Carnevale della matematica #136: GOTO Proooof

Non siete mai riusciti a comprendere l’umorismo matematico, come il 99,7% di chi matematico non è? Ora avete una possibilità in più (per non capirlo, mi sa): Roberto Zanasi fa parlare il Vero Matematico e l’apprendista matematico nel Carnevale della matematica di questo mese… in attesa dei Rudi Matematici che a febbraio saranno carnascialeschi.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker (film)

Premessa doverosa: a me tutta la storia di Guerre Stellari non è mai interessata. Sono stato costretto a vedere gli episodi IV, V e VI perché Jacopo era ed è fissato, e quindi quando è uscito il VII mi serviva sapere di cosa si parlava. Sono anche riuscito a non vedere l’episodio VIII, il che da quanto ho capito è stato un vantaggio perché così sono rimasto nell’universo di J.J.Abrams, che come sapete riciccia la roba vecchia e ha lasciato perdere gli sviluppi di Gli ultimi Jedi.
Il film per me è stato un (lunghissimo) fumettone di quelli di avventura dove la parte principale sono le battaglie varie. Non so quanto avere avuto Carrie Fisher scontornata per fare le nuove scene sia stato un miglioramento rispetto alla possibilità di ricreare digitalmente il suo volto; mi chiedo quanto abbiano pagato Harrison Ford e Mark Hamill per il loro cameo; per il resto ho passato due ore e mezzo senza infamia e senza lode.

bici bloccate dal freddo?

Stamattina ho preso la solita BikeMi, con il totem che ci ha messo un po’ più di tempo del solito a svegliarsi: ho tolto la brina dal sellino, ho cercato inutilmente di alzare la suddetta sella, ho pedalato fino alla stazione vicino all’ufficio, l’ho lasciata, ho ripassato la tessera per verificare che la restituzione fosse registrata… e ho scoperto che secondo il sistema non l’avevo presa. Questa è la seconda volta che mi capita in una settimana, a parte la giornata in cui proprio non mi faceva prendere le bici. Ho come il sospetto che i “disservizi temporanei” indicati nella pagina del servizio – ma che risalgono al giorno in cui appunto sono dovuto andare a piedi – siano legati al freddo di questi giorni, anche se non riesco a capire la differenza con l’anno scorso… se non che adesso uso la tessera ATM e non quella BikeMi.

Non ne abbiamo la più pallida idea (libro)

Come si può raccontare cosa sappiamo attualmente della fisica in modo diverso dal solito? In questo libro (Jorge Cham e Daniel Whiteson, Non ne abbiamo la più pallida idea : Guida all’universo sconosciuto [We Have No Idea], Longanesi 2019 [2017], pag. 415, € 22, ISBN 9788830451162, trad. Pietro Gianinetti) gli autori, il primo dei quali noto al pubblico nerd come “quello di Ph.D. Comics”, scelgono un approccio “alla rovescia”: partono da quello che non sappiamo, che è davvero tanto, e osservano quello che sappiamo o almeno pensiamo di sapere da quel punto di vista. Come dicono (a pagina 403, a dire il vero…) più che risposte il libro dà domande. Bisogna dire che è spiazzante partire leggendo che noi siamo in grado di percepire in un modo o nell’altro più o meno il 5% dell’universo; ma forse è ancora più spiazzante, o almeno a me dopo un po’ ha dato parecchia noia, la ricerca della battuta ad ogni costo. Un universo di papaie può far sorridere come battuta estemporanea ma non come tormentone di un intero capitolo, e immagino che il povero Pietro Gianinetti debba avere fatto i salti mortali per rendere molti giochi di parole in italiano. (Ah, c’è una tabella a pagina 69 dove il grafico ha confuso punti e virgole decimali e ha reso il testo incomprensibile per chi non ha già una qualche idea.) A parte questo, direi che il libro dà una visione d’insieme piuttosto chiara di quello che sappiamo (e quello che non sappiamo…) sulla fisica, e può anche essere utilmente usato da chiunque ami papaie, furetti e babbuini.

Che fine ha fatto Napoletone?

Qualche settimana fa, mentre cenavamo, a me e Anna è venuta in mente la performance di Luca Luciani di una dozzina d’anni fa: per la precisione, ci eravamo chiesti chi avesse fatto uscire il video, e che fine avesse fatto il manager TIM, dopo che era stato mandato a fare il capo di Tim Brazil e poi era scomparso dai radar.

Devo dire che il diritto d’oblio sembra funzionare alla rovescia. Mentre si trovano facilmente informazioni su quel maledetto 2008, pare impossibile riuscire a scoprire qualcosa di contemporaneo, almeno su Google. Alla fine sono stato costretto a sfruttare Linkedin, che mi dice che da novembre 2016 è “Managing Directory – CEO” di Value Partners, vedi anche qui (PDF). Tutto bene, ma sul sito non trovo comunque sue tracce… Dobbiamo contattare Chi l’ha visto?

PS: ho scoperto che era persino stato creato un blog dedicato a Napoletone!

Perché BikeMi ce l’ha con me?

Visto che fino alla prossima primavera non prenderò una nuova bici, vado generalmente in ufficio con il BikeMi: mi dà meno fastidio il freddo che il ficcarmi in metropolitana. Stamattina ho lasciato i bambini a scuola, sono arrivato alla stazione, ho passato la tessera, ho scelto la bici… e la stazione è andata fuori servizio. A volte capita: invece che tornare alla metro ho pensato male di andare verso via Farini angolo via Stelvio e prendere la bici lì. Passo la tessera: stazione fuori servizio. Scarpino fino a piazzale Lagosta, dove due persone avevano appena preso la bici e stavano togliendo la brina dalla sella. Passo la tessera: ci sta a pensare un po’ su, mi arriva il messaggio “Errore!” e la stazione poi va fuori servizio. A questo punto ho continuato a piedi fino in ufficio. (Non preoccupatevi: il percorso scuola-ufficio sono tre chilometri scarsi, ho timbrato alle 9 in punto).

La domanda è per l’appunto “cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?”, con il sottotesto “e come faccio oggi ad andare in palestra?” (per tornare a casa ho comunque l’abbonamento ATM)

Una visita lampo al Louvre

Google mi ha mostrato la cronologia dei miei spostamenti. (Considerando che mi sa che tanto se li salva comunque, direi che è fondamentalmente inutile dirgli di non salvarli). Bene: secondo lui lo scorso giugno avrei fatto una gita lampo al Louvre. Ma soprattutto in ventinove minuti sarei tornato in treno da Parigi fino a Chiavari.
No, non correggo i dati, come Mountain View spera. Nessuno mi obbliga a farlo e io non ci guadagno nulla, anzi. Però devo dire che questo dato spurio mi stupisce (e mi preoccupa), ma mi stupisce ancora di più vedere che non ci sono stati controlli automatici per toglierlo…