Il solito Massimo Manca mi ha fatto leggere questo articolo della Stampa che racconta di un valdostano nato nel 1942 a La Thuile che si è trovato come luogo di nascita sulla carta d’identità “Porta Littoria”.
Prima di dare un giudizio su cosa è successo vorrei fare un esempio personale. Se mio padre fosse ancora vivo e dovesse rinnovare la carta d’identità, quale luogo di nascita si troverebbe scritto? Lui nacque a Carrara San Giorgio, un comune della bassa padovana che non esiste più perché si è fuso con il confinante Carrara Santo Stefano per formare una nuova entità chiamata con ben poca fantasia Due Carrare. Dunque era nato a Carrara San Giorgio oppure a Due Carrare? Certo, se pensiamo a un centenario nato nell’allora Girgenti probabilmente troveremo scritto “Agrigento” e non faremo una piega, vista la continuità del luogo pur con il cambio del nome.
Il punto è che l’Italia è la patria dei legislatori. Penso che siamo tutti d’accordo che al momento della nascita il protagonista della storia si trovava a Porta Littoria, come anche siamo tutti d’accordo che al termine della guerra una legge abbia cancellato le “denominazioni fasciste” tornando ai toponimi ufficiali. Ma cosa dice effettivamente la legge? Se si sono dimenticati di aggiungere un comma per specificare che i nomi del Ventennio vengono eliminati anche retroattivamente per gli usi successivi, tecnicamente quel signore deve avere Porta Littoria come luogo di nascita. Mi starebbe benissimo se il ministro dell’Interno smettesse per un attimo di twittare cosa sta mangiando e preparasse una leggina al riguardo, ma quello è forse chiedere troppo. Sarebbe già più semplice cercare la legge del dopoguerra per scoprire che dice, ma ammetto di essere troppo pigro…
(ah, io per decenni ho abitato in una via parallela a via La Thuile. Però il quartiere nacque dopo la guerra, quindi non ci fu mai via Porta Littoria :) )

“Narrazione” è una parola oggi sin troppo di moda: però associarla alla matematica parrebbe piuttosto azzardato. Gabriele Lolli però non è d’accordo, e lo mostra in questo libro (Gabriele Lolli, Matematica come narrazione, Il Mulino 2018, pag. 216, € 15, ISBN 9788815274229,