lavoro davvero agile!

Antefatto. A febbraio prenotai un libro in prestito interbibliotecario. Il libro al tempo era già in prestito, e poi arrivò il lockdown: il libro restò così in un limbo. Col tempo si passò alla Fase 2 e poi alla Fase 3, e le prime biblioteche rionali cominciarono timidamente a riaprire almeno per i prestiti… ma quella di zona rimaneva (e rimane a tutt’oggi) chiusa. Visto che il libro era stato restituito dal precedente lettore provai timidamente a chiedere se fosse possibile spostare la biblioteca di ritiro, ricevendo risposta negativa. Vabbè, non era uno di quei libri che non potevo fare a meno di leggere, e non è che non abbia nessun libro a casa.

Sabato alle 23:58 mi arriva una mail dalla biblioteca dove mi si diceva che il libro era da loro, ma visto che non c’era una data di riapertura mi chiedevano se avessi voluto ritirarlo altrove. Mi stupisco dell’ora, ma penso che magari i messaggi sono programmati, e ispondo di sì: in questo periodo sto andando a quella di Niguarda, che non è poi lontanissima. Domenica alle 11 mi si risponde che è tutto ok, il libro arriverà probabilmente sabato prossimo, e di non considerare le date del messaggio automatico – arrivato in effetti dopo qualche minuto – proprio perché automatico e non modificabile.

A questo punto chiedo lumi al bibliotecario (che si è sempre firmato con nome e cognome) che mi dice che il personale della biblioteca è sparso tra supporto ad altre sedi, lavoro interno e smart working; lui è in quest’ultimo gruppo e visto che deve anche gestirsi i bambini fa queste operazioni in orari improponibili. Io ho trovato la cosa bellissima, checché ne pensi il nostro sindaco…

Máolǐqíào Kēduōníào

matematica in pausa cinese
Quelli che vedete qui sopra (e che si raggiungono da qui sono le edizioni cinesi di Matematica in pausa caffè e Matematica in pausa pranzo, purtroppo solo in edizione Kindle. Potrei anche comprarmele, ma poi come le sfoggio? Tra l’altro, il libro esiste anche in cartaceo, ma vi voglio vedere a cercarlo… (Il titolo di questo post è la traslitterazione di Maurizio Codogno, per la cronaca)

Ah: ho anche scoperto che esiste Amazon Turchia, avrebbe i miei libri in turco, ma per spedirli vuole una specie di codice di identità, almeno secondo Google Translate, che io non ho. Ma questo significa che tutti gli acquisti di materiale sovversivo sono controllati da Erdogan?

Cogli l’attimo

Per quattro mesi il materiale scolastico dei miei gemelli è rimasto sequestrato a scuola. Beh, per completezza a metà marzo hanno graziosamente chiesto se eravamo interessati a passare: io diedi l’ok, peccato che poi telefonarono a mia moglie impegnata in un’aula e quando mezz’ora dopo lei finì e provò a richiamare non c’era più nessuno. Essendo io il padre, ovviamente non ero assolutamente stato chiamato, non fosse mai che io avessi qualche interesse.

Bene. Visto che la didattica a distanza è terminata con la fine della scuola – non che per Jacopo fosse mai cominciata, a meno che per DAD si intenda mettere una serie di cose da studiare e una sfilza di compiti da fare – la dirigente ha pensato bene che forse (forse) si poteva restituire quel materiale, e ha così preparato una bellissima tabella per la prossima settimana secondo la quale – classe per classe – la coordinatrice prepara i sacchetti con il materiale dei bimbi e i genitori hanno mezz’ora di tempo per ritirarli nell’atrio. Jacopo che è il più fortunato di tutti e la cui classe è la prima della lista ha il ritiro stamattina alle 10; Cecilia alle 16. Fin qua ancora nessun grande problema. Sapete però quando è stata pubblicata la circolare in questione? Venerdì sera alle 23:48.

Non mi è ancora chiaro il motivo per cui una persona possa immaginare che la cosa più logica da fare sia pubblicare un avviso il venerdì notte per il lunedì mattina. Magari le è arrivata l’illuminazione tutto a un tratto, e non voleva lasciarsela scappare, visto che entro fine giugno la scuola chiude… Certo che pensarci una decina di giorni prima avrebbe forse permesso ai genitori di organizzarsi e di scoprire la cosa non per caso. Provate a chiedervi perché abbiamo categoricamente rifiutato di iscrivere i gemelli alla prima media con quella dirigente (e non siamo stati i soli: da quattro quinte si forma una prima media…)

PS: nei commenti la saga continua.

Consigli non richiesti

Oggi prima di pranzo sono andato in palestra (con BikeMi perché ho lasciato la mia bici a fare un checkup). Mentre rientravo, con la mia bella mascherina addosso, mi fermo a un semaforo rosso. Mi si affianca un altro ciclista (avrà avuto qualche anno più di me) che mi osserva e mi dice “guardi che si può andare senza mascherina se si è in bici”. Alla mia risposta “tanto per la velocità a cui vado non mi cambia assolutamente nulla”, replica “sì, ma poi non respira”.

È possibile che uno si senta così convinto di non potersi fare i fatti propri, e nemmeno per ergersi a giudice di un comportamento illegale?

Frigoriferi alla moda

Ieri sono dovuto andare in ufficio, perché mi hanno consegnato il nuovo PC aziendale e la procedura di installazione richiede la LAN aziendale. Non è stato troppo difficile, a parte la richiesta via mail al mio capo e ad HR, il controllo automatico della temperatura all’ingresso (con l’app che mi ha cazziato perché avevo abbassato la mascherina…) e l’avviso di aprire la finestra dell’ufficio perché i convettori erano giustamente spenti.
La cosa importante però c’era: la macchinetta del caffè in sala snack funzionava. E mentre ero lì ho scoperto che era stato anche aggiunto un nuovo frigorifero Samsung, con un display enorme che immagino possa essere usato per IoT. Però non ho capito una cosa: a che serve averci Spotify?

Ho ripreso la palestra

Passato il primo giugno, anche in Lombardia è possibile andare in palestra. I gemelli hanno cominciato subito, io lunedì sono passato a farmi il certificato ludico-motorio e ieri sono andato alla mia solita palestra per reiscrivermi (pagando il 10% in più… ma bisogna dire che a chi era abbonato non conteggeranno i tre mesi di chiusura).

Disponibile un armadietto su tre, agli altri hanno direttamente tolto le chiavi. Il mio orario prandiale non è mai stato molto gettonato, ma quando sono arrivato in sala pesi a parte l’istruttore che se ne stava bello chiuso c’erano tre persone – due ragazze e uno che stava telefonando con però la mascherina addosso; se ne sono andati tutti e sono rimasto per un po’ da solo, tranne negli ultimi cinque minuti quando sono arrivate altre tre persone. Diciamo che il distanziamento c’era :-)

Poi è inutile dire che pur essendo andato giù leggero oggi sono tutto un dolore e domani non mi muoverò, ma quello è ben noto a chiunque faccia attività fisica…

Matematica in pausa caffè, edizione 2020

Nel 2014 pubblicai il mio secondo libro cartaceo, il primo per Codice. La tiratura è stata di circa 2200 copie, che ormai sono esaurite da un pezzo: diciamo che se proprio qualcuno avesse voluto una copia cartacea e non l’ebook, l’editore l’avrebbe fatta stampare in print-of-demand.

Bene: l’editore ha pensato che si potesse fare una nuova edizione del libro. Non una ristampa, attenzione: l’ISBN tanto per dire sarà diverso. Il vantaggio è che così c’è la possibilità di correggere i refusi che erano rimasti nella prima edizione. Prima del lockdown il redattore capo di Codice mi ha chiesto la lista degli errori; glieli ho spediti, e già che c’ero ho chiesto se si poteva fare qualche piccola modifica, perché la matematica non cambia ma il contorno sì. Per esempio, il Doomsday non è più indicato per 2014, 2015 e 2016 ma per 2020, 2021, 2022; oppure la mia profezia che prima o poi un calcolatore avrebbe battuto i migliori campioni di go si è avverata. Ho così spedito anche quelle modifiche.

Non so come i tempi di pubblicazione siano cambiati con questi mesi di blocco anche per gli editori, ma ieri mattina mi sono arrivate le prime bozze, che ho rivisto (in un quarto d’ora, dovevo solo verificare le modifiche…) e consegnato; dopo pranzo mi sono arrivate le seconde bozze. Direi che questo è un record assoluto!

E in questi casi che si fa?

Questo è un affettato che avevamo comprato un paio di settimane fa e messo in frigo, era ancora sigillato e sabato scorso ci siamo trovati così. Come vedete, la data di scadenza era ben lontana: mancava quasi un mese. Il problema è che ovviamente lo scontrino non ce l’avevamo più, e quindi l’unica cosa da fare era buttare via il tutto.
Il problema è che immagino che in quel lotto il nostro salame non era certo l’unico a essere stato contaminato: eppure non c’è nessuna possibilità di avvisare qualcuno. Non vi pare che qualcosa non vada?