780465037711, link Amazon) è il famoso detto “quando uno ha in mano un martello, vede ovunque chiodi”. Lakoff è un cognitivista: per lui dunque la matematica non può che essere il risultato delle connessioni neurali umane, se parliamo a basso livello, o delle analogie che noi umani facciamo se parliamo ad alto livello (Gli autori preferiscono il termine “metafore”, ma il concetto di base è lo stesso). Il problema che vedo io è che è indubbio che noi ci facciamo delle idee mentali sui concetti matematici, ma questo non significa che i concetti siano il risultato di queste metafore. Pensiamo per esempio ai numeri immaginari e complessi: sono nati seguendo un certo tipo di formalismo (“facciamo finta che esistano e si comportino come i numeri usuali”), ma poi la metafora è mutata (“l’unità immaginaria corrisponde a una rotazione antioraria di 90 gradi nel piano cartesiano”) senza che le proprietà cambiassero: banalmente, ora vediamo gli stessi oggetti in un altro modo più semplice. Gli autori partono dai (minimi) risultati cognitivi ottenuti a proposito della matematica, o meglio sui concetti come la subitizzazione e le somme di piccoli numeri; da lì costruiscono una cattedrale di filosofia della matematica, affermando che tutte le correnti attualmente esistenti, dal platonismo al formalismo al costruttivismo alla matematica sociale, non colgono la vera essenza della matematica. Occhei, atteggiamenti di questo tipo sono la norma in filosofia, quindi non c’è da stupirsi nel trovarli; ma da qui ad affermare di avere trovato la Verità ce ne corre. Un platonico standard quale io sono pensa che i concetti matematici esistano “da qualche parte”, ma che non sono mappati perfettamente sul nostro mondo empirico; quindi tutte le pagine che gli autori usano per “dimostrare” che il continuo non è continuo e che per esempio gli infinitesimi hanno pieno diritto di esistenza sono per me puri esercizi intellettuali. Detto questo, è comunque importante leggere un punto di vista diverso dall’usuale e bene argomentato, anche per chiarirsi meglio le idee.
No more (magic) Moments
Leggo che il mese prossimo Facebook chiuderà la sua app Moments. Due rapide considerazioni. La prima è che a quanto pare non è solo Google a dismettere roba (se non sbaglio la prossima vittima sarà Hangouts). La seconda è che non ho mai visto Moments. Sono ragionevolmente certo di averne sentito parlare, ma se qualcuno mi avesse chiesto a che servisse avrei fatto scena muta. Certo, io e le immagini non andiamo troppo d’accordo. Certo, è probabile che io sia invecchiato e non sia più al passo con tutto quello che succede. Ma in ogni caso mi pare ci sia anche una componente interessante. Perché Facebook, che pure possiede Instagram, dovrebbe avere una seconda app per le immagini?
Giulio Regeni, dopo tre anni
_Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata_ (ebook)
Ho sbagliato. Quando attratto dal titolo ho acquistato questo ebook (Rino Casazza, Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata, Algama 2016, pag. 30, € 2.99, ISBN 9788899801397, link Amazon) non avevo notato che per tre euro mi sarei ritrovato con 30 pagine di testo: già questo basterebbe a sconsigliarlo. È vero che l’ho pagato 1,99, ma secondo me è già troppo così. Passando alla storia vera e propria, mi aspettavo un apocrifo in cui i due detective si alleavano, o magari si scontravano, su un caso. Macché. Casazza evidentemente non sopporta Holmes e lo fa diventare una macchietta, anche se comunque è lui a risolvere il caso… ma noi lo sappiamo solo attraverso la rilettura di Padre Brown. Quest’ultimo assomiglia più al personaggio di Chesterton, e in effetti a una sua affermazione ho riso di gusto immaginandomi la scena. Però, diciamocelo, è davvero poco.
il mio primo sondaggio politico
Io sono iscritto a Google Opinion Rewards, i sondaggi da pochi centesimi somministrati via Google. Con quegli spicci ogni tanto mi compro un ebook da leggere :-) Generalmente mi arrivano sempre le stesse domande, e quando dico “stesse” non penso solo a quelle sulle recensioni dei posti che ho visitato ma proprio domande ricorsive identiche: devo avere già scritto di quella che mi chiede se sono sposato e poi passa al neerlandese per chiedere qual è il mio reddito familiare. Però, a differenza di altri miei amici, non mi era mai arrivato un sondaggio politico… fino a stamattina.
La domanda era su come io giudicavo Matteo Renzi: non so chi abbia commissionato il sondaggio. Ho risposto “Altro” e specificato qualcosa tipo “sarebbe bravo, se non fosse troppo pieno di sé”. L’unica cosa triste è che questo mio sforzo ha prodotto un guadagno di 8 (otto) centesimi e probabilmente la fine della mia carriera di opinion maker in trentaduesimo: dare una risposta diversa da quelle precotte implica troppo lavoro da parte di chi gestisce i risultati…