Povero Salvini

Leggendo la notizia della Stampa sul prossimo accordo di ricollocazione migranti – lasciate perdere che ufficialmente è temporaneo, in politica spesso si fa così – mi è venuta in mente una cosa. Il piano è partito a margine dell’unica volta o quasi in cui Matteo Salvini era presente a un vertice europeo, e quindi si può immaginare che l’impulso sia stato anche suo. Probabilmente immaginava di poter annunciare una Grande Vittoria per avere costretto francesi e tedeschi ad accogliere i migranti: ora però non può dire nulla, perché la gggente vedrà il tutto come una Grande Vittoria del governo giallorosso. Non vi sentite un po’ tristi per lui?

Le Notiziole sono maggiorenni!

Me n’ero dimenticato, anche perché un blog non ha bisogno di un prediciottesimo: ma l’8 settembre 2001 ho scritto il primo post sulle Notiziole. Non una grande cosa, anche perché non sapevo ancora bene cosa avrei fatto. Inoltre il sistema home-made per aggiungere i miei post era così mal fatto che un errore di backup mi ha fatto perdere i post delle prime settimane, compreso quello sull’11 settembre 2001 che tanto era così schifoso che per fortuna è finito nell’oblio.
Il mio non è certo il primo blog italiano, per esempio Leonardo mi batte di qualche mese. Però credo che sia uno dei dieci blog più anzyani ancora in vita, e chissà se sono anche sul podio. Non che io sia mai riuscito ad avere un grande seguito: è noto che ci sono solo i miei ventun lettori. D’altra parte io sono troppo pigro per dedicarmi al blog a tempo pieno e postare testi divisivi, e comunque non mi ci divertirei nemmeno… ma tanto un blog costa poco. Cari lettori, che ne pensate?

CasaPound e Forza Nuova oscurate

Ho dei dubbi sulla decisione di Facebok di cancellare i profili di CasaPound, Forza Nuova e dei rappresentanti di questi movimenti. No, il problema non è se Facebook abbia o no il diritto di farlo (presumo di sì). Non è nemmeno un problema di libertà di espressione, che come ogni diritto non è assoluto e ha dei paletti ben precisi, checché ne dica Di Stefano (ma è abitudine di certa destra invocare le leggi solo quando fanno comodo a loro).

Il problema per me è un altro. Facebook si è accorta solo ieri che tutti quei profili incitavano all’odio? Ho dei forti dubbi al riguardo. Aveva avvisato tutti quei profili del loro comportamento, cancellando inizialmente vari post prima di passare all’opzione nucleare? Scommetto di no. Bene. Se ci fosse stato uno stillicidio di cancellazioni e blocchi sarei stato felice di vedere che finalmente Zuckerberg metteva in pratica quello che predicava: così invece ha solo dato aria al chiagn’e’fott. Non mi pare proprio un grande risultato.

Sessismo parlamentare nei vestiti

Mi chiedo cosa sarebbe successo se il Celeste Formigoni fosse diventato ministro e si fosse presentato con una delle sue giacche equivalenti al vestito della ministra Bellanova. Ma in realtà il dress code maschile in Parlamento è rigidissimo…

_8 lezioni sull’infinito_ (ebook)

Haim Shapira è quello che nel mondo anglosassone si chiama un polymath, uno che si dedica a tantissime cose diverse. Stavolta (Haim Shapira, 8 lezioni sull’infinito [Eight Lessons on Infinity], Sperling & Kupfer 2019 [2019], pag. 255, € 16,90, ISBN 9788820067991, trad. Giuseppe Romano, link Amazon) parla di matematica e infinito, affermando che non userà più delle quattro operazioni – non è proprio del tutto vero, ma quasi – con un approccio forse più vicino alla filosofia che alla matematica e sicuramente in modo da stupire i lettori con gli effetti speciali, oltre che ricordare a ogni piè sospinto che con l’infinito non valgono le nostre solite regole aritmetiche. Nell’ultimo capitolo la traduzione ha cominciato a vacillare, con termini matematici tradotti letteralmente e quindi incomprensibili. Occhei, sarebbero incomprensibili comunque per chi non è matematico, e il matematico ha idea di cosa dovrebbero essere: ma ad ogni modo non si fa così. Una curiosità che non so come togliermi sulla traduzione: perché è indicata essere di Giuseppe Romano “per Studio editoriale Littera”?

_Il signor Diavolo_ (film)

Pupi Avati non si è accontentato di girare questo film: ha cominciato con il pubblicare il romanzo omonimo e poi ha cercato qualcuno che glielo producesse. Il risultato immagino sia molto simile al libro: Avati è voluto ritornare al cosiddetto “gotico padano”, raccontando una storia di religione, superstizioni e politica ambientata nel Veneto del 1952.
A me il gotico non piace, e almeno un paio di scene sono assolutamente inutili nel contesto; per il resto, mi ero immaginato il finale – anche se non pensavo che fosse per l’appunto l’ultima scena del film – il che dimostra che la struttura è stata costruita bene. Peccato però che la trama faccia molta acqua, o almeno né io né Anna siamo riusciti a capire cosa il regista volesse esprimere, oltre al banale “non si salverà nessuno”. Anche la recitazione non è sempre stata all’altezza: diciamo insomma che se vi piace il genere potete andare a vederlo e probabilmente gustarlo, ma altrimenti potete tranquillamente lasciare perdere.

Chiude la Feltrinelli di via Manzoni

Ho letto ieri della chiusura della Feltrinelli di via Manzoni a Milano, con galleria fotografica su Repubblica, purtroppo senza foto d’epoca che sarebbero state almeno più interessanti.
ipet
Se mi è permesso dare un commento non richiesto, la mia ipotesi è molto semplice. La Feltrinelli Duomo è a cinquecento metri malcontati di distanza. Finché era viva Inge, lei amava andare nella “sua” libreria sottocasa, che tra l’altro era stata la prima. Ora non ci sono più ragioni di cuore, e quindi si può razionalizzare…