Perché BikeMi ce l’ha con me?

Visto che fino alla prossima primavera non prenderò una nuova bici, vado generalmente in ufficio con il BikeMi: mi dà meno fastidio il freddo che il ficcarmi in metropolitana. Stamattina ho lasciato i bambini a scuola, sono arrivato alla stazione, ho passato la tessera, ho scelto la bici… e la stazione è andata fuori servizio. A volte capita: invece che tornare alla metro ho pensato male di andare verso via Farini angolo via Stelvio e prendere la bici lì. Passo la tessera: stazione fuori servizio. Scarpino fino a piazzale Lagosta, dove due persone avevano appena preso la bici e stavano togliendo la brina dalla sella. Passo la tessera: ci sta a pensare un po’ su, mi arriva il messaggio “Errore!” e la stazione poi va fuori servizio. A questo punto ho continuato a piedi fino in ufficio. (Non preoccupatevi: il percorso scuola-ufficio sono tre chilometri scarsi, ho timbrato alle 9 in punto).

La domanda è per l’appunto “cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?”, con il sottotesto “e come faccio oggi ad andare in palestra?” (per tornare a casa ho comunque l’abbonamento ATM)

Una visita lampo al Louvre

Google mi ha mostrato la cronologia dei miei spostamenti. (Considerando che mi sa che tanto se li salva comunque, direi che è fondamentalmente inutile dirgli di non salvarli). Bene: secondo lui lo scorso giugno avrei fatto una gita lampo al Louvre. Ma soprattutto in ventinove minuti sarei tornato in treno da Parigi fino a Chiavari.
No, non correggo i dati, come Mountain View spera. Nessuno mi obbliga a farlo e io non ci guadagno nulla, anzi. Però devo dire che questo dato spurio mi stupisce (e mi preoccupa), ma mi stupisce ancora di più vedere che non ci sono stati controlli automatici per toglierlo…

Suleimani

Gira una voce secondo cui l’assassino di Suleimani sarebbe stato inserito dal Pentagono tra le varie opzioni in modo che Trump ne scegliesse una meno improbabile, e che invece il presidente l’abbia subito accettata. Il vero problema è che tutto questo, vero o falso che sia, appare perfettamente plausibile.

meteo

Per la prima volta nella stagione la temperatura in città è scesa sotto zero… il che ha significato trovarmi la brina sul sellino della bikemi.

⛔️conferma richiesta di annullo iscrizione⛔️

È qualche settimana che mi arrivano messaggi di questo tipo. Notate gli emoji e la font non standard (così ad occhio altri caratteri Unicode: sono riuscito a copiarli ma non si vedono nel testo della pagina). Il testo, per quanto sgrammaticato, è comprensibile:

“abbiamo raggiunto il tuo messaggio: (annulla iscrizione dalla mailing list.) Per favore, ricorda il tuo messaggio qui. Grazie!”

Immagino che in parecchi proveranno a rispondere, perché hanno un qualche ricordo di essersi disiscritti da una lista di spam. Ma come si vede dall’immagine, in realtà manderanno il loro indirizzo email a una serie di caselle di posta elettronica che li recupereranno con tanto affetto, essendo certi che l’utente (a) esiste e (b) è abbastanza illetterato da rispondere…

Statistiche del sito per dicembre 2019

Nonostante dicembre abbia Natale e quindi meno visite, i dati non sono così male almeno rispetto ai mesi precedenti. Ci sono stati 19.533 visitatori diversi (solo gennaio e marzo sono stati leggermente meglio meglio) per 41.579 visite, le pagine accedute sono state 93.962 e gli accessi 237.113. Il top di visite è stato il 9 dicembre, con 2480: quasi il doppio della media. Le pagine più viste:

  1. Eupnoico: 1.353 visite
  2. Centro operativo postale: 709 visite
  3. Questo testimonia che la droga fa male sempre e comunque: 583 visite
  4. Codice bianco all’Ikea: 416 visite
  5. Almeno non prendermi per il culo: 377 visite

Fuori dalle notiziole, non so come mai una copia locale di un mio post sul Post, Logica e paragnostica, abbia avuto 448 accessi; il il sistema operativo da montare ne ha avuti 299. Tra gli evergreen, il romanaccio ha 780 accessi, gli accordi musicali 473, le barzellette matematiche 390.

Nelle curiosità, 248 scaricamenti del numero 14 di Telematicus. Il secondo più scaricato, il 49, è stato preso solo 25 volte… Per le stringhe di ricerca sgrammaticate trovo 9 accessi con “accordi apianocome sono compostigli”. Comincio a pensare ci sia qualche sito che lo faccia apposta per vedere se vado da loro.

Quizzino della domenica: misura il rettangolo

Nella figura qui sotto vedete un rettangolo (non disegnato in scala!) diviso in quattro parti. Sapete che l’area della parte in grigio è 9, e inoltre avete alcune relazioni tra i lati del rettangolo e delle sue parti. Qual è l’area complessiva del rettangolo?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p423.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions)

Gli archivi segreti della sezione M (Libro 1) (ebook)

Direi che GeMS ha fatto una pubblicità a tappeto alla serie di libri di cui questo (Carlo Alberto Orlandi, Gli archivi segreti della sezione M (Libro 1): Gli agenti di Guglielmo Marconi-La valle dei risorti, Tre60 2019, pag. 233, € 5,99 (cartaceo € 12,90), ISBN 978-88-6702-586-2 ) è il primo. Prima di Natale sono passato in Feltrinelli Duomo e questo volume campeggiava all’ingresso. La trama è per così dire quella degli X-Files del secolo scorso: nel 1933 tre giovani vengono assoldati dal governo fascista, sotto l’egida di Guglielmo Marconi, per venire a capo di alcuni misteri. I racconti lunghi – ogni libro ne contiene due – sarebbero stati dattiloscritti al tempo dall’archivista Carlo Alberto Orlandi, mentre il terzetto Giulio Leoni, Enrico Luceri e Massimo Pietroselli li avrebbe scoperti e pubblicati.
L’idea era buona, la realizzazione molto meno. Può darsi che la metastoria che è solo accennata in questo volume risollevi le sorti della serie, ma leggendo il primo racconto mi sono trovato un manierismo che rendeva ancora più insopportabili gli anacronismi, come “fantascemenza” (il termine fantascienza è stato coniato nel 1952) oppure l’accenno all’IBM che stava progettando calcolatori elettronici (ci si sono messi dopo la guerra: al più avrebbe dovuto parlare di Konrad Zuse che stava per progettare lo Z1). Addirittura il primo racconto mi dava l’idea di un’apologia del fascismo come quella delle barzellette contro il Duce tollerate dal regime, sensazione poi un po’ ridotta dal secondo racconto. In definitiva, non penso mi comprerò gli altri volumi.