Indro verniciato

Montanelli in rosa Sulla storia della statua di Indro Montanelli imbrattata di vernice rosa (ma la vernice lavabile non è quella che stesa sui muri può essere appunto lavata, cosa un po’ diversa da “può essere tolta con l’acqua”?) io ho solo un pensiero, nemmeno troppo profondo.
Discutere sul fatto che Montanelli meriti o no di essere ricordato è una cosa perfettamente lecita, non ci sono dubbi. Per quello che mi riguarda, avrei anche trovato comprensibile che qualcuno gli avesse buttato addosso una latta di vernice quando era in vita. Farlo su una statua che evidentemente non può fare nulla mostra solo che si è forti con i deboli.

(foto: La Repubblica. Se ci cliccate sopra finite sulla loro rassegna fotografica)

_Le piante sono brutte bestie_ (libro)

Sono sempre in ritardo con le mie letture: il suo successivo Mirabilia è già uscito da mesi, ma io ho attaccato solo ora la sua opera precedente (Renato Bruni, Le piante sono brutte bestie : La scienza in giardino, Codice 2017, pag. 219, € 18, ISBN 9788875786717, link Amazon). Con i bei disegni di Alessandro Damin che impreziosiscono il testo, Bruni stavolta si dedica a spiegare come anche i semplici prati, giardini e orti contengano una biodiversità a noi ormai sconosciuta: ma soprattutto come non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, perché piante diverse hanno richieste diverse. La biologia ha mostrato come credenze popolari, quali per esempio che fare pipì fertilizzi il terreno, possono essere vere per certe coltivazioni ma rovinarne altre; oppure che la simbiosi a livello microscopico tra le specie è molto più importante di quanto si credesse. Il tutto è confezionato nello stile per così dire “aziendale” di Bruni, che spiazza il lettore traducendo concetti a cui non facciamo più caso nel lessico marchettaro. Credo tra l’altro che il racconto della tassonomia delle piante finte, la famosa famiglia delle Simulacreaceae, meriti già da solo la lettura!

Comma 22

Ricordate che avevo resettato il telefono? Tra le varie app c’erano quelle delle banche. Con IWBank ho telefonato, mi hanno temporaneamente tolto la richiesta di PIN, e ho rimesso tutto a posto. PopSO è però stata un po’ diversa. La prima cosa da fare era stata cercare il QR code del contratto, che una volta scansionato mi avrebbe dato il codice da usare. Essendo io una persona ordinata (hahaha) l’ho ritrovato, ho recuperato il codice, l’ho inserito nel sito… e invece di passare alla schermata di configurazione con la seconda password mi è stato chiesto di inserire l’OTP lanciando l’app.
Telefono all’assistenza, e mi dicono “beh, è chiaro: il suo non è il primo accesso, quindi deve autenticarsi”. Io scendo dal pero e replico “bene, non si può resettare il numero di accesso?”, e l’help desk: “no, questo deve essere fatto in filiale”. Mi sa che la storia sia nata per fare andare ogni tanto qualcuno in filiale: sono poi andato dopo qualche giorno, non c’era nessuno ma mi hanno detto che quel giorno ero il terzo a chiedere il reset… oltre che suggerirmi di installare l’app su due diversi dispositivi in modo da averne sempre almeno uno funzionante.
Sarà, ma mi pare un sistema subottimale. Qual è la sicurezza aggiuntiva? Nessuna, perché io non ho dovuto dare dati personali. Però volete mettere?

Il comune tagliato in due

Ieri ho scritto su tumblr a proposito di un comune del cuneese formato da due parti distanti trenta chilometri.
Mi ha scritto timendum spiegando che

Probabilmente il comune è ora composto da città più il pascolo che era assegnato alla città, come fanno presente qui:
https://www.reddit.com/r/italy/comments/ayanct/til_di_magliano_alpi_un_comune_diviso_in_due/ehzgh1h/

Non credo ci siano abitanti nella parte di pascolo di Magliano Alpi, o almeno lo spero per loro…

Tassa sulla cittadinanza

Da oggi è possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza, sperando per i beneficiari che inizi ad essere elargito prima del 29 maggio prossimo venturo: ma non correte, conta semplicemente il mese di presentazione e non il giorno. Leggo però che la cosiddetta “Carta RDC” fornita da PosteItaliane prevede dei costi per le operazioni: un euro per prelievo da Postamat, 1,75 per prelievo da Bancomat, 1 euro per bonifico e 50 centesimi per postagiro.

Non ho voglia di entrare nelle diatribe sul reddito di cittadinanza, e quindi parto dalla definizione data al di fuori dei proclami per la gggente: si è voluta fare una revisione delle politiche del welfare per semplificare. Perfetto. Possiamo anche immaginare che la semplificazione abbia portato alla scelta di un unico soggetto elargitore di RDC, anziché affidarsi alla concorrenza del mercato. Perfetto. Ma a questo punto tratti con questo soggetto (leggi, dai loro un po’ di soldi) in modo che non ribalti le sue spese di gestione sugli aventi diritto. Posso comprendere i bonifici e il bancomat, ma postamat e postagiro sono operazioni interne, non ha senso che vengano pagate da chi evidentemente non ha soldi altrimenti non avrebbe il reddito. È un costo maggiore per lo Stato? Certo. Ma tutta l’operazione Reddito di Cittadinanza è un costo per lo Stato. Si è scelto di farlo, e allora lo si fa bene… Ah no, scusate, stiamo parlando del governo verde-giallo.

Autoacquisti

Come forse ricordate, il primo libro che ho pubblicato è stato Matematica in relax, per i tipi di Vallardi, nell’ormai abbastanza lontano 2011. Ai tempi avevo ricevuto le cinque copie autore, mi ero comprato da Amazon una decina di altre copie – non c’era ancora la legge Levi, quindi potevo preordinarmele con il 40% di sconto – il tutto rigorosamente in formato cartaceo. Poi Vallardi ha fatto uscire l’edizione in pdf a 4,99 euro, ma io non l’ho mai posseduta. Sì, ogni tanto una ricerca Google mostrava siti che mi proponevano quel file con tanto di commenti favolosi al riguardo, ma secondo voi io mi fido di quello che viene scaricato quando provi a cliccare su quei siti?

Per farla breve, quest’autunno ho scoperto per caso che IBS regalava un buono di 5 euro per chi avesse postato cinque recensioni: io le recensioni le avevo scritte – le stavo giusto postando anche là, me ne sono accorto per quello – così mi sono preso il buono e l’altra settimana l’ho usato per comprare il mio libro :) Sapete, sono un completista… (No, non esiste un’edizione in formato epub oppure kindle, il che ha anche piuttosto senso visto come è strutturato: vi assicuro che quando ho preparato Quizzini della domenica ho pronunciato abbastanza bestemmie per far funzionare il tutto)

Wikipedia vuole oscurare Angela Luce. Perché?

Il titolo di questo post non è ovviamente mio: arriva nientepopodimeno che dal comunicato stampa di un evento tenutosi ieri al Palazzo delle Arti di Napoli, con un intervento di un docente di Diritto Costituzionale, di cui purtroppo non ho trovato fonti istituzionali.

Facciamo un passo indietro. Ieri nel tardo pomeriggio, dopo una di quelle sessioni estenuanti di lavoro in cui non si riesce a far funzionare nulla, scopro che ci sono stati due giornalisti di testate diverse che hanno chiesto informazioni su Angela Luce: uno è stato gestito autonomamente dallo staff di Wikimedia Italia, all’altro ho poi risposto io dopo aver cercato di capire esattamente cosa poteva essere successo; non mi era ancora chiaro che il tutto arriva dopo la conferenza stampa, e quindi avevo solo a disposizione le informazioni che potevo ricavare direttamente dalla cronologia della voce di Wikipedia.

In effetti, rispetto a quello che capita di solito – qualcuno che si ritiene importantissimo ma che in realtà non si fila nessuno e quindi viene espunto da Wikipedia – non ci sono dubbi che la signora Luce sia una persona rilevante: la voce su lei è presente sull’enciclopedia sin dal 2007. Qual è allora il problema? Cito direttamente dal comunicato stampa, presumibilmente opera di Giovanna Castellano:

Come sarà spiegato nel corso della conferenza stampa, si tratta di persone (almeno 3) che conoscono molto bene sia l’artista che il suo percorso e tuttavia, scientemente, hanno deciso di eliminare dalla sua pagina, eventi importantissimi che la riguardano. E, quel che è peggio, trincerandosi dietro l’anonimato garantito dai nick-name e forti del “potere” di controllo, potere che nel caso di Angela Luce viene usato in maniera distorta e schizofrenica.

Occhei, forse rileggendolo non è molto chiaro. O almeno a me non è chiaro come si possa sapere che quelle persone “conoscono molto bene sia l’artista che il suo percorso” considerando che “si trincerano dietro l’anonimato”. Qualcosa in più si può forse comprendere leggendo la parte fuori dal paywall dell’articolo del Mattino al riguardo:

la Luce vorrebbe inserire alcuni premi, come quello letterario di Camaiore, gli incontri con principesse e presidenti della Repubblica, serate in suo onore, i complimenti e i biglietti di stima ricevuti dai grandi artisti.

Ora non c’è nulla di male se la signora Luce viene intervistata e racconta di tutti i “complimenti e i biglietti di stima” da lei ricevuti. Ancora più naturale è che una sezione del sito personale della signora Luce riporti tutti questi complimenti e biglietti di stima. Ma voi vi aspettereste forse che una voce sull’Enciclopedia del Cinema Treccani riporti quelle notizie? E allora perché dovrebbero esserci su Wikipedia? Cosa c’entra – sempre citando dal comunicato stampa – che “tutto l’apparato di gestione della
sedicente enciclopedia è tenuto in piedi grazie a donazioni di privati”? (Ah, ricordo che l'”apparato di gestione” è in mano alla Wikimedia Foundation americana ed è la gestione tecnica del sito; la gestione delle singole voci è tenuta in piedi grazie al lavoro volontario e gratuito di chi ci scrive).

Comunque se volete scoprire “quanto è stato rimosso” per il momento non ci sono problemi: basta aprire la cronologia della voce (è un tab in alto in mezzo alla pagina) e cercare. L’ho appena fatto e ho scoperto che per esempio a fine 2017, per una decina di volte, un’utente che si trincera dietro il nick-name “Marisa roberti” voleva tra l’altro far sapere a tutti i lettori della voce che

Angela Luce ha avuto tre incontri con gli studenti: all'[[Università di Bologna]] e alla [[Federico II di Napoli]] con una lezione-spettacolo su [[Raffaele Viviani]] e la sua opera, e ancora a Napoli, nell’Aula Magna della Facoltà di Sociologia.

Purtroppo non ci era comunque dato di sapere qual è il suo piatto preferito per colazione; ma immagino che nel caso ce lo potrebbe dire la signora Giovanna Castellano, che presumo sia pagata per gestire l’immagine della signora Luce – nulla di male in questo, figuriamoci! – e quindi ha scelto questo modo per guadagnarsi il suo onorario – ecco, qui un po’ di male c’è, perché se vuoi metterti a fare qualcosa in un posto che non è tuo magari cominci prima a studiarti le regole di quel posto.

P.S.: ho scritto “per il momento” non perché Wikipedia o la Wikimedia Foundation voglia cancellare le tracce di quanto successo – non ce ne sarebbe nessuna ragione – ma perché l’articolo del Mattino lascia intuire che verrà sporta denuncia per conto della signora Luce contro la Wikimedia Foundation ed eventualmente coloro che hanno editato la voce: in questi casi la policy della WMF prevede che la voce in questione sia oscurata fino alla fine della contesa legale, per evitare ingerenze. È vero che ci saranno tanti altri luoghi della rete dove avere tutte le informazioni e notizie sulla signora Luce, però sarebbe sempre una perdita che Wikipedia non possa fornire quelle principali.